L’Inter-regno del Mancio funziona alla grande

Di , scritto il 27 Febbraio 2015

Inter logodi Lorenzo Cristallo
Se c’è una squadra che sta vivendo una fase di grande ascesa, questa non può che essere l’Inter. Dalla gestione Mazzarri conclusasi amaramente per il tecnico toscano lo scorso 14 novembre, è subentrato in sella ai nerazzurri Roberto Mancini. Un ritorno gradito in casa Inter, la sua storia parla di successi e trionfi che hanno lasciato il segno e un ricordo indelebile in tutto l’entourage nerazzurro.
Dopo i primi mesi non certo facili, la squadra appariva ancora molto timorosa e non aveva ben assimilato i dettami tattici del Mancio. I risultati non giungevano e addirittura la media punti tra il tecnico di Jesi e il suo predecessore era nettamente a vantaggio di quest’ultimo. Una situazione alquanto imbarazzante che poneva più di un interrogativo sull’effettiva necessità di cambiare guida tecnica alla squadra.
Dulcis in fundo l’addio polemico di Osvaldo, quest’ultimo in rotta di collisione con Mancini e la sconfitta di Reggio Emilia contro il Sassuolo che ha aperto un caso diplomatico tra una frangia di tifosi oramai stufi di quei deludenti risultati e la squadra accusata di scarso impegno e di un discutibile attaccamento alla maglia. Gli uomini del Mancio maggiormente sotto l’occhio del ciclone erano Guarin e Icardi.
Però ecco che la tanto attesa sterzata, la tanto sperata inversione di tendenza avviene. I nomi della rinascita sono quelli di Shaqiri, Brozovic, Podolski, ovvero sia gli innesti del mercato di gennaio che non hanno fatto altro che migliorare di gran lunga il tasso tecnico e qualitativo della rosa. E poi i risultati che arrivano, tre vittorie di fila, evento che non accadeva in casa nerazzurra dal lontano 2012. Inter che si rilancia in piena corsa Europa League, scala posizioni in classifica e convince sempre di più dal punto di vista del gioco.
Prima parlavamo di Guarin e Icardi, come i più contestati nel momento buio dei nerazzurri. Da più contestati ad essere poi acclamati il passo è breve. Soprattutto nel calcio dove oramai ogni tre giorni si scende in campo e si ha la possibilità di sovvertire e stravolgere ogni trand.
Il colombiano e l’argentino regalano goal a grappoli e preziosi. Entrambi griffano la vittoria nerazzurra contro il Palermo in campionato, poi Guarin regala una doppietta preziosa nella trasferta di Bergamo contro l’Atalanta e Icardi segna il goal vittoria al “Sant’Elia” per un 1-2 che consegna tre punti importanti contro un volenteroso Cagliari.
Guarin non si ferma qui, perché è proprio lui, a regalare ieri sera il pass per gli ottavi di finale di Europa League ai nerazzurri. Quando all’88° di una partita ancora inchiodata sullo zero a zero contro il Celtic, pesca dal cilindro un jolly pazzesco. Tiro da fuori area, forte e preciso che si spegne dietro le spalle dell’estremo difensore scozzese. È il goal vittoria, è la rete della qualificazione.
L’Inter di adesso è un fiume in piena, lanciata verso nuovi traguardi in campionato e agli ottavi di finale di Europa League dove se la vedrà contro il Wolfsburg, compagine seconda in classifica nella Bundesliga e squadra di tutto rispetto.
L’opera del Mancio è sotto gli occhi di tutti, è riuscito nell’impresa di rilanciare una squadra che sembrava smarrita e depressa, sta sfruttando al meglio le caratteristiche dei nuovi arrivati, inserendoli immediatamente nel suo sistema di gioco e sta valorizzando uomini importanti che erano stati oggetto di critiche, proprio come Guarin e Icardi le due frecce nell’arco di Mancini.


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