Milan batte Genoa. Analisi e commenti

Di , scritto il 21 Gennaio 2019

A Marassi prima per soffrire e poi per gioire. Per la seconda volta in 9 giorni, prima in Coppa Italia e ora in campionato, il Milan non riesce a imporre il proprio gioco, si aggrappa per larga parte dell’incontro alle parate del proprio portiere (con la Samp Reina, oggi Donnarumma) ma poi riesce a vincere. A dire il vero, contro il Genoa, le pene durano poco più di un tempo e poi, complice anche il cambio di passo imposto da un ottimo Paquetà, la partita prende una piega favorevole a Gattuso. Borini e Suso firmano il successo che vale il quarto posto in solitaria, tra le 2 reti la traversa colpita da Veloso. Uno dei tanti motivi di rammarico di Prandelli: la sua squadra, un po’ per bravura di Donnarumma e un po’ per proprio demerito, spreca almeno 4 possibilità per porre il proprio marchio sulla gara.

LA PARTITA Gattuso ha gli uomini contati alla luce di infortuni e squalifiche. Cutrone, felice intuizione per i vincenti supplementari di Coppa Italia contro la Samp, scalda il posto a Piatek in attesa di un arrivo che si concretizzerà, molto probabilmente, già domani visto che oggi il polacco è avvistato a Milano. A destra il rientro di Suso, a sinistra la chance per Borini. Musacchio sostituisce Romagnoli al centro del reparto arretrato. Prandelli, con una prudente difesa a 4, carica provvisoriamente la pesante eredità di Piatek sulle spalle di Pandev. il freddo polare condiziona la velocità delle gambe in avvio. Solo la gazzella Kouamè pare non risentirne e all’11’ costringe Zapata a un allungo per opporsi al suo tiro. Allungo fatale, il dolore patito alla coscia dal colombiano costringe, per l’ennesima volta in questa stagione, Gattuso all’ennesima rivoluzione. Entra Conti ed è schierato nella sua naturale posizione di spinta sulla fascia destra, Abate è spostato al centro della difesa.

GIGIO SUGLI SCUDI Il Genoa esprime una manovra più briosa e le occasioni, seppur non tutte di elevata pericolosità, non mancano. Biraschi prova a riscaldare l’ambiente Genoa con un pregevole destro a giro che si esaurisce pochi centimetri sopra la traversa. Al 23’, sulla sponda di Kouamè, Pandev fallisce d’un soffio la correzione in rete. E’ Donnarumma, poco dopo, a esaltarsi prima su un missile terra-aria di Lazovic e poi, da non più di un metro e mezzo, su un frettoloso Bessa. Dopo la mezz’ora, Donnarumma non perde la concentrazione sul filipper scatenato da un velenoso cross di Criscito. Quaranta minuti di sofferenza, poi è Paquetà ad accendere la luce. Nell’unica vivace azione offensiva del primo tempo, nata casualmente da un errore di posizione di Criscito, il centrocampista brasiliano prende il coraggio a due mani e, con una botta al volo dal limite dell’area, colpisce il palo destro della porta di Radu. E’ la riscossa. Il Milan si presenta con uno spirito diverso nella ripresa spostando il proprio raggio d’azione nella metà campo del Genoa. Il merito, principalmente, è di Paqueta e al 18’ il suo lancio per Borini è un invito a nozze ma il diagonale dell’esterno sinistro si spegne d’un soffio sul fondo. E’ il brasiliano, su cambio di fronte di Calhanoglu, a schiacciar di testa tra e braccia di Radu La squadra di Prandelli è più attendista e cerca di far male sulle ripartenze. Su una di queste, Rodriguez riscatta un primo tempo inguardabile con un prodigioso recupero su Pandev. Donnarumma è ancora una volta miracoloso, in rapida sequenza nella stessa azione su Veloso e Bessa. La pazienza di Gattuso paga al 27’. Conti mette al centro per un Borini totalmente indisturbato, segnare è un gioco da ragazzi. Il Genoa non ci sta: Veloso prende la mira da lontano, il suo tiro è deviato da Donnarumma sulla traversa. Non è giornata per il Grifone e infatti, su contropiede avviato da Cutrone, Suso castiga Radu con un diagonale millimetrico e scrive la parola fine, con la zampata dell’ex, alla sfida.

Franco Capodaglio, voce storica del giornalismo biancoceleste, è intervenuto nel ‘Bar Sport’ per commentare la sconfitta di ieri a Napoli: “Putroppo la Lazio non riesce a fare risultato con le grandi squadre, forse perché ha un atteggiamento non da provinciale. Gioca a viso aperto, con pressing alto, ma con una squadra che palleggia come il Napoli ti vai a suicidare. E’ una Lazio che vorrebbe crescere e lottare per la Champions, l’anno scorso se la meritava ma è stata derubata dai tanti errori arbitrali. E ora, come la Lazio si è rimessa in una certa posizione di classifica, si sono verificati ancora errori arbitrali. Ieri la Lazio non è stata solo a guardare, ma il Napoli ha preso 4 legni e c’èra sempre quella sensazione che poteva far male. Se ieri la Lazio fosse rimasta 11 contro 11, forse avrebbe avuto maggiori chance dopo un’ora di Napoli ad altissimi livelli. E lì purtroppo è uscito fuori Rocchi con delle decisioni inventate e questo ci ha definitivamente condannato. Rispetto al girone di andata stiamo facendo meglio, ma abbiamo bisogno di innesti. E’ ora che questa società si decida a dare una mano a Inzaghi, che per esempio non ha esterni a destra e si trova in difficoltà dovendo scegliere sempre gli stessi giocatori. La campagna acquisti estiva al momento ci ha fatto vedere giocatori molto attesi ma che non hanno dato nulla a questa squadra. Inzaghi in questi 2 anni e mezzo ha fatto miracoli con la rosa a disposizione, che indubbiamente è di buona qualità per 12-13 giocatori, ma che ha bisogno di innesti importanti là dove le falde si vedono in modo evidente”.

PierPaolo Marino è intervenuto nel ‘Processo di Sportiva’ per parlare di mercato: “Piatek? Il Milan è un punto di arrivo per un giocatore come lui. Il Genoa fa bene a venderlo adesso, potrebbe fare un girone di ritorno non all’altezza o potrebbe infortunarsi. Nessuno si può fermare difronte alla possibilità di realizzare una cospicua plusvalenza. Quando ha i soldi in tasca, uno scafato come Preziosi qualche operazione può farla. Zapata? Situazione diversa da Piatek. Il presidente Percassi vende solo quando c’è una necessità per farlo. L’Atalanta ha la possibilità concreta di guadagnare 40 milioni se va in Champions. Spinazzola? E’ un ‘tuttocampista’ della fascia. Credo che infortuni irrecuperabili difficilmente si verificano. Per chi lo prende è un buon affare. Con Darmian la Juve va sull’immediato, grazie a un giocatore collaudatissimo a livello internazionale.

Icardi? Nell’Inter ci sono dirigenti seri e questa modalità di divismo molto spettacolare di Wanda disturba. Il rinnovo comunque ci sarà, visto il rendimento del giocatore” Così Sandro Sabatini nel ‘Microfono Aperto’: “Spalletti? Il suo valore non si discute ma adesso non sta attraversando un buon momento. Alcune cose di lui non le capisco, ma mi attengo ai risultati e l’Inter è in progresso rispetto all’anno scorso. Ho tanta stima di Spalletti, ma col PSV partita surreale. Se ne rendeva molto più conto il pubblico che la squadra e l’allenatore. Partita ingiustificabile. Vedo degli errori ma non sono per l’esonero. Sabato il Sassuolo sembrava forte e l’Inter debole. Non capisco perché non far giocare insieme Icardi e Lautaro. Non è un caso che l’Inter ha avuto occasioni proprio quando è entrato Lautaro. Un tentativo lo farei. Icardi? Non è facile trovare un sostituto, forse alla playstation. E’ un campione, ma se con il Sassuolo tocca 16 palloni un po’ è colpa sua, un po’ perché non è servito come di deve. Perisic? Sono sempre stato un suo difensore ma ora si è spento e bisogna prenderne atto. Zaniolo? Nemmeno la Roma sapeva chi aveva preso, sta sorprendendo tutti ed ha le caratteristiche per diventare un campione. E’ stato un grave errore di valutazione dell’Inter. Higuain? Non so se rimpiange Napoli, ma di sicuro sta rimpiangendo Sarri, l’unico ancora disposto a trattarlo come un re. I 2 anni alla Juve però non sono stati negativi. Darmian? Avrà giocato 10 partite all’anno. Tutti gli italiani che vanno in Inghilterra forse ci vanno per studiare e imparare l’inglese? Zapata? E’ sempre stato un ottimo attaccante e con Gasperini è esploso. A Napoli non se ne erano accorti. Milik? Tutti lo stanno scoprendo ma c’è voluto tempo per dargli fiducia. Koulibaly? Delle 2 giornate di squalifica, con un po’ di buonsenso una si poteva togliere. Ma la stessa riduzione andava fatta anche con lo stadio di San Siro. Muriel? Se perde 2 kg le fa sempre 2 reti a partita. Con il peso forma sembrava Ronaldo il fenomeno. Se lo tengono a stecchetta a Firenze hanno preso un campioncino”.

Cari amici vicini e lontani riecco a voi i Pagelloni del Prof. Bucchioni. Dove sono stati in queste due settimane? Ovvio, alle Maldive, mica possiamo essere da meno di Malaghino Malagò presidente del “Coni eravamo”, voto 7, o di Così fan Totti, o di quel gran pezzo dell’Icardi o roba del genere? Però anche i Pagelloni tornano e allora 10 con lode a prescindere ai nostri amici ascoltatori che li stavano aspettando pazientemente. Pronti? Via! A proposito di dieci con lode, promosso anche l’ufficio marketing, comunicazione o roba del genere dell’Inter che ha trasformato la brutta storia dei buu in una bella storia di riflessione e azione contro il razzismo Anche voi fate buu a chi fa buu. Ma pure il Vernacoliere s’è dimostrato attento. Voto 7, e l’ha pensata bella: Regalate banane a chi tira le banane. Il problema è poi dove metterle tutte queste banane, ma il Vernacoliere la soluzione ce l’ha….Ovvio… Non la svelo, naturalmente… Il titolo del commento però dovrebbe far riflettere : banana scaccia banana Dieci con lode anche ai cancelli aperti del Meazza di San Siro per undicimila bambini festanti. Un esperimento da ripetere. La prossima volta lo speaker dello stadio leggerà bravi del libro Cuore, i bambini canteranno in coro le canzoni dello Zecchino d’oro mentre Spalletti rivelerà di essere lui Lupo Lucio di Melevisione. Poi vi svegliate… Comunque una bella pagina di sport e di utopia… Pare che ogni bambino prima di entrare abbia bevuto due litri di camomilla, ma non ho conferme 4 al mio cinismo. E poi? Avanti con i promossi. Zapata bomber dell’Atalanta, voto 8, ne ha fatte quattro. Berlusconi, voto 7, ha commentato: “Ecco trovato il mio erede”. Ogni riferimento è puramente casuale. Zapata, naturalmente, interpreterà se stesso nel sequel del film “C’è Zapata, hai chiuso”. Il titolista anonimo, voto 4, c’è ricascato e vola in testa alla classifica del titolo a fantasia zero con: “La zampata di Zapata”. Alla notizia, attacco di bile per Wanda Nara, voto 7. “Quattro? Non me le ricordo più…” Zapata parlerà questa sera all’università di Vinchiaturo sul tema “Laterza? Un grande editore. Ecco come andare oltre”. A Zapata ha dedicato anche un fondo anonimo, forse riconducibile all’editore, anche il Vernacoliere intitolato “When you go to black never come back”. Il tema è criptico e ostico. Ma non solo Zapata, promosso anche Zaniolo, voto 8. Z come Zapata, z come Zaniolo, il titolista anonimo li ha uniti nello stesso destino, la prossima volta si ricordi Zorro, z come zorro. Zaniolo, comunque, è l’astro emergente del nostro calcio. Stasera parteciperà assieme al collega Mancini dell’Atalanta, voto 7, che come lui ha segnato in questo week end, alla consegna del premio “Generosità e cortesia” dedicato a Pantaleo Corvino, voto 4, che questi due giocatori prodotti del vivaio viola li ha praticamente regalati. I due giocatori sono stati invitati anche al festival di Sanremo, canteranno in coro un vecchio successo degli anni sessanta: “Non ho l’età” dedicata al dirigente della Fiorentina. A Zaniolo andrà anche il “Premio speciale” “Fare come Baglioni” che sarà consegnato direttamente da Ausilio e Nainggolan. Ma l’evento del giorno è il passaggio di Piatek, voto 7,5, dal Genoa al Milan per una quarantina di milioni. Preziosi, nomen omen, che lo ha pagato quattro soltanto sei mesi fa, questa volta merita 8 in pagella. E’ in un delirio di onnipotenza, dai collaboratori adesso di fa chiamare Ennio Preziosi, come investe lui Mediolanum gli fa un baffo. Pronto a lanciare sul mercato un nuovo gioco che si chiamerà “L’allegro banchiere”. Ma di questi ne abbiamo già conosciuti tanti. Intanto Pantek, il giovane polacco, è stato visto sull’automobile di Brosio, voto 6.5, che lo stava portando dalla Madonna di Medjugorie. A lui, comunque, in qualche modo deve già essere apparsa. Piatek in polacco significa venerdì, ma non ditelo al titolista anonimo, ve l’immaginate? Venerdì rosso-nero… o roba del genere. In attesa la prima pagina della Gazzetta di stamattina , voto 6-, sembra il ferma immagine di una scena del film di Totò. Piatek in piazza, davanti al duomo, manca solo il vigile urbano al quale chiedere informazioni e un piccione in mano…. Fermi tutti. Non si accettano battute, perdiana. Piazza del Duomo è sempre piazza del duomo.

Marzullo si è chiesto: “Ma se sogni Piatek sei un ecologista o con delle Piantek non si fa primavera?” Lasciamo perdere… Vespa questa sera parlerà nel suo studio di una nuova puntata di Piatek a Piatek con una intervista esclusiva ai parenti di Papa Woitila. Secondo indiscrezioni Piatek sarebbe l’ultimo miracolo del papa polacco. Nel frattempo Piatek ha ordinato una serie di manifesti con il ritratto di Enrico Preziosi per tappezzare la sua nuova casa di Milano, mentre Dustin Hoffman lo interpreterà nel film “Enrico Enrico” messo in programmazione da De Laurentiis con due i, dopo il successo ottenuto con Natale in casa Preziosi. Ma non solo Piatek, promossi anche altri attaccanti di giornata. Muriel, voto 8, si è presentato a Firenze con una doppietta. Per l’occasione il formaggino Mio ha deciso di tornare nei supermercati con un’edizione limitata dedicata al colombiano. Un tir di Nutella gli è stato fatto arrivare direttamente a casa sua. Suggerisco un titolo per il futuro e per ogni evenienza: Il muro di Muriel. Non c’entra nulla? Lo faranno proprio per questo. Non oso il Muriel di Berlino solo perché la Fiorentina non gioca in Europa League. Promosso anche Gervinho, voto 7, che sta trascinando il Parma. Osho si è chiesto: ma Gervinho è un cervo più piccolo? E se cervo esce di foresta, anche Gervinho esce di foresta? E che dire di Quagliarella che ha raggiunto Ronaldo in testa alla classifica cannonieri? Il Vernacoliere ha titolato “Il salto della Quaglia” con un fondo di Alfonso Signorini. Ma è stata anche la giornata delle punizioni. Milik, voto 8 e Ramirez, voto 7, hanno rasentato la perfezione. Tanti, comunque, i gol su palle inattive. Ma non ditelo a Berlusconi. Tutti promossi, dunque? Macchè. Bocciato Spalletti, lupo Lucio, voto 5 che per l’ennesima volta non riesce a battere il Sassuolo. Per farsi perdonare Squinzi gli ha offerto un posto come magazziniere alla Mapei. Nainggolan, voto 4, per consolarlo, questa sera vuole portarlo in discoteca, ma Spalletti ha già un impegno con l’università del padule di Fucecchio dove parlerà sul tema “I sassi di Matera e il Sassuolo di Squinzi, diversità e punti di contatto”. Ma Squinzi, con le sue vernici, è l’uomo del giorno. Pare che un autorevole funzionario del ministero dell’Interno, per conto di Salvini, per rendere più sicure le nostre città sembra abbia chiesto se si possono pitturare i neri con un colorante bianco indelebile. Voto 0—— La mia richiesta invece è esattamente l’opposto, vorrei una vernice nera indelebile per riverniciare il volto di tutta la commissione d’appello federale che non ha ridotto la squalifica di Koulibaly, voto 0—- Torniamo al calcio giocato o presunto tale. Higuain, voto 1 alla carriera, ha ricevuto in omaggio un tir di termometri per misurare questa febbre persistente che l’ha debilitato in Arabia Saudita. Neppure il Milan lab è in grado di farci nulla. Higuain ha anche dei momenti di delirio, lo hanno visto girare per Milanello con una gigantografia di Sarri appesa al collo. Ha chiesto anche un altarino nella sua stanza per raccogliersi in preghiera. Sotto una enorme foto di Sarri ha acceso candele e lumini di tutte le dimensioni. Anche in mondo scientifico è in allarme. All’università dell’Albicocca di Milano questa sera sono stati invitati sia Higuain che Ronaldo per un esperimento sul tema “Febbre da cavallo e febbre da tartaruga, differenze e similitudini”. Marzullo si è chiesto. Se sogni Sarri sei un sarriano o i sarriani sono solo un sogno?”.

Comunque il trasferimento di Higuain a Londra non è così semplice. S’è scoperto che la Brexit vieta l’importazione di sòle nel Regno Unito. Staremo a vedere. Nel caso la vicenda si sbloccasse, il Milan ha già chiesto al principe Filippo, voto 8, di andare lui direttamente all’aeroporto di Heathrow a prendere Higuain con la sua Range Rover. Il titolista anonimo cosa ha fatto? “Gli euroguai di Higuain”. Fermatelo. In attesa degli eventi, bocciato anche Sarri, voto 5. Ha imparato l’inglese, ma per usare le parolacce parla in italiano. Come dite voi a Londra “maremma maiala?”. “Maremma maiala”, ecco appunto.

Nel frattempo l’accademia della Crusca ha organizzato un convegno che oltre a Sarri avrà come relatore anche Trapattoni, voto 7, il convegno si svolgerà nei locali ‘La Parolaccia’ di Roma, voto 4. Invece per l’arbitro Mazzoleni, per l’appunto quello di Koulibaly, voto 3. Non ha fischiato un rigore grosso come una casa in Udinese-Parma, fallo commesso sotto i suoi occhi. Commento: “L’ho fatto per far lavorare i colleghi del Var, altrimenti cosa ci stanno a fare?”. Vince il premio Generosità e un paio di occhiali per vicino gentilmente offerti dall’associazione italiana arbitri. Che voto dare a Mourinho che ha raccontato di aver rischiato la morte per essersi nascosto nella cesta della biancheria sporca per entrare negli spogliatoio da squalificato? Quattro. E poi dicono che Mou sia un mago. Ma quando mai? Lo iscriviamo d’ufficio al prossimo corso di trucchi organizzato dal mago Silvan. E che dire dell’allenatore Savarese, meno conosciuto di Mourinho, ma comunque vice presidente dell’associazione allenatori? Si è fatto regalare più di mille euro in contanti come “ringraziamento” dai partecipanti a uno dei corsi di Coverciano. Naturalmente è stato squalificato, ma il premio “Pane & Volpe ” alla carriera non glielo leva nessuno. Con voto 0—- venturiano ad honorem .

Così Sandro Sabatini ha commentato il primo tempo di Napoli-Lazio 2-0 a Radio Sportiva: “Il vantaggio del Napoli è meritato, ma la Lazio si è davvero impegnata per subire il gol di Callejon. Ci sono una serie di errori incredibili. Punizione pazzesca di Milik. Pensavo fosse solo un centravanti fisico, ruvido, invece ha anche un gran sinistro” .

Così Enzo Bucchioni nel Microfono Aperto di Radio Sportiva: “Da Spalletti non vedo mai un’intuizione che possa cambiare la partita, a volte diventa banale. Su questo deve interrogarsi, perché la squadra poi ne risente. Saranno decisivi i prossimi mesi per capire se può stare al ritmo dell’Inter. Muriel se trova continuità e riesce a giocare come ha fatto oggi anche nelle prossime partite può essere la svolta per la Fiorentina, che non vedeva un attaccante del genere dai tempi di Salah. Zapata si sta esaltando con il gioco di Gasperini, le qualità si erano sempre viste. Quagliarella? Chapeau per quello che riesce a fare a questa età. Fabian Ruiz è l’erede di Hamsik. In caso di cessione di Allan il Napoli deve andare a prendere Barella”.

Così Ciccio Graziani nel Microfono Aperto di Radio Sportiva: “Il problema dell’Inter non è se gioca Perisic, Politano o Candreva, perché nelle ultime partite tutta la squadra è discontinua e prevedibile. O segna Icardi o la squadra non va. Poi Lautaro Martinez lo farei giocare di più, contro il Sassuolo si può giocare anche a due punte, sei l’Inter. Higuain ha giocato nettamente al di sotto delle proprie possibilità. Non sappiamo quanto ci abbia messo di suo e quante colpe siano della squadra. Il Milan è contento perché si toglie di torno un ingaggio pesante e va a investire su Piatek, per il quale servirà la controprova in una grande dopo aver fatto bene al Genoa. Il cambio tra i due ci può stare. La società ha gestito bene l’uscita del Pipita, è un sollievo aver trovato una squadra che si accolli quelle cifre. Credo sia un’ottima operazione in tutti i sensi. Torino? Anche quest’anno c’erano un progetto e un obiettivo, ma si ritrova con 3-4 punti in meno per sviste arbitrali, vedremo se ci sarà compensazione a fine anno. Ad ogni modo, quando deve fare il salto di qualità ha una battuta d’arresto. Filippo Inzaghi non è da esonerare, forse lo sarebbe stato un mesetto fa. Ora con gli acquisti il Bologna ha rimesso a posto le cose e ridato competitività alla squadra, chiaro che da adesso in poi servono i risultati. Duvan Zapata? L’affare in estate sembrava averlo fatto la Sampdoria, cedendolo a 22 milioni. Invece Gasperini ne sta esaltando le qualità e l’Atalanta ha in rosa un giocatore meraviglioso. Ha trovato fiducia e i nerazzurri se lo godono”.



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