Uwe Seeler, i numeri de “Il Grosso”

Di , scritto il 08 Agosto 2022
Uwe Seeler

Se c’è uno sport che in Italia, ma soprattutto in Europa, è più seguito di tutti gli altri, con tutto il rispetto naturalmente, è di sicuro il calcio. Se qui da noi ed in Inghilterra è uno degli sport nazionali, il calcio tricolore e la sua Serie A sono un must anche per tutti i tifosi stranieri che si ritrovano a seguire i match di grandi club come Juventus, Inter, Milan, Roma, Napoli, Lazio e così via.

Queste righe non parleranno del programma delle partite di serie a di domani, del possibile ritorno di Cristiano Ronaldo in un club europeo o italiano, delle ultime news del calciomercato o simili, ma bensì di un ricordo. Un ricordo che il tedesco Uwe Seller, nato ad Amburgo il 5 novembre del 1936 e morto a Nodestedt il 21 luglio del 2022, ha lasciato nel cuore dei tifosi tedeschi e degli appassionati del pallone. Ma andiamo avanti con un po’ di ordine.

Come detto un momento fa, Uwe Seller nasce nella prima metà del Novecento ad Amburgo e sembra che, fin da piccolo, il suo destino fosse già “segnato” dal pallone. Egli infatti era il figlio di un’altra stella dell’Amburgo, Erwin Seeler, che spinse per portare avanti sia l’impegno sportivo che quello lavorativo in officina.

Dopo qualche anno di gavetta Uwe, nel frattempo soprannominato “Il Grosso” per via della sua stazza, esordì nella più che famigliare Amburgo che non aveva ancora la maggiore età (all’epoca correva l’anno 1953), ma questo non voleva certo dire che fosse uno sprovveduto. Anzi, dimostrando una maturità eccezionale per quell’età, si distinse fin da subito come membro fondamentale della squadra e portò la squadra al terzo titolo nazionale.

Inoltre, per ben tre volte durante la sua carriera, verrà eletto “calciatore tedesco dell’anno” e poi farà parlare di sé anche con la maglia della Germania dell’Ovest (all’epoca c’era ancora il Muro di Berlino) la cui esperienza sarà sempre motivo di orgoglio anche perché, ancora oggi, è considerato come il giocatore più giovane ad essere entrato in una nazionale.

Con l’Amburgo Seeler segnerà più di 400 goal su circa 480 partite disputate mentre, con la nazionale, 44 reti in 72 partite. Facendo un rapido calcolo vi renderete anche voi che, con un giocatore così in campo, per gli avversari non sarebbe stata una partita facile.

Pensate poi che un tale talento non sfuggì neanche al calcio nostrano. Nel 1961, infatti, Uwe Seeler ricevette una chiamata dall’Inter, ma “Il Grosso” rifiutò per rimanere con la sua amata Amburgo. Unico momento di “pentimento”, se così possiamo dirlo, è stata la chiusura della sua carriera con gli irlandesi Cork Celtic nel 1978. Dopo tale ritiro, dal 1995 al 1998, egli fu anche il Presidente dell’Amburgo dopo che ne fu la stella più brillante per un ventennio. La sua squadra di sempre ha dunque salutato l’ex campione ed ex presidente scrivendo così sui social “piangiamo Uwe Seeler. Il più grande HSVer di tutti i tempi è morto all’età di 85 anni. Riposa in pace, caro Uwe.


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