Ibra secondo Carlo Ancelotti

Di , scritto il 01 Luglio 2017
“Forse Ibra non è la persona più diplomatica del mondo, ma è un vincente. Il problema più grande che ebbi con lui fu durante gli allenamenti. Perché non vuole perdere mai. Combatte sempre, dà sempre il cento per cento. E sa essere in un solo modo: diretto. Se c’è qualcosa che non gli va a genio te lo dice, subito. Con i giovani a volte era troppo duro, allora gli feci notare che doveva prendersene più cura perché per loro lui era un modello. Gli spiegai che ci voleva un po’ di delicatezza, con i ragazzini la voce grossa spesso non paga. Ecco, sì, diciamo che la delicatezza non è il punto forte di Ibra.

Ad esempio, un giorno durante un allenamento Ibra si convinse che un giovane non stava dando il massimo, così alla fine della sessione lo chiamò da parte e gli fece: ‘adesso vai a casa e scrivi sul diario che oggi ti sei allenato con Zlatan, perché potrebbe essere stata l’ultima volta’”.

Carlo Ancelotti – citato in “Il Leader Calmo (come conquistare menti cuori e vittorie)



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