Var dove ti porta il buonsenso, non il cuore: stop alle polemiche, please

Di , scritto il 08 Settembre 2017

Come prevedibile, dal momento che stiamo parlando di calcio, cioè della cosa più importante tra le cose non importanti (Arrigo Sacchi dixit), ogni tematica che lo riguardi viene presa troppo sul serio. Spesso questo accade perché si è tifosi, perciò schierati a prescindere, e si ragiona per lo più con la pancia. Vale per quasi tutti, dai semplici abbonati a stadi e pay-per-view fino agli addetti ai lavori. Che tu sia supporter, Presidente o giocatore di un Club, oppure giornalista, finirai per entrare nel flusso della polemica intestinale. Un grosso limite che ancora frena lo sviluppo di uno tra gli sport più amati, tuttavia fermo all’età della pietra rispetto ad altri.

PER COMINCIARE: IL O LA VAR? – Sì, il calcio è ancora lì a chiedersi se la ruota serve davvero, mentre il resto del Mondo già viaggia verso altri pianeti. Eppure qualcosa è cambiato. Eppure abbiamo la Var. Anzi, il Var. Già qui ci si imbatte nel primo ostacolo: l’articolo sarà maschile o femminile? Il buonsenso suggerisce che, trattandosi dell’acronimo inglese di Video Assistant Referee, si debba usare il maschile. Ma, anche qui, nascono ogni giorno piccole e sterili polemiche in merito. Il motivo? L’essere o meno schierati. Per esempio: tu, juventino, hai detto il Var? Allora io dirò la Var. Viene travalicato il concetto di corretto o scorretto in nome di una cieca e poco produttiva questione di cuore, in nome dell’essere contro una tifoseria piuttosto che un’altra. Fidatevi, succede più spesso di quanto ci si accorga. Il buonsenso – sempre lui, questo poco frequentato gentiluomo della mente – vorrebbe venirci incontro, ma siamo troppo presi dal passato per progredire.

JUVE-INTER: NAUSEA TOTALE – Facciamo un nuovo esempio: la questione Juventus-Inter del 1998. Non si è mai smesso di parlarne, figurarsi ora che esiste il Var (noi ci atteniamo alla corretta lingua italiana e useremo sempre il maschile). Qualche giornalista buontempone ha deciso di domandare a Massimo Moratti, ex Presidente nerazzurro ai tempi del caso Iuliano-Ronaldo, se sarebbe servito o no l’aiuto tecnologico per evidenziare il contatto nell’area bianconera e, quindi implicitamente ma non troppo, forse spostare gli equilibri di quel campionato con un calcio di rigore a favore dell’Inter. Domanda tendenziosa, visto che non è stata fatta a un monaco tibetano ignaro dei fatti e, può darsi, dell’esistenza del gioco del calcio. Ovviamente Moratti ha detto la sua, di pancia, di cuore. Ovviamente. La risposta della Juve non si è fatta attendere e il canale tematico del Club ha posto l’accento su due episodi della gara di andata del 4 gennaio 1998: un rigore non visto per fallo di West su Inzaghi e il gol annullato per presunto fallo di mano dello stesso Super Pippo. Siamo seri? Davvero?

IL PRESUNTO SFOGO DI BUFFON – Altro giro, altra corsa, e arriviamo alle parole di Buffon dopo il pirotecnico 4-2 in rimonta contro il Genoa nella seconda giornata del campionato in corso. Ancora Juve. Il numero uno bianconero e della Nazionale ha detto quel che pensa: non è contrario al Var, semplicemente auspica una moderazione nel suo utilizzo. Ha aggiunto che se l’anno scorso alla Juventus sono stati concessi appena 3 calci di rigore, con l’abuso del Var rischierà in questa stagione di averne 55. Apriti cielo. Il fatto che nelle prime due uscite contro Cagliari e Genoa i campioni d’Italia abbiano avuto 2 rigori contro proprio grazie all’ausilio in tempo reale delle immagini, aveva già scatenato sui social il prevedibile sberleffo al bianconero. Figurarsi dopo che Buffon (mica l’ultimo degli stolti, eh!) è uscito allo scoperto con toni decisi. Dallo sberleffo alla caccia è un attimo. Come dire che, anche avessimo l’Onnipotente che tutto sa e tutto vede a dirci quali rigori sì e quali no, la Juventus avrebbe sempre torto comunque, a prescindere. Di nuovo chiedo: siamo seri? Davvero?

ORSATO E LA ROMA – E arriviamo all’ultimo round: la designazione di Orsato come arbitro della gara di domani sera tra Sampdoria e Roma. I tifosi giallorossi, con ironia per fortuna, hanno protestato su Twitter: “Così non Var”. La ragione? Orsato era l’incaricato Var del recente Roma-Inter vinto 3-1 da Icardi & Co., gara in cui lo stesso Orsato ha deciso di sorvolare sul contatto in area tra Skriniar e Perotti. I supporters giallorossi non lo vogliono, si sentono penalizzati in partenza. Again: sul serio? Davvero? Quel che manca è il buonsenso, giova ripeterlo. Continuare a giocare il ruolo delle vittime designate, dei sudditi di sua maestà Juventus, delle povere anime vessate dal “palazzo”, serve soltanto a rendere il pianeta calcio ancora meno vivibile di quanto già non sia. Poi, se tutti si sentono vittime di qualcuno, chi sarà mai il dittatore, il carnefice? Se tutti hanno ragione e nessuno torto, qualcosa che non torna c’è in partenza. O no?

 



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