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Di , scritto il 10 Febbraio 2018

A radio Crc è intervenuto Gery De Rosa, giornalista: “Napoli-Lazio sarà una bella partita. Domani si affronteranno le due squadre più divertenti del campionato, quelle che giocano meglio. La Lazio sta affrontando il periodo peggiore della stagione sia in campo che fuori, ma ha tante armi da sfruttare per cui il Napoli dovrà fare grande attenzione. Il Napoli va fermato sulle fasce perché è lì che crea i problemi principali. Gli azzurri invece dovranno fare grande attenzione a Parolo e Milinković-Savić che tirano da ogni posizione del campo”.

Antonello Perillo, giornalista: “Non credo che Napoli e Juventus possano sfondare il tetto dei 100 punti, ma stanno viaggino ad un ritmo vertiginoso. La Lazio è molto forte e il Napoli purtroppo non è al top in tutti gli elementi per cui non sarà una gara facile. Se Albiol non dovesse recuperare dal problema fisico, mi fido di Chiriches che è la prima scelta in difesa dopo i due titolarissimi. Chiesa e Simeone possono mettere in difficoltà la Juventus, sono due giocatori straordinari, soprattutto il primo ha dei numeri notevoli. La Fiorentina punta molto su di lui ed è per questo che anche il MApoli ha messo gli occhi su di lui”.

Andrea Orlandini, ex centrocampista: Il Napoli sta lottando con una grande Juve, ma sta disputando una stagione straordinaria. Simeone e Chiesa possono dare fastidio ai bianconeri e vedremo se la difesa della Juve reggerà. Poi, a centrocampo rientrerà Marchisio che ho visto molto bene. La Juve in più del Napoli ha una grande rosa”.

Giampiero Timossi, giornalista: “Pensare che Napoli e Juve le vincano tutte è impossibile anche perché si affronteranno nuovamente, a Torino. La Juventus ha l’abitudine a vincere ed è per questo che viene preferita nonostante la classifica, ma il Napoli oltre al campionato non ha altri obiettivi per cui la sfida è aperta. Il Napoli cresce costantemente su un elemento in particolare: il gioco. A Torino è più facile costruire una mentalità vincente perché ci sono meno pressioni, ma il Napoli sta dimostrando di sapersi isolare dalle interferenze e dall’entusiasmo della gente”.

Alvaro Torres, procuratore di Luis Alberto: “Luis Alberto arrivò alla Lazio a fine mercato e dopo aver fatto un ritiro deficitario col Liverpool ha avuto bisogno qualche mese per adattarsi alla nuova realtà, ma già nella scorsa stagione, sul finire, si sono intraviste quelle doti che stanno emergendo in questo campionato. Quest’anno si è sbloccato, ha iniziato la stagione con grande determinazione ed è esploso anche grazie ad Inzaghi e a Tare che lo hanno aiutato molto. Sarri è un tecnico eccezionale e il lavoro che sta svolgendo a Napoli lo dimostra. Non sono a conoscenza dell’interesse di Sarri per Luis Alberto. Immagino che il calciatore piaccia a tanti allenatori, ma è felice alla Lazio e nei prossimi mesi sarà concentrato solo sulla Lazio. Poi, di qualunque cosa se ne potrà parlare in estate. Già a gennaio sono arrivate offerte importanti per Luis Alberto, rifiutate però dalla Lazio e dal giocatore. Il club vuole puntare su di lui anche nel futuro per cui è difficile che si verifichi un trasferimento nella prossima sessione di mercato. Luis Alberto spera tanto che possa rientrare tra i convocati della Spagna per il Mondiale e darà il massimo per raggiungere questo obiettivo”.

Ciro Venerato, giornalista: “E se domani” di Mina è una canzone che potrebbe fare al caso del Napoli perché al di là del presente, pensiamo tutti al domani. Mertens non ha nulla di grave, non ha nessun problema di natura fisica. Il Napoli sperava che il fastidio alla caviglia passasse in fretta e invece ha creato un problema anche di gestione del giocatore giacche in una settimana si è allenato poco o nulla. Il colloquio di domani tra Sarri e Mertens sarà determinante, ma sono fiducioso e credo che alla fine il belga giocherà. Su Albiol ho meno certezze, però Sarri si fida molto di Chiriches e quindi se lo spagnolo non dovesse essere al top, non lo rischierà. Napoli-Lazio? Il Napoli resta favorito, ma non aspettiamoci una Lazio arrembante: non aggredirà gli azzurri, ma farà intensità a centrocampo per poi ripartire in contropiede”.

 

E’ un Emanuele Giaccherini amaro quello che si confessa alla Gazzetta dello Sport in seguito al trasferimento al Chievo dopo due anni in cui non è riuscito a trovarsi un posto nel Napoli. Perchè ho trovato così poco spazio? “Me lo sono chiesto anche io. L’unica spiegazione è l’infortunio iniziale che mi impedì di far vedere a Sarri che sono una mezzala: restai fuori due mesi per uno strappo e nel frattempo arrivarono Zielinski e Rog. Così Sarri mi mise esterno, un ruolo che non faccio bene: per lui ero il vice Callejon. È stato un disguido tattico. Ho provato a dimostrare di poter comunque essere utile al Napoli, ma lui ormai aveva questa visione di me. In campionato ho fatto una sola gara da titolare e ho anche segnato. Ma non mi sono mai permesso di chiedergli perché non giocassi mai” È vero che Sarri in allenamento si concentra sui titolari e segue meno le riserve? “Sì. In campo è bravissimo, ma ha questo problema di rapporto con le riserve. Quando alleni una grande squadra devi saper gestire bene il gruppo e sotto questo punto di vista Sarri difetta. Per lui esistono 14 o 15 giocatori, ma se hai le coppe e vuoi vincere il campionato hai bisogno della rosa intera. Ed è giusto far sentire tutti importanti. Io a Napoli non mi sono mai sentito importante”. Quali sono le analogie e le differenza tra Conte e Sarri? “Entrambi predicano il recupero immediato della palla, il pressing alto, il gioco propositivo. La differenza principale riguarda la gestione: per Conte sono tutti importanti e nessuno indispensabile, per Sarri ci sono undici indispensabili e gli altri vengono dopo”. In un anno e mezzo a Napoli appena 344’ in campionato. È difficile allenarsi bene conoscendo la situazione? “Ho lavorato per me stesso. Nella mia carriera ho mangiato tanta polvere, sono finito in tribuna anche in C2. Allora non ho mollato, nella speranza di trovare una squadra che puntasse su di me. È brutto arrivare al venerdì e sapere che la settimana per me era finita lì. Ma non ho mai mollato. E grazie a questo atteggiamento adesso posso già dare una mano al Chievo pur non essendo al top”. Per chi tifa, Juve o Napoli? “Champions alla Juve, scudetto al Napoli: così tutti gli amici sono contenti”.

Un gol del fischiatissimo ex, con una magnifica punizione dal limite dell’area, e uno del bomber Higuain decidono la sfida del Franchi tra Fiorentina e Juventus, che vince 2-0 una partita complicata e scavalca ancora il Napoli al primo posto. Bernardeschi non ha avuto paura di sbagliare all’11’ st quando ha avuto la palla buona e ha sbloccato il risultato dopo un primo tempo ricco di emozioni. I viola, aggressivi, hanno sperato in un rigore concesso dall’arbitro per un mani di Chiellini ma la Var lo ha annullato per un precedente fuorigioco di Benassi. Poco dopo sfortunato Gil Dias, che al termine di un contropiede ha colpito il palo alla destra. Dopo la rete di Bernardeschi, la Fiorentina ha cercato di reagire e Buffon ha evitato il pari gettandosi tra i piedi di Thereau, mantenendo ancora inviolata la propria porta. Al 41′, tutto libero, Higuain non ha sbagliato il raddoppio, blindando la vittoria. Domani il Napoli, che ospita la Lazio, è chiamato a rispondere.

Higuain, “un passo grande verso lo scudetto” – “Qui non è mai facile vincere. Non abbiamo fatto una gara strabiliante ma queste partite sono così. E’ un passo grande verso lo scudetto. Il gol di Bernardeschi? Me lo aspettavo e sono molto felice per lui”. Lo ha detto l’attaccante della Juventus, Gonzalo Higuain, ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria a Firenze.

Allegri: “stiamo facendo numeri importanti” – “Dobbiamo fare i complementi ai ragazzi e alla Fiorentina che ci ha messo grande pressione, soprattutto nel primo tempo dove abbiamo rischiato. Poi la ripresa è stata diversa e abbiamo fatto qualcosa in più. Le partite non sono tutte uguali, non possiamo sempre giocare al 100%”. L’allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri, commenta così a Premium Sport la vittoria a Firenze. “Abbiamo fatto bene in fase difensiva. Sapevamo che avremmo trovato delle difficoltà ma voglio fare i complimenti ai ragazzi perché qualche numero positivo lo stiamo facendo: 62 punti e un gol subito nelle ultime 16 partite. Dobbiamo continuare così”. Allegri poi parla del rigore dato e quindi tolto alla Fiorentina: “Aspettavo la decisione dell’arbitro. L’attesa è stata lunga e fortunatamente è stato tolto il rigore. Dal vivo ho pensato ci fosse un fallo sull’azione prima ma poi dalla tv si vedono molte altre cose”. “Ora – prosegue il tecnico bianconero – dobbiamo recuperare le energie per la Champions. Sarebbe bello chiudere la pratica Tottenham a Torino ma sarà molto difficile, dovremo fare una gara attenta, loro sono una squadra molto fisica e tecnica e dovremo fare bene. Dybala deve recuperare al meglio, difficile sia a disposizione”.

Pioli: “fuorigioco Benassi? Arbitro doveva rivedere” – “In una gara così equilibrata gli episodi determinano il risultato. Sul rigore ‘revocato’ ci hanno messo una vita per decidere, poi ci hanno detto che non hanno dato il penalty per il fuorigioco di Benassi ma non è possibile che non sia stato considerato il doppio tocco di Alex Sandro. L’arbitro doveva andarlo a rivedere e lì avrebbe capito che il terzino della Juve ha fatto due tocchi”. L’allenatore della Fiorentina, Stefano Pioli, commenta così a Premium Sport un episodio-chiave della gara con la Juventus. “Benassi non è in fuorigioco perché Alex Sandro tocca il pallone due volte. Poi magari avremmo perso lo stesso ma l’arbitro doveva rivederlo – insiste l’allenatore viola -. Non siamo riusciti a sfruttare le occasioni avute e poi diventa difficile recuperare la Juve una volta che va in vantaggio. Peccato perché abbiamo giocato con grande spirito e potevamo uscire dal campo con un risultato positivo”. “Errore di Sportiello sul gol di Bernardeschi? La barriera è stata messa male e per me ci voleva qualche giocatore in più perché era un tiro dal limite: potevamo difendere meglio, abbiamo concesso troppo spazio”

 

 

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