Moggi incontra la Juventus ! Calcio-mercato prorogato. Analisi e commenti.

Di , scritto il 21 Dicembre 2018

Il gap c’e’ sempre stato, ma stavolta sulla carta sembra incolmabile. L’abisso di -22 in classifica dopo 16 giornate suggerisce che la sfida di sabato tra Juve e Roma sia la strenna bianconera per i suoi tifosi verso il record di punti. La tesi viene suffragata anche dallo score di settevittorie di fila, come gli scudetti, piu’ una in Coppa Italia, nelle sfide a Torino dall’inaugurazione dello Stadium 2011. Una maledizione, condivisa da quasi tutte le avversarie italiane, solo attenuata dai ko di misura degli ultimi quattro anni. Eppure il perfezionista Allegri non vuole cali di tensione: mancano tre turni alla chiusura del girone d’andata e il primato di punti (52 del 2006 e del 2014) e’ a portata di mano, come quello finale (102 punti nel 2014). Il tecnico predica prudenza perche’ mette nel conto la voglia di riscatto dei giallorossi, che provano a recuperare i totem Dzeko e De Rossi, e ricorda che con le altre tre squadre da Champions la Roma ha pareggiato con Napoli e Inter e vinto con la Lazio. La possibilita’ di concedere un turno di riposo a Ronaldo sembra dubbia, anche perche’ il portoghese ha un feeling particolare coi giallorossi, cinque gol in cinque gare Champions. Col Manchester la doppietta nel rovinoso 7-1 dei quarti del 2007, un gol nei quarti 2008. Col Real due gol negli ottavi del 2016 e qualche scaramuccia lontana con Totti. Ma dopo la risicata vittoria col Genoa la Roma naviga a vista: la zona Champions e’ vicina ma Di Francesco e’ in bilico. Una prova gagliarda con la Juve potrebbe suonare la carica per il riscatto, altrimenti la ‘sentenza’ sara’ rimandata agli incontri con Sassuolo e Parma. Ma la Juve non si fida anche perche’ negli ultimi cinque anni la Roma ha chiuso tre volte seconda e due volte terza e alla fine manca oltre meta’ campionato. Inoltre la storia racconta che tra le due grandi nemiche sono banditi gli incontri banali. Dai centimetri del famigerato gol annullato a Turone al 4-0 ‘e tutti a casa’ di Totti, dal gol scudetto di Cuccureddu nella chiacchierata sfida del 1973 alla rimessa di Aldair ‘sporcata’ dal guardalinee: tra bianconeri e giallorossi impera un mix di rivalita’ e di veleni decennali. Botte e risposte memorabili hanno dato sapore anche alle contese del passato remoto. Si comincia con la Juve che infrange il tabu’ di campo Testaccio con un 2-3 nel 1930. Ma una tremenda vendetta si consuma l’anno dopo con un 5-0, che ispirera’ il film di Mario Bonnard, con doppietta di Bernardini. Controreplica al fiele, un devastante 7-1 in casa nel 1932, maggiore score in 87 anni. La Roma assesta un 3-1 nel 1936 violando un campo imbattuto da quattro anni. Palla al centro e a randellare e’ la Juve: 2-0 nel 1942 a una Roma verso lo scudetto, poi prende a schiaffoni gli avversari nel 7-2 del 1950 con tris di Hansen. Vendetta nel 1958 con il 4-1 alla super Juve di Charles e Sivori. Passano 15 anni e a Roma nel 1973, grazie alla ‘fatal’ Verona del Milan, la Juve si regala l’insperato scudetto con Altafini e un siluro di Cuccureddu. La Roma si presenta alla sfida scudetto 1981: Turone segna di testa ma il gol viene annullato per un fuorigioco che fa ancora discutere. Arriva Falcao, la Roma vince lo scudetto del 1983, la Juve lo ritarda imponendosi all’Olimpico 2-1. Tre anni dopo, la grande illusione: Juve rincorsa e battuta 3-0 poi raggiunta prima dell’harakiri col Lecce. Poi dopo un 5-0 nel 1990 con tris di Schillaci, nel ’95 nuove scintille: un guardalinee urta Aldair mentre rimette il pallone in gioco, assist per Ravanelli che segna. La Roma si vendica vincendo lo scudetto 2001 anche con un 2-2 in rimonta a Torino, poi con Totti e Cassano infligge un poker nel 2004 col capitano che mima un gesto, 4-0 e tutti a casa, benzina per nuove polemiche moltiplicate dalla fuga di Capello alla Juve che incappera’ in calciopoli, oltre ai veleni tra Moggi e Baldini. Ma quel gesto del capitano porta male alla Roma che da allora raccoglie briciole. Pausa con successo esterno per 2-1 con gol di Riise nel 2010, poi altri due ceffoni (4-0 e 4-1 a Torino) fino all’1-0 del febbraio 2013 firmato Totti. Da allora la Roma subisce. Il ko che pesa di piu’ e’ il 3-2 2014: veleni come se piovessero per i tre gol juventini (secondo la Roma due rigori inesistenti e un eurogol di Bonucci con Vidal in fuorigioco). Dzeko firma il 2-1 dell’agosto 2015 con la Juve ultima, prima della grande rimonta che porta allo scudetto anche con l’1-0 nel ritorno con una perla di Dybala. Poi nuovo 1-0 firmato Higuain e perentorio 3-1 col sigillo di Nainggolan, fino al successo dell’andata con spunto dell’ex Benatia, una delle prime plusvalenze della gestione americana. L’ultimo confronto e’ nel ritorno, uno scialbo 0-0 che vale pero’ lo scudetto alla Juve e la Champions alla Roma.

L’assemblea della Lega Serie A si è espressa a favore dell’ampliamento della finestra di gennaio per le trattative di mercato, spostando il termine dal 18 al 31. La Serie A in questo modo si allinea agli altri campionati europei. A questo punto la Federcalcio invierà alla Fifa la richiesta per la proroga.

Rinnovo di contratto fino al 2023 per Alex Sandro. La notizia, nell’aria da diverso tempo, è da oggi ufficiale. Il laterale brasiliano, tre scudetti e tre coppe nazionali in tre anni con la maglia bianconera, si è ritagliato stagione dopo stagione un ruolo di primo piano nella Juve, scendendo in campo 134 volte, realizzando 9 reti e distribuendo 18 assist ai compagni. Potenza e doti tecniche l’hanno portato ad essere il migliore della Juventus nel recuperare palloni (724) ma anche il secondo per dribbling riusciti (220): numeri che potranno crescere ancora da qui al 2023, anno in cui scadrà il contratto appena rinnovato.

“Abbiamo talmente tanta pressione ultimamente che non viviamo bene l’attesa di Juventus-Roma. Siamo in un momento delicato perché sappiamo che dobbiamo fare meglio”. Così il capitano della Roma, Daniele De Rossi, in vista della sfida in programma a Torino sabato sera. “Siamo tutti sotto osservazione, mister compreso, e lo sappiamo. Vogliamo fare una grande partita” sottolinea a Dazn il centrocampista che ha saltato le ultime gare per un problema al ginocchio: “È l’infortunio più grave della mia carriera. Ci vuole tempo, ho ripreso a correre e a calciare ma sono ancora indietro”.

Angelo Adamo Gregucci è il nuovo allenatore della Salernitana. Il tecnico pugliese ha firmato con il club granata un contratto fino al 2020. Domani dirigerà la prima seduta di allenamento in vista della sfida casalinga di domenica contro il Foggia. Per Gregucci si tratta della terza esperienza sulla panchina della Salernitana dove è già stato nella stagione 2004/05 e nel 2014. I co-patron Claudio Lotito e Marco Mezzaroma gli hanno affidato la guida della prima squadra dopo le dimissioni di Colantuono. L’allenatore era uno dei componenti dello staff tecnico della Nazionale guidata da Mancini. In giornata ha rescisso in maniera consensuale il contratto di collaborazione con la Figc per tornare sulla panchina della Salernitana. “Il presidente della Figc, Gabriele Gravina – si legge in una nota pubblicata sul sito della Federazione – ringrazia Gregucci per il lavoro proficuo svolto con reciproca soddisfazione in questi mesi, formulando nello stesso tempo i migliori auspici per il prosieguo della carriera”.

Il Benevento ha raggiunto l’accordo con il centrocampista Antonio Nocerino per la risoluzione consensuale del rapporto contrattuale. La societa’ ringrazia il calciatore per il lavoro svolto e gli augura le migliori fortune personali e professionali”. Questa la nota emessa oggi dal club campano.

Trasformate due scontenti in contenti con uno scambio: sembra facile, ma non è esattamente così. Gonzalo Higuain al Milan si è intristito, l’integrazione non si è mai completata in maniera convincente, i gol non arrivano e il rapporto con il mondo rossonero è complesso. Alvaro Morata al Chelsea non sta benissimo. Ha lasciato il Real Madrid per trovare spazio e ha scelto l’offerta economicamente più rilevante, quella appunto dei Blues. Su tutto questo si innesta il fattore Sarri, che ha una spiccata predilezione per l’argentino avendolo portato al record di 36 gol segnati con la maglia del Napoli. Morata invece in casa rossonera è un vecchio pallino. E allora? Cosa c’è di più facile che pensare a uno scambio? Aggiungendo a tutto questo che più o meno Morata e Higuain hanno uno stipendio simile, 9,5 il Pipita e 9 lo spagnolo. Qui però finiscono le similitudini e iniziano i paletti da superare. Higuain è di proprietà della Juventus, in prestito oneroso (costato 18 milioni al Milan), diritto di riscatto fissato a 36 milioni. Morata invece è stato pagato dai Blues 80 milioni di euro. Qui si deve innestare un’operazione di architettura economica che coinvolge anche una terza parte, cioè la Juve. In pratica bisognerebbe realizzare uno scambio di prestiti tra Morata e Higuain, con relativa rinegoziazione del diritto di riscatto. Il Milan vorrebbe provare a recuperare, almeno formalmente, i 9 milioni che rappresentano la metà del prestito annuale del Pipita, che potrebbero essere considerati la prima rata del pagamento definitivo di Morata. Poi ci sarebbe da definire un eventuale conguaglio a favore del Chelsea. Su tutto questo va a inserirsi anche una seconda operazione tra Milan e Chelsea, quella relativa a Fabregas. Si sta trattando da tempo e nelle ultime ore c’è da registrare anche un tentativo di inserimento sul centrocampista spagnolo di un pericolosissimo Paris Saint-Germain, che in ogni caso da qui alla fine della stagione non potrà contare su Rabiot. Riassumendo: Sarri si prende volentieri Higuain, il Milan si prende volentieri Morata, i rapporti tra Milan e Chelsea sono buoni così come quelli tra il Milan e la Juventus che dovrebbe comunque autorizzare il passaggio del prestito di Higuain dal Milan al Chelsea (tra l’altro il Chelsea non è in Champions League e questo è un motivo in più per pensare a un “sì” del club bianconero). Resta da trovare la formula, che sembra facile ma non lo è.

Luciano Moggi torna alla Juventus: ovviamente non nel ruolo di dirigente, ma in visita a quello che per 12 anni è stato il suo club. L’ex dg bianconero ha postato sul proprio profilo Twitter alcune immagini insieme a capitan Chiellini, al tecnico, Massimiliano Allegri, e al responsabile dell’area tecnica della Vecchia Signora, Fabio Paratici. Grandi sorrisi e abbracci con tutti, compreso Gianluca Pessotto, suo giocatore quando ‘Lucianone’ era ancora in società.



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