Euro Milan: buona la prima, qualificazione a tiro (anche se…)

Di , scritto il 28 Luglio 2017

Universitatea Craiova – Milan 0-1 (0-1)

44′ R. Rodriguez

Il Milan ha riassaporato il gusto delle sfide internazionali dopo la bellezza di 1234 giorni dall’ultima apparizione. Nel marzo del 2014, contro l’Atletico Madrid in Champions, i rossoneri avevano salutato con l’inutile rete di Ricardo Kaka; ieri sera, nella semi sconosciuta regione romena dell’Oltenia, contro il Craiova ci ha pensato un altro Ricardo, arrivato da poche settimane a Milanello, a indirizzare l’incontro: l’esterno sinistro Rodriguez, che con una punizione apparentemente innocua ha sbloccato e deciso la gara sul finire del primo tempo. Il successo internazionale mancava al Milan da ancora più tempo, cioè da 1339 giorni: tanti ne erano trascorsi dalla vittoria sul Celtic (novembre 2013). Insomma, i motivi per sorridere ci sono, ma con cautela.

Il gol in trasferta, si sa, pesa come un macigno. Quindi il sigillo dell’ex terzino del Wolfsburg può valere oro nell’ottica del return match previsto per giovedì 3 agosto a San Siro. Occhio però a sottoscrivere quel che tutti i quotidiani sportivi di casa nostra, questa mattina, hanno sottoscritto: ipoteca sul preliminare. Viene da chiedersi se i vari titolisti e giornalisti di professione abbiano o meno visto la partita. Chiaro che il Milan parte in vantaggio, con due risultati su tre a disposizione; chiaro che la banda di Montella ha un tasso tecnico superiore agli uomini di Devis Mangia; lampante che manchino ancora tasselli importanti (Biglia, Bonucci, Chalanoglu) e che, comunque, il Diavolo se la sia cavata lo stesso raggiungendo la piena sufficienza.

Ma è pur vero che il Craiova è già partito con il campionato romeno e che il Milan è reduce da un mini tour cinese sfiancante per ciò che riguarda il fuso orario, oltre ad avere ancora legittimamente le gambe imballate da una preparazione a singhiozzo. E si è visto; e dal minuto 60 in avanti, le gambe leggere del Club di casa hanno fatto la differenza e, in qualche frangente, anche paura. Montella lo aveva detto alla vigilia: “Stiamo attenti dal sessantesimo al settantesimo”. Sa a che punto sono i suoi ragazzi, sa che il Craiova ha già lavorato sull’esplosività. Il gol del gruppo di Mangia non è arrivato soltanto per la scarsa precisione negli ultimi 30 metri, ma la costruzione della manovra è stata a tratti davvero superiore a quella rossonera.

Le note positive, in casa Milan, comunque non mancano. Per esempio la super parata di Donnarumma nel primo tempo, che certifica il feeling ritrovato con i tifosi e dimostra come, all’esordio europeo con il Diavolo, Gigio ha gestito la pressione da vero numero uno. Un solo intervento degno di nota, per il resto calma, lucidità e concentrazione anche a palla lontana, qualità da fuoriclasse per il ruolo. Oppure la prestazione di Kessié, già calato nei panni che aveva egregiamente vestito a Bergamo, sintomo di una personalità fuori dal comune specie considerando l’età. Vero, il centrocampista pecca ancora di continuità, in certi momenti spegne un po’ la luce, ma i margini di miglioramento sono esponenziali. Bene anche Bonaventura, altro esordiente in Europa, alla ricerca di minutaggio dopo il lungo stop per infortunio, e Rodriguez (gol a parte, lo svizzero ha lavorato benissimo sulla catena di sinistra, al netto di alcuni errori in appoggio con il piede destro). Bene anche Cutrone, alla prima da titolare in gare ufficiali con il Milan, che prende un palo e lavora tanto per la squadra, così come Borini, attaccante di scorta prezioso in fase di costruzione. Benissimo Musacchio, preciso e pulito in tutte le coperture difensive.

Le ombre di Montella sono, in qualche modo, nomi noti: Montolivo, che tocca sì tantissimi palloni (108 in tutto), ma che non può essere considerato il play del nuovo corso rossonero; Niang, cui il tecnico ha dato ancora fiducia tenendolo in campo fino alla fine, è sempre intermittente. Poi c’è Andrè Silva, entrato nella ripresa e apparso egoista e completamente lontano da una condizione accettabile. Vale sempre l’alibi della preparazione a singhiozzo, quando la forma fisica sarà al top probabilmente anche Niang e Silva faranno un logico salto di qualità. Nel frattempo Montella abbassa i toni, sa di non essere al sicuro in vista del ritorno, predicando calma e realismo. Nel mezzo ci sono ancora una manciata di giorni per trovare una forma migliore.

 



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