Copa America: festa-bis del Cile, cade ancora il dio Messi

Di , scritto il 27 Giugno 2016

MessiArgentina – Cile 0-0 (2-4 d.c.r.)

Leo Messi in lacrime; Leo Messi che sbaglia il calcio di rigore nella lotteria finale; Leo Messi che, in lacrime, dice addio alla Nazionale; Leo Messi che, mal protetto dalla sua barba, una barba che stona su quel viso, getta la spugna: “Ho provato tanto a vincere con l’Argentina, non ci sono riuscito”.

Della Copa America del centenario resterà soprattutto questo, la resa di Messi. La resa incondizionata del dio del calcio, dell’evoluzione maradoniana maturata nel nuovo millennio. Un Pibe de Oro 2.0, per così dire, che rispetto all’originale non ha saputo copincollare i successi del Barcellona con la maglia dell’Albiceleste. L’erede di Diego resta erede a metà: incassa le critiche dei tifosi (Maradona non ci avrebbe mai abbandonato) e abdica dopo la terza finale persa consecutivamente in Copa America.

Un’ammissione di impotenza che fa a pugni con lo strapotere di Messi in campo europeo, quasi che gli Dèi del calcio avessero deciso tempo fa di trattarlo come fosse Prometeo, che rubò il fuoco alle divinità per regalarlo agli uomini. Sì, il cielo ha umanizzato una macchina perfetta; come fa con la nemesi di Messi, Cristiano Ronaldo, a fatica arrivato ai quarti di Euro 2016, condannato a vincere con il Real Madrid e a soccombere spesso con il suo Portogallo.

Soprattutto Messi, dicevamo e diciamo. Della finale bis contro il Cile, delle aspettative infrante di revancha, resta poco. Gara spigolosa, priva di emozioni o quasi (clamorosa l’occasione fallita da Higuain al 21′, scappato a Medel e reo di uno scavetto avventato a tu per tu con il portiere cileno). Come da tradizione nazionale, argentini e cileni non si filano più di tanto e il campo è specchio della lotta di civiltà. Alla fine dei supplementari, i 22 in campo restano 20 (una espulsione per parte per somma di ammonizioni).

Quando si arriva ai tiri dal dischetto, i campioni in carica sono perfetti, Messi e Biglia no. Vidal gode di nuovo a distanza di un anno, Higuain fa i conti con i suoi soliti fantasmi intercontinentali (al pari del suo capitano) e Messi lascia a testa bassa, nel peggior modo possibile. Come non avremmo mai voluto vederlo. Ma la maledizione dell’Argentina in Copa America risale a prima che la Pulce ne divenisse il faro: delle ultime 5 edizioni, infatti, sono ben 4 le finali raggiunte e perse dall’Albiceleste. Se sommate alle precedenti, fanno in tutto 14 sconfitte all’ultimo atto, a fronte di altrettante vinte. In testa all’albo d’oro, dunque, resta l’Uruguay (15 successi), mentre il Cile festeggia il secondo titolo sia consecutivo che globale. Il più importante, comunque: quello del centenario.

 



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