Serie A: La Lazio batte la Roma. Stasera Napoli-Juventus. Analisi e commenti.

Di , scritto il 03 Marzo 2019

Lazio-Roma 3-0 non rappresenta solo la prima vittoria dei biancocelesti in un derby dall’11 novembre 2012. E nemmeno il potenziale sorpasso sui cugini giallorossi (che conservano 3 punti di vantaggio, ma con una partita in più e ora lo svantaggio negli scontri diretti). La squadra di Simone Inzaghi infatti annichilisce gli avversari, molto disordinati nel primo tempo e poi crollati nella ripresa dopo aver fallito un paio di colossali occasioni per portarsi sull’1-1. Due assenze importanti a pochi minuti dall’inizio della sfida: Di Francesco deve rinunciare a Manolas (al suo posto c’è Juan Jesus), Inzaghi lascia in panchina Ciro Immobile non al meglio (problemi al flessore della coscia sinistra per il centravanti della Nazionale) e lancia Caicedo titolare. Il tecnico biancoceleste però non si pentirà della scelta. Sin dai primissimi minuti, infatti, l’inerzia del gioco pende tutta a favore dei biancocelesti che riescono a macinare calcio e a rendersi pericolosi dalle parti di Olsen. Ci provano Correa, Caicedo, Luis Alberto su calcio di punizione e Bastos sugli sviluppi di un corner. Solo Zaniolo, nei primi minuti, tenta qualche squillo per la Roma, con Dzeko abbandonato in avanti. E al 12′ la Lazio si porta in vantaggio proprio con Caicedo, bravissimo a fare secco Olsen sfruttando una rimessa veloce dei suoi e un lancio al bacio di Correa. Il gol non scuote la Roma, che nel primo tempo continua a faticare contro una Lazio molto ben organizzata in campo. Anzi, sono ancora Luis Alberto e Correa ad avere le idee più brillanti. Poi la Roma prova a crescere, ma El Shaarawy e Zaniolo non riescono a concretizzare i loro spunti personali. E i giallorossi sbagliano molto soprattutto in appoggio. Nel finale di tempo, poi, finalmente Dzeko trova lo spazio per una conclusione che impegna per la prima volta Strakosha. A inizio ripresa la Roma non riesce a trovare più precisione, ma la grinta sì. E così subito Zaniolo va al tiro, con palla sul fondo di pochissimo. Quindi è El Shaarawy a rendersi pericoloso con Strakosha che ci arriva e manda in corner. Piove sul bagnato per Di Francesco, che perde anche Zaniolo dopo una botta subita all’anca dal talentino giallorosso: il tecnico abruzzese manda quindi in campo uno dopo l’altro Perotti e Pastore (nel finale ci sarà spazio anche per Schick). Ma i risultati non si vedono, anzi. Florenzi da lontano e Pastore sottomisura (bella la spizzata di testa di Dzeko) falliscono il pareggio, poi dilaga la Lazio: Correa si fa stendere in area da Fazio e a battere il rigore si presenta Immobile che, in campo da nove minuti, batte Olsen. Non è finita, perché lo stesso attaccante ex Torino e Borussia Dortmund all’89’ serve anche a Cataldi la palla del 3-0, che il compagno di squadra (a sua volta entrato nella ripresa) non si lascia sfuggire. Il finale è una bolgia: piovono cartellini gialli e uno rosso (lo prende il grande ex, Kolarov, ammonito due volte in 30 secondi) e la Roma termina la partita con i nervi a pezzi. Dopo un derby che è stato tutto a favore della Lazio. SPORTAL.IT | 02-03-2019 22:40

Napoli-Juventus, la partita regina degli ultimi anni in serie A, chiuderà questa sera la ventiseiesima giornata del massimo campionato italiano. La squadra di Allegri vuole piazzare il colpo definitivo per lo scudetto, quella di Ancelotti vuole vincere per tenere vive le speranze di rimonta, anche se l’attuale divario (13 punti) sembra chiudere ad ogni possibilità. Napoli-Juventus è anche la partita più “preziosa” di sempre nella storia della serie A: riporta il Mattino che i 22 titolari annunciati per la serata del San Paolo hanno un valore di mercato complessivo di circa 946 milioni di euro, record assoluto per il nostro campionato. Ancelotti ritrova Younes, Mario Rui e soprattutto Insigne, rientrato dalla squalifica. In attacco l’attaccante campano sarà affiancato da uno tra Milik e Mertens, con il polacco favorito nonostante un lieve acciacco. In porta ancora Meret, sulle fasce Ghoulam potrebbe battere la concorrenza di Hysaj. In difesa al centro con Koulibaly c’è Chiriches: Albiol deve dare forfait. A centrocampo Callejon, Fabian Ruiz, Allan e Zielinski. Allegri schiera regolarmente Cristiano Ronaldo, tornato in gruppo dopo la botta alla caviglia. In attacco CR7 giocherà con Mandzukic e Bernardeschi, solo panchina per Dybala a meno di colpi di scena dell’ultima ora. Ancora fuori Douglas Costa. Szczesny torna tra i pali al posto di Perin, sulle fasce Cancelo e Alex Sandro terzini, con Bonucci e Chiellini al centro. A centrocampo riecco Pjanic, che sarà affiancato da Matuidi ed Emre Can, mentre Bentancur dovrebbe partire dalla panchina. Napoli-Juventus, ore 20.30 NAPOLI (4-4-2): Meret; Maksimovic, Chiriches, Koulibaly, Ghoulam; Callejón, Allan, Fabian Ruiz, Zielinski; Insigne, Milik. JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Emre Can, Pjanic, Matuidi; Bernardeschi, Mandzukic, Ronaldo. SPORTAL.IT | 03-03-2019 10:25

Il Brescia cade in casa con il Cittadella e il Palermo prontamente ne approfitta, battendo 2-1 il Lecce e riportandosi a due punti dalla capolista. Rosanero subito efficaci, come dimostrato da Trajkovski che già al 4′ minuto porta in vantaggio i suoi. Gli ospiti tentano una reazione con Falco, che ci prova due volte, e poi con La Mantia, che a un minuto dall’intervallo impegna severamente Brignoli che gli devia il pallone sul palo. Nella ripresa è quindi Puscas a raddoppiare al 52′. Solo al 93′ Tabanelli riesce a dimezzare il divario, ma per i salentini è troppo tardi. Il Palermo torna a vedere la vetta della classifica della cadetteria, il Lecce resta quarto a pari punti con il Pescara, in piena zona playoff. SPORTAL.IT | 02-03-2019 21:45

Il 26.esimo turno di Liga propone il match più atteso dell’anno: il Clasico. Al Santiago Bernabeu il Barcellona vince 1-0 grazie a un gol di Ivan Rakitic al 26′. Il croato batte Courtois con un cucchiaio e dà un pezzo di campionato al Barcellona, sempre più in testa in classifica, con +12 sul Real Madrid e +10 (momentaneamente) sull’Atletico Madrid. Nelle altre partite, Huesca-Siviglia 2-1, Villarreal-Alaves 1-2 e Espanyol-Real Sociedad 3-1. C’era un tempo in cui vincere contro il Real Madrid al Santiago Bernabeu era un’impresa da raccontare ai nipotini. Per una generazione di uomini, sicuramente speciale per talento e continuità, è diventata una piacevole abitudine. Il Barcellona trionfa ancora nel Clasico in trasferta: è l’undicesima volta nelle ultime 18 sfide. Dopo il 3-0 nella semifinale di Copa del Rey, arriva un 1-0 grazie alla rete al 26′ di Ivan Rakitic, tanto delicato nel suo cucchiaio quanto spietato nel pensare a una soluzione così glaciale, che supera Courtois in uscita. I ritmi sono alti sin da subito, anche perché Valverde sceglie chi è abituato a giocare sfide di gala, confermando 10/11 della squadra di mercoledì (unica eccezione il rientrante Arthur al posto di Semedo, con Sergi Roberto che scala sulla fascia destra). Lenglet al posto di Umtiti, tornato non bene dall’infortunio. Dembélé è preferito ancora una volta a Coutinho. Nel Real Madrid ci si affida sempre meno all’usato sicuro. Anche perché di sicuro c’è sempre meno nella Casa Blanca: Marcelo, Isco e Asensio vanno in panchina, ma non è una novità. Giocano Reguilon, Vinicius e Bale. Il Barcellona dà subito l’impressione di stare meglio in partita. È un atteggiamento anche figlio della sicurezza che dà la classifica (+7 sull’Atletico, +9 sul Real). Messi dispensa calcio, una sua apertura per Dembélé è un’opera d’arte, peccato che il francese sbagli il cross per Suarez. Il Real Madrid nella prima mezz’ora è tutto in una punizione alta di Bale, anche questa volta un corpo estraneo, e in una botta da fuori di Kroos, ben controllata da ter Stegen. Ci prova anche Reguilon, la cui conclusione dalla distanza termina fuori non di molto. Non una manovra, per un Real che sembra sfiduciato dopo lo 0-3 di Coppa. Appoggiarsi sulle spalle di Vinicius non può dare sempre risultati, anche perché Rakitic aiuta Sergi Roberto in copertura sul brasiliano. È proprio da quest’asse che nasce il triangolo dell’1-0: il croato appoggia al terzino e si butta nello spazio. La palla ritorna al numero 4 che si presenta davanti a Courtois in posizione defilata e batte il belga con uno scavetto angolato. Già dieci minuti prima un triangolo Messi-Suarez-Messi aveva penetrato la difesa delle Merengues, ma il tocco sotto della Pulce era finito largo. Modric tenta di scuotere i suoi, ma il suo colpo di testa (non la specialità della casa) su sponda di Carvajal è alto. Il Real Madrid, sotto sul piano del gioco, tenta di metterla sui nervi: un attimo prima dell’intervallo ci sono scaramucce tra Messi e Sergio Ramos per una manata di quest’ultimo. I due abbaiano ma non mordono, e la prima frazione finisce tranquillamente. Il secondo tempo è equilibrato: il Real ci prova con le solite folate di Vinicius, autore di uno stop celestiale su lancio lungo 60 metri e di un tiro a giro che però è troppo centrale per impensierire ter Stegen (a visionarlo c’è anche il ct tedesco Löw). L’impressione è che il Real possa pungere solo su giocate estemporanee o su errori del Barcellona: succede quando Rakitic perde un pallone sanguinoso in area di rigore, ma Lenglet si immola sul tiro di Vinicius e salva il risultato. Esce Bale, fischiato ancora, ed entra Asensio. Solari mette poi da parte l’orgoglio e si gioca la carta Isco, ma il forcing finale produce solo un tiro da fuori di Benzema, ben controllato da ter Stegen. Il resto sono nervi e Vinicius, tanto bravo quanto inconcludente nei match che lo hanno contrapposto ai blaugrana. È il Barcellona ad andare vicino al raddoppio nel finale, prima con Coutinho e poi con un sinistro a giro di Messi uscito per questione di centimetri. Si mette le mani nei capelli la Pulce: sarebbe stato un gol da applausi a scena aperta. Si chiude tra gli olé irridenti del tifo ospite. Così come in quel 2-6 del 2009, che aprì la striscia nera nei Clasicos al Bernabeu per il Real Madrid: da allora per il Real Madrid sono arrivate solo quattro vittorie, a fronte di tre pareggi e 11 sconfitte. Un paradosso per una squadra quattro volte campione d’Europa nell’ultimo quinquennio.

LE ALTRE PARTITE L’Alaves si porta al quarto posto e inguaia il Villarreal, terz’ultimo a 23 punti. Il sottomarino giallo è battuto in casa per 2-1: un rigore di Santi Cazorla al 61′ pareggia il vantaggio iniziale di Maripan arrivato sette minuti prima. La squadra di Abelardo va nuovamente avanti con Inui, che al 77′ beffa Asenjo con un tocco morbido. L’Alaves sale a 40 punti, scavalca momentaneamente il Getafe e va a +3 sul Siviglia, che perde in casa dell’Huesca fanalino di coda: rossoblu in vantaggio dopo 7′ con Juanpi, lasciato liberissimo in area, pareggio andaluso al 79′ con un rigore di Ben Yedder, gol decisivo al 98′ di Avila, che sorprende Vaclik sul suo palo con una staffilata che fa esplodere l'”El Alcoraz”. Nel match delle 13, Espanyol-Valladolid 3-1. I catalani segnano il gol più veloce della stagione: Borja Iglesias realizza dopo 18″ l’1-0 con un morbido pallonetto. Alcaraz pareggia al 17′ con un interno destro dal limite. Il Valladolid ha addirittura su calcio di rigore la chance per il 2-1, ma Guardiola si fa ipnotizzare dall’ex Milan Diego Lopez. Al 55′ Hermoso sfrutta una dormita della difesa ospite e fulmina Masip. Dieci minuti più tardi, Wu Lei chiude i giochi scattando sul filo del fuorigioco: è il primo calciatore cinese a segnare in Liga. (sportmediaset.com)

In Buongiorno Sportiva per parlare del derby di Roma è intervenuto il responsabile delle pagine sportive de Il Messaggero, Massimo Caputi. “Una partita che vale molto più di una partita, il peso aumenta in chiave Champions. La Lazio ha stravinto già dagli spogliatoi con una partita reattiva, determinata, ha giocato come si deve giocare un derby. Quello che è mancato alla Roma il che è doppiamente grave. I giallorossi hanno preso gol imbarazzanti, Di Francesco non può parlare solo di approcci qui siamo ai fondamentali. O lui non sa insegnare a difendere o i giocatori non ci arrivano. Al di là dell’assenza di Manolas, troppe volte la Roma ha preso gol simili, e se solo 2 volte su 11 è riuscita a recuperare in situazione di svantaggio significa che è un problema di fondo. Quella nel derby è una sconfitta pesante anche in ottica Champions che sappiamo essere un’altra storia sapore, ma questa squadra rischia di buttare la stagione in pochi giorni. Credo che la Roma contro il Porto ce la possa fare ma si gioca molto, non solo la qualificazione: in caso di mancato passaggio del turno dopo una figuraccia come quella del derby immaginate cosa potrebbe succedere in una città come Roma”. (radiosportiva.it)

Nel Microfono Aperto ha risposto alle domande degli ascoltatori Stefano Cecchi. “Marotta alla Juventus ha dimostrato la capacità di ricostruire, dopo un primo anno difficile, l’Inter spera possa fare altrettanto. L’impatto non è stato semplice. Non mi sembra che il caso Icardi sia stato gestito con efficacia, il polverone scatta sulla scelta di togliere la fascia e non si ricompone. Il bravo dirigente è quello che non si fa esplodere i problemi in mano. Se ci fossero stati altri valori il caso Icardi non sarebbe mai esploso, Wanda Nara fa quello che nel mondo del calcio attuale viene ritenuto normale: è un frutto del “raiolismo”. Abbiamo vinto due Mondiali giocando in contropiede, non è un’eresia. Noi siamo portati a questo calcio. Anche Gattuso è tornato alle origini. E’ un calcio arcaico? Non sempre le cose vecchie sono da buttare. Allegri è destinato ad essere criticato da un popolo che non lo ha mai amato. Lo possiamo dire che in questa Juventus mancano giocatori molto “allegriani” perché armano i contrattacchi come Cuadrado e Douglas Costa mentre ci sono Ronaldo e Dybala la cui coesistenza è difficilissima e ti obbliga a snaturarti come si è visto con la scelta di rinunciare a due terzini offensivi. Anche lo scorso anno col Real Madrid sembrava finita, la Juventus ed Allegri hanno mille difetti ma anche tante vite e difficilmente sbagliano due partite. Se c’è un responsabile in casa Roma le quote di maggioranza sono di Monchi. Olsen è un portiere imbarazzante ma anche gli altri acquisti Pastore e Marcano hanno fallito. Ma nella fragilità della squadra Di Francesco non può non avere responsabilità. Anche a Sassuolo ha avuto molti saliscendi Di Francesco, per me è un allenatore che manca sulla continuità come questa Roma capace di grandi imprese e terribili flop”. (radiosportiva.it)

In Buongiorno Sportiva è intervenuto l’ex rossonero Roberto Antonelli per parlare del sorpasso in classifica del Milan sull’Inter. “Il Milan sta concretizzando al meglio le occasioni, ma è vero che nelle ultime 3 gare a livello di gioco ci sono stati dei passi indietro. Tolte Juve e Napoli per me Milan è terzo anche come organico, potrà soltanto migliorare. Ha di certo una delle difese più forti, compresi anche i sostituti, con Bakayoko che la copre alla grande. Sarà decisivo il derby: per me il Milan anche come giocatori è nettamente superiore all’Inter. Pur essendo bravissimo Cutrone deve pazientare, in questo modulo gli spazi sono ridotti, e in questo momento la squadra ha trovato un suo equilibrio”. (radiosportiva.it)

Durante Lazio-Roma è intervenuto Michele Plastino a commento del match vinto dai biancocelesti. Ecco le sue considerazioni: Sul rigore della Lazio: “L’azione è arrivata nel momento di forcing massimo degli avversari, che provavano a sfruttare la stanchezza altrui. Ha segnato Immobile appena entrato, anche se non avrei tolto Caicedo”. Sulla Lazio: “Inzaghi ha azzeccato la partita e si è poi coperto visto il risultato. Correa è il migliore in campo, ma anche Acerbi si conferma una guida speciale. Lo vorrei fisso in Nazionale”. Sulla lotta europea: “Per la Champions c’è una bagarre vera e propria fra più squadre. Sarà forse la lotta più interessante del campionato”. Su Fazio: “Credo che il VAR abbia contato poco, l’arbitro dal campo ha valutato il calcio di rigore senza cartellino rosso per il difensore”. Sul momento della Lazio: “Una vittoria così per la Lazio vale tantissimo. In molti chiederanno la testa di Di Francesco, questa è una gara che andrà a ripercuotersi su Porto Roma”. (radiosportiva)



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