Juventus: niente paura, ma occhio ai cali di tensione

Di , scritto il 15 Maggio 2017

Inevitabile. Dopo una cavalcata lunga 10 mesi, dopo aver costruito mattone su mattone la consapevolezza di poter vincere tutto, era inevitabile che la Juventus segnasse il passo. Allegri lo aveva già capito a margine del derby contro il Torino, aveva ammonito critica e ambiente poco prima del return match contro il Monaco: “Calma, non abbiamo ancora fatto nulla. Se stacchiamo la spina, potrebbe essere dura riattaccarla”. Non un presagio, quello del tecnico toscano, più un ragionamento logico dato da esperienza e fisiologia: quando lotti su tutti i fronti, qualche cosa la lasci per forza lungo la strada.

Così non deve stupire e non deve allarmare il 3-1 rimediato ieri sera dalla Juventus contro una Roma cinica e in palla. Ci poteva stare e c’è stato. Ma qualche interrogativo è giusto che la banda bianconera se lo ponga, specie in considerazione delle ultime uscite in campionato a cavallo della doppia semifinale di Champions League: 2 soli punti rimediati in 3 gare, 6 gol al passivo e tesoretto sulla seconda eroso in breve tempo. Ora la distanza dalla Roma si è ridotta a 4 punti, che con ogni probabilità diventerà 1 soltanto sabato prossimo quando i giallorossi affronteranno il Chievo in attesa che la Juventus scenda in campo domenica contro il Crotone.

La Vecchia Signora non subiva 3 reti in un solo incontro dallo scorso novembre (3-1 a Marassi contro il Genoa), e sempre da novembre non ne incassava in 3 gare consecutive (di mezzo ancora Atalanta e Torino come adesso). Le ingenuità di Bergamo, la sfortuna nel derby e le disattenzioni di ieri all’Olimpico fanno il paio con quel periodo di fine 2016: dopo di allora, Allegri ha trovato la quadra con il nuovo modulo e il gruppo si è risvegliato consapevole che quello non era il modo giusto per tirare un po’ il fiato. In parte è ciò che sta accadendo adesso: Bonucci scuote i compagni ribadendo che è necessario tornare con i piedi per terra, Allegri twitta un monito cristallino: “Nessuna preoccupazione, ma… antenne belle dritte!”.

All’orizzonte la sfida di mercoledì sera contro la Lazio, finale di Coppa Italia. Primo tassello sulla strada dell’eventuale Triplete che, per carità, non è ossessione dalle parti di Vinovo, ma è chiaro che fallire il primo obiettivo stagionale dopo la battuta d’arresto con la Roma potrebbe creare fratture ulteriori e pericolose. Fratture che, prima della delicata partita con il Crotone (calabresi in piena corsa verso la salvezza, visti i 17 punti su 21 nelle ultime 7 uscite) e prima della finale di Champions del 3 giugno, potrebbero minare le certezze della Juventus.

CLASSIFICA SERIE A:

Juventus 85, Roma 81, Napoli 80, Lazio 70, Atalanta 66, Milan 60, Fiorentina 59, Inter 56, Torino 50, Sampdoria 47, Udinese e Cagliari 44, Chievo e Sassuolo 43, Bologna 41, Genoa 33, Empoli 32, Crotone 31, Palermo* 23, Pescara* 14

*già retrocesse in Serie B

37° TURNO (20-21-22 maggio):

Chievo-Roma, Napoli-Fiorentina, Empoli-Atalanta, Milan-Bologna, Juventus-Crotone, Sassuolo-Cagliari, Udinese-Sampdoria, Genoa-Torino, Lazio-Inter, Pescara-Palermo

 



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