Inter-Napoli: De Laurentiis preoccupato della designazione di Mazzoleni. Analisi e commenti.

Di , scritto il 24 Dicembre 2018

“Con Cristiano è stato abbastanza semplice perché lui aveva in testa di venire alla Juve. Non c’è stato bisogno di convincerlo tanto. Credo intorno al 25 di maggio, dopo la finale di Champions. Lui è stato subito deciso, ha detto ‘Io, se la Juve c’è, voglio solo la Juve”. E’ il retroscena legato all’approdo di Ronaldo in bianconero del direttore sportivo della Juventus, Fabio Paratici. “Quando ci siamo visti con Mendez, parlando di Cancelo, perché la cosa nasce da questo. Lui mi ha detto: ‘Tu non ci credi, però Cristiano vuole venire alla Juve’. Io risposi: ‘Non è che non ci credo, ma mi sembra difficile riuscire a far quadrare tutto’ .” “La trattativa più faticosa? Credo che, nella durata, sia stato Tevez. Alla fine, è stato un giocatore che abbiamo contattato alla fine del primo anno alla Juve, quando non facemmo una bella stagione. Dovevamo rilanciare la Juve e contattammo ugualmente Tevez, anche se non eravamo qualificati per la Champions”. “I grandi calciatori, quando non giochi la Champions, fanno fatica a venire. Però lui disse subito: ‘Sì, anche se non siamo in Champions, io alla Juve verrei’. Poi la trattativa non è andata in porto per altri motivi, economici e via dicendo, però siamo sempre rimasti in contatto perché è sempre stato un mio chiodo fisso portare Tevez alla Juve”, sottolinea il dirigente bianconero. Sull’obiettivo Champions Paratici precisa: “Vincere è una nostra ambizione, ma non un’ossessione”. La coppia con Marotta? “Credo che fossimo molto ben assortiti, complementari. Nel senso che io mi occupavo di una parte prettamente tecnica, lo scouting, il rapporto con gli agenti, individuare i calciatori”. Infine paratici parla del mercato visto da Conte e da Allegri. “Conte era legato alla funzionalità del giocatore, rispetto a quello che voleva fare lui, che è una cosa legittima, anzi, facilita anche il lavoro di chi deve cercarti i calciatori. Conte aveva uno schema di gioco e, giustamente, bisognava cercare di trovare giocatori funzionali ad uno schema di gioco. Allegri, in questo senso, è più elastico, non ha solo un sistema di gioco, è più aperto, ha più soluzioni. Quindi il mercato si amplia un po’ di più”.

“Mazzoleni per la sfida contro l’Inter? Mi preoccupa, con noi è stato cattivo e anche non sempre imparziale”. Lo ha detto il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis a Radio Kiss Kiss commentando la designazione per il match a Milano del 26 dicembre. “Mi date – ha aggiunto il patron azzurro – una brutta notizia. Mi raccomando, la VAR è stata inserita per tutelare anche gli investimenti, non immaginavo potesse essere un ulteriore strumento in mano agli arbitri”. SU MERET: “Ho sempre avuto la convinzione che fosse un grande portiere. Oltretutto è un ragazzo esemplare, è un professionista rigoroso di una educazione sublime. E’ una eccellenza italiana e sono felice di averlo portato a Napoli”. CAPITOLO ANCELOTTI: “Carlo lo inseguivo da anni e finalmente è con noi. E’ una persona di altissima sensibilità e di cultura profonda. Un uomo con il quale vorrei trascorrere più ore durante alla giornata, ma spesso gli impegni ci dividono. E’ un allenatore che non si discute. Ancelotti sta nel mio cuore, lo sapete, ma in questa giornata voglio ringraziare e fare gli auguri di Natale a tutti gli allenatori che hanno lavorato con me in questi anni al Napoli. Li ricordo con piacere perché ho avuto l’onore di conoscere grandi professionisti”.

Sarà un Atalanta con diverse assenze quella che mercoledì si troverà ad affrontare la Juventus. A Zingonia, Gian Piero Gasperini ha diretto una inconsueta seduta d’allenamento alla Vigilia di Natale, cercando di trovare soluzioni ai problemi causati dalle squalifiche di Toloi e Paolomino e dall’assenza per infortunio di De Roon, che come Varnier oggi ha lavorato a parte. La sconfitta col Genoa è costata cara ai nerazzurri, non nella miglior condizione per affrontare la prima della classe. Per completare i preparativi, Gasperini ha convocato per domani pomeriggio allenamento di rifinitura a porte chiuse.

Mimmo Di Carlo, attuale allenatore del Chievo, è intervenuto nel ‘Processo’ per parlare della squadra clivense: “Insieme allo staff, abbiamo cercato di mettere una pietra sopra al lavoro fatto fino al momento in cui sono arrivato. Ho cercato di mettere nelle migliori condizioni la squadra, ci siamo messi a lavorare e i risultati ci hanno dato fiducia. I miei giocatori stanno dando tutto in campo, sono motivati. Adesso non guardiamo alla classifica ma a noi stessi, cercando il meglio da ogni partita. Non bisogna ragionare sul breve ma sul lungo periodo. Dobbiamo provarci sempre fino al 95°, questo è ciò che sto trasferendo a loro. L’Inter pensava di chiudere la partita ma il Chievo ci ha creduto fino all’ultimo. La loro qualità era superiore ma il pareggio è meritato. E’ presto fare processi all’Inter, le somme le tireremo a fine anno, come per tutte le squadre. Pellissier? 111 gol in serie A, le qualità non le scopro io. Con l’Inter lui ha preso il tempo a tutti e pareggiato. Ci vuole gente come lui, con esperienza. La Juve? Mette in difficoltà tutti, fa diventare normali o poco importanti le altre squadre, ma le italiane hanno fatto un grandissimo percorso in Europa. Nel campionato il livello è alto soprattutto nella mentalità degli allenatori delle squadre medio-piccole, che non stanno più solo a difendere ma anche ad attaccare. Inglese del Parma? E’ un attaccante che potrebbe servire alla nostra nazionale ed ha tutte le qualità tecniche e fisiche per farlo”.

Così Michele Plastino nel Microfono Aperto di Radio Sportiva: “Nelle prossime due partite Gattuso ha tutto da perdere e niente da guadagnare. Ma con 6 punti ovviamente sarebbero tutti contenti. I movimenti di Higuain non catturano l’occhio, ma è di una sostanza pazzesca e quando arriva in area hai la sensazione che possa segnare. Ammiro tantissimo Quagliarella, chi lo prende ora fa un affare storico. La Juventus sta cercando un nuovo Pirlo dal momento in cui se n’è andato. Pjanic è quello che soddisfa di più #Allegri, ma è ancora un progetto nel ruolo”.

Claudio Onofri, ex Genoa e oggi commentatore televisivo, ha parlato a Radio Sportiva: “Seppur breve, la gestione Prandelli fin qui è molto positiva. Ha immediatamente capito in che piazza si trova e ha subito trovato soluzioni tattiche, soprattutto non si è lasciato andare al vittimismo dopo gli errori di Roma. Servono un terzino sinistro e un centrocampista. Se gli innesti si riveleranno all’altezza il Genoa, che comunque ha già una buona squadra, potrà fare un campionato tranquillo. La difesa è di livello, Romero tra uno-due anni sarà pronto per una grande squadra, lo stesso Biraschi è una certezza. Piatek sta migliorando e presto potrà essere un top player. E anche Kouame può diventarlo se riuscirà a coordinarsi meglio per il tiro” .

Gennaro Iezzo, ex portiere del Napoli, ha parlato a Radio Sportiva: “Contro l’Inter non sarà facile per il Napoli. I nerazzurri arrivano da un periodaccio, ma ha tutti i mezzi per mettere in difficoltà gli azzurri. Meret ha fatto grandi parate contro la Spal. Al Napoli potrà consacrarsi come uno dei portieri più forti in Italia. Ospina non mi aveva impressionato all’inizio, poi è stato determinante. Potrebbe essere la chioccia giusta per far crescere Meret” .

Fernando Orsi, ex portiere e oggi allenatore e commentatore televisivo, ha parlato a Radio Sportiva: “Napoli sicuramente favorito contro l’Inter. Entrambe hanno motivi validi per vincere. Nainggolan? Se si è giunti alla sospensione significa che è accaduto qualcosa di importante. Non è nuovo a queste situazioni, purtroppo. Spero possa rendersi conto che il comportamento deve essere consono alle regole della società. Nelle ultime partite non è stato un Napoli sfavillante. Se vuole coltivare ambizioni scudetto deve vincere contro l’Inter. Se dovesse perdere altri punti il campionato può dirsi già della Juventus. Ci sono vari portieri italiani che si stanno mettendo in evidenza. Meret ha dimostrato contro la Spal che il grande investimento del Napoli è stato azzeccato” .



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