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I bimbi dimenticati dalla Nazionale

24 Novembre 2007 alle 00:01 scritto da francesco

ittSulla gazzetta, leggo che ci sono molti genitori delusi: a Modena, i giocatori si sono limitati a un semplice saluto ai bimbi presenti agli allenamenti. Niente incontro, niente stretta di mano, niente foto. Capisco e condivido la rabbia dei papà e mamma, e l’amarezza dei piccini. Tuttavia, il calcio di oggi è un’industria terrificante che tutto fagocita, senza lasciare spazio ad altro se non al business.

Quei ragazzotti in mutandoni sono aziende che fatturano decine di milioni di euro l’anno, fra ingaggi, premi, merchandising. Sono in mano a procuratori affamati di denaro, e ogni loro mossa è sotto la lente d’ingrandimento di dirigenti, affaristi, manager.

Nulla a che vedere con quanto accadeva negli anni ’70 e sino al Mondiale ’82, quando il trionfo in Spagna ha reso i giocatori italiani (quelli bravi) miliardari. Il calcio italiano è disumanizzato.

Il mio consiglio? Far seguire le partite in tv ai bimbi: li potranno vedere più da vicino che dal vivo.



1 commento su “I bimbi dimenticati dalla Nazionale”
  • 24 novembre 2007 alle 12:48 am I bimbi dimenticati dalla Nazionale | Football Parade! ha scritto

    [...] Se sei arrivato per la prima volta qui, potresti voler essere aggiornato delle novità sottoscrivendoti ai miei RSS feed. Grazie per la visita!Sulla gazzetta, leggo che ci sono molti genitori delusi: a Modena, i giocatori si sono limitati a un semplice saluto ai bimbi presenti agli allenamenti. Niente incontro, niente stretta di mano, niente foto. Capisco e condivido la rabbia dei papà e mamma, e l’amarezza dei piccini. Tuttavia, il calcio di oggi è un’industria terrificante che […] Leggi la notizia alla fonte » [...]

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