Ibrahimovic e CR7 non bastano, la semifinale si allontana

Di , scritto il 07 Aprile 2016

IbrahimovicPsg – Manchester City 2-2 (1-1)

38′ De Bruyne (M), 41′ Ibrahimovic (P), 59′ Rabiot (P), 72′ Fernandinho (M)

Al Parco dei Principi non è serata da difese impenetrabili e si vede subito: passano meno di 15 secondi e David Luiz si becca il giallo per fallo su Aguero. Il centrale brasiliano, la cui orrida serata parte da qui, scrive così un record tutt’altro che gradito: era in diffida, salterà la gara di ritorno ed è la squalifica più veloce nella storia della Champions League.

Insomma, si comincia maluccio. Ma il Manchester City non è esattamente nel suo periodo migliore, al netto del 4-0 inflitto al Bournemouth nell’ultimo turno di Premier; perciò il Psg trova più volte il modo di affondare nella fragile retroguardia di Pellegrini, peraltro priva di Kompany. Le verticalizzazioni francesi fanno venire i brividi ai Citizens che vanno in bambola prima con Mangala che stende Matuidi (niente rosso da ultimo uomo e niente rigore per il Psg), poi con Sagna che inciampa sul furbo David Luiz, tanto pericoloso dietro quanto prezioso in avanti: qui il penalty viene accordato, ma Ibrahimovic si fa ipnotizzare da Hart (6 tiri dal dischetto respinti sugli ultimi 11, tra Club e Nazionale).

C’è spazio anche per una sorta di rigore in movimento: altra verticalizzazione che trova larghissimi i centrali inglesi e pronto Ibrahimovic, tuttavia poco lucido a tu per tu con Hart: il risultato è una conclusione alta sopra la traversa. La sensazione che, a furia di sprecare, la beffa possa nascondersi dietro l’angolo, si materializza quando De Bruyne si trova sul destro la palla buona: al contrario di Ibrahimovic non sbaglia, certificando il vantaggio City e la serata no di David Luiz (davvero imbarazzante e in precario equilibrio in occasione del gol).

Niente paura, però, perché al Psg bastano 3 minuti per trovare il pari. Che, a dire il vero, è un regalissimo firmato Fernando: su rimessa dal fondo di Hart, giocata corta sul centrocampista portoghese, si avventa Ibrahimovic; Fernando dorme e non se ne accorge, così allo svedese basta allungare il piedone per intercettare il tentativo di rinvio. Una beffa per gli ospiti, un cerotto sulla ferita dello svedese, forse ancora sotto shock per il rigore fallito. Nella ripresa le fasi difensive delle squadre si assestano un po’ e si vede, le occasioni diminuiscono. Almeno fino al momento in cui Cavani sbuca con la testa davanti al portiere inglese che respinge ma non può nulla sul tap-in di Rabiot. Risultato più agevole per Ibrahimovic e compagni, ma tutt’altro che definitivo.

Sì, perché è vero che i Citizens accusano il colpo e rischiano il crollo (ma la traversa dice no allo sconsolato Ibrahimovic), però hanno il merito di rialzarsi trovando anche il 2-2. Ancora una volta è un pasticcio difensivo a fare la differenza: sul cross di Sagna, Aurier e Thiago Silva si scontrano perdendo contatto con la sfera; Fernandinho è un falco e non se lo fa ripetere due volte, scaraventando la palla in rete. Blanc è una furia, Ibrahimovic in preda alla solita maledizione Champions, ma tant’è: ora la qualificazione pende sulla sponda inglese. Per fortuna ci sono ancora 90 minuti da giocare.

CR72Wolfsburg – Real Madrid 2-0 (2-0)

18′ rig. Rodriguez, 25′ Arnold

E chi se lo sarebbe aspettato? Il Real Madrid che esce dalla Volkswagen-Arena con 2 gol da recuperare agli esordienti tra le migliori 8 squadre del Continente? Pura fantascienza calcistica.

Sì, fino a 24 ore fa.

Perché adesso è tutto vero e, a ben guardare, il 2-0 con cui la “cenerentola” Wolfsburg ha liquidato il Club con più Coppe Campioni in bacheca, non è uno scandalo. Anzi. Verissimo che i Blancos sono partiti subito forte, dando la sensazione di poter archiviare in fretta la pratica: sono bastati 69 secondi per vedere Cristiano Ronaldo andare in gol, ma per sua sfortuna – a dispetto di un logico, educato diniego – Rocchi annullava per giusto fuorigioco. Niente da dire. Poco oltre a provarci era Benzema, ma Benaglio diceva di no con i piedi.

Altrettanto vero, in virtù delle occasioni madridiste, che i Lupi di casa sono partiti con indosso un po’ di timore reverenziale; in fondo il Real arrivava dalla remuntada nel Clasico, mentre il Wolfsburg era reduce da un solo punto conquistato in 3 gare di Bundesliga. Poi però l’ingenuità di Casemiro su Schürrle cambiava l’inerzia del match e faceva venire a galla tutti i limiti mentali del gruppo guidato da Zidane: il fallo del centrocampista brasiliano sulla punta del Wolfsburg ci stava tutto, rigore accordato e trasformato da Rodriguez.

Ci si sarebbe aspettata una veemente reazione da parte dei Merengues, al contrario ad affondare la lama erano ancora i padroni di casa;  7 minuti dopo il penalty, la fragile difesa ospite capitolava di nuovo: Draxler sfruttava una transizione (Real sbilanciato in cerca del pari) servendo sulla destra Bruno Henrique, bravo a mettere in area piccola un cross basso e preciso sul quale Arnold bruciava Sergio Ramos. Palla alle spalle di Navas e 2-0 clamoroso. Fa pensare il fatto che lo stesso Navas, prima dei gol subiti ieri sera in 7 minuti, fosse imbattuto in Champions da quasi 10 gare (738′).

Hecking ha compiuto un capolavoro tattico contro il Madrid: memore forse del 1-4 patito dal Napoli un anno fa, ha impostato la partita lasciando il pallino in mano agli ospiti ma sfruttando in modo letale spazi e ripartenze. Non è un caso che, a dispetto di un fraseggio continuato dei Blancos, a sfiorare il 3-0 siano stati ancora i Lupi (al 68′ Schürrle in contropiede). Per Zidane, in fondo, può paradossalmente andare bene così: al peggio non c’è mai fine. E, in fin dei conti, Cristiano Ronaldo e compagni hanno le qualità per ribaltare il risultato tra le mura amiche del Bernabeu.

 

 


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