Europa League: Vince la Lazio, pareggio della Roma.

Di , scritto il 04 Ottobre 2019

Stavolta è la Lazio a ribaltare il risultato per riprendere il cammino in Europa. Dopo il ko subito con il Cluj in Romania, i gol di Milinkovic ed Immobile rimontano quello di Morel ed interrompono a cinque il filotto di ko in Europa League. Contro il Rennes, modesto ma scorbutico, i biancocelesti sfoderano una partita non brillante, ma con tanto orgoglio. Nell’altro incontro del gruppo E il Celtic batte 2-0 i il Cluj e la Lazio non è più ultima in classifica.
Il quadro della seconda giornata di Europa League
-Girone A
Dudelange-Qarabag 1-4
Siviglia-Apoel Nicosia 1-0

  • Girone B
    Lugano-Dinamo Kiev 0-0
    Malmoe-Copenaghen 1-1
  • Girone C
    Trabzonspor-Basilea 2-2
    Krasnodar-Getafe 1-2
  • Girone D
    Rosenborg-Eindhoven 1-4
    Sporting Lisbona-Lask Linz 2-1
  • Girone E
    Celtic-Cluj 2-0
    LAZIO-Rennes 2-1
  • Girone F
    Arsenal-Standard Liegi 4-0
    Vitoria Guimaraes-Eintracht Francoforte 0-1.

LA PARTITA – Inzaghi vara un turnover consistente. Rispetto all’11 che ha travolto il Genoa conferma solo Strakosha, Acerbi, Lulic e Immobile. Leiva e Correa riposano, Parolo, Luis Alberto e Milinkovic partono in panchina. Caicedo è l’altro perno dell’attacco. Stephan in avanti si affida all’ex milanista Niang ed a Tait. Nel folto centrocampo spazio anche a Clement Grenier, alla Roma nella stagione 2016-’17. Niang ed il giovane Camavinga (17 anni il mese prossimo) stanno una spanna sopra i compagni. Per il resto il Rennes è formazione che, consapevole di non poter contare su particolari qualità tecniche, ha nella disciplina tattica la sua arma migliore. Pressing, distanze tra i reparti rispettate ossessivamente, difesa a cinque appena si perde palla. Bastano questi semplici ingredienti a Julien Stephan per imbrigliare la Lazio nel primo tempo, con occasioni da rete ridotte al minimo da ambo le parti. Tolta una bella girata al volo di Immobile, alta, ed una timida punizione di Cataldi (bloccata facilmente da Mendy) il Rennes non rischia nulla. E’ invece un involontario quanto clamoroso mani in area di Acerbi (22′), dopo un rimpallo con Niang, a far venire i brividi a Inzaghi. L’arbitro non vede e non c’è il Var ad assisterlo. Così la Lazio se la cava. La fantasia biancoceleste però resta in panchina. Il Rennes produce solo un tiro di Martin, parato in due tempi. L’occasione di Camavinga al 4′ della ripresa (palo sfiorato sul suggerimento centrale di Niang) è il campanello d’allarme che convince Inzaghi a cambiare: fuori Cataldi e Berisha, spazio a Luis Alberto e Milinkovic. Ma al 10′ è proprio il serbo a perdersi Morel nell’area piccola. Colpo di testa e Rennes in vantaggio a sorpresa. Un colpo potenzialmente da ko, invece la Lazio incassa e riparte. Il modo migliore per farsi perdonare è mettere dentro l’1-1 e Milinkovic ci riesce al al 18′, proprio su imbeccata di Luis Alberto. Cambia l’inerzia della partita e sulle ali dell’entusiasmo Immobile svetta su Da Silva e realizza il vantaggio (30′). Stavolta l’assist è di Milinkovic. Il Rennes non ci sta e si rovescia in avanti, confusionario ma comunque pericoloso. L’ultimo rischio è su una punizione a tempo recupero ormai scaduto, ma Strakosha c’è e la Lazio prende tre punti preziosi per la qualificazione ai 16/ (ansa)

(ANSA) -Wolfsberg e Roma 1-1 in una partita del gruppo J di Europa League. Nella seconda giornata della fase a gironi dell’Europa League, la Roma va via da Graz con un solo punto dopo essere passata in vantaggio nel primo tempo grazie ad un gol fortunoso di Spinazzola. I giallorossi di Fonseca, che tra infortuni e riposi fa ricorso ad un sostanzioso turnover lasciando in panchina i pezzi da novanta come Dzeko e Kolarov, si fanno raggiungere ad inizio ripresa da un bel gol di Liendl, facilitato da un errore proprio dell’esterno romanista autpre dell’1-0. Gli uomini di Fonseca poi ci provano fino alla fine ma il risultato di 1-1 non cambia.

“Il caso c’è, provare a ridimensionarlo sarebbe poco credibile”. Sulla Gazzetta dello Sport si parla di Lorenzo Insigne e della scelta di Carlo Ancelotti di mandare il capitano del Napoli in tribuna contro il Genk: “C’è anche l’accusa, mascherata magari da una considerazione di comodo dell’allenatore sullo stato fisico di Lorenzo Insigne. Ma, non è così, al capitano del Napoli è stato contestata la scarsa incisività, rilevata più dall’atteggiamento demotivato del giocatore che non in maniera determinante dai test fisici effettuati in questo periodo: è questo che ha convinto Carlo Ancelotti a mandarlo in tribuna per la gara di Champions League, contro il Genk.

Ieri mattina Lorenzo si è presentato regolarmente a Castel Volturno, per la seduta di allenamento. L’umore non era dei migliori, ma ha scherzato comunque coi compagni, intensificando i ritmi della seduta. Poi c’è stato un lungo colloquio a quattr’occhi con Ancelotti, che intende farlo rientrare domenica, a Torino, contro i granata. Dallo staff del giocatore emerge ottimismo e si parla di utile chiarimento. Ma al di là di tutto la verifica alle buone intenzioni sarà in campo. (tuttonapoli.net)

“La trasferta di Torino può cambiare il destino del Napoli in campionato e addirittura quello di Ancelotti a Napoli”. Questo il clamoroso scenario delineato sull’edizione odierna del Corriere dello Sport, dove si mette in discussione la permanenza del tecnico alla fine della stagione: “Non mi sorprenderei – si legge sul quotidiano – se di fronte alla mancanza di risposte positive, Napoli-Lazio, ultimo impegno stagionale, segnasse la chiusura anticipata e consensuale del rapporto tra uno degli allenatori più vincenti di sempre e De Laurentiis. Una sconfitta, ma anche un pareggio, prima della sosta, qualsiasi risultato possa uscire da San Siro, inciderebbe pesantemente sull’umore del gruppo e su quello della piazza, peraltro già abbastanza sfiduciata e diffidente”. (tuttonapoli.net)

La gara di Torino fondamentale per il futuro di Carlo Ancelotti. Lo ha scritto Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport, con il direttore del quotidiano che approfondisce il concetto ai microfoni di Radio Marte: “Conoscendo la carriera di Carlo Ancelotti, dovesse capitare di non vincere nulla a fine maggio chiuderebbe il discorso con il Napoli. Conosco la sua carriera ed il personaggio, so quello che lui sta cercando a Napoli. Un terzo anno senza un trofeo sarebbe molto complesso, lui crede molto nella squadra ma ci sono dei limiti incredibili. Non si può passare dalla prestazione con il Liverpool alle ultime tre gare. Torino diventa una tappa fondamentale per le ambizioni del Napoli”. (tuttonapoli.net)

Mario Rui si è sottoposto ad esami medici in seguito all’infortunio subìto a Genk. L’esito è quello di una elongazione al bicipite femorale sinistro. Le sue condizioni verranno rivalutate tra una settimana. Il terzino portoghese sarà out domenica contro il Torino. (radiomarte)

Carlo Ancelotti prepara una piccola nuova rivoluzione in vista della sfida di domenica contro il Torino. Secondo quanto scrive l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport il tecnico sta pensando di lasciare fuori Fabiàn ed Allan, oltre a Lozano, rilanciando dal primo minuto Insigne ed avendo poca scelta in difesa considerati gli infortuni. Ieri mattina Lorenzo si è presentato regolarmente a Castel Volturno, per la seduta di allenamento. L’umore non era dei migliori, ma ha scherzato comunque coi compagni, intensificando i ritmi della seduta. Poi c’è stato un lungo colloquio a quattr’occhi con Ancelotti, che intende farlo rientrare domenica, a Torino, contro i granata. Dallo staff del giocatore emerge ottimismo e si parla di utile chiarimento. Ma al di là di tutto la verifica alle buone intenzioni sarà in campo. Questo l’11 ipotizzato dalla rosea: Meret, Di Lorenzo, Manolas, Luperto, Ghoulam; Callejon, Zielinski, Elmas, Insigne, Mertes, Llorente. (telecaprisport)

Nel suo editoriale, il giornalista Antonio Corbo scrive: “Insigne è ormai un caso che scoppia ora, ma fu aperto il Primo Maggio. Quando nel salone panoramico di casa Ancelotti l’astutissimo agente Mino Raiola ammise che al momento non c’erano offerte di grandi squadra e grosse cifre per Insigne, che a lui si era consegnato evidentemente per progredire in carriera. Aveva già un ricco contratto e con lunga scadenza: perché preferire un procuratore che ovunque vada ha l’effetto di una tromba d’aria? Fu concordata una graziosa sintesi: Insigne è e resta il capitano. Raiola intanto continuava ad offrirlo, trovando pure il tempo di vendere al Napoli Lozano e Manolas. Quanti soldi, bravo. Ancelotti aveva in mente un altro Napoli. Non è venuto James Rodriguez, non se n’è andato Insigne. Il Napoli ha tentato di spostarlo al centro. Con il ripristino del 4-4-2, Insigne si è dovuto adattare come quarto mediano a sinistra, ruolo che richiede una copertura in verticale di 60 metri almeno. Il suo ruolo è terzo attaccante nel 4-3-3, inutile domandarlo a Zeman. Magari nel 4-2-3-1, modulo rimosso presto per evidenti squilibri difensivi. La diplomazia nel calcio non crea soluzioni ma equivoci: sono in crisi un talento, un capitano e la sua squadra che a luglio spargeva promesse come incenso”. (telecaprisport)

Emanuele Belardi, ex portiere della Juventus in Serie B ed ex compagno di squadra di Claudio Marchisio, è intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva.

SUL RILANCIO DI HIGUAIN: “Nella carriera di un calciatore può capitare un’annata storta, ma la storia di Higuain non si scopre oggi. E’ un bomber di razza, un campione, è tornato alla normalità”.

SULL’ATTACCO DELLA JUVENTUS: “La Juventus ha una squadra talmente completa e forte che può trovare più soluzioni in attacco. Sarri, con il tempo, avrà la possibilità di provarle tutte per raggiungere gli obiettivi programmati”.

SU INTER-JUVENTUS: “Credo che complessivamente la Juventus sia ancora in vantaggio nei confronti dell’Inter per rosa e organizzazione, ma il gap si è ridotto. Conte, in pochi mesi, ha dato la sua impronta ed il suo carattere. I nerazzurri fanno paura”.

SUL RITIRO DI MARCHISIO: “Dispiace vederlo annunciare il ritiro a soli i 33 anni. Ha fatto una carriera importante ma è stato sfortunato per i tanti infortuni che ha dovuto subire. Se lo ha fatto per una questione di stimoli, è giusto così. Ha la serietà per iniziare a fare altro”.

SUL MARCHISIO EXTRA CAMPO: “Fu aggregato alla prima squadra assieme a Giovinco e De Ceglie. Davano sempre quel qualcosa in più perché avevano negli occhi il senso di appartenenza ai colori bianconeri. Claudio è un ragazzo educatissimo, sempre al proprio posto. Ha meritato di ottenere tutto quello che ha ottenuto”. (radiosportiva)

Antonio Ottaiano, storico procuratore di Insigne, è intervenuto nel corso del “Processo” di Sportiva.

SU GENK-NAPOLI: “Vista in un’ottica più ampia, non è male aver portato via un punto in una gara di Champions giocata in trasferta, ma la differenza dei valori in campo è evidente. C’è rammarico, gli azzurri dovevano fare qualcosa di più”.

SULL’ESCLUSIONE DI INSIGNE: “Le parole di Ancelotti mi lasciano perplesso. Cosa significa che l’ha visto meno brillante? E’ un problema di condizione fisica o un modo di stimolarlo? Da un punto di vista tecnico uno come Lorenzo lo tengo in panchina, non in tribuna”.

SU LOZANO: “Quando è stato impiegato non ha fatto molto bene, ha ancora qualche problema di inserimento nel Napoli. E’ un esterno, non una seconda punta. Ha bisogno di ambientarsi, ma non lo aiuta essere impiegato in un ruolo non proprio suo. Resta il fatto che stiamo parlando di un grande giocatore, ha bisogno di trovare fiducia in se stesso”.

SULLE GERARCHIE DELL’ATTACCO DEL NAPOLI: “Non credo che in un contesto attuale si debba parlare di giocatori imprescindibili, ma se ho sia Insigne che Mertens in rosa uno deve giocare, aiutano anche da un punto di vista mentale. Milik ha bisogno di fiducia, i gol sbagliati ieri derivano dalla poca fiducia in se stesso. Per tutta l’estate si è cercato un attaccante per sostituirlo”. (radiosportiva)



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