News Sportive del Giorno

Di , scritto il 03 Maggio 2018

A Radio Crc è intervenuto Tancredi Palmeri, giornalista: “La direzione di Orsato è stata precisa fino all’episodio di Pjanic. Quel fallo poteva essere rosso diretto, così come c’era l’espulsione di Vecino. Ho appena visto che anche il primo gol della Juventus ed era in fuorigioco. Il punto è che già quello è un errore e non so se la telecamera di Sky sia a disposizione del Var, ma la discussione sul fallo di Pjanic viene fuori perché accade sotto gli occhi dell’arbitro. Il crollo del Napoli sembra essere scaturito da Inter-Juventus, ma gli azzurri devono anche aiutarsi perché se vanno a perdere a Firenze poi non hanno alibi”.

Pierluigi Pardo, giornalista: “La stagione del Napoli resta meravigliosa e nessuno potrà negarlo o discuterlo, ma ieri c’è stato un tracollo. Ha staccato la spina e non so il perchè, ma il Napoli ha commesso un’ingenuità, è una macchia in un campionato straordinario. L’episodio che pesa tantissimo in Inter-Juventus è quello di Pjanic ed è probabile che in 10 contro 10, la Juve non avrebbe avuto la forza per quello sforzo finale. Ho visto una Juve buona all’inizio, nell’approccio alla gara e pessima nel secondo tempo. Quando deve fare la partita, la Juve ci riesce, ma non ha le gambe per farlo per 90 minuti. Sono certo che il Napoli sarà ancora competitivo nelle prossime stagioni e nella delusione di oggi resta la prima certezza. Il Napoli ha i conto in ordine, il biglietto della Champions League prenotato e gli introiti per cui ci sono tutte le premesse per fare bene in futuro”.

Marco Bellinazzo, calciatore: “Il 2% che hanno gli arbitri è incomprensibile perché svolgono un servizio e dovrebbero essere neutrali e invece nelle ultime elezioni Nicchi ha schierato gli arbitri. Si sta provando ad eliminare il 2%, ma qualche giorno fa Nicchi ha detto che togliendolo, ci sarebbe una nuova Calciopoli e tutto questo ha creato un clima negativo nella classe arbitrale italiana e in qualche modo. Il nervosismo degli arbitri e l’incompetenza della classe arbitrale ha prodotto una figuraccia in mondovisione procurando un danno all’intero calcio italiano che stava appassionando grazie al bellissimo spettacolo calcistico tra Juventus e Napoli. Il Napoli non va rifondano: il club ha gettato le basi per l’inizio di un progetto e mentre in passato chi arrivava secondo era il primo dei perdenti, il Napoli ha un progetto tecnico importante oltre ad un gioco riconosciuto e apprezzato in tutta Europa”.

Daniele Dallera, responsabile dei servizi sportivi del Corriere della Sera: “Orsato si è macchiato del peccato più grave, quello del disequilibrio e non essere equilibrato è un errore gravissimo per un arbitro. La Juve non c’entra nulla, è Orsato il protagonista assoluto di una direzione iniziata male e finita peggio ed è un peccato perché il nostro campionato era l’unico equilibrato. Orsato a Milano ha trascorso una serata infelice, forse condizionata, ma non dalla Juventus. Forse non è sicuro dal punto di vista psicologico e probabilmente ha portato i suoi problemi nel lavoro”.

Massimo De Santis, ex arbitro: “Sono in una forma strepitoso, potrei quasi arbitrare. La Var è un grande tesoro per gli arbitri se utilizzato bene e se lo critico è perché non viene utilizzato come dovrebbe. Orsato è molto bravo, ma ha iniziato ad arbitrare con sufficienza da quando ha saputo che parteciperà al Mondiale, ma sarà solo al Var. Inter-Juve non può mai essere sottovalutata e Orsato l’ha fatto. Non ha letto bene la partita perché si poteva anche dare il giallo a Vecino, non avrebbe portato a polemiche, ma se in quell’occasione ha dato il rosso, poi ci chiediamo perché non abbia utilizzato lo stesso metro di giudizio in tutta la partita. L’intervento di Pjanic quanto meno doveva essere punito con un giallo anche perché è stato il giocatore più falloso della Juventus. Espellere Pjanic non significava compensare. Quando arbitravo, non c’era il Var, ma non mi nascondo e se negli episodi difficili il quarto uomo riusciva ad aiutarmi ero solo che felice. Duetto Allegri-Tagliavento? La battuta ci sta anche perché Tagliavento è convinto che le decisioni prese siano state tutte giuste”.

Ciro Venerato, giornalista: “Il Napoli a Firenze non è mai sceso in campo e non so se si è svuotato dopo Inter-Juventus oppure dopo Juve-Napoli. Una grande squadra deve imparare a lasciarsi tutto alle spalle e ripartire. Il Chelsea ha due problemi: ha un contratto importantissimo con Conte che deve rescindere e deve raggiungere la Champions. Al momento, quindi, non può bloccare Sarri ed ecco perché il club lavora su tre tavoli: Luis Enrique che resta il favorito, Ancelotti e Sarri. Sabato mattina Ancelotti ha chiamato Costacurta comunicandogli che non accetterà la Nazionale che quindi sarà affidata a Roberto Mancini che lascerà lo Zenit. Il Napoli, intanto, sta sondando vari allenatori, ma spera sempre di trattenere Sarri. Le piste esterne che stanno sondando Sarri e Giuntoli sono Emery e Fonseca, con Benitez che è una variabile impazzita. Tra le italiane, invece, ci sono Giampaolo, Inzaghi e Gasperini. De Laurentiis si muoverà seriamente solo dopo aver capito quale sarà il futuro di Sarri. Se l’allenatore toscano dovesse andare al Chelsea, Koulibaly lo seguirebbe con o senza Champions. Il Napoli non investirà più di 10 milioni per Rui Patricio e intanto continua a seguire la pista Leno”.

 

Uno scambio col Chelsea o un clamoroso ritorno. Il futuro di Maurizio Sarri a Napoli è tutt’altro che certo e dall’Inghilterra fanno sapere che l’attuale tecnico dei partenopei sta scalando le gerarchie nella lista di preferenze dei Blues, dove Antonio Conte sembra destinato a fare le valigie a fine stagione. Ma proprio il tecnico salentino potrebbe fare il percorso opposto: sfumate le strade che portano alla Nazionale e al Psg, per il Napoli potrebbe rappresentare la soluzione ideale per il dopo-Sarri a patto però di accettare un ingaggio molto più basso di quello che percepisce a Londra. Ma stando al “Sun”, De Laurentiis starebbe valutando anche il possibile ritorno di Rafa Benitez, in rotta col Newcastle. Il tecnico spagnolo porterebbe con sè David Luiz, che al Chelsea non viene più considerato una pedina imprescindibile e che potrebbe essere sostituito, specie se arrivasse Sarri, da Koulibaly.

E se il candidato principale per sostituire in porta Reina resta Rui Patricio (secondo “A Bola” l’operazione potrebbe chiudersi prima dei Mondiali col Napoli che offrirebbe allo Sporting 15-20 milioni di euro per il 30enne portiere portoghese), in avanti potrebbe andare via Dries Mertens e arrivare Karim Benzema. Dall’Inghilterra rivelano che Arsenal e Manchester United potrebbe pagare i 28 milioni di euro della clausola rescissoria e a quel punto il Napoli potrebbe andare sull’attaccante del Real Madrid. Secondo “Don Balon”, il francese non si ritiene più desiderato al Bernabeu e ci sarebbero stati già dei primi contatti positivi fra la società partenopea e l’entourage del giocatore. Resta da convincere Florentino Perez: 50 milioni di euro l’offerta del Napoli, 70 milioni la richiesta dei blancos.

 

A Radio Crc è intervenuto Joao Santos, procuratore di Jorginho: “L’Inter ha giocato bene dopo l’espulsione di Vecino e magari Sarri ha pensato che poteva accadere anche al Napoli. Dopo l’espulsione di Koulibaly, giocando con un centrocampo a 2 è giusto togliere Jorginho e non Allan o Hamsik. Purtroppo a Firenze il Napoli ha vissuto una partita storta e ora solo Bologna o Roma possono cambiare la situazione. La Fiorentina di ieri sembrava il Manchester City. Contro il Napoli giocano tutti al 110%, poi con l’espulsione di Koulibaly è diventato ancora più difficile. In Brasile crediamo che sia meglio un gol sotto che un uomo in meno perché in 10 vs 11 fatichi anche con Crotone o Benevento, figuriamoci con la Fiorentina. Campionato finito? Sarà la matematica a dirlo, ma sapevo che sarebbe stato difficile per il Napoli conquistare 12 punti perché ero sicuro che la Juve qualche punto lo avrebbe perso, ma il Napoli doveva vincerle tutte. Non credo che se la Juventus avesse perso o pareggiato con l’Inter il Napoli avrebbe disputato una partita diversa a Firenze. Futuro di Jorginho? Ne parlerò con la società perché Jorginho ha altri 2 anni di contratto, ma ci sono anche diversi club interessati a lui e c’è da capire se il Napoli vorrà capitalizzare con i titolari o meno. Al momento, abbiamo capito solo che Reina andrà via”.

 

La Roma sfiora l’impresa. Batte il Liverpool per 4-2 allo stadio Olimpico, ma non basta. I Reds volano in finale di Champions League per la decima volta nella loro storia, a Kiev il 26 maggio contro il Real Madrid. Inglesi subito avanti con Manè, poi l’autogol di Milner e il nuovo vantaggio firmato da Wijnaldum e il pareggio di Dzeko. Doppietta di Nainggolan per la vittoria giallorossa. La Roma esce a testa alta. Per l’impresa Di Francesco abbandona la difesa a tre e torna al suo amato 4-3-3 con Alisson in porta; Florenzi, Manolas, Fazio e Kolarov in difesa. A centrocampo Pellegrini (al posto dell’infortunato Strootman) insieme a De Rossi e Nainggolan. Davanti il tridente Schick, Dzeko, El Shaarawy. Nel Liverpool Klopp schiera Wijnaldum al posto di Oxlade-Chamberlain infortunato, unica novità rispetto al’undici di Anfield. In avanti il tridente delle meraviglie composto da Salah, Firmino e Mané.

IL MATCH – La partita inizia subito in salita per la Roma, che si fa male da sola. Al 9′ follia di Nainggolan, che sbaglia clamorosamente un passaggio facile in orizzontale a centrocampo e innesca il contropiede letale del Liverpool: Mané tutto solo non può sbagliare. Reds avanti 1-0. La Roma reagisce e al 15′ trova il pareggio con Milner che restituisce il favore ai giallorossi e fa autogol di testa. Il sogno è ancora vivo. Servono però altri tre gol per volare a Kiev. L’impresa è disperata. E diventa impossibile al 25′: la Roma subisce l’1-2 di Wijnaldum, che trova facilmente il gol di testa dopo un rinvio sempre di testa all’indietro di Dzeko. Cala il gelo sull’Olimpico. A freddare gli animi ci si mette anche la sfortuna. Al 35′ El Shaarawy centra il palo da fuori area: il suo destro viene deviato e finisce in pieno sul montante. Si va al riposo con i giallorossi sotto per 2-1. Ad inizio secondo tempo però la Roma suona la carica. Al 52′ El Shaarawy entra in area e calcia, Karius respinge verso Dzeko che batte il portiere con un diagonale sul secondo palo. Ai giallorossi servono comunque altri tre gol per per andare ai supplementari. Dieci minuti più tardi è l’arbitro a spezzare i sogni di rimonta quando non vede un netto fallo di mano di Alexander-Arnold che para il tiro a botta sicura di El Shaarawy. La Roma però non demorde. Il finale è un assalto alla porta dei Reds. All’85’ Nainggolan si fa perdonare l’errore del primo tempo: il Ninja tira una sassata da fuori area che non lascia scampo a Karius. Roma avanti 3-2. In pieno recupero arriva anche il quarto gol. Fallo di mano di Klavan: è rigore. Nainggolan non sbaglia: 4-2 per la Roma. Ma la partita finisce qui. Non c’è neanche più il tempo di rimettere la palla al centro. La Roma vince con il cuore, ma esce dalla Champions League. In finale, a Kiev, ci va il Liverpool.

 

Semifinali di ritorno di Europa League: riflettori puntati su Atletico Madrid-Arsenal, soprattutto dopo l’1-1 di giovedì scorso che lascia aperto tutto. Quello del Wanda Metropolitano è l’incontro più atteso: i colchoneros vogliono rispondere ai cugini del Real che martedì hanno conquistato la terza finale di Champions consecutiva. I Gunners, che hanno nella vittoria di questa competizione l’unica via per accedere all’ex Coppa dei Campioni, vogliono regalare un trofeo a Wenger prima dell’addio del tecnico francese dopo 22 anni.

E poi c’è Salisburgo-Marsiglia. Il 2-0 per i francesi dell’andata è una buona partenza per Rudi Garcia, ma attenzione ai campioni d’Austria, capaci ai quarti di ribaltare tutto contro la Lazio. Si aggrappa proprio a quella impresa il tecnico Marco Rose: “All’andata abbiamo dominato per lunghi tratti, tenendo a bada il Marsiglia. Per noi tutto è possibile al ritorno, dobbiamo sfruttare questa occasione e giocare un’altra grande partita in casa. Dovremo attaccare con la massima efficacia, ma essere pazienti al tempo stesso. Cercheremo di far valere la nostra forza fisica”. Nonostante la vittoria del Velodrome Rudi Garcia vuole giocarsela: “Andiamo a Salisburgo per segnare e vincere, non cambieremo la nostra filosofia”. Tanti tifosi presenti alla rifinitura prima della partenza: “Il loro supporto è fondamentale per noi – aggiunge l’ex allenatore della Roma -, faremo di tutto per arrivare a Lione. I ragazzi stanno bene fisicamente, c’è tanto entusiasmo”.

“Quando si passa attraverso gli errori non ci sono rimpianti. Non dimentichiamo che ero alla prima esperienza in Champions League, la Roma non è abituata a questi match. Abbiamo fatto tanto anche se potevamo fare di più”. Sono le parole, a fgine gara di Eusebio Di Francesco, rammaricato per l’eliminazione dalla Champions. “Dovevamo crederci di più – continua – all’intervallo ho detto che come ne avevamo fatti 3 al Barcellona, potevamo farne quattro al Liverpool e le occasioni avute l’hanno dimostrato. I ragazzi però hanno fatto qualcosa di straordinario, non è facile andare sotto ma poi abbiamo avuto una grande reazione contro un grande Liverpool. Abbiamo fatto quasi la gara perfetta, quella che non abbiamo fatto a Liverpool, dove in 45 minuti abbiamo rovinato il lavoro fatto in precedenza. Ora chiederemo a tutti quanti qualcosa in più, è importante tornare in Champions, possiamo competere in questa competizione nonostante i tanti ragazzi giovani”. Monchi ha detto che il calcio italiano deve alzare la voce “Io non devo alzare la voce, questo spetta alla società. Io devo far capire ai miei ragazzi che non bisogna mollare, che anche all’ottantesimo bisogna crederci, non bisogna protestare con l’arbitro e fare il gioco loro. Questi sono passaggi fondamentali. Abbiamo commesso errori di inesperienza, io ci credevo e sono ancora più rammaricato perché abbiamo perso del tempo”. Non serve recriminare sugli errori arbitrali, “eravamo in campo e potevamo ancora fare qualcosa. Certo, il rigore e l’espulsione a venti minuti dalla fine poteva cambiare la gara. Così non è stato però, peccato”.

 


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