Psg: presentato Mbappé, ombre sul concetto di Fair Play finanziario

Di , scritto il 06 Settembre 2017

Oggi è indiscutibilmente il giorno di Kylian Mbappé, dotatissimo baby attaccante francese, passato il 31 agosto dal Monaco al Psg. Il classe ’98 (compirà 19 anni il prossimo 20 dicembre) è stato infatti presentato al Parco dei Principi di Parigi, la sua nuova casa: un’investitura in piena regola che, da un lato, chiude il cerchio della storia personale del giovane bomber. Nato a Parigi, Mbappé da sempre sogna di vestire la maglia del Psg, un sogno che ora è diventato realtà. Ma il lato oscuro della vicenda, se così lo possiamo chiamare, riguarda le cifre – per la volta ennesima prossime alla follia – che hanno reso possibile il suo trasloco verso la Capitale transalpina.

I SEGRETI DI KYLIAN – Andiamo con ordine. L’arrivo di Mbappé al Psg non era per nulla scontato. Possibile, a tratti probabile, ma scontato no. Kylian, per sua stessa ammissione, ha dichiarato che a fine stagione scorsa aveva deciso che sarebbe rimasto nel Principato agli ordini di Jardim. Dopo tutto è giovane, ha vissuto la sua prima stagione da vero protagonista con la maglia del Monaco, disputando un ottimo campionato e un’eccellente Champions. Il titolo di Francia e la semifinale continentale sono stati logica conseguenza. Così come, a parer suo, sarebbe stato logico continuare almeno un altro anno con squadra e allenatore che ne hanno permesso l’esplosione.

Poi è accaduto qualcosa. Qualcosa che lo stesso Mbappé ha giurato di tirare fuori a tempo debito, non ora. Ha negato dissidi con dirigenza e staff tecnico, escludendo di fatto la rottura per cattivi rapporti. Vero o no che sia, resta il fatto che durante l’estate mezza Europa ha fiutato la possibilità di portare a casa uno dei prospetti più talentuosi del calcio moderno, cercando di tessere trattative complesse con un Club, il Monaco, poco interessato ad ascoltare. Ma chi voleva ascoltare era proprio il giocatore. Così, con famiglia e avvocati, ha vagliato tutte le proposte sul tavolo, finendo per scegliere quella che già lo aveva attirato ancora prima che si parlasse di un suo addio alla Costa Azzurra: il progetto del Psg.

Nella conferenza stampa di presentazione, Kylian ha dichiarato: “Avevo già pensato al Psg prima che arrivasse Neymar, il suo ingaggio è stato un incentivo in più per decidere. Sono qui per migliorare, per crescere e per vincere tanto. Nello spogliatoio sono tra quelli che hanno vinto di meno, ma sogno la Champions League con la maglia del Psg”. Ambizioni legittime, che a Monaco forse Mbappé aveva capito non si sarebbero mai realizzate. Il giovane attaccante ha le idee chiare: “Le cifre che accompagnano il mio nome non mi spaventano, sono giovane e ho ancora tanto da imparare ma giocherò come ho sempre fatto fin qui”.

FFP, UN CEROTTO SULL’EMORRAGIA – E, a proposito di cifre, il dark side of the moon che riguarda il mercato dei transalpini è destinato a far discutere ancora a lungo. A prendere la parola è stato il numero uno del Psg, il presidente Nasser Al-Khelaifi, entusiasta per l’ingaggio di Mbappé ma piccato per l’inchiesta aperta a Nyon dall’Uefa: “E’ un momento magnifico per questo club. Mbappé ha soltanto 18 anni, ma il mondo intero lo conosce. Siamo stati estremamente trasparenti in tutto, non abbiamo niente da nascondere. Se altri club sono felici, arrabbiati o gelosi non è un mio problema. Se la Uefa vuol venire nei nostri uffici può farlo, non abbiamo niente da nascondere”.

Che il Psg non abbia niente da nascondere e che riesca a rispettare le regole del Fair Play finanziario (FFP), cioè lo “spendi quanto guadagni” introdotto nel 2011, conta poco. Ciò che conta è che arrivi una modifica al regolamento in virtù del rischio bolla finanziaria stile Lehman Brothers. Il caso Neymar, per esempio, ha fatto schizzare ancor più alle stelle il valore presunto dell’intero parco calciatori europeo. Lo stesso Mbappé, valutato 35 milioni al 1 giugno 2017 (fonte Transfermarkt), passerà nel 2018 a titolo definitivo al Psg per una cifra globale che si aggira intorno ai 160 milioni tra cartellino e bonus – per tacere dell’ingaggio da 18 milioni a stagione per 5 anni. Il problema è proprio nella differenza tra quotazioni e valore attribuito al momento delle offerte d’acquisto: in entrambi i casi il Psg, a fronte di un valore totale di 135 milioni di euro (Mbappé + Neymar), ne ha spesi e ne spenderà in tutto quasi 400. Una follia attualmente non regolamentata. Il concetto del pareggio di bilancio entro 3 anni (peraltro con la deroga del deficit per il periodo 2015-2018, 30 milioni al massimo) suona oggi come un cerotto sopra un’emorragia.

 

 



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