Il Belgio si riscopre favorito, ma occhio a Germania e Spagna (e noi…)

Di , scritto il 27 Giugno 2016

L’Europeo ha preso una direzione precisa: quella del Belgio. Sottostimato dopo la mezza bugia dello 0-2 patito dall’Italia (non ce ne voglia Conte, ma se Hazard e soci avessero giocato ai ritmi di ieri sera…), improvvisamente rivalutato dopo il netto – fin troppo – 4-0 dell’ottavo contro l’Ungheria. Con Wilmots è così, lo sanno bene in Patria: niente mezze misure, o lo ami o lo detesti. Atteggiamento esteso, dunque, alla sua Nazionale.

Partito con i favori del pronostico, subito incrinati e messi in dubbio dal passo falso contro i nostri, il Belgio ha saputo ingranare la marcia giusta e ora fa paura: nelle ultime 3 uscite, 8 reti segnate e nessuna al passivo. Adesso è il Belgio che tutti conoscono, un mix di talenti dal tasso tecnico altissimo, un portiere saracinesca, un centrocampo che palleggia, aggredisce e ripiega con la medesima naturalezza, un attacco con l’imbarazzo della scelta. A voler dare ragione ai detrattori, a voler proprio sottolineare i difetti dell’amalgama, possiamo dire che manca un centravanti in più che possa sostituire Lukaku (non esattamente il bomber più prolifico della storia belga) e che in difesa, spesso, agli avversari viene concesso molto più di quanto sia lecito in certe competizioni. Courtois, per dire, è tra i portieri del torneo con più interventi all’attivo (16), soltanto contro i magiari ne ha dovuti compiere almeno tre di grande livello.

Però la contro bilancia sta tutta in una rosa precisa di nomi: Naingollan-Witzel, cerniera di classe del centrocampo, Hazard-De Bruyne-Mertens-Carrasco, i guastatori sopraffini degli ultimi trenta metri. Per tacere di altri che meriterebbero menzione a prescindere. Insomma: il Belgio partiva favorito almeno per l’approdo in finale e oggi, a margine del poker rifilato all’Ungheria, si scopre un po’ più forte. Anche in virtù della parte di tabellone nella quale ha probabilmente deciso di approdare. A essere maligni, verrebbe da pensare che la sconfitta contro l’Italia sia stata in qualche modo progettata per interessi più importanti. Vedi, appunto, l’ottavo “morbido” di ieri (anche se poi il risultato è stato in bilico fino all’ultimo quarto di partita), il prossimo turno con il Galles (c’è Bale, sì… ma il resto?) e una possibile semifinale contro Portogallo o Polonia.

Ecco, queste ultime sarebbero il vero banco di prova per i ragazzi di Wilmots. Da una parte Lewandowski, ancora a secco di reti dopo un girone di qualificazione da urlo (13 centri per arrivare a Francia 2016), perno di una Polonia solida e ricca di talento (gli “italiani” Zielinski e Glik, l’ex viola Blaszczykowski); dall’altra i lusitani trainati da Cristiano Ronaldo, Andre Gomes e il giovanissimo Renato Sanches. Il Portogallo ha sempre detto la sua nei tornei continentali, dunque il quarto con i polacchi sarà battaglia vera. Dunque, anche il Belgio è avvisato.

Se ragioniamo con parametri più specifici, naturalmente scopriamo che le favorite per un posto in finale sono ancora tante. Spagna e Germania su tutte, sia per una questione di passaggi riusciti (rispettivamente al 93% e 91%) che sono sovente l’anticamera del gol, sia per il possesso palla (più alto quello tedesco, 64%, rispetto all’iberico, 61%). Per quanto riguarda le reti a partita, Francia e Galles fanno compagnia a Germania e Belgio (2 ogni 90′), ma sui tiri verso la porta la fanno da padroni ancora i giocatori di Wilmots (84, 31 nello specchio), tallonati da quelli di Loew (78-28).

E noi? Beh, l’Italia si attacca a scaramanzia e grinta, spera nella buona sorte e nello spirito di sacrificio collettivo, tifa per un calo della Spagna simile a quello avuto contro la Croazia. E poi ci sarebbe la Germania, che porta sempre bene. Bisogna continuare a essere in ogni caso realisti: gli ottavi sono un terno al Lotto, i quarti una scommessa, le semifinali un sogno, il podio una chimera, la vittoria del torneo…



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