Kakà, stop di un mese: “Rinuncio allo stipendio”

Di , scritto il 16 Settembre 2013

kaka-amarezza-420x280Signori si nasce, diceva Totò; e la persona di cui parliamo, modestamente, “lo nacque”. Parafrasando l’italiano maccheronico della celebre battuta, queste parole ben si adattano a Ricardo Kakà, neo acquisto (bis) del Milan, dopo lo sfortunato episodio occorsogli sabato sera, nella sfida di Torino contro i granata.

Nuovo esordio per il trequartista, qualche lampo di classe consueta e poi il crac: lesione all’adduttore, confermata oggi dagli esami strumentali effettuati. Traduzione: un mese di stop, sei partite tra Champions e Campionato da guardare in tribuna.

Peggio di così non sarebbe potuta iniziare la nuova avventura in rossonero dell’asso brasiliano; ed è qui che emerge la classe dell’uomo, dell'”atleta di Cristo”, come lui stesso ama definirsi. Pochi minuti fa, attraverso Milan Channel, Kakà ha reso noto che, in accordo con Galliani, rinuncerà allo stipendio sino al momento in cui potrà essere di nuovo utile alla squadra di Allegri.

I maligni diranno che certo non ha bisogno di quel denaro per tirare la fine del mese, che lui al 21 ci arriverebbe sereno fino al 2050, senza avere un’entrata. Però va riconosciuto il gesto di gratitudine nei confronti di un “padrone” che lo ha rivoluto alle proprie dipendenze, a dispetto di un ultimo quadriennio passato tra infermerie e panchine, più che in campo.

Lo stesso giocatore ha ribadito quanto la sua decisione sia maturata anche per effetto dell’amore dimostratogli nelle ultime settimane dal popolo milanista. Ha poi confermato che le cure sono già iniziate e che cercherà di bruciare le tappe per dare una mano ai compagni il prima possibile.

A Milanello e in Via Turati non sono nuovi a questo tipo di decisione da parte di un tesserato: nel 2001, infatti, Fernando Redondo fece altrettanto, a seguito di un brutto infortunio nel precampionato. Guarda caso anche l’argentino proveniva dal Real Madrid, ma non poteva vantare l’affetto che l’ex bambino d’oro porta in dote per il suo glorioso passato all’ombra della Madunina.

Appuntamento rimandato, dunque, con un nuovo assist o una nuova rete alla corte del Diavolo. Chi sperava di vederlo in campo contro il Celtic, sognando un altro coast to coast come quello che contro gli scozzesi sancì l’inizio della cavalcata verso la Coppa nel 2007, resterà deluso. Servirà ancora tanta pazienza.



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