Mancini mette il muso a Thohir, ipotesi addio: molto caos per niente?

Di , scritto il 25 Luglio 2016

Tohir Mancini InterDunque, partiamo da una consueta constatazione: in pieno luglio, con i primi tornei estivi che contano quel che contano, non è che le testate giornalistiche sportive abbiamo così tanti argomenti su cui sbizzarrirsi. Fino al 21 di agosto o giù di lì, tiene banco soprattutto il mercato. Notizie vere o presunte tali riempiono le pagine di quotidiani che, altrimenti, dovrebbero uscire in bianco. Anche noialtri non facciamo troppa eccezione, chiaro. Però c’è un limite, una sottile linea che è bene non superare. Almeno a nostro avviso.

Perché poi, nel nulla pneumatico del pallone estivo post Europei, si rischia di dover andare per forza a fare le pulci a questa o quella espressione facciale. E chi vai a pizzicare solitamente? Mica giocatori o allenatori belli sereni e sorridenti, eh no. Sotto la lente di ingrandimento vai giusto a piazzarci il faccione di chi pare avere le pive nel sacco. E se non hai niente di meglio da buttar giù, va a finire che fai coincidere un sorriso mancato con intenzioni dimissionarie.

Tutto ciò sta succedendo – manco a dirlo – a Roberto Mancini, tecnico dell’Inter. Secondo la maggior parte dei giornali sportivi ancora per pochi giorni, forse una manciata di ore. Addirittura mentre scriviamo potrebbe essersi già consumata la tragedia: il secondo addio di Mancini ai colori nerazzurri. Ma perché dovrebbe accadere? Per il 3-1 patito per mano del Psg all’esordio di un torneo americano buono soltanto per fare un po’ di fiato e soldi? No di certo.

Perché Wanda Nara non la smette di twittare che Icardi ha offerte da mezza galassia e l’Inter deve fare il sacrificio per forza? In parte la cosa potrebbe dare fastidio al Mancio, ma non così tanto da indurlo alle dimissioni. Allora per via dell’ennesima estate in cui Yaya Touré non arriverà in braccio a Mancini? Eh, già qui è fuochino secondo i quotidiani, ma in sé non tanto per il centrocampista ivoriano del Manchester City – che a ogni buon conto resta un pallino del tecnico jesino.

A sentire i bene informati (si fa per dire), Mancini non avrebbe digerito quanto emerso dall’incontro con Thohir, presidente dell’Inter senza portafoglio. E qui casca l’asino: Mancini vorrebbe rassicurazioni sulle intenzioni di investimento della Società per costruire una squadra competitiva (sai la novità), ma Thohir non gliele può dare perché i cordoni della borsa li apre e li chiude Suning. E, a quanto parrebbe, il tycoon indonesiano avrebbe fatto intendere a Mancini che la proprietà cinese non ha per ora intenzione di spendere.

Da un lato c’è da tenere d’occhio il fair play finanziario, dall’altro c’è o ci sarebbe l’impazienza di Mancini, stanco di guidare una squadra da ottavo o quarto posto. Pazienza, poi, se anche l’allenatore ha le sue responsabilità; pazienza se è il secondo tecnico più pagato della Serie A dopo Allegri, ma rispetto a lui ha vinto niente nelle ultime due stagioni. Però già qui stiamo divagando. Sì, perché la questione è quella di partenza: stiamo parlando di aria fritta, con tutta probabilità.

Sembra proprio che l’Inter sia condannata dai media a non potersi concedere mai la minima distrazione. Va bene Wanda Nara, ok la Juventus che spende l’ira di Dio per Higuain e forse non lascia neanche partire Pogba, ma accanirsi sui nerazzurri e Mancini è un esercizio di sadismo. Anche perché, in fondo, che cosa avrebbe detto di tanto clamoroso il buon Roberto da giustificare ipotesi di addio? “L’incontro doveva servire a chiarire? Nei prossimi giorni ci saranno novità. Se Icardi è incedibile? Dovete chiedere a Thohir. Inter da Champions se non si vende nessuno e arriva Candreva? Anche questa è una domanda per il presidente…” Il fatto che certe parole siano state pronunciate senza alcun accenno di sorriso cosa dovrebbe far pensare, a parte che sono sempre le solite domande e che, sebbene pagati anche per questo, gli allenatori e i giocatori le conoscono a memoria e tutto sono fuorché quesiti stimolanti?

Certo, magari altre constatazioni fatte da Mancini, a margine della sconfitta con il Psg, potrebbero dare ragioni alla corrente dell’addio imminente: “In questo momento non si possono fare paragoni tra noi e loro. Per 60′ è stato un match equilibrato, ma quando sono iniziate le sostituzioni Emery ha messo Cavani, Pastore, Di Maria e Kurzawa, mentre io ho dei ragazzini.” A ben guardare, tuttavia, dov’è la novità? Che l’Inter sulla carta sia inferiore alle potenze di altri campionati, è cosa risaputa. Che Mancini spinga per avere certezze di investimenti da parte del Club, anche. Però Mancini tutto è fuorché inesperto, sa bene che ci vogliono altra pazienza e altro tempo. La proprietà è subentrata da un niente e sembra voler fare le cose fatte bene.

Se poi martedì il Mancio non sarà più il tecnico dell’Inter, ci rimangeremo tutto.

 



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