Troppo Bayern per tanta Juve, immenso MSN di un grande Barça

Di , scritto il 17 Marzo 2016

BayernBayern Monaco – Juventus 4-2 d.t.s. (and. 2-2, tot. 6-4)

5′ Pogba (J), 28′ Cuadrado (J), 73′ Lewandowski (B), 90′ Mueller (B), 107′ Thiago Alcantara (B), 110′ Coman (B)

Il mondo capovolto, tre settimane dopo, all’Allianz Arena. L’epilogo dell’ottavo di finale tra Bayern e Juventus non poteva essere più drammatico e palpitante di com’è andato in scena: i bianconeri che questa volta giocano bene per un’ora (al contrario di quanto accaduto a Torino) riuscendo a portarsi sul doppio vantaggio grazie ai gol di Pogba e Cuadrado; poi il fiato che inizia a mancare, la panchina che resta corta causa infortuni eccellenti, il Bayern che si scrolla di dosso la paura e trova le reti di Lewandowski per accorciare e, soprattutto, quella di Mueller al novantesimo per trascinare il match ai supplementari.

Un copione scritto dagli Dèi del calcio in persona. Una sceneggiatura che per sessanta minuti abbondanti era sembrata un copia e incolla di quella scritta dal Milan nella stagione 2006-2007, proprio contro il Bayern: 2-2 a San Siro e impresa all’Allianz (0-2 firmato Seedorf e Inzaghi). Ma questo Bayern è altra cosa, lo dimostrano le 9 vittorie di fila in Champions tra le mura amiche – fino a ieri, ora sono 10 – e una media gol interna di 4 sigilli a gara.

La Juventus ha avuto il merito di studiare l’avversario fin nei minimi dettagli, comprendendo che la chiave di volta doveva essere un pressing alto sin da subito. Detto fatto e sul pasticciaccio Alaba-Neuer, Pogba trovava la rete del primo vantaggio; rete bissata poco prima della mezz’ora grazie allo slalom speciale di Morata (uno dei migliori) che, dopo aver seminato mezzo Bayern, offriva un cioccolatino a Cuadrado: il colombiano, abilissimo a mettere a sedere la difesa bavarese, infilava Neuer sul primo palo.

Come detto, nella ripresa il Bayern cominciava a carburare nel momento in cui le batterie bianconere andavano esaurendosi. Alla Juve non riusciva il colpo del ko nel primo quarto d’ora (due volte Morata), così i padroni di casa alzavano il baricentro con la complicità dei cambi di Allegri (dentro Mandzukic per Morata e Sturaro al posto di Khedira). Prima una zuccata solitaria di Lewandowski riapriva il discorso, poi sulla sirena Mueller siglava il 2-2 in fotocopia. Due reti subite da Buffon in area piccola, con colpe da dividere insieme ai centrali Bonucci e Barzagli.

Nei supplementari il Bayern calava il poker, mantenendo così inalterata la media realizzativa casalinga: al 2′ del secondo tempo ci pensava Thiago Alcantara con un rasoterra preciso dopo un uno-due di alta scuola in mezzo all’area. Il conto lo chiudeva 3 minuti più tardi Coman, tra l’altro ex bianconero in prestito al Bayern: sinistro a giro imparabile e 4-2 definitivo. Onore al Bayern che ancora una volta si piazza tra le migliori 8 del Continente; comunque onore delle armi alla Juve, cui resta il rammarico di un’impresa sfiorata, accarezzata per tutto l’arco del match.

BarcellonaBarcellona – Arsenal 3-1 (and. 2-0, tot. 5-1)

18′ Neymar (B), 51′ Elneny (A), 65′ Suarez (B), 89′ Messi (B)

Diciamolo subito: già non è semplice avere ragione del Barcellona, se poi sei un allenatore in rotta con media, tifosi e società le cose tendono a complicarsi. Se poi, sul quasi certo tramonto di una gestione brillante durata 20 anni, ti trovi a dover recuperare 2 gol a una delle squadre più forti del pianeta, la faccenda si fa davvero dura. Se a tutto questo, infine, sommi e annoti le pesantissime assenze causa infermeria piena (Cech, Ramsey, Oxlade-Chamberlain, Wilshare, Rosicky e Cazorla), beh allora inizia pure a pregare.

Wenger magari non avrà pregato, non è nel suo stile. Ma resta il fatto che il copione della sfida tra il suo Arsenal e l’armata catalana non ha tradito le premesse di cui sopra. Sì, d’accordo, i londinesi ci hanno provato e hanno tenuto testa al Barça per più di un’ora inchiodandolo sul pari, rischiando anche di portarsi in vantaggio. Tuttavia c’era da fare due conti con il tridente delle meraviglie di Luis Enrique: Messi- Suarez-Neymar, se preferite MSN, la premiata ditta da 103 reti stagionali. Almeno fino a ieri sera.

Già, perché adesso i 3 fenomeni sono saliti a 106: gol in apertura di Neymar, pazzesca volée all’incrocio di Suarez per il 2-1 e firma finale di Messi con l’ennesimo cucchiaio mancino. Nel mezzo il momentaneo 1-1 di Elneny, utile solo per le statistiche e per rendere meno amaro il resto della partita. C’è poco da aggiungere, se non che contro un Barcellona in questo stato di forma (38 risultati utili consecutivi, 32 successi e 6 pareggi) può servire solo un santino nel portafoglio.

SQUADRE QUALIFICATE AI QUARTI DI FINALE:

Psg (Francia), Benfica (Portogallo), Manchester City (Inghilterra), Bayern Monaco e Wolfsburg (Germania), Atletico Madrid, Real Madrid e Barcellona (Spagna)

SORTEGGIO: venerdì 18 marzo, Nyon



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