Chievo: Di Carlo è il nuovo allenatore. Due giornate di squalifica ad Higuain. Italia, Verratti vuole battere il Portogallo.

Di , scritto il 13 Novembre 2018

Gonzalo Higuain è stato squalificato per due giornate dal giudice sportivo della Lega di serie A in seguito all’espulsione durante Milan-Juventus. Il centravanti argentino salterà così le partite con Lazio e Parma, a meno che il club rossonero faccia ricorso per cercare una riduzione della sanzione. Higuain era stato prima ammonito per proteste dall’arbitro Mazzoleni e poi espulso per aver proseguito in un comportamento irriguardoso.

Questo il comunicato ufficiale: “Squalifica di due giornate effettive e ammonizione per proteste nei confronti degli Ufficiali di gara (Terza sanzione); per condotta gravemente irriguardosa nei confronti del Direttore di gara, essendosi avvicinato al medesimo, all’atto dell’ammonizione per proteste al 38° del secondo tempo, in modo scomposto e minaccioso, e avendo reiterato platealmente le proteste al momento dell’allontanamento dal terreno di giuoco”. Gli altri squalificati per un turno sono Brozovic (Inter), Linetty (Sampdoria) e Rincon (Torino).

 

Per strapparlo al Monaco, il Paris Saint Germain ha sborsato 180 milioni di euro. E lo stesso Kylian Mbappé non esita a definire “indecente” una tale cifra per un giocatore. Intervistato dall’emittente svizzera RTS l’attaccante ha detto: “E’ qualcosa di indecente per uno come me, che arriva da una famiglia molto modesta. Però è il mercato, il mondo del calcio funziona così. Non devo certo essere io a rivoluzionarlo. Sono dentro un sistema, bisogna saperlo rispettare e rimanere al proprio posto”.

Anche se a dicembre compirà appena 20 anni, Mbappé è tra i candidati al Pallone d’Oro. Ma la sua principale ambizione è rimanere se stesso: “Non voglio essere la copia di qualcun’altro – ha spiegato – Voglio segnare la storia essendo me stesso. Penso sia naturale avere un’alta autostima, anche se nella vita di tutti i giorni bisogna avere umiltà, che è la forza dei grandi”.

 

Il Chievo ha deciso di affidare la panchina a Domenico Di Carlo, che si é liberato dal contratto che lo legava al Novara. Proposto un contratto di sei mesi, più un sostanzioso bonus economico in caso di salvezza. Di Carlo guiderà a Veronello l’allenamento della squadra scaligera. E’ stata una scelta obbligata dopo l’addio di Ventura con giallo sulle dimissioni.

Sembravano infatti allungarsi i tempi del divorzio da Ventura. Dopo l’annuncio, clamoroso, alla squadra negli spogliatoi, dopo il pareggio col Bologna, sulla sua intenzione di dare le dimissioni l’allenatore ligure non le aveva ancora messe “nero su bianco” a Campedelli: ogni decisione finale è stata così rinviata a stamattina.

 

Non c’è ancora l’ufficialità, ma l’esperienza del tecnico spagnolo Julio Velazquez sulla panchina dell’Udinese sembra arrivata ai titoli di coda. In pole per sostituirlo c’è Davide Nicola. L’ex allenatore del Crotone avrebbe superato la concorrenza di Quique Sanchez Flores, ex allenatore del Watford della galassia Pozzo, e di Massimo Carrera, i cui nomi sono entrati nelle ultime ore nella lista dei papabili accostati alla panchina bianconera. La decisione finale del club è attesa in serata, come annunciato dal dt Daniele Pradè, ospite ieri sera in trasmissione su Udinews tv, il canale ufficiale della società.

Fatale per Velazquez la sconfitta di Empoli che ha lasciato il tecnico spagnolo e la sua Udinese con un bottino magrissimo di un punto nelle ultime 7 gare. L’Udinese con 9 punti nelle prime 12 giornate di campionato è stata agganciata proprio dall’Empoli al terz’ultimo posto, nella zona rossa della classifica.

 

“È difficile se non impossibile essere insultati in Inghilterra, mentre in Francia non c’è la passione che c’è in Spagna e in Italia. La gente non è così coinvolta e partecipe. In Spagna c’è una rivalità forte tra Barcellona e Real Madrid ma non la maleducazione che c’è negli stadi italiani. Ma le gare possono essere sospese per questo”.
Carlo Ancelotti, a Coverciano per la consegna della Panchina d’Oro 2017-2018, spinge per provvedimenti immediati commentando l’episodio di Josè Mourinho che, al termine di Juventus-Manchester United, ha reagito con un gesto provocatorio dicendo di essere stati insultato per 90′.

“Adesso abbiamo un vantaggio, cioè che si possono sospendere le partite – dice Ancelotti -. Si è fermata per la pioggia e si possono fermare anche se si insulta, si può fare e penso che lo faremo. In Italia, a livello di cultura siamo indietro, si pensa ancora che una partita di calcio sia una battaglia, invece è un evento e la maleducazione non deve più entrare”.

 

“Stiamo iniziando un altro capitolo e si sono viste cose buone. C’è ancora tanto lavoro da fare e in mezzo al campo si sono viste cose molto interessanti in queste ultime partite. Il mister conosce bene il calcio e ha grande esperienza. sentire la sua fiducia ci dà forza”. Così Marco Verratti, regista del Psg e della Nazionale, oggi dal ritiro degli azzurri a Coverciano, ad un anno esatto dell’eliminazione dell’Italia dal Mondiale, parla del lavoro di ricostruzione intrapreso dal nuovo ct Roberto Mancini.

Sabato gli azzurri torneranno a giocare a Milano, nello stadio dove si è consumato il ‘dramma’ sportivo dell’Italia calcistisca. Di fronte il Portogallo campione d’Europa per il primo posto del girone di Nations League.San Siro sarà pieno per spingere la Nazionale alla vittoria, in un clima, grazie alla vittoria in Polonia, che ha scongiurato il rischio della retrocessione in Nations League, nettamente più disteso rispetto a quello di un anno fa. “Quel giorno di un anno fa – ricorda Verratti – è stato uno dei giorni più bui che rimarrà sempre nella nostra testa. Sabato prossimo sarà una gara importante davanti a tantissima gente, dovremo fare una grande gara e solo così potremo continuare a crescere. Crediamo nella possibilità di arrivare primi nel girone”.

Al giocatore del Psg adesso tocca il compito di prendere per mano il centrocampo azzurro. Il ct confida nel definitivo salto di qualità di Verratti anche in Nazionale dove, fino a ora, le prestazioni non sempre sono state all’altezza delle sue indiscusse qualità tecniche. “Quando faccio una partita buona – osserva – dicono che sono all’altezza della Nazionale e quella, se faccio meno bene, dicono che non sono all’altezza. Ma io ho sempre dato tutto per la Nazionale e sono orgoglioso di indossare questa maglia”. Secondo Verratti “questa Nazionale è già guarita e bisogna andare avanti. Cerchiamo di riportare entusiasmo”.

Il giocatore del Psg e’ stato fermato dalla polizia francese ed e’ risultato positivo all’alcol test, una notizia che ha avuto una grande eco nella stampa francese: “Ho passato una settimana difficile perché ho fatto una cazzata. Ho chiesto subito scusa perché rappresento un grande club e tante persone. Sono pero’ contento che le mie scuse siano state accettate, si va avanti”.

“Non faccio mai caso a quello che dice la stampa o qualunque altra persona nei miei riguardi. Gioco per una squadra e un club che hanno stima e fiducia in me e sono stato sempre molto utilizzato. Da quando e’ partito Ibrahimovic – ha spiegato Verratti – sono stato l’obiettivo per tante cose, ma vado avanti perche’ so quello che i miei compagni, il tecnico e la societa’ pensano di me”.

“Un ritorno di Buffon in Nazionale? Penso che non debba dimostrare nulla. Per uno come lui la porta della Nazionale sara’ sempre aperta. Non penso dipendera’ dalle sue prestazioni in campo perche’ per uno come lui ci sara’ sempre la porta aperta”.

“GLi insulti negli stadi? Sono d’accordo con Ancelotti, se non facciamo qualcosa di eclatante le cose non cambieranno mai. Se vinci sei buono, se perdi sei uno stronzo e questo non deve succedere. Queste cose – ha aggiunto Verratti – non succedono all’estero, non le ho mai sentite, a parte quando giocavamo a Marsiglia”.

“Non ho un buon ricordo di San Siro visto quanto accaduto un anno fa, pero’ penso che questa Nazionale sia gia’ guarita – ha aggiunto Marco Verratti riferendosi alla delusione della mancata qualificazione al Mondiale -. Il giorno dell’eliminazione e’ stato uno dei piu’ brutti e bui della mia vita. Possiamo imparare da tutto, soprattutto da una sconfitta. Da un certo punto di vista quella eliminazione ci ha fatto bene perche’ abbiamo capito che dobbiamo fare di piu’. Il nostro primo passo e’ riportare entusiasmo e recuperare l’affetto della gente, far si’ che i tifosi che ci vengono a vedere si divertano a vederci giocare”.

 

Enzo Bucchioni è intervenuto in diretta a Sportiva per rispondere alle domande degli ascoltatori in “Microfono Aperto”.

SULLA SQUALIFICA DI HIGUAIN: “Ci si aspettava di questo tenore. C’è stata una inaccettabile reazione di Higuain, ma dai labiali che abbiamo non sono uscite offese particolari all’arbitro Mazzoleni. Due giornate sono assolutamente in linea con l’accaduto”.

SULLE PROTESTE DILAGANTI E I GESTI DEI CALCIATORI: “Vengono visti da milioni di persone, devono rispettare le regole, devono essere un esempio. Ultimamente c’è un ritorno di reazioni verbali, anche in giocatori di squadre intermedie: questo tipo di comportamento va stroncato. Quello di Mourinho, invece, poteva anche essere un gesto ironico o sarcastico, ma non deve esserlo, perché poi arriva a cascata in tutte le categorie, fino ai bambini e si esasperano le situazioni”.

SU VENTURA: “Credo che questa sarà la sua tomba professionale. Se l’è cercata, ha sbagliato lui. Ricordo bene la sera di un anno fa, speravo che si presentasse con le dimissioni in mano e le scuse agli italiani. Non si è mai presentato: ha preso i nostri soldi fino all’ultimo centesimo. In questa scelta me la prendo con Campedelli, che ha preso un allenatore reduce da uno shock sportivo come questo, che non si sa se è lucido, se è pronto e se ha smaltito le scorie dell’eliminazione dell’Italia dai Mondiali. Speriamo almeno che lo paghi in pandori…”

SULLA PROPOSTA DI ANCELOTTI: “La giustizia sportiva deve prendere provvedimenti drastici. Non si può più sentire quello che si sente negli stadi”.

SUL FALLO DI BENATIA: “Il giallo non è più automatico in caso di fallo di mano, dipende dall’interpretazione dell’arbitro e dalla sua valutazione della dinamica dell’azione”.

SULLA CRESCITA DELLA JUVENTUS NEGLI ULTIMI 10 ANNI: “Bisogna pensare al calcio come se fosse su due binari paralleli: lo sport e l’economia della squadra. La Juventus ha fatto gradualmente crescere il fatturato e questo la porta ad essere tra le prime 10 squadre in Europa. È un circolo virtuoso: più incassi e più puoi spendere. Milan e Inter invece sono state abbandonate rispettivamente da Berlusconi e Moratti e senza soldi da investire non è stato possibile comprare grandi giocatori. Stesso discorso faccio per il Napoli: quando De Laurentiis se ne andrà, cosa rimarrà?”

 

Ciccio Graziani è intervenuto in diretta a Sportiva per rispondere alle domande degli ascoltatori in “Microfono Aperto”

SULLA PROPOSTA DI ANCELOTTI: “Sono pienamente d’accordo. Ha fatto riferimento all’estero dove non si è mai visto quello che succede in Italia. Allo stadio si va per tifare, socializzare e vivere uno spettacolo sportivo. Non c’è bisogno di offendere. Solo così si ha una crescita sotto il profilo del rispetto delle regole. Io sarei per fermare subito la partita e sono sicuro che presto le cose cambierebbero”

SU HIGUAIN: “Salvini non esageri: ogni volta che parla sembra che debba rivoluzionare il mondo. Higuain ha sbagliato, ma paga con 2 giornate, che per un calciatore sono tante, e dal punto di vista pecuniario, con una percentuale sullo stipendio. Ora però non dobbiamo crocifiggerlo. Se Gattuso non doveva fargli tirare il rigore? Non so se si fossero parlati già prima della partita. Se un giocatore del livello di Higuain ha deciso di prendere il pallone ed è andato sul dischetto non ci sono responsabilità da parte dell’allenatore. A meno che non fosse stato deciso prima della partita che il rigorista era Kessie”.

SU DYBALA: “Se non torna quello di qualche anno fa, sarà la stessa Juventus a trovargli una nuova destinazione, perché così non le serve. Sta rendendo il 30-40% in meno degli anni passati. Deve fare meglio perché fino ad oggi le sue prestazioni sono state insufficienti”.

SU LAZZARI: “Mi dispiace che Mancini non lo prenda in considerazione: lo ha chiamato una volta e poi se l’è dimenticato. Non va assolutamente bene. E’ un ragazzo bravo, che si sta imponendo all’attenzione di tutti”.

SU IMMOBILE: “Se il buongiorno si vede dal mattino, andrà oltre i 20 gol anche quest’anno. Quando è andato in Germania e Spagna, però, ce lo hanno rimandato indietro, quindi forse, quando va in ambito internazionale, è un giocatore che fatica a far vedere quello che fa vedere in Serie A”.

SULLA CHAMPIONS LEAGUE: “A vincere sarà la Juve o il Manchester City. Non so perché ma ho questa sensazione”.

SULL’ATALANTA AL QUARTO POSTO: “L’Atalanta ha una qualità di gioco straordinaria, quindi non c’è molta differenza con Milan e Roma. L’unico problema è che è partita molto male, ma può rientrare in gioco”.

 

L’ex attaccante Massimo Agostini è intervenuto in diretta a Sportiva per commentare la squalifica di due giornate per Higuain: “Bisogna capire cosa ha detto a Mazzoleni, ma l’aggressività che ha avuto è stata troppo violenta. Sicuramente era in un momento di confusione e di rabbia per il rigore sbagliato. Tra l’altro, ho visto Allegri che ha lasciato fuori Bonucci, quindi fossi stato Gattuso l’avrei fatto battere a Kessie. Tra l’altro non è il primo rigore che il Pipita sbaglia in un momento importante”



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