Il Milan batte la Lazio. E’ morto l’ex-Presidente della Roma, G. Ciarrapico.

Di , scritto il 14 Aprile 2019

La Lazio è nera di rabbia. Niente da fare: San Siro resta stregato. Lo scontro diretto Champions va al Milan che vince 1-0 grazie ad un rigore trasformato da Kessié e provocato da uno sciocco fallo di Durmisi su Musacchio. Ma il club biancoceleste protesta con l’arbitro Rocchi per un penalty non concesso al minuto 93 per un contato tra Rodriguez e Musacchio. L’arbitro di Firenze non interviene e dalla sala Var il silent check è negativo. Si vede il fischietto dire: «Tocca prima la palla». Restano mille dubbi. Di certo il finale di gara di Rocchi non è stato dei migliori. Prima concede un penalty inesistente per un mani di Acerbi ma viene salvato dal Var, subito dopo ne dà uno per il contatto Durmisi-Musacchio ma non va a rivedere quello al minuto 93. Nel finale succede di tutto con una mega rissa in campo e Bakayoko e Kessié che mostrano la maglia scambiata di Acerbi in modo irriverente sotto la propria curva. Il ds Tare non ci sta: «Storia di una morte annunciata. E’ successo quello che temevamo». Il club lamenta una gestione da dimenticare del fischietto di Firenze. E pensare che alla viglia entrambi i tecnici avevano applaudito la designazione. Una scelta che non era piaciuta, invece, ai tifosi laziali che temevano una “compensazione” dopo l’errore di Fabbri in Juve-Milan. Tre punti pesanti lasciati al Milan nel duello Champions. Se non esistessero gli ultimi 15 minuti i biancocelesti sarebbero già in Champions. Purtroppo esistono e ogni volta sono drammatici. A San Siro arriva un’altra doccia fredda. Quello segnato da Kessié su rigore, con cui il Milan vince lo scontro per il quarto posto, è l’undicesimo subito in trenta gare di campionato. Tradotto sono quattordici i punti persi. Un’enormità. I rossoneri volano a quota 54 e i biancocelesti restano a 49. Un solo punto nelle ultime 3 gare. La Lazio scivola a meno 6 dal quarto posto ma mercoledì, contro l’Udinese, ha subito la chance del recupero per dimezzare le distanze. (ilmattino.it)

Un gol per ripartire, Milik contro il Chievo ha la possibilità di arrivare a quota venti e di cancellare le ultime tre partite senza reti contro Empoli, Genoa (in cui è stato schierato titolare da Ancelotti) e Arsenal (dove ha cominciato in panchina entrando nella ripresa al posto di Mertens).

IL GIOIELLO

L’ultimo gol di Arek è stato un vero e proprio gioiello, quello segnato all’Olimpico contro la Roma dopo pochi minuti: stop di tacco e sinistro fortissimo sul primo palo sotto la traversa. Uno dei colpi più belli di questa stagione che gli ha riservato momenti felici dopo i primi due anni terribili per le due operazioni ai legamenti crociati del ginocchio. Milik contro il Chievo avrà l’occasione di lasciare il segno, anche in vista delle scelte di Ancelotti per la partitissima contro i Gunners. Torna al centro dell’attacco, sarà lui a guidare l’assalto al Chievo Verona che al San Paolo nella gara di andata riuscì a reggere l’urto chiudendo con un pareggio senza gol grazie anche alle parate super di Sorrentino. Ancelotti deve decidere il partner d’attacco tra Insigne e Mertens con Lorenzo leggermente favorito: la presenza di uno o dell’altro non modificherebbe i compiti tattici del polacco che comunque al Bentegodi agirebbe da prima punta.

GLI STIMOLI

Sette partite al termine del campionato, Milik ha tanta voglia di gol e di segnarne il più possibile, dopo gli stop forzati dei primi due anni in maglia azzurra. Arek nella classifica cannonieri è a cinque reti da Piotek e Quagliarella, i due superbomber della serie A a quota 21, ed è solo a tre lunghezze da Cristiano Ronaldo che però ha tirato cinque rigori. L’attaccante del Napoli è l’unico a non aver segnato dal dischetto a differenza di tutti gli altri bomber d’alta classifica (Quagliarella ne ha segnati sei), ma ne ha realizzati tre su punizione dirette dal limite, uno specialista in tal senso in campo europeo: l’ultima l’ha mesa a segno a Parma (sorprendendo la barriera con un tiro rasoterra), in precedenza aveva segnato la punizione vincente a Cagliari allo scadere della partita e quella al San Paolo con la Lazio.

ATTACCANTE COMPLETO

La specialità è il sinistro, tiro fortissimo e preciso: Milik riesce però a segnare in tutti i modi ed è forte di testa. Un attaccante completo che sta crescendo sempre più anche nel dialogo con i compagni, bravo a far salire la squadra e a coinvolgere gli esterni per i cross. Quest’anno in cui è riuscito a giocare con maggiore continuità ha migliorato il rendimento e in condizione atletica: contro il Chievo ha la possibilità di incrementare il bottino personale e ovviamente di spingere il Napoli a un successo importantissimo dopo il black out dell’ultima settimana. Al Chievo un gol pesantissimo lo segnò il campionato scorso al San Paolo, quello dell’1-1 negli istanti finali avviando la rimonta completata da Diawara. Per il peso di quel successo che tenne il Napoli ancora in corsa nella lotta scudetto quel gol al Chievo è uno dei più importanti segnati in maglia azzurra: oggi al Bentegodi cercherà un guizzo dei suoi per rilanciare il Napoli alla vigilia del match di giovedì al San Paolo contro l’Arsenal. (ilmattino.it)

Si candida fortemente ad un posto da titolare questa sera a Verona contro il Chievo, per provare a dimenticare quanto prima gli errori sanguinosi di Londra e prepararsi al meglio ad un match, quello di giovedì prossimo contro l’Arsenal, che sarà la prova del nove del suo Napoli. Nel frattempo, però, Lorenzo Insigne si diverte e fa divertire i suoi fan in rete con un video che circola sui social nelle ultime ore. Il calciatore napoletano, in allenamento a Verona dove la squadra si è spostata subito dopo la gara dell’Emirates, chiude l’ultimo allenamento prima del match col Chievo con una magistrale rete da fondo campo, un esterno preciso che si spegne in rete.(ilmattino.it)

Lutto nel mondo della politica e non soltanto. È morto a Roma all’età di 85 anni Giuseppe Ciarrapico. A quanto apprende l’agenzia Adnkronos, Ciarrapico è deceduto questa mattina alle 7.40 nella clinica della Capitale, Quisisana, dove era ricoverato. Nato a Roma il 28 gennaio 1934, ha legato il suo nome numerose vicende della prima repubblica. Imprenditore e politico, è stato vicino alla corrente andreottiana. È stato senatore nella sedicesima legislatura con il Popolo della Libertà e presidente della Roma calcio dal 1991 al 1993. L’imprenditore romano era gravemente malato da tempo. Le sue condizioni erano peggiorate nell’ultimo periodo. «Peppino Ciarrapico è stato un protagonista della vita italiana nelle sue molteplici vesti di imprenditore, editore, parlamentare, anello di congiunzione di diverse realtà politiche e finanziare. Una vita intensa, spesso in prima linea, talvolta costellata da scontri e amarezze». È quanto afferma Maurizio Gasparri di Fi, commentando la scomparsa di Giuseppe Ciarrapico. «Tra le tante fasi della sua vita -aggiunge- voglio ricordare quella dell’editore di libri che rompevano un muro di silenzio e di censura sulla storia e sul pensiero del Novecento. In tempi recenti fu eletto in Senato. Lo ricordo soprattutto per il coraggio con cui in anni di aggressione difese la causa della destra». (ilmattino.it)

Milan-Lazio è stata una partita che ha permesso ai rossoneri di mettere una seria ipoteca alla conquista di un posto in Champions League per la prossima stagione. Il duello con la Roma è molto serrato. Infatti un solo punto divide le due contendenti. 55 punti per il Milan, 54 per la Roma. Entrambe le compagini, negli anticipi del sabato, di ieri, hanno vinto. Ma non è da sottovalutare, nemmeno l’Atalanta, che oggi gioca la sua partita contro l’Empoli e vincendo, aggancerebbe al terzo posto, proprio l’undici di Gattuso.

(Alessandro Lugli)



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