Casino online e giochi online: come evitare il rischio dipendenza dai giochi d’azzardo

Di , scritto il 07 Marzo 2013

online-casino-slotsC’è una condivisibile corrente di pensiero secondo cui non esistono vizi negativi (tranne alcune evidenti eccezioni), ma semplicemente la negatività è un fattore legato alla misura in cui si accede al vizio. Un esempio classico potrebbe essere l’alcol: tutti i medici sono concordi nel dire che un bicchiere di vino al giorno è un ottimo antiossidante e favorisce la circolazione, ma se ne si beve di più gli effetti collaterali soppiantano immediatamente i vantaggi.

Un discorso analogo lo si può certamente sovrapporre al mondo dei casinò e dei giochi online più in generale: potrete avere un esempio di giochi online visionando PokerStars.it, la più grande poker room in Italia. Come evitare la dipendenza dall’azzardo? La prima parola chiave è “misura”. Ricordarsi che il gioco è un passatempo e non un mestiere, che è sbagliato pensare di poterci “campare” e proprio per questo per il gioco va spesa una cifra minima dei propri guadagni che invece devono essere indirizzati prioritariamente verso tutti i bisogni primari, propri e della famiglia. Non a caso si chiama “gioco” proprio per questo motivo…

La seconda parola chiave è “socialità”. Le dipendenze da gioco d’azzardo subentrano quando ci si estranea e si tagliano i ponti con il mondo esterno. Chi gioca dovrebbe imparare a condividere i risultati, negativi e positivi, del proprio gioco con chi gli sta accanto. Condividere aiuta chi ci sta vicino ad individuare per tempo eventuali situazioni patologiche e a intervenire in maniera efficace.

La terza ed ultima parola chiave è “modestia”. Cosa c’entra? Una delle caratteristiche tipiche di chi cade in forme di dipendenza da gioco d’azzardo è l’iniziale sensazione di onnipotenza, soprattutto a seguito delle prime vincite. In realtà non è così; le dinamiche di un gioco di azzardo sono determinate solo in parte dalla propria bravura, mentre una grossa fetta è appannaggio della sorte. Bisogna quindi capire, quando si perde, che dietro alla sconfitta c’è una componente di aleatorietà che non avremmo potuto controllare, e contro la quale è inutile accanirsi.



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