McBride, capitano del Derry City, morto in casa a 27 anni

Di , scritto il 20 Marzo 2017

Un nuovo lutto scuote il mondo del calcio, soprattutto quello d’oltre Manica: ieri pomeriggio il capitano del Derry City (Premier Division irlandese), Ryan McBride, è stato rinvenuto privo di vita nel suo appartamento, situato a poca distanza dal Derry’s Brandywell Stadium. C’è ancora riserbo sulle cause del decesso, avvenuto in circostanze al momento poco chiare sia per gli inquirenti che per la stampa britannica.

Uno shock per l’ambiente del Derry City, club nel quale McBride era cresciuto e con cui aveva iniziato la carriera da professionista. Dirigenza e tifosi si sono stretti intorno alla famiglia del difensore classe ’89, che proprio sabato aveva festeggiato il 4-0 in campionato ai danni del Drogheda United. La sorte beffarda ha voluto chiudere un cerchio: proprio contro il Drogheba, nel 2011, lo scomparso McBride aveva esordito nel massimo torneo irlandese. Nell’arco di 6 anni, Ryan aveva messo insieme 136 presenze e 10 reti, disputando anche una manciata di partite di qualificazione all’Europa League.

Sbigottimento e profonda tristezza hanno accompagnato il risveglio di Derry, per popolazione e importanza seconda città dell’Irlanda del Nord, a mano a mano che la notizia ha iniziato a diffondersi. Il cordoglio è stato espresso soprattutto sui social: la Federcalcio irlandese, attraverso Twitter, ha fatto sapere che “i pensieri sono con la famiglia di Ryan McBride e tutti coloro che sono coinvolti nel Derry City FC”. Il presidente del club, Phil O’Doherty, ha dichiarato: “La squadra è devastata, questa notizia è dura da accettare”.

Suo malgrado, dunque, il giovane McBride è diventato membro dello sfortunato circolo del 27, cioè di quelle personalità più o meno in vista scomparse all’età di 27 anni. Solitamente si tratta di personaggi del mondo dello spettacolo, giungla nella quale spesso è facile perdersi e autodistruggersi. In qualche modo il pubblico si aspetta la tragedia. Ma in questo caso, no: un atleta, un simbolo vero, il capitano di una squadra di calcio, l’idea stessa di buona salute e doti atletiche sopra la media. Dura davvero digerire che possa essere finita in questo modo. Come fu difficile accettare la scomparsa di Antonio Puerta (Siviglia), Miklos Feher (Benfica), Piermario Morosini (Livorno) e Marc Vivien Foé (Manchester City), letteralmente caduti sul campo. E mai dimenticati.



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