Champions League: Bene Juve e Roma. Stasera tocca a Napoli ed Inter.

Di , scritto il 24 Ottobre 2018

Tutto pronto al Parco dei Principi per Psg-Napoli, match che si giocherà stasera (ore 21.00) e valido per la terza giornata del Girone C di Champions League, tra i più duri e combattuti dell’intera rassegna continentale.

CASA PSG – “Noi favoriti in Champions? Assolutamente no! Il girone è complicato e il Napoli è una squadra top, servirà una grande prestazione di squadra per batterli”. Parla così il tecnico Tuchel in conferenza stampa, consapevole che serviranno i tre punti per rimediare alla sconfitta col Liverpool alla prima giornata, in un girone decisamente equilibrato dove saranno fondamentali gli scontri diretti tra le big. Senza Thiago Silva, il tecnico del Psg può però sorridere per i recuperi di Verratti e soprattutto Di Maria, entrambi vicini al vestire la casacca del Napoli ma in epoche diverse: il primo fu ‘scartato’ da Mazzarri nel 2012 per motivi tattici, il secondo era stato inseguito la scorsa estate per i suoi tracorsi con Ancelotti, ma allafine bollato come ‘vecchio’ dal patron De Laurentiis. Davanti confermatissimo il tridente Neymar-Mbappè-Cavani, con quest’ultimo vero protagonista di serata e pronto a riabbracciare compagni ed ex tifosi, lui che con la maglia del Napoli detiene ancora il record di gol siglati nella coppe europee (19 reti, due in più di Dries Mertens).

“Il Napoli ha fatto una grande partita contro il Liverpool, dovremo essere attenti e pazienti per tutta la gara, e’ una squadra che ha certi automatismi e mi aspetto una grande sfida”. Thomas Tuchel ha negli occhi la prestazione offerta dai partenopei contro la squadra di Klopp e sa che il suo Paris Saint Germain dovra’ essere al meglio per prendersi i tre punti. “Abbiamo molte partite importanti davanti ed e’ fondamentale essere sempre al top – sottolinea il tecnico tedesco – Abbiamo ancora molto da imparere, dobbiamo imparare a giocare di squadra, a fare i sacrifici necessari, sono tutte cose importanti per arrivare quanto piu’ in la’ possibile in Champions”. Tuchel confida in Cavani (“tornera’ presto al gol, per lui sara’ una partita speciale”), quasi certamente dovra’ fare a meno di Thiago Silva (al suo posto dovrebbe esserci Kimpembe) mentre in mezzo al campo spazio a Verratti: “Sara’ un appuntamento speciale anche per lui, ha grande affetto per Ancelotti, si conoscono bene”.

PARLA CARLO – “Senza coraggio è meglio stare a casa, e invece noi di coraggio ne abbiamo e siamo pronti per queste partite”. Esordisce così Carlo Ancelotti in conferenza, carico e motivato nonostante sia consapevole del valore dell’avversario: “Il Psg è una delle candidate alla vittoria della Champions, ma non esistono squadre imbattibili e anche col Liverpool abbiamo dimostrato la nostra forza”. Fronte formazione, il tecnico partenopeo sta pensando di riproporre lo stesso 11 visto contro i reds con l’unica eccezione di Mertens al posto di Milik, in un 3-5-2 atipico dove dovrebbero trovare spazio Maksimovic in difesa, Callejon e Mario Rui sulle fasce e soprattutto il recuperato Lorenzo Insigne in attacco, pronto a tornare titolare dopo lo stop forzato nel match di sabato contro l’Udinese. A centrocampo favorito ancora Fabian su Zielinski, apparso un po’ opaco nelle ultime uscite, e occhio anche all’ipotesi Diawara in cabina di regia, in ballottaggio con capitan Hamsik per un posto da titolare.

Carlo Ancelotti torna a giocare a Parigi da allenatore del Napoli, dopo essere stato alla guida del PSG. “Sono emozioni contrastanti – dice -. Perche’ se guardiamo all’ultima di Champions con il Bayern non e’ un ricordo piacevole. Se invece parliamo della mia permanenza a Parigi e’ stata una bella esperienza, con una societa’ che voleva crecere ed e’ cresciuta molto in fretta” afferma il tecnico dei partenopei che, poi, tende a far calare la pressione sui suoi uomini. “Non c’e’ solo questa partita. C’e’ anche il ritorno. Lo scontro PSG – Napoli puo’ risultare decisivo e puo’ contare molto, ma c’e’ il ritorno e quindi non e’ una eliminazione diretta. Certamente il Liverpool giocando con la stella rossa si puo’ avvantaggiare”. Sulle condizioni di Lorenzo Insigne, il tecnico di Reggiolo, rivela: “La squadra sta bene, e pure Lorenzo anche se ieri in allenamento non era al 100%; ma oggi ha spinto di piu’. Vediamo che sensazioni ha: se e’ al cento per cento gioca senno’ facciamo un po’ di rotazione”.

Lapresse

 

Aurelio De Laurentiis è pronto a sfidare i francesi del Paris Saint-Germain. Il presidente del Napoli si prepara alla sfida di questa sera di Champions League contro il club parigino. “Ha ragione Carlo: contro il Paris Saint-Germain è un match determinante…e io spero di vincere”, così il numero uno azzurro in una lunga intervista rilasciata a Il Mattino. Non solo la sfida del Parco dei Principi, però, tra gli argomenti affrontati. Tanto mercato, infatti, ma anche il nuovo sistema di turnover adottato questa stagione da Ancelotti e la questione stadio.

“Ha ragione Carlo: contro il Paris Saint-Germain è un match determinante. Ma lui sa già come affrontarla: come una partita di scacchi. Con saggezza, meditazione e riflessione. Passo dopo passo”. Poi continua: “Io spero di vincere. È un girone infernale quello in cui siamo capitati, ma abbiamo dimostrato di non essere inferiori a nessuno: con un po’ di fortuna possiamo passare il turno. A Parigi mi aspetto dei fuochi d’artificio meditati”.

“Ho una bella rosa, ci ho sempre creduto. Ancelotti cambia sempre formazione e questo sorprende i nostri avversari. Mi piace molto il fatto che una volta spinga con un terzino e quella dopo con l’altro, così è tutto più imprevedibile. Guardate Malcuit: a me ricorda in maniera impressionante Ghoulam”.

Tante le sirene di mercato che hanno coinvolto e che ancora interessano diversi giocatori del Napoli: “Non temo nulla. Non c’è giorno che un procuratore non bussi alla mia porta. Chi ha il Napoli nel cuore, qui resta. Guardate Koulibaly: ho alzato un muro per tenerlo con me ma perché lui ha sempre messo il cuore dentro la maglia azzurra”. “Il gol di Fabian Ruiz contro l’Udinese è un segnale? Certo, perché lo ha fatto di destro, alla Insigne. Lui che preferisce calciare con il sinistro. Un bel segnale anche questo”.

“A che punto è il mio braccio di ferro con il Comune di Napoli? Dobbiamo rivederci ancora perché le pretese di qualcuno (il sindaco, ndr) non sono all’altezza dell’impianto in cui poi giochiamo. Se una cosa vale un certa cifra X non possono venirmene a chiedere cinque volte di più. Perché è normale che io poi alzi lo scudo a protezione della società e dei suoi interessi. Anche perché le risorse che dovrei dare per questa spesa maggiore le sottrarrei ad altri investimenti, dal settore giovanile al centro tecnico”.

Il patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha parlato anche ai microfoni dei media francesi e nello specifico di Rmc Sport 1, sottolineando l’affetto nei confronti di Edinson Cavani: “Edi è sempre nel mio cuore. L’ho preso dal Palermo e con noi ha imparato ad essere un vero attaccante, facendo sempre 30 gol a stagione. Ha sempre rappresentato bene il Napoli, anche in Champions League”. Il presidente ha aperto le porte ad un suo possibile ritorno: “E’ un fuoriclasse. A Napoli la porta per lui sarà sempre aperta. Il giorno che Cavani accetterà uno stipendio più basso, e deciderà di voler vivere con i suoi due figli, sarà il benvenuto. Con Ancelotti sarebbe l’attaccante perfetto. Il problema è che i giocatori hanno la squadra nel cuore e il portafoglio in mano. A volte non siamo stati d’accordo ma non sono mai stato arrabbiato con lui”.

Ancelotti ha chiesto ai suoi coraggio “ma il coraggio e’ una caratteristica umana, chi non ha coraggio e’ destinato a fallire. Ma servono anche intelligenza e capacita’ alla rinuncia: si e’ forti quando si fa tesoro delle rinunce, per vincere bisogna anche rinunciare. Molti non hanno capito che non si puo’ vincere sempre, la vittoria va preparata step by step”. Nelle fila del Psg un ex come Cavani (“un fuoriclasse”) e un giocatore come Verratti, in passato seguito dal Napoli: “quelle poche volte che l’ho visto giocare nel Psg non mi e’ piaciuto ma nell’ultima partita che ha fatto con l’Italia mi e’ piaciuto moltissimo”, confessa De Laurentiis.

 

Nel Colosseo dell’Olimpico la Roma formato Champions non delude mai. Da quando a guidarla è Eusebio Di Francesco la formazione giallorossa non ha mai perso fra le mura amiche. Un vero e proprio fortino nel quale De Rossi e compagni si trasformano in gladiatori mettendo da parte le incertezze del campionato. Dove hanno dovuto alzare bandiera bianca i vari Chelsea, Barcellona e Liverpool nulla può il Cska.

I russi, reduci dalla sorprendente vittoria interna sul Real Madrid, vengono bruscamente ridimensionati con un secco 3-0 dalla concretezza di Dzeko e dalle scorribande di Pellegrini e Under. Punteggio a parte però, almeno nella sua prima parte, la gara è stata tutt’altro che semplice. Imballata dalla tensione della posta in palio la Roma si è aggrappata a due grandi interventi di Olsen, su Chalov e Vlasic, nei primi dieci minuti di gioco, prima di mettersi in moto.

Lo scampato pericolo ha avuto quell’effetto scintilla necessario per poter dare fuoco alle polveri. Dopo due tentativi di Dzeko prima e De Rossi poi c’è voluta tutta la classe di Pellegrini per scardinare la lenta ma prestante difesa russa. Al 30′ il giovane centrocampista chiede ed ottiene il triangolo da El Shaarawy poi, una volta davanti al portiere ospite, regala a Dzeko con un perfetto tocco d’esterno un pallone che il bosniaco deve solo appoggiare in rete. Un gol che sgombra la mente dei giallorossi da pericolosi timori consentendogli di giocare in maniera più garibaldina.

Il raddoppio al 43′ è la naturale conseguenza di questa ritrovata serenità. De Rossi innesca Under in velocità, il turco serve El Shaarawy che offre a Dzeko la possibilità di scagliare il diagonale vincente. I fraseggi veloci della Roma tengono banco pure ad inizio ripresa. Forte del doppio vantaggio la squadra di casa diverte e si diverte chiudendo definitivamente la partita dopo 5′ dall’inizio della seconda frazione. Sponda aerea del solito Dzeko per l’accorrente Under e gran sinistro all’incrocio del turco. Il resto, compreso il gol giustamente annullato per fuorigioco a Nababkin, è pura accademia.

Di Francesco si concede il lusso di fare turnover per i prossimi impegni. Fuori Pellegrini, Under e De Rossi. L’unico a non riposarsi mai resta Dzeko, ma mettere a sedere un calciatore capace con la doppietta al Cska di siglare 80 gol in 150 partite con la maglia della Roma è davvero difficile. Numeri davvero impressionati per il bosniaco, già cinque centri in tre gare di Champions disputate in questa stagione. La Roma gestisce fino al fischio finale sfiorando in un paio di occasioni il poker fra gli applausi convinti dei suoi tifosi all’ennesima notte magica di Champions. Anche il Real Madrid campione in carica, prossimo ospite all’Olimpico, è avvertito.

 

Autorevole e autoritaria. La Juventus in formato europeo non fa sconti neanche al Manchester United, violando il ‘Teatro dei Sogni’ e facendo sprofondare nuovamente Josè Mourinho nella crisi. Basta una rete di Dybala poco dopo il quarto d’ora ai bianconeri per espugnare Old Trafford e involarsi verso la qualificazione agli ottavi, per la quale manca ormai solo l’aritmetica, e soprattutto il primo posto nel girone. L’affermazione dei campioni d’Italia è stata più netta di quanto non dica il punteggio.

Gli ospiti hanno dominato nel primo tempo, sfiorando in più occasioni il raddoppio, per poi resistere al ritorno degli inglesi nella ripresa, concedendo solo una palla gol (il palo di Pogba) a una squadra che non ha mai dato l’impressione di credere davvero nel pareggio. Un po’ per demeriti propri un po’ per meriti di Chiellini e compagni, ancora a zero alla voce gol subiti. La Juve viaggia a gonfie vele in Serie A, lo United zoppica con risultati altalenanti in Premier League. L’andamento delle due squadre nei rispettivi campionati è lo specchio del primo tempo. I padroni di casa appaiono remissivi fin dalle prime battute, lasciando campo e controllo delle operazioni agli ospiti. Dybala al 13′ spreca di testa sul cross puntuale di Cancelo, ma quattro minuti dopo non si fa pregare due volte sbloccando il risultato con un tiro a botta sicura da due passi sulla corta respinta della difesa sul cross di Ronaldo diretto a Cuadrado, preferito a Bernardeschi sulla corsia destra.

Le squadre di Mourinho sono famose per difendersi bene e saper reagire nei momenti di difficoltà. Non i Red Devils però, completamente in balia dell’avversario per una buona mezzora. Martial e Rushford si abbassano per contenere le sortite di Cancelo e Alex Sandro, Lukaku rimane abbandonato a se stesso in attacco. La Juve è padrona del campo e, proprio come avvenuto tre giorni prima con il Genoa, ha il solo demerito di non affondare il colpo. De Gea salva su Cancelo, imbeccato da Ronaldo, poi è Bentancur di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo a mancare lo specchio della porta. CR7, poco appariscente ma tremendamente efficace, dopo aver dispensato pillole e palloni a destra e sinistra si mette in proprio su punizione al 37′. De Gea respinge così così, Matuidi si avventa sulla ribattuta ma il portiere spagnolo smanaccia evitando il 2-0. In chiusura altra fiammata di Dybala, particolarmente ispirato: il suo tiro a giro da fuori area si spegne sul fondo di un niente.

Nella ripresa gli inglesi quantomeno rientrano dagli spogliatoi con altro piglio e cattiveria. L’undici di Allegri continua a essere più incisivo – De Gea salva ancora sul bolide di Ronaldo su una bella azione corale avviata da Pjanic – ma con il passare dei minuti i Red Devils, più di foga che con azioni ragionate, iniziano a mettere qualche pallone in più in area di rigore bianconera. Bonucci e Chiellini vengono messi maggiormente sotto pressione ma concedono poco o nulla agli attaccanti dello United. Serve il colpo del campione, e il Manchester ci prova con la sua stella più splendente. Paul Pogba alla mezzora calcia a giro praticamente da fermo e colpisce il palo, con la palla che poi rimbalza addosso a Szczesny e finisce fuori. Allegri non ignora il campanello d’allarme e corre ai ripari: dentro Bernardeschi per Dybala e poco dopo Barzagli per Cuadrado. La Juventus alza il muro, i padroni di casa ci provano, senza troppa convinzione a dir la verità, e alzano bandiera bianca. Per Allegri, a punteggio pieno in Europa, la qualificazione è ormai in tasca. E anche il primo posto si avvicina.

 

A Radio Marte nel corso di “Marte Sport Live” è intervenuto Gianni Di Marzio, allenatore: “Il Psg gioca con il 4-2-3-1 è una squadra molto forte, anche più forte del Liverpool. Il PSG non ha solo gli attaccanti, che sono punte vere, c’è anche Di Maria che è un trequartista fortissimo. Penso che possa giocare anche Hysaj al posto di Mario Rui perchè sono quattro lì davanti e non tre. Il Napoli non deve avere distrazioni, deve esser concentrato. Verratti? E’ forte, ma si può sfruttare qualche suo errore. Allan è fuori discussione: deve giocare. Hamsik pure potrebbe giocare, con Zielinski che non si discute, ma occhio anche a Fabian Ruiz che ha fatto un goal incredibile e potrebbe esser gettato nella mischia. Ancelotti può stupire. Il PSG ha dei fuoriclasse, Neymar ha sempre giocato largo a sinistra, fa movimenti simili a Lorenzo Insigne. E’ un grandissimo giocatore. Cavani è poliedrico, si sacrifica e non fa solo la punta. Mbappè è velocissimo. Mertens-Insigne? Secondo me giocheranno loro due, Thiago Silva non giocherà, per me è un difensore fortissimo e con Koulibaly formerebbe una coppia di centrali fantastica: un pullman davanti la porta. Tra i pali? Ospina a livello internazionale ha più esperienza, credo che Karnezis abbia giocato in campionato per scegliere Ospina in Champions. Cavani-Koulibaly è una bella sfida. Quando però si gioca a zona non c’è una marcatura fissa. Il Napoli non deve assolutamente perdere a Parigi e per farlo, deve giocare per vincere: aggredire alto e pressare. Il Napoli può segnare, ma può anche incassare gol visto il valore dell’avversario per cui la concentrazione sarà determinante”.

Antonio Corbo, giornalista: “Il Psg ha grandi giocatori, ma non si comporta da squadra. E’ un’orchestra di solisti perchè i calciatori sono tutti di un certo spessore, ma non ha lo spirito della grande squadra. Mi aspetto qualche novità di formazione contro il Psg, ma non mi pronuncio perchè vengo puntualmente smentito dalle scelte di Ancelotti che alla fine si rivelano giuste. Non divorzio mai dal coraggio della verità e non credo che Cavani sia stato così legato al Napoli perchè sognava il Real Madrid. La città l’ha amato molto, Cavani invece ha amato in maniera moderata perchè ha fatto di tutto per andar via”.



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