Champions: l’ex Ancelotti a Madrid per la gloria, il Leicester per la storia

Di , scritto il 18 Aprile 2017

 

Sulla strada che porta a Cardiff, niente appare scontato. Tutte le squadre impegnate nei quarti di finale della Champions League 2016/17 sono ancora in corsa. Questa sera a partire dalle 20:45, avremo però le idee più chiare su quali saranno i lati della bilancia a pendere di più verso le semifinali. A Madrid l’allievo Zidane tenterà di fare valere il vantaggio maturato all’andata sul maestro Ancelotti; nella tana del Leicester, invece, i padroni di casa cercheranno l’ennesima storica impresa in Coppa tentando di sovvertire pronostico e 1-0 a favore dell’Atletico di Simeone.

REAL MADRID – BAYERN MONACO (and. 2-1) – In quella che per tanti è la finale anticipata di quest’anno, cioè lo scontro tra i giganti del Real e del Bayern Monaco, il pronostico resta incerto. Vuoi per il potenziale di entrambe, vuoi perché Ancelotti potrà contare anche su Lewandowski (assente all’Allianz Arena) e sulla fame di rivincita, oltre a voler dimostrare al pubblico del Bernabeu che la società si sbagliò di grosso a dargli il benservito dopo l’impresa della Dècima.

Ma l’inerzia gioca a favore dei campioni d’Europa in carica: i Blancos volano sulle ali dell’entusiasmo dopo il successo in Liga di Gijòn, una vittoria che ha permesso al Real di mantenere 3 punti di vantaggio sul Barcellona – potenzialmente 6, visto che i Merengues hanno ancora una gara da recuperare. Sul fronte bavarese, al contrario, le ultime 4 partite tra Coppe e campionato hanno suggerito che la squadra di Ancelotti sia un po’ in riserva: 2 sconfitte, un successo e il deludente pareggio di Leverkusen (0-0). A dispetto di ciò, tuttavia, il +8 sul Lipsia secondo in classifica resta rassicurante.

Si sa, però, che ad Ancelotti piaccia soprattutto la Coppa: vincere il titolo in Germania è importante, prendersi un’altra Champions lo sarebbe molto di più. Ma la statistica strizza l’occhio verso il Manzanarre: nella storia della competizioni, soltanto in 2 occasioni una squadra è riuscita a ribaltare la sconfitta dell’andata passando il turno. Ancelotti resta a ogni modo un fenomeno nel diventare “quello delle prime volte”.

LEICESTER – ATELTICO MADRID (and. 0-1) – Prime volte anche per il Leicester: prima partecipazione in Champions Ligue, primo posto nel girone e prima volta agli ottavi e, dopo lo storico ribaltone ai danni del Siviglia, primo accesso ai quarti. Chiaro che al King Power Stadium, questa sera, si punta alla prima volta in semifinale. Davanti ancora una spagnola, l’Atletico Madrid del Cholo Simeone; davanti, la possibilità di ripetere il mezzo miracolo concretizzato contro gli andalusi (2-1 per il Siviglia in casa nell’ultima gara di Ranieri, 2-0 per le Foxes tra le mura amiche).

Ma i Colchoneros, forti del 1-0 del Calderòn sancito dal rigore di Griezmann, non sono il Siviglia. I madrileni vogliono la terza semifinale nelle ultime 4 edizioni della Champions, con l’obiettivo di arrivare alla terza finale, la seconda consecutiva. Con la speranza, questa volta, di vincerla: la doppia sconfitta contro i concittadini del Real brucia ancora. E, forse, questa voglia di cancellare l’onta subita ha permesso agli uomini di Simeone di reagire dopo un doppio macigno di quella portata. Ovviamente, da qualche parte si paga dazio: in Liga l’Atletico è terzo a distanza siderale da Barça e Real (-7 e -10).

Il Leicester, comunque andranno le cose, ha già vinto. Arrivare così lontano nella competizione più difficile del Continente era un sogno; oltretutto, un sogno all’interno dell’incubo Premier, visto che le Foxes per lungo tempo sono rimaste impigliate nelle zone bassissime della classifica. Dall’esonero di Ranieri in avanti, spiace dirlo, le cose si sono raddrizzate: al di là dell’impresa con il Siviglia, il Leicester si è pian piano portato fuori dalla zona più calda della Premier e oggi, dopo il pari con il Crystal Palace di sabato scorso (2-2), i punti sono 37 (+9 sulla terzultima).

Chi gioca con la testa sgombra non ha paura. E quando non si ha paura e si ha dalla propria anche la spinta del pubblico, può davvero succedere di tutto. Simeone lo sa e predica attenzione massima, concentrazione al limite del maniacale. Per arrivare in semifinale, forse, questo aspetto conta più della tecnica.

 

 

 



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