Nations League, Italia: obiettivo vittoria. Analisi e commenti.

Di , scritto il 15 Novembre 2018

“Il nostro obiettivo all’inizio era cercare di arrivare alla fase finale della Nations League, abbiamo perso in Portogallo facendo giocare una squadra molto giovane, una sconfitta che ci poteva anche stare. Ora abbiamo la chance di poterli battere a San Siro, poi vedremo quello che accadrà in Portogallo-Polonia. Noi dobbiamo pensare solo a questo”. Così il commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini, nel corso un’intervista rilasciata all’account Twitter della Nazionale a due giorni dalla sfida del Meazza contro il Portogallo campione d’Europa.

“Il nostro primo obiettivo è quello di fare un’ottima partita, di giocare bene come abbiamo fatto negli ultimi due match, voglio vedere una squadra che attacca soprattutto per il pubblico che verrà a San Siro, uno stadio che ogni volta che c’è la Nazionale è sempre pieno e questa è una cosa importante”, ha aggiunto il Mancio.

Quindi c’è spazio anche per un amarcord, visto che l’attuale ct da calciatore ha giocato due partite con la maglia azzurra al Meazza e sempre contro il Portogallo. La prima nel dicembre del 1987 con gli Azzurri di Azeglio Vicini che vinsero 3-1 e con l’ex Samp e Lazio autore dell’assist a Giannini per il secondo gol. “Andammo agli Europei dell”88, eravamo una squadra forte e facemmo una grande partita in quell’occasione”, ricorda Mancini.

L’attuale ct non ha dimenticato neanche la gara giocata il 17 novembre del 1993 e terminata 1-0 per gli azzurri. “Vincemmo con un gol di Dino Baggio, capitò proprio il 17 novembre, la stessa data di sabato, speriamo sia di buon auspicio sia per la Nations League che per il futuro”, ricorda il commissario tecnico della Nazionale. Fu quella anche l’ultima partita che Mancini giocò con la Nazionale su suolo italiano. “Non pensavo sarebbe stata l’ultima in Italia, perchè ci speri fino alla fine”, conclude.

 

“Giochiamo contro il Portogallo in un grandissimo stadio, casa nostra, sono sicuro che i tifosi ci daranno una grandissima mano e noi faremo di tutto per vincere la partita e per sperare di arrivare al primo posto. Dobbiamo crederci e abbiamo tutte le carte in regola per fare una grande partita”.

Così il portiere del Milan e della Nazionale, Gianluigi Donnarumma, per tutti ‘Gigio’, in un’intervist esclusiva a ai nostri microfoni, oggi a Coverciano, dove gli azzurri stanno ultimando la preparazione in vista della partita di sabato prossimo a Milano contro il Portogallo, ultimo impegno dell’Italia nel girone di Nations League con ancora la possibilità remota, in caso di vittoria, di ottenere il primo posto e qualificarsi per le finali a quattro.

Donnarumma torna poi col pensiero alla sera del 13 novembre dello scorso anno quando, sempre a San Siro, l’Italia pareggiò con la Svezia e venne estromessa dal Mondiale. Il numero uno del Milan ricorda quei momenti e le lacrime del capitano Gigi Buffon. “E’stato il momento più brutto della mia pur breve carriera perché come squadra non meritavamo di essere fuori dai Mondiali e soprattutto Gigi Buffon non meritava di finire così in azzurro, ed è stata una bella botta per lui. Non meritava di finire così dopo quello che ha dato per questa Nazionale: ha dato tutto ed è stato il miglior portiere al Mondo”.

E da Buffon l’attuale numero uno azzurro dichiara di aver appreso molto in Nazionale: “In allenamento ogni esercizio che facevamo aveva un consiglio da darmi su tutto. Io non posso che ringraziarlo perché per me è stato molto importante. Lui mi diceva sempre di stare tranquillo e di rimanere con i piedi per terra perché era la cosa più importante. Io cerco di lavorare sempre al massimo e dare tutto me stesso, poi le cose arrivano con l’impegno e con il sacrificio. Il mio obiettivo è lavorare sempre al massimo ed andare il più avanti possibile. Volevo diventare titolare nella Nazionale, però poi è normale che tutto ciò devi guadagnartelo sul campo con il duro lavoro”.

Due anni fa la stampa lo considerava un fenomeno. Adesso, a 19 anni, dopo un’altalena di critiche ed elogi, Donnarumma è più consapevole dei suoi mezzi e ha raggiunto una maturità insolita per un ragazzo della sua età. In mezzo anche il periodo in cui i tifosi del Milan lo avevano preso di mira perché accusato di volere un alto aumento d’ingaggio. “Per me – rivela – è stato un periodo un po’ difficile perché inconsciamente dici ‘Non ci penso’, ma è normale che ci pensi sempre. Mi hanno aiutato la mia famiglia e la mia fidanzata che mi sono sempre stati vicini e non mi hanno fatto sentire tantissimo le difficoltà e mi hanno fatto andare avanti senza guardare a queste cose. Adesso guardo sempre avanti – assicura – sia dopo le critiche che dopo gli elogi. Sono contento di indossare la maglia della Nazionale e di difenderla. Sono migliorato ma non è mai abbastanza. Si può migliorare a 18, a 30 come a 40 anni. C’è sempre tempo per migliorare, io lo farò sempre, anche sul dettaglio perché è molto importante lavorare sul dettaglio, ovvero sull’errore che in partita si commette”.

Mancini ha dimostrato subito di avere una fiducia totale nel portierone rossonero. “Lo ringrazio per la fiducia – dice – e sono molto orgoglioso di rappresentare questa Nazionale, perché penso che sia il sogno di tutti i bambini. Il mister ha un buon rapporto con tutti e questa è una cosa molto bella. Fa sentire importanti tutti e fa dare a tutti il massimo in allenamento. Penso che il mio rapporto con lui sia uguale a quello che ha con gli altri: gioioso e scherzoso. Cosa pretende da me? Prima cosa parare, e poi di giocare anche la palla con i piedi che è un qualcosa che si fa nel calcio di adesso”.

Sui tanti giovani che si stanno affacciando per la prima volta in azzurro, il ‘veterano’ Donnarumma osserva che “sono bravi giocatori, altrimenti mister Mancini non li avrebbe chiamati”, e che “devono crescere come dobbiamo crescere tutti perché siamo tutti molto giovani”.

Poi, a proposito di Cutrone, suo compagno nel Milan e centravanti in rampa di lancio anche in prospettiva Nazionale aggiunge: “Lo aspetto, è un grandissimo giocatore, ha fame, ha voglia di spaccare il mondo e gli faccio un grandissimo ‘in bocca al lupo’ per l’Under 21. Speriamo di rivederlo qui, sono sicuro che diventerà un grandissimo giocatore che ci potrà dare una grande mano”.

“Higuain è un bravissimo ragazzo, si è scusato dopo con noi e con la stampa. Era una partita per lui importantissima. L’importante è capire di aver fatto un errore e non ripeterlo più. Poi ha parlato con l’arbitro e si è scusato anche con lui. Gattuso non gli ha detto niente, e lo ha lasciato sfogare. E’ un bravissimo ragazzo, si è scusato con tutti e l’ho visto molto dispiaciuto, gli sono andato vicino e l’ho consolato un po’. Lui deve stare calmo, ci deve dare una grande mano, e sono sicuro che lo farà”.

 

“Questa non è una riforma dello sport italiano questo, detto in modo elegante, è un discorso di occupazione del Coni”. Lo dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò, parlando della riforma del Comitato Olimpico voluta dal governo. “Con questa riforma il Coni, il comitato olimpico più importante al mondo, diventa l’ultimo comitato al mondo, questo è matematico – aggiunge – è come se in questa stanza scoppiasse una bomba”.

“Il Coni si ridurrebbe ad una bellissima agenzia di viaggi che ogni due anni organizza le Olimpiadi”, dice ancora. “Conosco perfettamente la materia – argomenta Malago’ – e sento delle cose che mi fanno sorridere perché si capisce benissimo la non conoscenza della materia”.

 

“Con Tite ne abbiamo parlato, con lui ci siamo sempre detti tutto, ed è stato così anche questa volta, e anche con il ct mi sono scusato per il mio comportamento. E’ stato un giorno in cui non ero in me, e ancora me ne pento. Non avevo mai fatto una cosa del genere in dieci anni di carriera. Ora però vorrei lasciarmi alle spalle quell’episodio”.

Nel ritiro londinese del Brasile parla Douglas Costa, che farà parte della formazione di partenza che venerdì scenderà in campo nell’amichevole all’Emirates Stadium contro l’Uruguay. Lo juventino si riferisce all’episodio, lo sputo a Di Francesco del Sassuolo, che nel campionato italiano gli è costato quattro giornate di squalifica.

 

Il regista del Napoli, ha parlato ai media slovacchi dal ritiro della propria Nazionale: “E’ un momento felice per me. Grazie al nuovo ruolo che mi ha ritagliato Ancelotti sono molto cresciuto sia dal punto di vista tattico che in fase difensiva. Stiamo facendo molto bene, sia in campionato che in coppa. Il nostro obiettivo a breve termine è quello di approdare agli ottavi di Champions League. In campionato la distanza dalla Juventus è ancora di sei punti ma siamo fiduciosi perché loro hanno un calendario più duro del nostro e speriamo di recuperare qualcosa”.

 

A Radio Marte nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Alfredo Pedullà, giornalista: “Lazzari? Ieri Semplici ha negato ogni possibilità di cessione per gennaio. Mentre fino a 2 sessioni di mercato fa pensavamo ad una dimensione semi importante per lui, adesso l’asticella si è alzata notevolmente perchè può essere tranquillamente uno dei 4 esterni di una big. Ad oggi credo che la sua valutazione si aggira intorno ai 15 milioni. Lobotka lo prende chi ha grossi problemi qualitativi e quantitativi a centrocampo. Viene accostato al Milan, ma potrebbe pagarlo non tutto subito. Diawara? Dubito che possa arrivare un’offerta da 50 milioni. Fossi in lui valuterei molto se andare via o meno perchè non è detto che altrove giocherebbe di più. Kouame già in serie B aveva dimostrato le sue caratteristiche, ma aspetterei febbraio/marzo per capire il suo reale valore. Grimaldo è un bravo terzino, ma la fisicità in quel ruolo diventa fondamentale e il Napoli in quel ruolo ha Mario Rui che sta facendo molto bene. Anche la Juve, se deve migliorare, va a prendere un terzino più forte di Alex Sandro”.

Anderson Marques, giornalista: “Tutto il Brasile è contentissimo della convocazione di Allan, è meritatissima. Non c’è Casemiro e Allan ha un’occasione d’oro perchè potrebbe entrare e non uscire più da questa Nazionale. I tifosi brasiliani non vedevano l’ora di vedere Allan con la maglietta del Brasile: quello che ha fatto a Napoli è incredibile. Sono state tantissime le lamentele quando i tifosi leggevano Renato Augusto tra i convocati e non Allan. Polemiche ce ne furono anche prima della convocazione di Jorginho. Sulla carta la Juventus dovrebbe vincere lo scudetto, ma il calcio è bello perchè tutto può cambiare e per questo il Napoli non deve smettere di crederci”.

Claudio Brachino, direttore di Videonews: “Se vediamo la cronaca per quella che è, ci rendiamo conto che se l’arbitro dà un rigore per un fallo di mano, l’ammonizione c’è, non vi sono interpretazioni. La cronaca ha le sue esigenze e le regole sono da rispettare così come sono scritte. Detto questo, ne ho viste di cose peggiori nei post partite e di allenatori più arrabbiati. Le domande disturbano, ma sono il sale di questo sport. Ho visto la partita a Milano e a San Siro c’era anche Salvini, lo vedevo arrabbiato, ma non credo che la sua fosse una contestazione contro gli argentini, ma verso un calciatore, non rigorista che ha voluto calciare il rigore. In questo caso difendo Higuain: i grandi calciatori sono tenuti ad un comportamento adeguato perchè sono il simbolo, ma hanno diritto alla loro sensibilità. Così come Buffon è esploso, anche Higuain l’ha fatto, poi tocca agli allenatori guidare le emozioni dei calciatori. Il Napoli è ancora una volta l’unica vera potenziale rivale della Juventus. Le altre hanno davvero poco e l’Inter che ancora una volta ha speso tanto, non rende quanto dovrebbe. Il calcio non è fatto solo di soldi, ma di un gruppo ed un progetto”.

Stefano Borghi, giornalista: “Boca e River? Non hanno solo cuore, ma anche grinta e determinazione. La squadra che vince la coppa Libertatores incassa meno di 11milioni di dollari, la squadra che vince la Champions invece più di 100 milioni e questa è la sproporzione economica tra i due universi. Muniain? Si è rotto due volte il crociato e questo ha avuto un peso enorme nella sua carriera. Ha però già dato segnali importanti al suo rientro per cui è un ragazzo segnato dai 2 incidenti, ma ha la testa per provare qualcosa di importante, anche Napoli. Dal punto di vista fisico è recuperabile, dal punto di vista tecnico, di alta fascia”.

Roberto Venturato, allenatore Cittadella: “Kouame ha qualità fisiche e tecniche importanti e lo si vedeva già da giovanissimo, è un giocatore da serie A. Ha anche qualità morali, lavora e suda tutto ciò che ottiene. Kouame somiglia molto a Asprilla perchè è veloce e sa stare nel gruppo. E’ una seconda punta, forse per la sua fisicità sa alternarsi a fare la prima punta, ma non è una prima punta. Può ambire anche ad una squadra migliore del Genoa, ma la serie A è un campionato difficile e deve conquistarsi ogni cosa. Toanli è molto bravo e giovane, ma ha personalità. E’ molto bravo per cui quando lo affrontiamo, stiamo molto attenti. E’ destinato ad una carriera importante, poi dipende solo da lui. La panchina d’oro? Allegri ha raccolto risultati importanti, ma la meritava Sarri”.

 

Basta uscire dai confini italiani e tutti gli stranieri del nostro campionato scatenano le loro verità. Una vecchia storia che continua a riproporsi nell’attualità. L’ultimo in ordine di tempo è Suso, che da tempo è in trattativa con il Milan per un rinnovo contrattuale con pesante adeguamento dell’ingaggio. In ritiro con la Nazionale spagnola, nel giro di 24 ore ha prima detto di essere onorato dall’interesse del Real Madrid, poi in un intervista a Es Radio e ha svelato un ulteriore retroscena di mercato: “Ci sono stati dei contatti con l’Atletico Madrid, è vero”. Che Simeone lo tenesse d’occhio per innestarlo sul suo 4-4-2 tradizionale come esterno di destra si sapeva, ma adesso c’è una conferma ufficiale da parte sua.
Suso è sotto contratto con il Milan fino al 2022 e ha una clausola rescissoria di 40 milioni. Se tutto va a buon fine, presto a Suso verrà fatto un nuovo contratto fino al 2023 con ingaggio raddoppiato. In caso contrario potrebbe entrare in gioco per un trasferimento a Madrid sull’una o sull’altra sponda. “Ci sono state opzioni per tornare in Spagna già nelle ultime due estati”, ha ammesso il mancino rossonero nella stessa intervista. Tradotto in parole povere: a Milano si trova bene, ma tornare in patria passando per la porta principale è un’idea che lo tenta. Su un punto ci sono certezze: a gennaio la clausola non vale quindi se mai un eventuale acquirente dovrebbe parlare con il Milan, poco disposto a transigere.

 

Andrea Iaconi, Direttore Sportivo che ha portato Sandro Tonali a Brescia dopo l’esperienza al Piacenza, ha parlato del giovane talento delle Rondinelle e della Nazionale. Ecco le sue parole:

Su Tonali: “Lui era già diverso dagli altri a 14 anni. Lo prelevammo dal fallimento del Piacenza su segnalazione di Sergio Volpi e da subito ci siamo accorti che aveva caratteristiche tecniche superiori. Pirlo? Non scomodiamo paragoni, sono situazioni diverse. Lui giocava trequartista e poi fu Mazzone a spostarlo, mentre Tonali ha sempre giocato lì. Ha grandi margini di miglioramento”.

Sul percorso di crescita: “Lui è molto esuberante e ha ottima personalità. Per me andrà in una grande squadra, sicuramente. Ha la tempra giusta ed è un ragazzo umile e ha tutto per fare il calciatore. Io ho avuto l’esperienza di Verratti a Pescara, ho fiducia in lui perché è un ragazzo equilibrato”.

Su Verratti: “Quando arrivò a Pescara giocava da mezza punta e fu Zeman ad arretrarlo. Se vogliamo paragonarlo a Tonali, Verratti aveva più talento ed era più adatto dal centrocampo in avanti, invece Sandro è stato sempre un regista. Secondo me può arrivare a un livello superiore di Verratti”.

 

Durante il microfono aperto di Radio Sportiva, Enzo Bucchioni ha risposto alle domande in diretta degli ascoltatori. Ecco i principali temi trattati:

Sugli insulti negli stadi: “Bisogna cominciare ad avere più cultura fra gli stessi tifosi. C’è una riforma in atto sulla giustizia sportiva, ma anche le società dovrebbero intervenire sui propri tifosi perché qualcosa possono fare”.

Sulla vicenda CONI: “Il mondo è cambiato, se io fossi il ministro dello sport metterei le mani nel CONI ma senza mischiare la politica. Vorrei sapere esattamente come vengono gestiti i soldi e ci vorrebbe un controllo maggiore. Non è certo colpa di Malagò, che ha sempre cercato di fare il massimo, ma va modernizzata la macchina dello sport italiano”.

Su Football Leaks: “Quando una squadra come il PSG ha una tale potenza economica credo che sia difficile fermarla. L’esclusione dalla Champions sarebbe macroscopica e sarebbe a catena, perché anche altre società sono border-line con il FPF. La passa liscia chi ha le spalle grandi e una potenza economica come le squadre top europee tirano fuori i soldi se c’è bisogno”.

Su Lautaro Martinez: “Molti giocatori del Mondiale stanno ancora pagando lo stress fisico e nervoso. Perisic non è mai stato costante e spesso si perde, anche se dal punto di vista tattico fa sempre un grande lavoro”.

Su Spalletti: “Ha fatto crescere l’Inter e l’ha riportata in Champions. Sta dimostrando carattere e penso che il suo lavoro vada approvato. Per il futuro non lo so, bisognerà gestire i grandi campioni e bisognerà rivederlo”.

Su Allan: “Ha qualità impressionanti ed è un raro caso in cui si fa meglio una volta usciti da Udine rispetto al solito. Ha inciso fortemente Sarri su di lui al di là delle sue qualità e forza fisica: ci vuole intelligenza e tempi di gioco e ci hanno restituito un giocatore completo, che unisce la forza fisica dell’interditore alla capacità di impostare l’azione. In questo momento è uno fra i centrocampisti più completi in circolazione”.

Sulla possibilità Ibrahimovic per il Milan: “Leonardo ci pensa dall’estate scorsa e il rapporto con il giocatore è buono. Aspetta di fare l’ultimo contratto della sua carriera ma non so se si farà. La MLS gli ha dato modo di riprendersi dall’infortunio ma non credo possa essere ancora ad alto livello. Sicuramente nello spogliatoio può dare tantissimo, ma ci sono altre operazioni da dover fare a causa degli infortuni che oggi sono la priorità”.

 

Claiton Dos Santos, difensore della Cremonese, è intervenuto ai nostri microfoni parlando della stagione in grigiorosso e non solo. Ecco cosa ci ha raccontato:

Sul suo ruolo: “Mi sono trovato molto bene sin dall’inizio in una società seria. Si lavora bene e serenamente e per un calciatore è il massimo. Ho scelto per il fascino della società e per il modo in cui si lavora”

Sulla stagione: “Nell’ultimo periodo non sono arrivati ottimi risultati, ma per ora siamo in linea con i nostri obiettivi. Lavoriamo di domenica in domenica e questa pausa ci è servito anche dopo il cambio dell’allenatore. Vogliamo recuperare dalle ultime partite”

Sull’esonero di Mandorlini: “A livello di gruppo non c’è mai stato problema, lo abbiamo sempre seguito. Purtroppo i risultati sperati non erano quelli raggiunti. Nessuno si aspettava l’esonero e ci dispiace. Rastelli non ha bisogno di presentazioni e ha fatto sempre bene ovunque sia stato. Interpreta il calcio in modo propositivo e può fare bene anche qui”.

Su Paulinho: “Il mio rapporto con lui è ottimo siamo quasi fratelli. Mi dispiace vederlo fuori e spero possa rientrare presto. Sappiamo quanto sia un giocatore importante e ha fatto capire quanto possa essere di alto livello”.

Sugli obiettivi: “Non ci dobbiamo porre limiti, ma lavorare sempre sodo di partita in partita. Siamo un bellissimo gruppo composto da giocatori bravi ed esperti. Lavoriamo serenamente di partita in partita per muovere la classifica. Personalmente non ho un obiettivo e penso a lavorare e al gruppo”.

Su Davide Nicola: “Sono contento per la sua nuova avventura, è un allenatore molto preparato e pronto. Spero che faccia molto bene a Udine dove troverà un ambiente sereno e adatto a lui. Il ricordo più bello dell’impresa di Crotone è stata l’ultima gara con la Lazio in cui c’era in ballo una salvezza e lui è stato il vero artefice della salvezza”.

Su non affrontare CR7: “Mi trovo bene in questo campionato, mi avrebbe fatto piacere giocarci contro ma vederlo in tv mi basta, può portare bene al calcio italiano”.



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