Juventus-Fiorentina 1-2: conto Salah-to per Allegri

Di , scritto il 06 Marzo 2015

Salah-golJuventus – Fiorentina 1-2 (1-1)

11′ e 56′ Salah (F), 24′ Llorente (J)

La legge dei grandi numeri, presto o tardi, si abbatte sui record come una mannaia. La Juventus doveva cadere prima o poi tra le mura amiche, logico che sia successo in questo particolare periodo della stagione e per mano di una delle squadre più in forma del momento: la Fiorentina. Nella semifinale di andata di Coppa Italia, i bianconeri inciampano allo Stadium per la prima volta dopo la bellezza di 23 mesi (ultima sconfitta patita dal Bayern Monaco nei quarti di Champions del 2013). Ma c’è di più, perché la Vecchia Signora, contro un’italiana tra le mura amiche, non perdeva dal 6 gennaio del 2013, quando dovette arrendersi alla Sampdoria.

Troppo spumeggiante la Viola per una Juventus infarcita di seconde linee, non troppe per la verità ma piazzate nei punti chiave del sistema tattico. Padoin e Ogbonna fanno una fatica del diavolo per contenere le scorribande offensive della Fiorentina, specialmente quelle orchestrate sulla corsia sinistra dei bianconeri. Il 4-3-3 di Montella si fonda sul gioco in ampiezza fatto di pochi tocchi e palla che gira a grande velocità; piedi buoni che dialogano con un sistema che ricorda il tiki-taka, molto possesso e improvvise accelerazioni tra le linee. I centrocampisti gigliati e gli esterni si inseriscono ripetutamente facendo ballare la retroguardia di casa, soprattutto Mati Fernandez e il solito Salah mandano all’aria qualsiasi logica nella testa dei difensori juventini.

Dopo una partenza bianconera lanciata (Vidal spreca al 2′, a dimostrazione di un momento non felicissimo per lui), sale in cattedra l’egiziano della Fiorentina. Salah si è perfettamente inserito nei meccanismi di Montella, perché sì, è un attaccante, ma spesso gioca da trequartista in mezzo ai reparti avversari, facendosi trovare pronto sia per l’uno-due con i compagni che per la conclusione a rete. E poi Salah ha un repertorio da campione: classe e fisicità, dribbling nello stretto e corsa da centometrista (con la palla al piede è tutt’altro che una passeggiata). Al minuto 11 ne dà chiara dimostrazione quando, sugli sviluppi di una palla inattiva a favore della Juventus, la sfera recuperata dai viola diventa l’arma per un contropiede letale. Il proiettile è Salah, che semina panico e avversari irridendo Padoin, fulminato dallo scatto dell’egiziano. Ah, lo scatto di cui sopra arriva dopo una quarantina di metri già percorsi; ah, tanto per dire: il sinistro con cui sigilla l’azione e fredda Storari è roba per palati fini.

Lucidità impressionante quella di Mohamed Salah, arrivato da un mese è già autore di 6 reti (a segno in tutte le competizioni) in appena 7 gare disputate. Nemmeno Cuadrado aveva fatto altrettanto bene, se si pensa che era riuscito a segnare lo stesso numero di gol in 23 apparizioni. Ribadiamo: chissà cosa starà pensando Mourinho… La Juve riesce comunque a rientrare in partita, come accaduto contro il Borussia Dortmund, ma il momentaneo 1-1 griffato Llorente è un fuoco di paglia. La Fiorentina non si accontenta, dietro soffre il giusto (Basanta è in serata da Oscar) e nelle ripartenze è sempre pericolosa.

Nella ripresa, quando ti aspetti lo scatto d’orgoglio dei campioni d’Italia, ecco tornare a galla i limiti della retroguardia priva di Chiellini, Lichtsteiner ed Evra, e i meriti dei bravi palleggiatori di Montella. Salah guizza in un fazzoletto d’area di rigore e trova il pertugio per bucare ancora una volta Storari, la prima doppietta italiana per l’egiziano ha un sapore amaro per la Juve nell’economia della doppia sfida. Nonostante l’arrembaggio finale (fenomenale Neto), il pari non arriva e al Franchi non sarà semplice vincere con due reti di scarto senza subirne altre. Anche perché, se la Fiorentina riuscirà a gestire il match con la stessa personalità mostrata ieri sera, non è difficile immaginare una finale-bis dopo quella persa nella passata stagione per mano del Napoli. Montella ha un Salah in più.


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