Roma: qualcosa nel giocattolo di Garcia si è rotto?

Di , scritto il 06 Marzo 2015

Roma Garcia allenatoredi Lorenzo Cristallo
Momento particolare quello che sta vivendo la Roma. In campionato i giallorossi non si impongono tra le mura amiche dallo scorso 30 novembre quando sconfissero per 4-2 l’Inter. Da lì in avanti sono stati solo pareggi che hanno condizionato in negativo il cammino della Roma. La famosa dichiarazione di Garcia nell’ottobre scorso dopo il match di andata contro la Juventus, in cui dichiarava che la Roma avrebbe vinto lo scudetto, ad oggi sembra un qualcosa di utopistico che piuttosto in questi mesi ha condizionato in negativo i suoi uomini.

I giallorossi sembrano aver perso completamente lo smalto dei primi mesi quando la lotta per il primo posto era un coast to coast con la Juve e si nutrivano speranze Champions per un clamoroso passaggio del turno.

Le speranze sulla banda di Garcia erano molte e tutte ambiziose. Poi però dopo l’1-7 subito in casa contro il Bayern Monaco in Champions League, qualcosa pare sia cambiato. Le certezze di inizio stagione sono venute meno e con esso anche lo stato di forma di molti suoi uomini punti cardine del suo scacchiere.

Un nome su tutti quello di De Rossi, che lunedì scorso nel momento di abbandonare il campo dopo la sostituzione con Nainggolan è stato subissato di fischi. Le sue prestazioni sono di gran lunga al di sotto del suo potenziale e l’elevato ingaggio, il più alto in serie A, non è adeguatamente comparabile con le sue gesta in campo. Capitan futuro è apparso in molte occasioni nervoso e poco incisivo per la squadra.

Affidarsi ancora a Totti e ai suoi trentotto anni per togliere le castagne dal fuoco, è segno sintomatico che qualcosa non funziona nella squadra. Il nuovo arrivato nel mercato di gennaio, Doumbia, è ad oggi un fantasma, nelle due occasioni in cui è sceso in campo è apparso fuori condizione e ancora lontano dagli schemi di Garcia. Ibarbo è giunto da Cagliari in condizioni fisiche precarie ed ora è ai box per un infortunio muscolare.

I rimpianti per i tifosi giallorossi aumentano nel pensare che a gennaio Sabatini era vicino ad ingaggiare Salah che ora sta facendo faville a Firenze. Un errore di mercato imperdonabile che ha lasciato l’amaro in bocca ai più.
L’obiettivo più realistico per i giallorossi è quello di consolidare il secondo posto. Proteggerlo dalle avanzate del Napoli e della Lazio. È questo il vero scudetto per Garcia, regalare la seconda piazza al popolo giallorosso e preparare nella prossima stagione il definitivo salto di qualità per conquistare il tanto agognato tricolore.
In Europa la Roma è in ancora in corsa. Negli ottavi di finale di Europa League affronterà la Fiorentina, in un derby fratricida che ci farà capire quanto i giallorossi puntino alla conquista del trofeo europeo per dare lustro a un palmares da troppo tempo a digiuno.

I prossimi mesi saranno decisivi per Garcia, Roma è una piazza esigente che vive il calcio con una passione viscerale. I primi fischi per il francese sono arrivati, segno che la pazienza è giunta al limite. Passi falsi non sono più ammessi, da questa squadra dalle preziose premesse si attende di più.

La Roma è chiamata a rispondere sul campo con quella convinzione e vivacità che l’aveva contraddistinta nei primi mesi, lasciando al bando il nervosismo che serpeggia tra gli uomini di Garcia. Un nervosismo controproducente che sta rallentando il cammino della squadra gettando più di un’ombra sulla fiducia che hanno i tifosi su di essa.


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