Coppa Italia: Agli ottavi Benevento e Bologna. Napoli: Ancelotti fiducioso. Buffon ne ha per tutti. Maradona sopra le righe.

Di , scritto il 04 Dicembre 2018

“Una persona che scrive una cosa simile è già stata condannata dalla vita”. Gianluigi Buffon, portiere del Psg ed ex Juve, la pensa cosi’ sulle scritte che offendono la memoria delle vittime dell’Heysel e di Gaetano Scirea, comparse fuori dal Franchi prima di Fiorentina-Juve. “E’ un discorso molto delicato, non mi va di bacchettare la gente. Non credo che un tifoso della Fiorentina abbia scritto una cosa simile – ha detto Buffon, intervistato da TikiTaka-Mediaset – Un essere umano che abbia più di 15 anni che scrive una cosa simile, la mano gli deve cadere immediatamente”. “Penso ad Astori almeno 4-5 giorni a settimana – ha aggiunto Buffon -. Si era creato un clima di maggior serenità e rispetto tra le tifoserie di Fiorentina e Juve. L’accoglienza che ci hanno riservato il giorno del funerale è stata commovente ed è per questo che non voglio credere che un tifoso della Fiorentina, sette mesi dopo, abbia scritto quelle frasi”.

 

Il Manchester City rischia l’esclusione dalla prossima Champions League. Secondo la stampa britannica, presto la squadra allenata da Pep Guardiola conoscerà il suo destino, dopo che la Uefa sta per concludere un’indagine sulla sua condotta finanziaria. Qualora gli organi inquirenti trovassero le prove delle violazioni e dell’aggiramento delle regole del Fair Play Finanziario, come denunciato da Football Leaks, scatterebbe in automatico l’esclusione da ogni competizione Uefa, fin dall’anno prossimo.

Secondo quanto emerso dai file pubblicato dal sito di hacker, nel 2014 i dirigenti del City avevano compiuto manovre finanziarie in conclamata violazione del FFP, proprio per scongiurare l’esclusione dalle coppe europee. Oggi i media britannici scrivono che l’indagine indipendente, promossa dalla Uefa, è a un passo dall’essere chiusa, con la raccomandazione da parte degli investigatori di sanzionare il City.

 

Luka Modric spezza il duopolio Ronaldo-Messi. Il 33enne centrocampista croato e’ il Pallone d’Oro 2018 e per la prima volta dal 2008 – l’anno prima era stato incoronato il milanista Kaka’ – l’ambito premio di “France Football” finisce in mani diverse da quelle di CR7 o del fuoriclasse argentino del Barcellona.

Le indiscrezioni delle ultime settimane sono state confermate e se la candidatura di Messi era comunque debole (l’argentino ha vinto ‘solo’ la Liga e ha deluso al Mondiale), per Ronaldo sembrava potesse esserci ancora qualche chance visto il contributo alla terza Champions di fila conquistata dal Real Madrid ma alla fine i voti dei 173 giornalisti scelti dal magazine francese hanno premiato il croato, protagonista non solo coi blancos ma anche nella propria nazionale, trascinata in finale a Mosca. E cosi’, dopo essere stato eletto miglior giocatore del Mondiale e aver ricevuto i riconoscimenti di Uefa e Fifa, Modric fa l’en plein diventando il primo calciatore croato (ma anche di tutti gli Stati dell’ex Jugoslavia) a ricevere il Ballon d’Or.

“Mi sono reso conto che la costanza, il lavoro duro, la fiducia in se stessi rappresentano le fondamenta – le parole di Modric – Le grandi cose non si ottengono facilmente e per me non e’ stato facile arrivare fino a qui. Ma e’ importante essere pronti ad approfittare delle opportunita’. Da bambini tutti abbiamo dei sogni, il mio era quello di giocare in una grande squadra e vincere dei trofei. Il Pallone d’Oro era piu’ di un sogno”.

Quella della stella del Real e’ un’affermazione abbastanza netta: 753 i punti raccolti, con Cristiano Ronaldo e Antoine Griezmann a completare il podio ma staccatissimi (rispettivamente 476 e 414 punti). Solo quinto Lionel Messi, preceduto anche da Kylian Mbappe’ e giu’ dal podio dopo 12 anni: l’ultima volta fu nel 2006, l’anno del trionfo di Fabio Cannavaro davanti a Gigi Buffon e Thierry Henry.

Il secondo posto e’ una magra consolazione per CR7, che ha disertato la cerimonia di Parigi, mentre era presente Griezmann, l’altro grande sconfitto: la vittoria dell’Europa League e soprattutto un ruolo da protagonista nella Francia campione del mondo avevano indotto l’attaccante dell’Atletico Madrid a sperare in qualcosa di piu’.

Nel complesso i Bleus allenati da Deschamps piazzano solo tre giocatori fra i primi dieci (settimo Varane, che Platini avrebbe voluto Pallone d’Oro essendo stato l’unico giocatore a centrare nel 2018 l’accoppiata Champions-Mondiale), con Kante’ 11^ e Pogba 15^. Mbappe’ si consola pero’ col nuovo “Trofeo Kopa” ideato da France Football per il miglior under 21 della stagione.

La speciale giuria composta da coloro che hanno vinto in passato il Pallone d’Oro, dall’ex interista Luis Suarez a Gianni Rivera, fino ad arrivare agli stessi Messi e Cristiano Ronaldo, senza dimenticare Paolo Rossi, Roberto Baggio e Fabio Cannavaro, ha deciso di premiare la giovane stella del Psg, che era in corsa assieme ad altri nove candidati fra cui anche due italiani, i rossoneri Gigio Donnarumma (quinto) e Patrick Cutrone (settimo).

Alle spalle di Mbappe’ si sono piazzati invece l’americano Pulisic del Borussia Dortmund e il giallorosso – nella prima parte dell’anno all’Ajax – Justin Kluivert. Per la serie A, oltre al secondo posto di Ronaldo che in estate e’ arrivato alla Juve, il 25^ di Mandzukic e Alisson: il primo in evidenza con bianconeri e nazionale croata, il secondo decisivo nella cavalcata della Roma fino alle semifinali di Champions e poi passato al Liverpool.

Da sottolineare il 12esimo posto di Neymar, mai cosi’ in basso nella classifica del Pallone d’Oro da quando e’ in Europa. Altra novita’ di questa edizione, il “Pallone d’Oro femminile”: la prima giocatrice a riceverlo e’ stata la norvegese Ada Hegerberg, attaccante del Lione che ha trascinato al double campionato francese-Champions. Seconda la danese Pernille Harder (Wolfsburg), terza la tedesca Dzsenifer Maroszan (Lione).

 

“Gli arbitri più forti del mondo, li abbiamo noi in Italia”. Lo ha detto il dirigente della Roma, Francesco Totti, sul palco del Gran Galà del Calcio Aic, dove Diletta Leotta gli ha consegnato il premio alla carriera e gli ha domandato se avrebbe votato per Gianluca Rocchi, eletto miglior arbitro della scorsa stagione, e protagonista ieri di alcuni errori in Roma-Inter.

“Ha vinto il premio per lo scorso anno…”, ha risposto sorridendo l’ex capitano giallorosso, che ieri a caldo aveva contestato duramente arbitro e Var.

 

 

Il commento del tecnico del Napoli Carlo Ancelotti dopo la vittoria esterna sul terreno dell’Atalanta. Queste le sue parole ai microfoni di Sky: “Sono soddisfatto per aver portato a casa tre punti in un campo assai difficile. L’Atalanta gioca molto bene, con un calcio dinamico e aggressiva. Abbiamo giocato una partita leggermente diversa da quello che volevamo. Abbiamo segnato presto e così siamo arretrati troppo dopo la rete, ma le occasioni ci sono state in contropiede. L’Atalanta ha provato a pareggiare e forse l’aveva anche meritato, ma dopo il loro gol c’è stata un’altra partita. L’energia spesa per il pareggio dall’Atalanta ci ha permesso di far male alla fine. Milik è stato decisivo ma tutti quelli che sono entrati hanno dato vivacità e dinamismo. Il gol è molto importante. Il nostro attaccante non ha giocato con continuità, ma è rimasto sempre motivato e concentrato, si merita questo gol. Nel complesso una bella prova di maturità del gruppo questa sera”.

 

“Il pubblico di Bergamo ha dato dimostrazione di maturità, ha creato un bel clima, di grande civiltà. Questo deve essere il calcio: una festa di sport, in cui c’è un vincitore e un vinto. E’ stata una bellissima serata per tutti, anche per i tifosi dell’Atalanta che saranno sì dispiaciuti per la sconfitta, ma contenti per l’atteggiamento della sua squadra. C’è stato un segnale di come dovrebbe essere una serata di sport dentro e fuori dal campo”.

 

“Abbiamo fatto una grande partita e ottenuto una grande vittoria. Non era facile in casa dell’Atalanta, lo avevamo visto con l’Inter, ma siamo contenti del risultato. E’ una vittoria importante, di squadra, siamo contenti anche che Milik sia tornato al gol: speriamo ne faccia altri e ci permetta di vincere altre partite”. Cosi’ Lorenzo Insigne ai microfoni di Sky Sport dopo il successo di Bergamo sull’Atalanta. “Prove di Liverpool? Col Liverpool sara’ decisiva e dovremo fare qualcosa in piu’ rispetto a oggi ma ora ricarichiamo le batterie col Frosinone, tutte le partite sono difficili, lo abbiamo visto col Chievo in casa”.

“La squadra sta acquisendo personalità e identità. Merito del mister che ci sta dando la sua impronta. Noi veniamo da tre anni di palleggio con Sarri, quest’anno Ancelotti dopo aver cambiato modulo e qualche posizione in campo siamo bravi a non dare punti di riferimento, verticalizzare e andare in porta. Questa è la caratteristica di questo Napoli, noi sappiamo di poter migliorare, dobbiamo farlo”.

 

Il Benevento vince 1-0 contro il Cittadella nel quarto turno di Coppa Italia. Allo stadio Vigorito i sanniti del tecnico Bucchi piegano la resistenza dei veneti grazie alla rete di Bandinelli (77′), poco prima era stato annullato per fuorigioco un gol di Della Bernardina (67′) agli ospiti. Con questa vittoria il Benevento si qualifica e guadagna un posto negli ottavi di finale, dove affronterà l‘Inter a San Siro a gennaio.

 

Mister Bucchi schiera i sanniti con Coda e Ricci in attacco, di contro il Cittadella di Venturato con Siega alle spalle di Finotto e Scappini. Due Luca Maniero in campo per gli ospiti: il portiere classe 1995 e l’esterno destro di centrocampo classe 1998. Spingono molto i veneti durante i primi minuti di gioco, con Scappini pericoloso in un paio di circostanze. Il Benevento si sveglia con un paio di iniziative firmate da Tello e Coda. Primo tempo a reti inviolate. Nella ripresa il Cittadella trova il gol al 67′ con Della Bernardina, ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Il guizzo giusto, invece, è del Benevento al minuto 77′ quando Bandinelli ruba palla in mediana per dare il via al contropiede: palla larga sulla sinistra per Asencio che chiude il triangolo con Bandinelli, bravo dall’interno dell’area a piazzare un piatto destro sul primo palo che beffa il portiere Maniero. Benevento in vantaggio. Il Cittadella prova la reazione, ma il portiere Montipò fa buona guardia come la difesa dei giallorossi che blinda l’1-0 e al triplice fischio festeggia la qualificazione. Agli ottavi di finale sarà Inter-Benevento a San Siro.

 

Il Bologna vola agli ottavi di finale di Coppa Italia e Pippo Inzaghi salva la panchina. Bella e convincente prova dei rossoblù che battono 3-0 il Crotone e ora sfideranno la Juventus nel prossimo turno. Protagonista della serata Riccardo Orsolini autore di una doppietta: rete al 40′ per sbloccare il match e al 67′, con un tiro a giro, per chiudere i conti. Nel mezzo il gol dell’ex Falcinelli che ha preferito non esultare.

Nella sfida tra Inzaghi e Oddo, ex campioni del mondo oggi in panchina, è il tecnico del Bologna ad avere la meglio conquistando la qualificazione per gli ottavi. Al Dall’Ara i felsinei vogliono lasciarsi alle spalle la pesante sconfitta sul campo della Samp in campionato, ultimo capitolo della lunga serie di assenza di vittorie che si protrae dal 30 settembre. Il Crotone è invece a secco di successi in cadetteria dal 20 ottobre. Il Bologna si affida a Santander e all’ex Falcinelli in attacco, sul fronte opposto Oddo lascia in panchina Budimir schierando il tandem composto da Firenze e Simy. La partita è viva sin da subito: Poli si divora il vantaggio, Zanellato sbaglia mira da buona posizione per gli ospiti e Santander manca l’appoggio dal cuore dell’area di rigore. Al 40’ arriva il vantaggio del Bologna: verticalizzazione di Poli, Orsolini taglia fuori il diretto marcatore e conclude sui guantoni di Cordaz prima di trovare l’angolo giusto sulla respinta infilando da posizione defilata. Nella ripresa Falcinelli realizza il gol dell’ex con un colpo di testa per il raddoppio al 56’, a ispirare è ancora Orsolini che poco dopo viene fermato dalla traversa prima di realizzare anche il tris con un tiro a giro al 67’. La reazione del Crotone non impensierisce il Bologna: finisce 3-0, con i padroni di casa che volano agli ottavi dove troveranno la Juve.

 

 

Finisce in rissa l’avventura di Diego Armando Maradona come tecnico nella serie B messicana.

La sua squadra, i Dorados di Sinaloa, ha perso per 4-2 il ritorno della doppia finale per la promozione contro l’Atletico San Luis, sconfitto all’andata per 1-0. A fine partita, alla quale ha assistito dalla tribuna in quanto squalificato dopo l’espulsione dell’andata, l’ex fuoriclasse del Napoli ha perso la pazienza esi è scagliato contro alcuni tifosi della squadra rivale che lo avevano sbeffeggiato, dandogli anche del “drogato”, dopo la sconfitta. Maradona è stato trattenuto a fatica dalle persone che lo accompagnavano.

Fuori di sé per la rabbia, ci sono voluti diversi minuti per calmarlo. Nonostante la delusione per il risultato finale, va comunque sottolineato il buon lavoro dell’argentino, arrivato sulla panchina dei Dorados a settembre, quando la squadra era penultima in classifica, portandola fino ai vertici e alla finale e quindi alle porte della massima serie. Ora non è chiarose Maradona rimarrà alla guida tecnico della formazione giallonera o se cercherà fortuna altrove.



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