Il Napoli si candida per lo scudetto. La missione è possibile

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Il clamore e l’entusiasmo era vivo sin dall’inizio del ritiro del Napoli in quel di Dimaro, quando i tifosi azzurri presero d’assalto la località trentina per sostenere a gran voce i propri beniamini. A distanza di due mesi la banda di Sarri pare mantenere i propositi iniziali. Il Napoli dopo quattro giornate di campionato è in testa alla classifica, a punteggio pieno, in compagnia di Inter e Juventus. I partenopei detengono, altresì, lo scettro di miglior attacco del torneo con quindici reti realizzate, annoverando tra l’altro la seconda miglior difesa con due goal subiti, solo l’Inter ha fatto meglio avendone uno solo al passivo. Al di là dei numeri, però, ciò che impressiona positivamente è il gioco espresso dalla squadra di Sarri. Che il Napoli divertisse non è una novità, ciò che stupisce però è l’armonia nei movimenti, la precisione nelle triangolazioni, l’intesa oramai impeccabile tra i tre tenori presenti lì in avanti, ossia Insigne, Mertens e Callejon e la tenuta difensiva di gran lunga migliore rispetto a quanto dimostrato nella passata stagione. Koulibaly ed Albiol appaiono una diga insuperabile, mentre Hysaj e Ghoulam sono frecce che corrono lungo le corsie esterne, sempre pronti a svolgere il doppio compito di ripiegamento e di sostegno in avanti. A centrocampo non sta brillando Hamsik, ancora un po’ in ritardo di condizione, ma in compenso Zielinski sta dimostrando di poter meritare i galloni da titolare. Nulla da eccepire sulla regolarità di rendimento dei vari Jorginho, Allan e Diawara, tutti tasselli utili al fine di condurre il Napoli il più lontano possibile. Il 6-0 rifilato al Benevento ha messo in mostra la voglia famelica di azzannare l’avversario, l’irrefrenabile spinta propulsiva, anche se ad onor del vero i sanniti non sono apparsi avversari irresistibili. Occorreranno test più probanti per misurare il grado di maturità e competitività degli azzurri in questo campionato. Ed infatti la prossima gara, in programma domani sera all’Olimpico, contro la Lazio, sarà la prova del nove, per valutare se il Napoli è da definire come una compagine “grande solo contro le piccole” oppure se riuscirà a dettare legge anche al cospetto di una delle migliori squadre presenti nel nostro panorama calcistico, ossia i biancocelesti trascinati da un Immobile inarrestabile e guidati dall’abile e sagace Simone Inzaghi. Una nota dolente fino ad ora palesata proviene dalla Champions League, in cui il bruciante ko rimediato a Kharkiv contro lo Shakhtar Dontesk ha sollevato più di un dubbio sulla reale consistenza degli azzurri in ambito europeo. Sarri al termine di quella gara ha parlato di scarsa concentrazione, probabilmente dettata da una forma di appagamento derivante dal superamento del playoff con il Nizza. Giustificazioni in parte plausibili, ma il tecnico toscano è ben consapevole delle attese che gravitano attorno alla sua squadra, ragion per cui il prossimo 26 settembre contro gli olandesi del Feyenoord urgerà una scossa, una reazione per dimostrare anche in Champions quanto di ottimo fino ad ora compiuto in campionato. Mertens e compagni appaiono serie garanzie per un Napoli atteso da due trasferte insidiose ma che saranno utili per valutare concretamente se gli azzurri quest’anno potranno lottare ad armi pari per la conquista dello scudetto, mettendo nel mirino il duello a distanza con l’acerrima nemica Juventus.


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