Champions League: la Juventus vola. Manchester City super! Europa League: Napoli poco abituato a vincere.

Di , scritto il 13 Marzo 2019

Tutta la stampa sportiva quest’oggi (ma anche ieri sera) ha esaltato e lo sta facendo tuttora la sontuosa qualificazione della Juventus contro l’Atletico Madrid. La squadra di Allegri è riuscita nell’impresa di rimontare le due reti al passivo, della gara di andata, e di qualificarsi cosi per i quarti di finale di Champions League. E’ apparso cosi assoluto il dominio juventino, che gli spagnoli, sono stati relegati quasi a ruolo di squadretta, tipo Steaua di Bucarest contro il Milan nella finale della Coppa Campioni 1989, tanto per fare un’analogia. In quella occasione i rossoneri di Sacchi, vinsero per 4-0, contro la compagine rumena che non perdeva da ben due anni. Cristiano Ronaldo è stato il mattatore della storica gara con una tripletta. Roba di lusso. Gli spagnoli dal canto loro, non hanno mai provato a tirare seriamente, verso la porta juventina, nè a tentare qualche vera sortita offensiva. Sembrava l’Atletico, un comodo sparring-partner per la “Vecchia Signora”. Ora che sono state eliminate Real Madrid, Atletico e Psg, ossia le reali antagoniste della Juventus, solo il Barcellona e il Bayern (Liverpool) possono infastidire, in un certo qual modo l’undici di Max Allegri…che già in cuor suo gongola… (Alessandro Lugli)

Beppe Iachini non è più il tecnico dell’Empoli. Lo annuncia il club toscano in una nota sul proprio sito ufficiale. Fatale la sconfitta, la terza nelle ultime cinque gare, di lunedì sera all’Olimpico contro la Roma (2-1). Oltre all’ex allenatore del Sassuolo sono stati sollevati dall’incarico anche i suoi collaboratori Giuseppe Carillo e Fabrizio Tafani. “Empoli FC augura al tecnico ed ai suoi collaboratori i più sentiti e sinceri ringraziamenti per il lavoro svolto e le migliori fortune per il futuro sportivo e professionale”, fa sapere la società toscana. Iachini lascia l’Empoli con 22 punti in classifica, appena un punto sopra la zona retrocessione. Al suo posto dovrebbe tornare Aurelio Andreazzoli, esonerato lo scorso novembre. (raisport.it)

”Facciamo i complimenti alla Juventus perché ha disputato una grande partita. Mi piace sottolineare il lavoro di Allegri fatto in questa gara. Quel che bisognerà prendere è il carattere nelle partite che contano”. Il tecnico dell’Inter Luciano Spalletti fa così i complimenti alla Juventus dopo l’impresa contro l’Atletico Madrid. ”Serve prendere il non farsi intimorire dall’eccezionalità dell’evento – ha aggiunto durante la conferenza stampa alla vigilia della gara con l’Eintracht Francoforte – . Il termine giusto per noi deve essere anche resilienza: dobbiamo tenere a lungo la concentrazione e mostrare il massimo delle nostre possibilità”. ”Lamentarsi per le assenze non ci farà vincere e non ci farà qualificare. Si gioca in undici, per cui abbiamo tutti quelli che servono per vincere la partita”. ”Tutti sono nelle condizioni di proporre il loro meglio – ha proseguito -. Da qui in avanti le cose vanno capite per l’importanza che hanno. Mi aspetto un extra a livello individuale, serve la prestazione migliore o quasi di quelle fornite finora. Sono sicuro che lo faranno”. ”Keita è a posto, Brozovic è convocato”. Il tecnico dell’Inter Luciano Spalletti conferma la presenza di Marcelo Brozovic tra i convocati per la gara di domani contro l’Eintracht Francoforte, dopo il problema muscolare nella sfida con la Spal. ”Se Marcelo può giocare? Va in panchina domani”, ha spiegato Spalletti. Tra i 20 convocati ci sono anche cinque giovani della primavera: Zappa, Gavioli, Schirò, Merola ed Esposito. ”Ci sarà l’opportunità per qualcuno per far vedere le loro qualità”, le parole del tecnico. (raisport.it) Il Manchester City si qualifica ai quarti di finale di Champions League, dopo il 7-0 che ha abbattuto lo Schalke 04 nella sfida all’Etihad Stadium di Manchester. Gli inglesi dominano l’intera gara e travolgono i tedeschi in goleada: doppietta di Aguero e Sane’ nel primo tempo poi Sterling, Bernardo Silva, Foden e Gabriel Jesus nel secondo. Eppure il parziale della gara d’andata aveva rimandato ogni discorso al match di ritorno degli ottavi. Due settimane fa il Manchester aveva fatto suo il primo round, vincendo 3-2 in casa dello Schalke. Al ritorno, la squadra di Guardiola aveva a disposizione due risultati su tre ed è stata devastante nel chiudere la pratica già nel primo tempo, terminato con tre reti di vantaggio. Dopo mezzora di occasioni, il City conquista un calcio di rigore concesso per l’ingenuo fallo di Bruma su Bernardo Silvia. Al 35′ dal dischetto Aguero non sbaglia il gol che sblocca la partita. Il raddoppio è immediato e porta nuovamente la firma dell’argentino, che sigla la doppietta al 38′ (dopo un var review per possibile fuorigioco). Il punto esclamativo invece lo mette Sane’ al 42′ beffando Fahrmann. Una brutta serata per il portiere dello Schalke, che ha più di qualche responsabilita’ sulle reti incassate, complice la difesa allo sbando. La squadra del tecnico Tedesco crolla completamente nella ripresa, subendo gol a ripetizione e non riuscendo mai a reagire (neanche un tiro in porta). Al 56′ arriva il poker di Sterling, dopo un’altra rete di Sane’ annullata per fuorigioco. Al 71′ si iscrive al registro dei marcatori anche Bernardo Silva, mentre al 78′ trova la gioia personale il giovane Foden classe 2000. A chiudere la disfatta tedesca, ci pensa infine all’84’ il subentrato Gabriel Jesus. (raisport.it)

L’Europa è un po’ il giardino di casa sua. E allora l’occasione si presenta proprio al momento opportuno. Lorenzo Insigne ha 90 minuti per mandare un segnale chiaro a tutto il mondo Napoli: «Io resto qui». Tutt’altra cosa rispetto alle parole – figlie di un momento di rabbia – rilasciate dopo il pari di Reggio Emilia col Sassuolo. VIVA L’EUROPA Il primo gol europeo di questa stagione del Napoli, l’ha segnato lui. E che gol. Quello dell’1-0 allo scadere contro il Liverpool al San Paolo. Un gol che sembrava davvero poter mettere il Napoli nelle condizioni migliori per superare il girone e approdare agli ottavi di Champions. Ecco, agli ottavi gli azzurri ci sono adesso, ma si tratta dell’Europa League. Piccolo particolare, che per Insigne non sembra fare la differenza. Perché? Contro lo Zurigo, il primo gol nella seconda competizione europea l’ha segnato lui. Ancora lui. Sempre lui. Si è sbloccato subito e adesso vorrebbe concedere il bis già domani sul campo del Salisburgo. ADDIO MALUMORE Nei giorni scorsi si è parlato di mal di pancia. Malessere strumentale con vista sul futuro, magari lontano da Napoli. Lontano dalla sua Napoli. Difficile, però, immaginare che sia così. Tanto più che ora è lui il capitano degli azzurri. In stagione, dopo che Ancelotti lo ha spostato dall’esterno per accentrarlo nel vivo dell’attacco, ha trovato la porta con più continuità e il gol, si sa, è la miglior medicina per qualunque genere di malattia. Le reti sono già 9 in campionato, 3 in Champions e una in Europa League. Insomma: se avesse fatto centro anche in Coppa Italia, sarebbe stato en plain. Poco male, c’è ancora tempo per rifarsi e arricchire il proprio bottino personale. A partire da domani, quando Ancelotti lo schiererà ancora dall’inizio. Cosa che invece non era accaduta nella partita di andata e che certamente non gli aveva fatto piacere. Perché stare in panchina non piace a nessuno, me che meno a Lorenzo che veniva dal palo centrato su rigore contro la Juventus. Quell’esclusione non deve avergli fatto troppo piacere, ma da buon capitano e uomo di spogliatoio non ha alzato la voce. Si è messo al servizio dell’allenatore e della squadra, entrando in campo nel finale e offrendo il proprio contributo con la massima professionalità. IL PRESIDENTE A difendere il suo capitano, ci ha pensato anche il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. «Le parole di Insigne dopo il pari col Sassuolo non vanno interpretate in alcun modo. È un problema delle persone pubbliche in Italia: è un problema anche se respiri e se dici «A» tutti si chiedono il perché. Lasciate anche ai calciatori una capacità democratica di esprimersi, non fate i fascisti», e poi si lascia andare con un risata prima di entrare alla riunione sulle prossime Universiadi in programma a Napoli. (ilmattino.it)

Non credo che il Napoli, possa puntare a vincere l’Europa League, per la semplice constatazione che De Laurentiis non vuole vncere. Questo è un fatto risaputo da 15 anni. Il Presidente padre-padrone partenopeo vuole solo farsi più soldi possibili da quel giocattolo chiamato-Napoli. Infatti è dal 2013 che non giunge un giocatore di nome in casa-azzurra. L’ultimo fu Higuain, poi ceduto dopo tre stagioni alla nemica Juventus. Non comprendo perchè dobbiamo dare ancora credito a questo personaggio romano e romanista che si è impadronito dei sogni di gloria del tifoso azzurro. Io non nego che Napoli-città sia tutt’altro che rilassante, e che 2 napoletani su 5 non siano all’altezza della situazione. Ma allora perchè non acquista un pò di dignità e lascia Napoli? Invece di fare questo tira e molla di illusioni inutili e fuorvianti? Ma che soldi De Laurentiis vuole ancora a 70 anni? Ma non gli bastano quelli che già possiede? Invece di lasciare un bel ricordo, vincendo, come aveva promesso all’inizio della sua gestione, sta rifilando ai supporters azzurri bidoni su bidoni. (Alessandro Lugli)



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