Champions: Psg e Benfica ai quarti nel segno di Ibra e Gaitan

Di , scritto il 10 Marzo 2016

Chelsea – Psg 1-2 (and. 1-2, tot. 2-4)

16′ Rabiot (P), 27′ Diego Costa (C), 67′ Ibrahimovic (P)

Psg-ai-quartiA Stamford Bridge cala il sipario sopra l’Era decennale del Chelsea. Questo il verdetto dopo la sconfitta dei Blues patita per mano del Psg: stesso punteggio della gara di andata, 2-1 per i transalpini e londinesi all’inferno. Nel doppio confronto non c’è stata quasi mai storia, troppo più forte il Psg sia tatticamente che dal punto di vista della qualità di singoli e reparti.

Hiddink, dunque, non compie il miracolo. La cruna stretta dell’ago da cui il suo Chelsea sarebbe dovuto passare per salvare la stagione peggiore della presidenza Abramovic, è una porta sbarrata dal Psg e dai suoi tanti talenti. Per i Blues è l’anno zero, quello che coinciderà con la clamorosa esclusione dalla Champions nella prossima stagione: troppo lontano il quarto posto in Premier, troppo poco un’eventuale qualificazione all’Europa League (anche se, quando il Chelsea vi è scivolato, l’ha pure vinta con Benitez nel 2013).

A Londra si dovrà ricostruire, e non poco. A Parigi, al contrario, si è costruito tanto ma non si è ancora vinto per quanto la proprietà qatariota ha speso – se non in Patria. Ma a dirigenza e tifosi del Psg non basterà la ormai probabile quarta Ligue 1 consecutiva (il +23 sul Monaco a 9 turni dal termine è qualcosa di molto vicino a una sentenza definitiva). Eh no: sotto la Tuor Eiffel si sogna in grande. Al netto delle gare degli ottavi che si giocheranno la prossima settimana, urna permettendo poi, il Psg può legittimamente puntare con la mente sgombra a un posto tra le 4 semifinaliste del torneo. E poi, si sa, da lì potrà succedere di tutto.

Magari che uno come Ibra, che da tutta una vita insegue la Coppa dalle grandi orecchie senza mai sfiorarla, possa arrivare a coronare l’ossessione di vincerla. Finalmente e nel Club meno probabile. Chi ancora dubita del peso che lo svedese ha nella fase finale della competizione più importante del Continente, vada a riguardarsi sia la gara di andata che quella di ieri sera: 2 gol e l’assist da genio del calcio per il piedino di Rabiot. Certo, il Chelsea del presente non è quello del passato, ma forse nemmeno Ibrahimovic e senza dubbio neanche il suo Psg. Aspettando di recuperare Verratti e con un Di Maria del genere, a tutto campo, Blanc può seriamente candidarsi per un posto in semifinale. Forse pure per qualcosa in più.

BenficaZenit – Benfica 1-2 (and. 0-1, tot, 1-3)

69′ Hulk (Z), 85′ Gaitan (B), 90’+6′ Talisca (B)

Una tra le sfide più snobbate degli ottavi di finale, eppure quella che fino a oggi ha riservato maggiori emozioni e grande incertezza: in sostanza ecco cosa emerge dal doppio confronto tra Zenit e Benfica. Al Da Luz decise una rete di Jonas in pieno recupero; ieri pomeriggio, a San Pietroburgo, sono stati ancora i minuti finali a rendere rovente la partita. Dopo il vantaggio firmato da Hulk, l’1-0 che riequilibrava tutto, ecco arrivare la perla lusitana a 5′ dal fischio finale: Jonas lasciava partire un tracciante sul quale il portiere dello Zenit poteva opporre poca resistenza, sulla respinta della traversa irrompeva Gaitan a certificare l’1-1 che chiudeva i giochi.

C’era spazio anche per un’altra rete, ancora all’over time: l’1-2 di Talisca serviva soltanto a ribadire il passaggio ai quarti del Benfica, dopo un’assenza durata 4 anni. Per lo Zenit del portoghesissimo Villas Boas, al contrario, una nuova bocciatura sul fronte europeo. Gli alibi non mancano ai russi: formazione in emergenza, la squalifica di Criscito per dirne una. Ma nel computo totale dei 180′ il Benfica ha meritato di passare il turno, mostrando una qualità superiore. Con una rosa competitiva nella quale spicca il talento del giovanissimo Sanches (18enne su cui mezza Europa ha messo gli occhi addosso), il Club di Lisbona legittima il sogno dell’approdo tra le 8 più forti del Continente.

E chissà che non sia clamorosamente l’anno buono per scrivere la parola fine sulla maledizione lanciata da Bela Guttmann quando ancora il calcio si giocava in bianco e nero. Difficile, certo: Barcellona (qualificazione blindata all’Emirates contro l’Arsenal), Real Madrid, Psg e una tra Bayern Monaco e Juventus saranno casomai ostacoli semi insormontabili. Difficile, sì, ma non impossibile.

 

 



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