Ancelotti umilia ancora Wenger: è bufera Arsenal

Di , scritto il 08 Marzo 2017

Al peggio non c’è mai fine, come direbbe lo stesso protagonista di un epilogo impietoso, cioè Arsène Wenger. Lo storico tecnico dell’Arsenal (ancora per poco, immaginiamo), dopo 21 anni sembra arrivato al capolinea. La seconda batosta consecutiva (terza in totale) contro il Bayern Monaco in Champions League ha il sapore dell’epitaffio per l’allenatore francese. E Ancelotti intanto sogna il triplete alla prima stagione sulla panchina bavarese.

Dal 1996, anno del suo insediamento alla corte dei Gunners, Wenger ha sì raccolto tanto (3 Premier e una finale di Coppa Campioni su tutto), ma la nuova generazione ha vissuto quasi solo delusioni: 7 eliminazioni consecutive agli ottavi di Champions, 3 batoste per mano del Bayern e con lo stesso risultato, quel 5-1 che si è ripetuto anche ieri sera all’Emirates dopo quello dell’andata. Insomma: la contestazione dei tifosi londinesi, partita prima del match e proseguita sia durante sia dopo, quei “Wenger’s out” scritti ovunque e sbandierati da ragazzini imberbi, sebbene ingenerosi sono comprensibili.

Nel calcio, si sa, la riconoscenza è merce rara: lo sa bene anche Ancelotti, vincitore della storica Décima con il Real Madrid e poi scaricato senza troppe cerimonie. Lo sa altrettanto bene Wenger: le cose nascono, si sviluppano e terminano. Nessuno potrà mai togliere dalla memoria dei tifosi dell’Arsenal la lunga epopea fatta di successi e di talenti lanciati nel calcio mondiale (su tutti Fabregas) dall’allenatore transalpino. Ma il cambio pare quantomai imprescindibile. I tabloid inglesi parlano già di un accordo raggiunto con Allegri (ma Marotta e lo stesso Max smentiscono), mentre anche il Barcellona resta alla finestra per il tecnico toscano (è noto che Enrique lascerà i blaugrana a fine stagione).

Al di là del toto panchine e del mercato ancora lontano, restano i fatti a condannare Wenger: contro la squadra di Ancelotti è arrivata la batosta peggiore per una squadra inglese in campo europeo. Il complessivo 10-2 tra andata e ritorno resterà vergato a fuoco nell’orgoglio ferito degli inventori del calcio moderno. Il carico ce l’ha messo anche il profilo ufficiale Twitter del Bayern, che dopo la quinta marcatura griffata Vidal ha postato un laconico e irriverente “Déjà vu”. Ad appesantire ulteriormente il clima, le immagini che ritraggono Alexis Sanchez dopo la sostituzione al 72′: l’attaccante cileno, simbolo di quello che avrebbe dovuto essere il rilancio Gunners, è stato pizzicato sorridente (e apparentemente con gusto) accanto a Cech in panchina. Rispetto, questo sconosciuto.

 


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