Europa League: Lazio ok. Perde in casa il Milan. Analisi e commenti. La morte di Sara Anzanello.

Di , scritto il 26 Ottobre 2018

Ernesto Paolillo, ex amministratore delegato dell’Inter, è intervenuto in diretta a Sportiva per commentare le ultime novità societarie del club nerazzurro. “Il fatto che Suning adesso abbia il 100% delle quote dell’Inter serve a fare chiarezza. E’ molto meglio che la nuova proprietà sia al vertice della società ed abbia la totale disponibilità della proprietà. Lo trovo un fatto molto positivo, diventa una guida managerialmente perfetta per l’Inter. L’era Thohir? E’ stata una fase importante perché segnava una nuova era. E’ stata una fase che all’inizio sembrava positiva, ma poi si è rivelata negativa. E’ mancata di una presenza, di un giusto assetto manageriale della società e di una giusta scelta a livello sportivo. Meno male che è arrivata la famiglia Zhang, che indubbiamente ha cambiato l’assetto manageriale della società in positivo. L’Inter in Champions League? Sono abbastanza ottimista, ma quando ci raffrontiamo con squadre come il Barcellona abbiamo un divario estremamente importante ancora da colmare. Forse subiamo troppo il carisma di alcune squadre estere. Ai tempi di Mourinho questo accadeva meno. Sono convinto che questa squadra se trova maggiore fiducia nelle proprie possibilità può anche giocarsela in maniera diversa in campi come quello del Barcellona. LInter in campionato? Le ultime vittorie hanno dato non solo morale, ma soprattutto fiducia in se stessi, che è la cosa più importante per la squadra. Ricordo che nell’anno del Triplete quello che aveva dato la svolta era stata la vittoria di Kiev”.

 

Vincenzo Di Mauro di fantagazzetta.com è intervenuto in diretta a Sportiva per dare le ultime dritte di formazione in vista delle gare principali della decima giornata del Fantacalcio.

SU PARMA-ATALANTA: “Nella Dea confermato titolare Ilicic: supporterà Gomez e Zapata, che scalpita, anche se resta aperto il ballottaggio con Barrow. La novità potrebbe essere trai pali, con l’alternanza tra Gollini e Berisha annunciata da Gasperini: l’albanese dovrebbe tornare titolare. Mancini sostituirà l’infortunato Masiello. Nel Parma, Gervinho rientra da titolare, ma mancherà Inglese e, al suo posto, ci sarà Ceravolo. Sulla sinistra punta al recupero Gobbi, che è dolorante. In alternativa, pronto Bastoni”.

SU EMPOLI-JUVENTUS: “Allegri potrebbe presentarsi al “Castellani” col 4-2-3-1, con Dybala, Bernardeschi, Douglas Costa e Ronaldo in attacco. In difesa, rientra Chiellini, mentre c’è un’occasione in vista per De Sciglio. Sulla fascia, ballottaggio Alex Sandro-Cancelo”.

SU TORINO-FIORENTINA: “Nel Torino attacco affidato alla coppia Belotti-Iago Falque. In difesa rientra Moretti Nuova panchina per Soriano. Nella Fiorentina, Simeone confermato, con Pjaca e Chiesa ai lati. Torna titolare Benassi”.

SU MILAN-SAMPDORIA: “Per i rossoneri sale l’ipotesi 4-4-2 con Cutrone-Higuain, a discapito di Calhanoglu. Nel blucerchiati, recuperato Defrel dopo il problema al flessore accusato lunedì sera contro il Sassuolo”.

SU NAPOLI-ROMA: “Insigne ha recuperato dalla contusione al costato e dovrebbe partire titolare con Milik. Panchina per Mertens. Titolari anche Zielinski e Allan, sebbene per quest’ultimo permanga il ballottaggio con Rog. Nella Roma, recupera Kolarov, mentre è in dubbio Florenzi: decisiva la rifinitura di domani, perché oggi ha lavorato a parte”.

SU LAZIO-INTER: “Dubbio Lucas Leiva nei biancocelesti, dopo il risentimento di ieri all’adduttore. Se non dovesse farcela, può giocare Badelj, recuperato dopo la contrattura che ultimamente lo ha tenuto fuori. Davanti favorito Correa su Luis Alberto e Caicedo per affiancare Immobile. Nell’Inter, rischio turnover per Brozovic o Vecino, a vantaggio di Gagliardini. Lautaro Martinez può supportare Icardi, mentre Dalbert può far riposare Asamoah”

 

Il direttore di Sportiva, Michele Plastino, è intervenuto in diretta per rispondere alle domande degli ascoltatori in “Microfono Aperto”.

SULL’ADDIO DI MAROTTA ALLA JUVENTUS: “E’ il grande mistero degli ultimi tempi del mondo del calcio. Ormai qualsiasi cosa è una supposizione, anche perché prima c’è stato contemporaneo il servizio di Report, poi c’è stato il fatto di Ronaldo, quindi la Federazione, poi l’Inter. Aspettiamo…”.

SUL MILAN: “Leonardo e Maldini servivano moltissimo a dare immagine di Milan, il club ne aveva bisogno e lo richiedevano anche i tifosi. Gattuso? Sono del partito non colpevolista. Mi aveva favorevolmente impressionato prendendo in mano il Milan, nonostante non ci credessi molto. Ora sembra che sia precipitata la situazione ed è preoccupante quando dice che non sa cosa fare. E’ l’anteprima dell’esonero. Se serve un allenatore affermato? Forse il Milan doveva puntare su Conte, non vedo altri nomi così straordinari all’orizzonte”.

SULLA LAZIO: “Se può arrivare in fondo all’Europa League? Ogni anno ci fa un pensierino. Sì, può arrivare in fondo, anche perché sta giocando senza i due elementi migliori al massimo della forma: Luis Alberto, che se soffre di pubalgia, è dura, e Milinkovic-Savic, che non è al 100%”.

SULLA DIFESA DELLA JUVE: “Non vedo tutte queste grandi distrazioni. Il mistero vero riguarda Rugani da due anni a questa parte, ma se vuole puntare in altissimo la Juventus deve avere due squadre”.

SULL’ATTACCO DELLA JUVENTUS: “Non rinuncerei mai a Mandzukic, ma per filosofia sono un amante del 4-3-3, perché è il sistema che ha maggiori possibilità di scardinare le difese chiuse. E’ ovvio che mi piacciano le due ali, soprattutto se hai due esterni che saltano l’uomo”.

SU BERLUSCONI AL MONZA: “Non ho retropensieri: Berlusconi è un appassionato di calcio, con una specie di vizio da questo punto di vista. E, come tutti i vizi, va in crisi di astienza. L’acquisto del Monza nasce dall’idea di rimanere dentro il calcio. Parte da una situazione cara e vicina e questa idea di andare a letto la sera pensando al Monza in Serie A credo sia un atto di libidine da parte di Berlusconi”

SU GIAMPAOLO: “E’ uno strano caso del nostro calcio: all’inizio della carriera fu candidato alla panchina della Juventus e si dimise quando fu minacciato dagli ultras del Brescia. Sta facendo molto bene ed è probabile che allenerà presto una grande squadra”

SULLA VIRTUS ENTELLA: “Qualsiasi sia la storia dei ripescaggi, la ventesima squadra della Serie B non può non essere la Virtus Entella: è quella che sportivamente lo merita di più”

SULLA ROMA: “Attualmente ha il problema dei buchi neri a livello di psicologia di gruppo. In questo senso, Dzeko è esemplificativo. Di Francesco deve superare questo grande scoglio”.

 

Daniele Sebastiani, presidente del Pescara, è intervenuto in diretta a Sportiva per commentare la sentenza del Tar del Lazio, che mercoledì ha sospeso l’efficacia di tutti i provvedimenti sul format della Serie B:

SULL’ASSEMBLEA DI LEGA DI IERI: “Negli ultimi sei mesi, la Serie B non è mai stata cosi unita come ieri. Ripartiamo dal 13 agosto, quando abbiamo atteso fino alle 19 l’autorizzazione a stilare i calendari e sulla base di quell’autorizzazione andiamo avanti nel rispetto di tifosi e giocatori. Se non ci fosse stata concessa quell’autorizzazione saremmo ancor più nel caso, perché ancora oggi non ci sono i criteri per stabilire quali squadre ripescare. Sarebbe finita come in Lega Pro, dove ci sono squadre che non giocano perché non sono nel girone in cui pensavano di stare. La B non è così e le 19 squadre che vi partecipano sono le uniche che all’inizio avevano diritto a farlo”.

SULLE PROSSIME MOSSE: “Fino ad adesso siamo stati zitti e calmi quando ci veniva detto di tutto, ora non ci sta più bene. I veri danneggiati diventiamo noi, che abbiamo fatto investimenti e adesso ci viene detto che questo campionato non va più bene. Il Consiglio Federale di martedì sul format della B? Siamo preoccupati il giusto, a questo punto si dovranno preoccupare anche altri, perché questi danni che noi subiamo qualcuno li dovrà pagare. Ci sono 19 squadre pronte a chiedere i danni per quello che potrà succedere. Ripartire con un nuovo campionato? Non esiste al mondo, sono risultati omologati, non si possono annullare e ripartire da zero. Noi siamo pronti a fermarci anche fino al 26 marzo, che è la data fissata dal Tar per la sentenza nel merito. Ma poi cosa facciamo? Lo sciopero non è una situazione da scartare, così come che, se dovessimo prendere coscienza che le cose vanno in maniera diversa da come sono andate fino a oggi, siamo pronti a chiedere i danni”.

SUL CASO ENTELLA: “Ha fatto un altro tipo di ricorso, che io ritengo giusto. Il campionato irregolare probabilmente non è quello di quest’anno, ma quello dell’anno scorso, perché ci sono tre società che non sono arrivate in fondo. Se l’Entella dovesse avere ragione, il playout sarebbe dovuto essere Virtus Entella-Novara, quindi ci sarebbe un ulteriore ricorso del Novara. È una storia infinita, questa è l’occasione giusta per cominciare a riformare il campionato di B, dando delle regole certe”.

 

Ciccio Baiano parla ai microfoni di Marte Sport Live: “Mi auguro che Insigne possa recuperare dalla botta al costato considerando la forma del giocatore. Bisognerà valutare l’entità del problema, ma credo che Lorenzo farà di tutto per esserci. La Roma è un avversario difficile, al momento è indecifrabile: in campionato fa fatica e in Champions le prestazioni sono positive, quindi bisogna stare attenti. Il Napoli ha messo sotto il Psg con grande attenzione: gli azzurri hanno fatto bene negli ultimi anni e adesso stanno migliorando pure in Champions. L’anno scorso mancava l’esperienza che quest’anno è superiore. Ancelotti poi ha portato convinzione e serenità. Fabian? Ha grandi margini di miglioramento, credo non sia ancora al 100%, ha avuto contrattempi a livello fisico, credo sia un giocatore molto importante. Non gioca proprio nel suo ruolo, ma ha la qualità tecnica, la presenza e il tiro da fuori per fare la differenza”.

 

Una notizia improvvisa scuote il mondo della pallavolo italiana e internazionale: a 38 anni è morta Sara Anzanello. Un lutto che priva il volley di un’atleta che ha contribuito a scrivere pagine importanti della storia della Nazionale Femminile italiana.

Nata a San Donà di Piave il 30 luglio 1980, esordì in Serie A a Novara nemmeno ventenne. All’Agil Volley, poi Asystel, legò gran parte della sua carriera conquistando una Coppa Italia, due Supercoppe Italiane, una Coppa CEV e due Top Teams Cup. Nel 2009 passò a Villa Cortese, dove vinse due Coppe Italia e raggiunse per due volte la Finale Scudetto. Nel 2011-12 si trasferì all’estero, in Azerbaijan, nell’Azerrail Baku.

Straordinari i risultati ottenuti con la Nazionale: Sara fece parte della squadra che vinse i Mondiali nel 2002, quindi partecipò ai successi in Coppa del Mondo nel 2007 e nel 2011, ottenendo numerose altre medaglie tra Europei e World Grand Prix.

Nel 2013 il primo improvviso stop all’attività agonistica e una lunga battaglia per sconfiggere l’epatite fulminante e sostenere il trapianto di fegato a cui dovette sottoporsi. Riuscì a tornare al suo amore, la pallavolo, dapprima come team manager del Club Italia nel 2015, quindi in campo con la formazione di B1 dell’Igor Volley Novara. Dopo l’operazione divenne testimonial di numerose campagne a favore della donazione degli organi e si impegnò socialmente in progetti per la formazione dei giovani sportivi.

Dopo mesi molto complicati e vincendo una difficile battaglia, Sara si era ristabilita e con grande determinazione era anche riuscita a tornare in campo, ma nell’ultimo periodo la situazione si era nuovamente aggravata fino al tragico epilogo.

LEGA A1 E A2 – In occasione della 1a giornata del Campionato di Serie A1 e della 4a giornata del Campionato di Serie A2, in programma nel weekend, Sara Anzanello sarà ricordata su tutti i campi con un minuto di raccoglimento. Il presidente Mauro Fabris, il consiglio di amministrazione, lo Staff e tutte le società della Lega Pallavolo Serie A Femminile esprimono il loro dolore per la scomparsa della giovane.

FEDERVOLLEY – “E’ una notizia davvero sconvolgente” ha commentato il presidente della Federvolley, Pietro Bruno Cattaneo. “Sara era una ragazza davvero speciale che sembrava essere riuscita a vincere la sua personalissima battaglia; ma purtroppo le cose non sono andate come noi tutti speravamo”.

 

In un clima teso e ostile con vigilia caratterizzata da scontri tra tifosi e pure da una sassaiola al pullman biancoceleste, una grande Lazio si impone a Marsiglia per 3 a 1 compiendo un decisivo passo verso i sedicesimi di finale di Europa League. Sono infatti 6 adesso i punti in una classifica del gruppo H che comanda il Francoforte a punteggio pieno. Marsiglia e Apollon fermi a quota 1. Nel primo tempo segna Wallace, quindi nella ripresa raddoppia Caicedo. Payet su punizione rimette per un attimo il match in discussione fino alla perla finale di Marusic che permette a Inzaghi di battere l’ex romanista Garcia.

WALLACE SVETTA DI TESTA – Il Marsiglia si schiera con un 4-2-3-1 con Mitroglou punta unica supportato da Sanson, Payet e Ocampos. In mezzo al campo Strootman e Luiz Gustavo. Sakai e Amavi esterni con Kamara e Rami al centro della difesa. Simone Inzaghi risponde col 3-5-2 con Immobile e Caicedo in attacco. Caceres e Lulic esterni con Leiva, Milinkovic e Parolo a centrocampo. Difesa a tre con Wallace, Acerbi e Radu. Dopo una prima fase di lungo studio, alla prima occasione la Lazio passa: angolo di Leiva, Mandanda esce male e Wallace di testa lo punisce. I francesi nemmeno reagiscono anche perché la Lazio gioca bene e concede davvero poco. Chance per il 2-0 al 18’ quando una grande giocata di Immobile pesca Caceres in area sul secondo palo ma l’esterno in spaccata manda sul fondo.

CHANCE PER IL RADDOPPIO – Ancora Lazio che al 21’ ha due occasioni per il raddoppio. Prima Caicedo perde l’attimo per concludere e Kamara rimedia in qualche modo (episodio dubbio), quindi lo stesso Caicedo smarca di tacco Immobile che con un sinistro piazzato coglie il palo. Break marsigliese con un tiro da fuori di Luiz Gustavo che Strakosha blocca. Al 27’ Acerbi mura Sanson mentre Mitroglou conclude malissimo sul fondo. Brividi un minuto dopo quando Sanson sembra trovare il jolly dalla distanza, ma il pallone termina out di nulla. Mandanda si riscatta alla mezz’ora quando alza in corner un gran tiro di Immobile. Il tempo finisce con un destro di Parolo respinto dalla difesa.

CAICEDO FA 2-0 – Inizia il secondo tempo e Lucas Leiva alza bandiera bianca per un problema fisico: entra Marusic. Il Marsiglia trova spazi sconosciuti nei primi 45’ e ci prova ma Sanson calcia alle stelle da ottima posizione e Luiz Gustavo conclude male in diagonale. La Lazio attende sorniona e al 14’ raddoppia: splendido assist in profondità di Immobile e Caicedo col piatto sinistro batte Mandanda. Entra in campo anche Berisha al posto di Lulic, mentre Garcia inserisce Germain e Njie al posto di Mitroglou e Sanson. Al 25’ bel tiro da fuori di Luiz Gustavo, ma Strakosha c’è.

BRIVIDO PAYET, MA MARUSIC CHIUDE I CONTI – La partita sembra finita con i marsigliesi sulle gambe e i biancocelesti in totale controllo. Ma Payet al minuto 41 si inventa una punizione a giro di destro con Strakosha stavolta in ritardo e i padroni di casa accorciano per poi buttarsi tutti in avanti alla ricerca del pari. Nasce così al 45’ una bella ripartenza della Lazio, palla a destra per Marusic che si accentra e dal limite dell’area fa partire un sinistro a giro all’incrocio imprendibile per il portiere francese.

 

Le scorie del derby sono tutt’altro che smaltite per il Milan, che nella terza giornata del gruppo F di Europa League cade a San Siro affondato dal Betis Siviglia, corsaro a Milano 2-1 grazie ai gol, uno per tempo, di Sanabria e Lo Celso. Ai rossoneri non basta la rete di Cutrone nel finale, con questo successo gli spagnoli volano in testa al girone e mettono in serio pericolo la posizione di Gattuso anche se il tecnico è stato pubblicamente difeso da Leonardo nel pre-partita e il club continua ufficialmente a sostenere che la sua panchina non è a rischio.



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