Cagliari-Torino 0-0. Champions League: Napoli attende la Stella Rossa. Analisi e commenti.

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“L’obiettivo è di passare il turno, quando non è importante. Domani credo non si deciderà niente, ma ci giocheremo tutto all’ultima giornata perché è un gruppo molto equilibrato. Contro la Stella Rossa sarà una gara di fondamentale importante, ma non credo decisiva. Le prime 4 partite ci posizionano bene in un gruppo sulla carta quasi impossibile, ora serve la ciliegina su una torta ben costruita”. Il tecnico del Napoli, Carlo Ancelotti, fotografa così la situazione, estremamente equilibrata, del gruppo C di Champions League, che vede gli azzurri in vetta con 6 punti, insieme al Liverpool, con Psg e Stella Rossa rispettivamente a quota 5 e 4.

“Non dobbiamo pensare all’altra partita tra Psg e Liverpool ma concentrarci esclusivamente sulla sfida con i serbi -aggiunge Ancelotti in conferenza stampa-. Domani sfidiamo una squadra che è stata sottovalutata, forse perché nelle ultime due trasferte ha perso nettamente ma ha vinto con merito con il Liverpool e può giocarsi la qualificazione. Mi aspetto una squadra ordinata, organizzata che punterà sul contropiede. Hanno un’identità chiara e definita, per vincere bisognerà attaccare bene e difendere bene perché non si giocherà ad una porta”.

Credo che stia affrontando gli stessi problemi che ho vissuto io e visto che sono sempre dalla parte degli allenatori auguro a Kovac di fare il meglio possibile”. L’allenatore del Napoli, Carlo Ancelotti, si esprime così in merito alle difficoltà di Niko Kovac sulla panchina del Bayern Monaco. il tecnico emiliano è stato esonerato nel settembre 2017 dai bavaresi, pochi mesi dopo aver vinto il titolo di campione di Germania. “Per me non è stato facile, spero lo sia per lui”, aggiunge Ancelotti in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League contro la Stella Rossa Belgrado.

“Ultimamente la Champions è stata funestata da errori clamorosi, molto più clamorosi che in campionato se vogliamo fare un paragone. Io attendo il Var”. E’ l’opinione di Ancelotti

 

Comincia a svuotarsi l’infermeria dell’Udinese, anche se resta l’incognita Samir, uscito sabato a metà del secondo tempo nella gara con la Roma per un problema alla caviglia: ulteriori esami strumentali saranno eseguiti nella giornata di domani, per capire i tempi di recupero, ma per la sfida con il Sassuolo il brasiliano sembra out.
Recupera bene l’attaccante Lukasz Teodorczyk che prosegue nel lavoro per rientrare a disposizione di Davide Nicola alternando palestra e campo, dove ha iniziato anche il lavoro specifico con la palla.

Nessun dubbio, invece, sul recupero per la trasferta di domenica per Antonin Barak, che ha saltato la sfida con i giallorossi per un problema alla schiena. Wague e di Balic, entrambi con problemi muscolari, lavorano per essere pronti per domenica. La novità più attesa dal nuovo allenatore dei friulani riguarda però Kevin Lasagna: l’affaticamento muscolare patito al flessore della gamba sinistra dall’attaccante in nazionale è quasi del tutto recuperato.

 

“Quando sei depresso non senti quello che ti accade intorno ed è come se non avessi nulla. Aspettavo solo che arrivasse la notte per prendere le pillole e riposare: la gente è mossa da una speranza, un obiettivo, se sei depresso diventi vulnerabile e non sei più tu. E’ difficile controllare i momenti della vita”. Parole scioccanti, quelle pronunciate in una intervista da Andres Iniesta. L’ex leader dei blaugrana soffrì di depressione all’epoca del ‘triplete’, conquistato con Guardiola in panchina. “Avrei voluto giocare nel ‘mio’ club per tutta la vita, ma mi rendevo contro che non avrei più potuto dare il 100% alla squadra”, ha aggiunto ‘Don Andres’, che oggi gioca in Cina.

 

Marcello Nicchi, presidente Associazione Italiana Arbitri, ha parlato a Radio Sportiva:

Episodi di violenza? In questo momento siamo impegnatissimi come categoria nel portare a conoscenza di tutto il mondo dello sport a quello stava per accadere e che ancora non si è del tutto spento. Per fortuna c’è stata grande sensibilizzazione dopo i recenti casi su ragazzi. Io con tutti i miei dirigenti siamo impegnati da più di un decennio per sradicare questo fenomeno. Questa volta siamo riusciti a sensibilizzare anche il governo. Anche il presidente federale Gravina ha capito la gravità della situazione. Speriamo che con le nuove norme si possa debellare la violenza.

Il problema dello sport in generale e del calcio è la mancanza del rispetto delle regole. Lo stadio deve tornare un luogo di divertimento. Chi non è d’accordo si deve mettere l’anima in pace altrimenti il calcio andrà a finire. Questa volta serve la sensibilità anche dei mezzi d’informazione per dire basta a questi delinquenti nel mondo del calcio. Spero di riuscirci, altrimenti se dovessimo arrivare a fermare il calcio vorrebbe dire che abbiamo perso tutti. Vogliamo riportare legalità e regole.

Ci sarà un inasprimento pesantissimo delle sanzioni, fino ad arrivare alla radiazione per gli autori delle violenze più scellerate. Nel giro di pochi giorni sarà pubblicato il nuovo regolamento. Non sarà tolleranza zero, ma meno uno. Sospendere le partite per cori razzisti? È una schifezza da eliminare. C’è una norma chiarissima e gli arbitri la metteranno in atto se necessario. Non capirò mai come una persona matura può andare allo stadio con l’intento di fare cori razzisti o per mettere le mani addosso a qualcuno

Var? Rizzoli è stato chiaro, ha un gruppo di arbitri di altissimo livello. Ha richiamato alla ferrea applicazione delle regole. Un allarme si era acceso con il ritornare delle proteste, che con la tecnologia si erano quasi azzerate. Il mezzo dà certezze, non ha senso protestare. Il Var è uno strumento che fa giustizia e dà serenità nei campi”.

 

Paolo Cento, Presidente della Roma Club Montecitorio, così ai nostri microfoni: “Kolarov? Lascia un pò l’amaro in bocca chi parla male del proprio datore di lavoro. Se i tifosi oltre a non capire molto di calcio come dice lui non andassero più allo stadio, probabilmente dovrebbe trovarsi un altro lavoro. Prendiamola a ridere e lasciamo a lui questa certezza. Analogia con la politica? In questi anni si è aperta la caccia al politico, con molte ragioni e qualche torto. Nelle parole di Kolarov c’è dileggio, disprezzo delle opinioni altrui. Invece ci vorrebbe rispetto. Il tifoso fa km per andare in trasferta e lo fa per passione. Dopo la partita di Udine, essere criticati era il minimo che potessero aspettarsi. Gattuso? Ha fatto bene a rispondere con il ringhio a Salvini. Politicamente non ho niente a che spartire con Salvini, ma posso riconoscere che è davvero un tifoso del Milan, ha passione e in questo caso sto con lui. Non toglieteci il gusto a noi tifosi di dire la nostra, ovviamente in modo civile”.

 

Pierpaolo Marino durante il “Microfono Aperto” ha toccato vari temi: “Dare ulteriore posizione di inferiorità alle società nei confronti delle tifoserie violente? Da un punto di vista oggettivo sono perplesso, pur condividendo le finalità di questi eventuali provvedimenti. Cosa penso degli arbitri picchiati? Molto spesso le istituzioni e l’AIA sono latitanti. Mi ha colpito molto il servizio di Giletti sull’arbitro donna, Elena Proietti, che ha il 65% di invalidità permanente con la quasi cecità di un occhio e la sordità di un orecchio. Sono rimasto allibito sul fatto che Nicchi non si sia espresso. C’èra bisogno di un diverso sostegno da parte dell’AIA verso questa povera ragazza. Il problema della discriminazione territoriale? Per fortuna si è attenuato grazie anche a extracomunitari, arrivati in modo copioso negli ultimi 20-30 anni. La discriminazione si trasferiva ai campi di calcio. Quando l’Avellino andava sui campi del nord, si sentivano i cori “terremotati”. Brutta abitudine. ma che viene anche da problemi sociali, da gente con poca moralità ed intelligenza. La noncuranza sarebbe la cosa migliore. Genoa? Superiore alla Samp. Squadra in ripresa dopo l’impatto iniziale non efficace di Juric. Per qualità di gioco e per come si è espressa in campo è in netta crescita e avrebbe meritato la vittoria. Inter? Per quel che si è visto con il Frosinone, tra Lautaro e Keita una chimica e sinergia spettacolare, però una rondine non fa primavera. Anche con Icardi in campo si potrebbe sperimentare un’Inter con 2 prime punte. Ancelotti? Sta facendo un ottimo uso del turnover. Gli è andata un pò meno bene con il Chievo, ma l’impressione è che i giocatori non oggetto del turnover non fossero a mille. Futsal? Ci sono dei punti di contatto con il calcio, ma ha caratteristiche tecniche completamente diverse. Trovo invece molto bella la sinergia con squadre di calcio femminili ed è giusto che la Serie A la sviluppi. Juve? La rosa a centrocampo è varia e non credo ci sia urgenza di agire a gennaio. Gli elementi su cui sta lavorando la juve sono Pogba e Rabiot. Posti per la Champions? Oltre a Juve Napoli e Inter, direi Milan se integrerà la sua rosa a gennaio. Ha acquisito risultati e un progetto tattico. La Roma è altalenante. Tra Roma Lazio e Milan, vedo favorito il Milan. Mazzarri? Gli facciamo gli auguri con tutto il cuore e ho fiducia nella crescita del Torino. Zaza ha un problema di condizione fisica ed atletica, ma sui campi pesanti può dare un contributo significativo”.

 

Così l’ex calciatore Nicola Amoruso, intervenuto nel “Buongiorno Sportiva”: “Roma? Mi aspetto una partita importante, dato che manca la continuità, quest’anno in modo particolare. Bisogna dar tempo ai giovani di capire tutto il contesto. Ci sono le qualità tecniche e Di Francesco non può essere messo in discussione. Dzeko? Quando sta bene fa la differenza. E’ il giocatore più importante, ha qualità, sa far gol. Lo vedremo in campo, anche se in condizioni non ottimali, chiamato a trascinare i compagni. Sarà comunque dura arrivare di nuovo in semifinale Champions. Juve? Ieri mi sono divertito a leggere i numeri di questa squadra, che sono impressionanti. Ormai credo sia pronta per il grande passo, la Champions. La rosa e la qualità c’è. Ronaldo è sempre lì che ha voglia di vincere e aggiungere trofei importanti alla sua bacheca. E’ una squadra con pochissimi punti deboli e in campionato non c’è storia. Avevo pronosticato la Juve a +10 a gennaio. Ronaldo e Messi sono i giocatori più forti del pianeta. Assurdo tenerli fuori dal pallone d’oro. Forse è stata una scelta politica, ma non giustificata. Se gli altri sono buoni giocatori, loro sono fuoriclasse. Possibile poker delle italiane agli ottavi? Si. Il Napoli è cresciuto tantissimo e Ancelotti ha dato mentalità ancor più europea. Tecnicamente può avere qualcosa in meno, ma in più ha la compattezza. E’ arrivato anche per loro il momento di portare a casa risultati importanti. L’Inter è stata costruita benissimo, ha un grande allenatore, ma deve ancora crescere come mentalità”.

 

Ivan Provedel, portiere dell’Empoli, ha parlato a Radio Sportiva dopo la vittoria contro l’Atalanta: “Di Empoli-Atalanta resta la consapevolezza di essere riusciti a rimontare contro la squadra più in forma del campionato. Siamo stati bravi a rimanere in partita anche dopo lo 0-2, poi c’è stata una grande prova di squadra che ci ha portato a vincere. Con Andreazzoli abbiamo fatto grandi cose e raccolto meno di quanto seminato. Iachini è arrivato con l’intento di darci più compattezza difensiva e intensità, finora stiamo andando bene ma possiamo fare ancora meglio.

La Gumina? Sono veramente felice per lui, ci teneva tanto a sbloccarsi per se stesso e per l’Empoli. Magari un po’ ha sentito la pressione dei 9 milioni spesi, ma è sempre rimasto concentrato. Empoli è una piazza molto tranquilla e permette di lavorare con serenità, non si critica alle prime difficoltà. Interrompere le partite per insulti come ha detto Ancelotti? Sono d’accordo. Spesso si eccede e bisognerebbe prendere delle decisioni forti. La Juventus è superiore a tutte per valori assoluti. Tra i singoli se dico Ronaldo sono scontato, per cui dico Ilicic

Finisce senza reti il posticipo della tredicesima giornata di Serie A tra Cagliari e Torino. Dopo un primo tempo molto bloccato, i granata ci provano più volte nella ripresa soprattutto con Belotti, ma Cragno salva il risultato specie nel finale. Lo 0-0 va bene alla squadra di Rolando Maran che raggiunge il Genoa a quota 15, non al Torino che fallisce l’aggancio al sesto posto occupato dal Parma e sale a 18.

 


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