Serie A: Ranieri nuovo allenatore della Roma. Europa League: Ancelotti non si sente ancora al sicuro.

Di , scritto il 08 Marzo 2019

Claudio Ranieri è da poco atterrato all’aeroporto di Ciampino. Il tecnico, proveniente da Londra, è pronto a cominciare la sua seconda avventura sulla panchina della Roma e nel pomeriggio dovrebbe già dirigere a Trigoria il suo primo allenamento dopo aver firmato il contatto che lo legherà al club giallorosso per i prossimi tre mesi. Chi invece è vicino a fare il percorso inverso, da Roma a Londra, è il ds Monchi, ormai ai saluti dopo l’esonero di Eusebio Di Francesco. Il dirigente spagnolo, corteggiato dall’Arsenal, nelle prossime ore dovrebbe risolvere infatti consensualmente il proprio contratto con due anni di anticipo sulla scadenza. Il nuovo tecnico della Roma, Claudio Ranieri è sbarcato di primo mattino all’aeroporto di Ciampino, nel settore dell’Aviazione Generale, con un volo privato proveniente da Londra. (raisport.it)

“Quella di domani al Bentegodi sara’ sicuramente una partita molto difficile, dobbiamo vincerla, dobbiamo fare di tutto per riuscirci”. Cosi’ il tecnico del Milan, Gennaro Gattuso, alla vigilia del match di domani in casa del Chievo. “Giochiamo contro l’ultima in classifica e abbiamo tutto da perdere, dobbiamo stare molto attenti perche’ non sara’ una partita facile contro una squadra che gioca un calcio che ti mette in difficolta’, hanno spensieratezza e bisogna stare molto attenti. Serve un grande Milan, una squadra che da’ battaglia”, ha aggiunto Gattuso. “Avete iniziato con Calhanoglu ora cominciate con Suso, dovete essere onesti e obiettivi, pensate ai punti che abbiamo fatto anche grazie a lui. Io ne ho visti pochi di giocatori che danno il massimo per tutte le partite, ha perso 20-25 giorni per problemi fisici, ma e’ un giocatore per noi importante e a livello tecnico e’ quello che ci puo’ fare fare il salto di qualita’, per me non e’ un problema”. L’allenatore rossonero parla anche di Andrea Conti che vorrebbe giocare di piu’, ma che capisce perfettamente le ragioni del suo tecnico. “Ci sta che chi non gioca abbia il muso, ma bisogna sempre rispettare i compagni che scendono in campo. Sono felice delle parole di Conti. Sappiamo che problemi ha avuto cosi’ come conosciamo il suo valore. Oltre a lui ci sono tanti che non stanno giocando tanto, ma tutti devono rispettare le scelte, sapendo che non le faccio per simpatia o antipatia”. “Se perdo una partita anch’io sono in bilico. Non penso al mio futuro, la cosa piu’ importante e’ il futuro del Milan. L’anno prossimo potrei trovarmi ovunque, io adesso devo pensare solo al Chievo “. Una partita che l’ex centrocampista teme perche’ non dimentica che “con le piccole abbiamo spesso fatto fatica negli ultimi anni. Se le cose vanno male ci possono fare a fettine, come e’ giusto che sia”. “Non c’e’ solo la Roma, c’e’ anche la Lazio per la Champions”. Cosi’ Gattuso sulla corsa al quarto posto. Intanto in casa giallorossa il cambio in panchina con l’esonero di Eusebio Di Francesco e l’arrivo di Claudio Ranieri. “Mi dispiace per Eusebio, e’ giovane ma da tanti anni allena con ottimi risultati in Serie A. Ho un bel rapporto con lui, ma in questo momento devo pensare ai problemi del mio Milan e a farlo esprimere al massimo”, spiega Gattuso che in conferenza stampa commenta anche il ritorno di Ranieri. “Uno che ha vinto la Premier con il Leicester, ha fatto un miracolo sportivo – spiega Gattuso -. Da piu’ di 30 anni allena in giro per il mondo, e’ un tecnico che ha grandi conoscenze, ha avuto anche il merito di cambiare la metodologia di lavoro e il gioco delle sue squadre, sono contento che torni in Italia, ma sono dispiaciuto per Di Francesco”. (raisport.it)

Così Stefano Cecchi al ‘Microfono Aperto’: SU RANIERI: Era riuscito con impresa miracolosa a vincere quel titolo in Inghilterra. Poi però ha sgualcito quell’immagine con una serie di scelte sbagliate, compresa quella di tornare adesso a Roma. Lo trovo un tentativo grottesco di restare a galla. Non lo capisco, così come non capisco Buffon, la campana dell’età suona per tutti. SU ALLEGRI: Eresia del calcio metterlo in discussione. Viene visto come un problema anziché una risorsa e il popolo juventino sembra non aspetti altro che lo scivolone. Ricordiamoci che questo Signore ha vinto come nessuno in quella Società, pur con formazioni diverse ogni anno. Fossi Agnelli, prima della gara con l’Atletico, lo confermerei a prescindere. Nella Juve non c’è lo spogliatoio frantumato come all’Inter o come quello lasciato da Conte. In Europa Allegri ha portato una mentalità europea, Conte invece mentalità provinciale pensando solo al record dei punti. Ognuno può pensarla come vuole, ma nei numeri Allegri ha vinto più di Conte. SU DI FRANCESCO: Le colpe principali del fallimento Roma sono di altri. Dispiace, è un portatore di idee buone ma il fallimento è sotto gli occhi di tutti. Non è riuscito a costruire un’identità di squadra, non ha dato senso ad una rosa. Si pensava ad un modello-Sassuolo evoluto, ma lo è stato a tratti, anche per una campagna acquisti inadeguata. In 2 anni non ha lasciato un’impronta della sua idea di gioco. Resta la bellissima prestazione in Champions con il Barcellona, ma anche clamorose disfatte come il 7-1 a Firenze. E’ stato uomo degli eccessi. SU ICARDI: Hanno sbagliato tutti, ma non mi è piaciuto il suo modo di atteggiarsi. Ha tirato fuori le magagne e spaccato lo spogliatoio. Inoltre Wanda Nara ha tutto a cuore tranne l’interesse della squadra. Icardi è il giocatore più forte della rosa e il suo recupero sarà difficoltoso. SUL CALCIO MODERNO: E’ fatto di episodi, vedi la papera di Buffon che in Champions ha spianato la strada al Manchester. C’è un disegno divino nel calcio che dice che il PSG, squadra riempita dai soldi del calcio moderno, non debba vincere la Champions. Var? Il problema non è il Var ma la cultura di questi tempi. Nel calcio moderno, se un centravanti si presenta davanti il portiere gli frana addosso. Ai miei tempi si saltava. Gli allenatori delle scuole calcio, in caso di contatto, insegnano a buttarsi anziché rimanere in piedi. E’ proprio un problema culturale, oggi vedo fare delle sceneggiate che prima non c’èrano, qualsiasi furbizia pare sia legittima pur di arrivare al risultato. (radiosportiva.it)

Ciro Venerato ha parlato a Radio Sportiva del futuro di Dries Mertens: “I segnali non sono positivi. Non c’è una trattativa per il rinnovo. Lui chiede un triennale, ma De Laurentiis è allergico a durate simili per gli ultratrentenni. Non a caso l’entourage del giocatore ha avviato i contatti con alcuni club cinesi. Vedo il giocatore lontano da Napoli”. (radiosportiva.it)

Napoli-Salisburgo (2-0), il commento di Ciro Venerato sul primo tempo della gara di Europa League: “Sull’avvio di gara del Napoli può aver pesato, a livello psicologico, la sconfitta contro la Juventus. Il gol di Milik allontana questi pensieri, ora c’è un’altra squadra in campo. Lainer? Malcuit non è così distante come valore assoluto. Salisburgo buona squadra e con tante individualità, ma il Napoli sulla carta è strafavorito e lo sta dimostrando. Vediamo se riuscirà a chiudere il discorso qualificazione già stasera”. (radiosportiva.it)

Fabian commenta la prestazione del Napoli contro il Salisburgo ai microfoni di Sky: “Al ritorno sarà molto difficile, loro hanno dimostrato di saper giocar bene e bisognerà fare attenzione. Sono felice per il mio primo gol in Europa, ma ancora di più per la vittoria del Napoli. Abbiamo giocato da squadra. Cos’è cambiato rispetto ai primi mesi? Avuto problemi all’adduttore, poi il mister mi ha dato fiducia ed è stato importate per me. Ora sto bene, devo continuare così”. (radiomarte)

Alex Meret commenta la prestazione del Napoli contro il Salisburgo ai microfoni di Sky: “Abbiamo giocato una buona gara, soprattutto nel primo tempo. Nella ripresa abbiamo corso qualche rischio, siamo calati un po’ ma abbiamo lottato fino alla fine e io sono contento per la mia prestazione: era importante non subire gol. Riscatto? Mi è dispiaciuto domenica lasciare i compagni in dieci, per me era importante tornare in campo e fare quello che so fare. L’espulsione è stata un episodio di gioco, io l’ho cancellato subito. Nazionale? Le voci fanno piacere, lavoro giorno dopo giorno per migliorarmi”. (radiomarte.it)

Carlo Ancelotti commenta la prestazione del Napoli contro il Salisburgo in sala stampa: “Abbiamo verticalizzato bene, cosa fondamentale da fare contro una squadra che pressa così alto, e l’abbiamo fatto sia in fase di possesso che di contropiede. Potevamo chiudere con un risultato ancora più ampio, ma siamo contenti: anche loro hanno avuto diverse occasioni per far gol. Al ritorno sarà complicato e lo sappiamo, anche se il 3-0 è un risultato molto buona. Nel finale abbiamo rischiato troppo, siamo stati poco attenti ed è un limite in vista del ritorno. Non faremo calcoli, non andremo in Austria a giocare col freno a mano. L’attacco? Ha segnato Milik, ma Mertens ha fatto un assist capolavoro. Peccato per quell’occasione non sfruttata, avrebbe meritato il gol”. Straordinarie anche le parate di Meret: “Molto bravo, dobbiamo ringraziarlo perché ha evitato che pagassimo caro dei passi indietro a livello difensivo. Koulibaly e Maksimovic sono stati ingenui nelle ammonizioni. Inventarsi qualcosa per il ritorno? Abbiamo altri due centrali, Chiriches e Luperto”. (radiomarte.it)

Europa League piena di sorprese, con alcuni inattesi exploit e diverse tra le favorite che cadono nell’andata degli ottavi di finale. Il Rennes batte in rimonta l’Arsenal per 3-1 (dopo quello di Iwobi arrivano i gol di Bourigeaud e Sarr e l’autorete di Nacho Monreal), il Benfica cade sul campo della Dinamo Zagabria (1-0, rigore di Petkovic) e il Siviglia è costretto dallo Slavia Praga al 2-2 interno. Villarreal corsaro sul campo dello Zenit: 3-1.

RENNES-ARSENAL 3-1 Il Rennes sorprende un Arsenal distratto e a tratti presuntuoso, che ora dovrà centrare una piccola impresa nel ritorno a Londra per passare il turno. Partono forte i Gunners, che già al 4′ si portano in vantaggio grazie a un’incredibile invenzione di Iwobi: il nigeriano riceve palla da Monreal non lontano dalla bandierina del corner, prende il tempo a André e dopo essere entrato in area libera un beffardo rasoterra che Koubek non riesce a raggiungere. Il portiere di casa evita il tracollo con due grandi interventi su Torreira e Aubameyang, poi la partita svolta: Papastathopoulos viene ammonito due volte in pochi minuti, per falli su Ben Arfa e Sarr. Evitabile soprattutto il secondo, che oltretutto causa la punizione che Bourigeaud calcia contro la barriera, raccogliendo però la respinta che al 42′ si trasforma in un missile che si infila alle spalle di Cech. La partita, già difficile, si complica ulteriormente per i Gunners nella ripresa: al 65′ il Rennes attacca in maniera disordinata con la difesa avversaria nel pallone, tanto che sul cross dalla destra arriva una pazzesca autorete di anca da parte di Nacho Monreal. All’88’ arriva quindi il definitivo 3-1, con Sarr che con una poderosa incornata conclude un perfetto contropiede dei suoi.

DINAMO ZAGABRIA-BENFICA 1-0 Una delle sorprese di giornata arriva da Zagabria, dove una Dinamo bella e efficace mette alle corde un Benfica con poche idee e quasi mai in grado di costruire occasioni da rete degne di tal nome. E dire che l’inizio di partita sembra favorevole ai blasonati lusitani: il Benfica infatti parte forte, con una bella occasione di Grimaldo, ma la Dinamo non sta a guardare e Dani Olmo scalda i guantoni di Vlachodimos. I croati si rendono pericolosi anche con Kadzior, che sfiora la porta con un tiro dalla distanza e poi impegna Vlachodimos su calcio di punizione. La Dinamo si porta quindi in vantaggio al 38′, quando Ruben Dias stende in area Dani Olmo e Petkovic trasforma il calcio di rigore con potenza e precisione. La Dinamo potrebbe anche raddoppiare con Gojak, ma ancora una volta il portiere greco del Benfica si supera. E tutto questo nel primo tempo. Chi si aspetta una versione più arrembante degli ospiti nella ripresa, rimane deluso: di fatto il Benfica riesce solo a conquistare qualche sparuto calcio d’angolo e a produrre qualche cross che Joao Felix, Seferovic e poi Franco Cervi non sfruttano. Nel finale è anzi la Dinamo ad andare vicina al raddoppio, ma sia Orsic che Mario Situm sbagliano mira a pochi metri dalla porta avversaria.

SIVIGLIA-SLAVIA PRAGA 2-2 Inizio di gara a dir poco fulmineo da parte degli spagnoli che passano in vantaggio dopo appena 24 secondi: erroraccio di Kral che di fatto regala palla a Banega, assist dell’ex interista per Ben Yedder che batte Kolar di piatto destro. Avvio choc per i cechi, che però non si fanno intimidire e cominciano a prendere coraggio, arrivando al meritato pareggio al 26’ con Stoch: su un cross messo fuori dalla difesa spagnola, Traore fa sponda per il centrocampista slovacco che tira di destro, la deviazione decisiva di Rog mette completamente fuori causa il portiere che viene ingannato dalla traiettoria. Il Siviglia non ci sta e due minuti più tardi torna avanti con il gran sinistro al volo di Munir sul calcio d’angolo dalla destra di Banega (secondo assist per lui); Kudel non riesce a respingere sulla linea di porta. Lo Slavia si dimostra comunque tutt’altro che annichilito e al 39’ riequilibra nuovamente il match con Kral, che segna del tutto involontariamente quasi con la spalla sinistra sul corner battuto da Stoch; la sfera gli sbatte addosso dopo il tocco di un difensore avversario e si infila a campanile sotto l’incrocio dei pali, riscattando così l’errore iniziale. La girandola dei gol non si ripete nella ripresa, che vede un ritmo di gioco decisamente meno elevato rispetto al primo tempo. Lo Slavia Praga si difende con ordine e porta a casa un buonissimo risultato in vista della partita di ritorno.

ZENIT SAN PIETROBURGO-VILLARREAL 1-3 Il Villarreal ipoteca il passaggio del turno sbancando San Pietroburgo 3-1. Gli spagnoli sbloccano il risultato poco dopo la mezz’ora: sugli sviluppi di una punizione battuta da Chukwueze, Mori fa sponda di testa per Ivorra che incorna alle spalle di Lunev. Neanche il tempo di festeggiare e lo Zenit pareggia due minuti dopo: Dzyuba prova di testa a infilare ma Fernandez compie un’autentica prodezza, sulla ribattuta Mak va al tiro verso lo specchio della porta che alla fine diventa un assist per Azmoun, il quale insacca a porta vuota. I gialli protestano vivacemente nei confronti di Rocchi perché, secondo loro, l’attaccante iraniano sarebbe stato in netto fuorigioco: ma la terna italiana convalida giustamente la rete perché, al momento della conclusione di Mak, sia il portiere sia il difensore del Villarreal erano finiti a terra fuori dal terreno di gioco nella dinamica dell’azione e quindi, di fatto, è come se i due fossero stati posizionati sulla linea di fondo campo. Nel secondo tempo il Villarreal torna però alla carica e spacca la partita con un rapido uno-due. Al 64’ Fornals crossa dalla sinistra e trova la testa di Moreno, che sceglie perfettamente il tempo con uno stacco aereo che batte Lunev per il nuovo vantaggio spagnolo. Vantaggio che poi aumenta al 71’, quando Morlanes lascia partire da fuori area un siluro che trafigge il portiere nell’angolino basso per il definitivo 1-3. I russi hanno più di un piede fuori dall’Europa League. (sportmediaset.com)

Continua il buon periodo del Chelsea di Maurizio Sarri, che in Europa League trova la terza vittoria consecutiva e mette un piede nei quarti di finale. A Stamford Bridgei Blues battono 3-0 la Dinamo Kiev: apre Pedro al 17′, nella ripresa vanno a segno Willian (65′) e Hudson-Odoi (90′). Vince anche il Valencia, meno tranquillo però in vista del ritorno: alla doppietta di Rodrigo (12′ e 24′) risponde Claesson (63′) e con il Krasnodar termina 2-1.

CHELSEA-DINAMO KIEV 3-0 Dopo il Tottenham e il Fulham in campionato, ecco la Dinamo Kiev. Maurizio Sarri raccoglie il suo terzo scalpo in poco più di una settimana e dimostra non solo che il Chelsea è vivo, ma che in questa Europa League è una ritrovata favorita d’obbligo per la vittoria finale. I Blues partono con il piede giusto contro gli ucraini e a inizio match in particolare è Zappacosta che prova a mettersi in luce creandosi diverse occasioni sulla sua fascia, con gli ospiti che riescono però a tenere botta. Capitolano però al 17′, quando Pedro tenta una penetrazione dalla sinistra, serve il pallone a Giroud che glielo rende con un gran colpo di tacco e l’attaccante spagnolo deve solo ribadire in rete. Lo stesso Pedro ha nel successivo quarto d’ora due grosse occasioni per raddoppiare: in entrambi i casi Boyko gli dice di no. E la voglia di vincere del Chelsea è dimostrata dal suo numero 11, che sfoga la sua rabbia prendendo ripetutamente a calci il palo. I londinesi sono però bravi non concedere nemmeno uno spillo agli avversari, che chiudono il primo tempo con un dato che parla da solo: 0 tiri in porta, 0 tiri fuori. E la ripresa non cambia il senso del dominio del Chelsea, che però riesce a rendere il risultato più rotondo: il merito è di Willian, che al 65′ è perfetto su calcio di punizione, lasciando partire un destro che supera la barriera e si infila sotto il sette dove Boyko non potrebbe mai arrivare. A poco più di 10 minuti dal termine Sarri getta quindi nella mischia il giovanissimo eroe di Stamford Bridge: Callum Hudson-Odoi. E il ragazzo classe 2000 gli dà ragione al 90′, trovando il 3-0 su tocco geniale di Loftus-Cheek.

VALENCIA-KRASNODAR 2-1 Un tempo di dominio totale, un altro consegnato agli avversari. Con la qualificazione ai quarti che ora si complica non poco. Questo il riassunto del giovedì sera del Valencia, che al Mestalla raccoglie solo un 2-1 con il Krasnodar e gli uomini di Marcelino che non trascorreranno certo una notte completamente serena. Levantini che hanno una partenza poderosa, tanto che già dopo 2 minuti il portiere ospite deve superarsi per dire di no a Carlos Soler. Ma il gol è già nell’aria e arriva al 12′: Gameiro tocca per Rodrigo che si accentra dalla destra, punta la porta e indisturbato libera un poderoso sinistro che termina la sua corsa nell’angolino alle spalle di Safonov. Passa meno di un quarto d’ora e la partita è già sul 2-0: al 24′ Parejo premia la corsa di Latorre a sinistra, il cross del terzino trova a centro area Rodrigo pronto a ribadire in rete con il colpo di sinistro al volo. La partita è già in discesa per il Valencia, che pure cerca il terzo gol (alla mezz’ora è bravo Safonov su Gameiro). Krasnodar frastornato, e che nel primo tempo ci prova in una sola occasione: su Stotsky è però pronto Neto. La ripresa racconta però una storia diversa, con i russi molto più pimpanti e un Valencia che all’improvviso sparisce dal campo. E così, dopo una colossale occasione fallita da Petrov (che arriva in ritardo su un pallone che andava solo ribadito in rete), al 63′ Gazinskiy lancia in profondità per Claesson, che sulla corsa fa secco l’ex Fiorentina e Livorno Piccini e trova in spaccata il gol che riapre la qualificazione. Lo stesso Claesson potrebbe addirittura pareggiare e il forcing finale del Valencia (in particolare con Coquelin, Sobrino e Parejo) non cambia il risultato. Che agli spagnoli, nonostante la vittoria, piace fino a un certo punto.

(sportmediaset.com)



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