Europa League: altra finale tutta inglese fra Chelsea-Arsenal. Napoli: Milik docet!

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L’attaccante del Napli Arek Milik ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Passato, presente e futuro per il centravanti polacco che si racconta così, partendo dagli ultimi verdetti della Champions League: «Eravamo vicini ad eliminare il Liverpool, peccato non aver superato il girone ed è stato anche un peccato non battere l’Arsenal in Europa League. Purtroppo questo è il calcio. In Champions abbiamo sbagliato qualcosa come il gol all’ultimo minuto subito dal Psg o la mia occasione a fine partita col Liverpool. Abbiamo raggiunto il secondo posto, anche se non era il nostro obiettivo. Possiamo crescere tantissimo, ci prepareremo ancora meglio per la prossima stagione». (ilmattino.it)

È successo ancora. Dopo Chelsea (2012) e Real Madrid (2017) anche il Liverpool elimina il Napoli e vola in finale di Champions. Ma in questa folle stagione europea sono addirittura due le squadre che dopo aver fatto fuori gli azzurri si giocheranno il titolo. In Champions i Reds hanno staccato il pass per gli ottavi di finale superando il Napoli nell’ultimo turno del girone e qualificandosi grazie ad una migliore differenza reti, mentre in Europa League l’Arsenal ha avuto la meglio della squadra di Ancelotti nel doppio confronto dei quarti di finale. I Gunners, poi, si giocheranno la coppa inpalio a Baku il prossimo 29 maggio, contro il Chelsea di Sarri, uno che con Napoli ed il Napoli ha un legame decisamente forte. Si tratta della terza volta nella quale chi batte gli azzurri arriva in finale. Nel 2012 il Chelsea di Di Matteo riuscì a ribaltare il risutlato dell’andata degli ottavi (3-1, quando c’era Villas Boas in panchina) con il 4-1 di Londra e dal lì volò direttamente alla vittoria contro il Bayern Monaco ai rigori. Nel 2017, invece, il Real Madrid di Zidane ebbe vita facile contro il Napoli (che pure era testa di serie) sempre agli ottavi. Primo passo verso la vittoria della Champions che arrivò in finale contro la Juventus a Cardiff. (ilmattino.it)

Ultimo posto in classifica con retrocessione in serie C. E questa la richiesta nei confronti del Palermo fatta dal procuratore federale della Figc, Giuseppe Pecoraro, nel processo davanti al Tribunale federale nazionale per presunto illecito amministrativo da parte del club rosanero. Nel corso del procedimento e stata accolta la richiesta del Benevento di essere ammesso in qualità di terza parte interessata. I legali del Palermo hanno insistito sull’inammissibilità del processo. La sentenza (rinvio istruttorio o nel merito) è attesa nei prossimi giorni.La Procura della Figc ha richiesto l’inibizione per cinque anni con richiesta di preclusione all’ex patron rosanero Maurizio Zamparini, per i presunti illeciti amministrativi riguardanti le stagioni 2014-17. È quanto emerso al processo svolto stamane al Tribunale federale nazionale della Federcalcio. Chiesta inoltre la stessa sanzione per Anastasio Morosi, all’epoca dei fatti presidente del Collegio sindacale, e due anni di inibizione per Giovanni Giammarva, all’epoca presidente del Consiglio di Amministrazione del club rosanero. (ilmattino.it)

L’annuncio di ieri pomeriggio aveva sorpreso tutti. «David Ospina ha ottenuto un permesso per ragioni familiari e per un periodo non sarà presente al Centro Tecnico», si legge dal sito ufficiale del Calcio Napoli, un comunicato imprevisto e che ha spiazzato tifosi ed addetti ai lavori in un momento particolare della stagione per il portiere colombiano.In prestito dall’Arsenal, infatti, ad Ospina mancherebbero pochi minuti in campo con il Napoli per guadagnarsi il riscatto dal club azzurro e restare in città anche il prossimo anno. A svelare l’arcano, però, ci hanno pensato i media colombiani: secondo quanto riportato da Bolavip, infatti, ci sarebbero problemi di salute per Hernan Ospina, padre di David, per questo il portiere avrebbe subito chiesto alla società di poter fare ritorno in Sudamerica. (ilmattino.it)

Claudio Ranieri oltre a ufficializzare il suo addio alla Roma a fine campionato, tiene viva la speranza dell’accesso alla prossima edizione della Champions: «Sono arrivato che era difficile qualificarsi, ma siamo lì. Non dovremo avere il rammarico di queste tre partite». Ecco le parole del tecnico a due giorni dalla partita contro la Juventus. Come battere la Juventus. «Bisogna essere determinati e concentrati. Sappiamo di aver perso una chance a Genova, ma è importante far vedere la reazione d’orgoglio ai tifosi. Sono arrivato che era difficile arrivare in Champions, ma siamo lì. Non dovremo avere il rammarico di queste tre partite. Diamo il massimo». Tifosi di tutte le squadra scontenti. «Forse le aspettative erano diverse, ma vince solo uno. Complimenti alla Juve». Dzeko. «È molto forte e determinato, si allena bene. Ci sta un anno dove non si segna come in altre annate, ma la sua voglia e determinazione mi hanno fatto sempre scegliere lui. Anche se non segna fa un gioco importante per i compagni». Le quattro inglesi nelle finali europee. «Un po’ mi ha sorpreso, qualche anno fa dissi che non hanno il break invernale e per questo non si arrivava in fondo con tutte le energie. Quello va a discapito di una fase finale delle coppe e delle nazionali. Evidentemente si è cambiato qualcosa». Zaniolo. «Lo abbiamo detto più volte, lui è una mezzala a tutto campo. In questo momento per me è stato importante sia come trequartista che come esterno di destra e non sono i suoi ruoli. Ha talmente una prestanza fisica e grandi strappi che può ricoprire anche questi ruoli. Non può essere che un ragazzo che debutta per il primo anno in Serie A e che ha tutte le attenzione su di se sia al 100%. Negli allenamenti lo sto vedendo voglioso e questo è importante». Restare alla Roma. «Io sono venuto a Roma perché mi hanno chiamato e sono venuto con tutto l’entusiasmo e la volontà. Finito questo, finisce il mio lavoro». De Rossi. «Possibile che possa cambiare modulo. Ho ancora due giorni per decidere, vedremo. Deciderò il meglio per la squadra». Under. «Vede la porta come pochi. L’infortunio gli ha fatto perdere qualità, durante gli allenamenti vedo che si avvicina sempre di più tirando in porta. Quando rientriamo non può restare avanti, deve coprire. Deve migliorare l’aspetto di perdita di palle». Il campionato. «È difficile dire se la partita di Genova si possa giustificare con il bailamme che ci sta. Questo c’è in ogni squadra, il calcio è molto seguito per quanto se ne parla. A Genova dovevamo essere più concentrati e non prendere quel gol su calcio da fermo. Le chiacchiere vanno bene, ma poi si deve stare concentrati. Spero che il punto guadagnato possa essere utile. La cosa più importante è restare concentrati, giusto parlare, ma gli addetti i lavori devono avare il focus sulla partita». Progetto vincente a Roma. «Io una volta firmato avevo già deciso di essere venuto in un momento di bisogno della mia squadra del cuore. Finisce il campionato finisce il mio lavoro, la Roma è una squadra inestimabile e promuovo la mia squadra del cuore». Cosa manca alla Roma per arrivare alla Juve. «Nelle top squadre la Juventus è un grosso punto di riferimento. Per la Roma è vitale avere lo stadio di proprietà dopo di che può cominciare la corsa alla Juventus, senza lo stadio avrà grosse difficoltà». La cattiveria. «La determinazione e le caratteristiche di una squadra vengono marcate dal carattere dei giocatori. Ci possono essere giocatori con carattere e allenatori senza, il bello è quando si riesce a costruire una squadra a somiglianza dell’allenatore. Klopp sta facendo un lavoro stupendo perché ha dei giocatori che sposano la sua filosofia, ed ecco che si vede un Liverpool spumeggiante. Sono contento che stiano facendo vedere quello che facevano vedere all’inizio, la loro lacuna era la mancanza di tensione e intensità. C’è grossa unione tra società, calciatori e allenatori e l’allenatore è riuscito a capire il campionato». Pastore. «L’ho visto bene in settimana, non ha accusato il colpo dell’esclusione perché ci sono giocatori sensibili e pensano che l’allenatore non abbia fiducia in lui. Ha capito, si è allenato bene e avrà la possibilità di essere scelto». Santon e Karsdorp. «Loro si sono allenati tutta la settimana, ma non hanno i 90 minuti. Florenzi è un jolly che può giocare basso o alto e abbiamo la possibilità di poterlo utilizzare nei due ruoli». (ilmattino.it)

È finita nel modo più crudele, con i calci di rigore. Ma anche con il sorriso di Maurizio Sarri. L’ex allenatore del Napoli ringrazia Eden Hazard e vola in finale dal dischetto dopo l’1-1 dei 90’ tra Chelsea ed Eintracht Francoforte. Al gol di Loftus-Cheek aveva risposto la squadra tedesca nella ripresa con il solito Jovic, più entrambe non erano state in grado di superarli a Stamford Bridge trascinando il pari fino ed oltre i supplementari. I blues la spuntano all’ultimo rigore 4-3, errori decisivi di Hinteregger e Palencia per l’Eintracht che saluta il torneo. Un’Europa League che, come la Champions, vedrà una finale tutta inglese. Nell’altra gara del torneo, infatti, Arsenal travolgente anche a Valencia. I padroni di casa passano in vantaggio ma i Gunners di Emery la recuperano e ribaltano. A trascinare gli inglesi ci pensa la tripletta di Aubameyang per il 4-2 finale che vale il viaggio a Baku per la squadra che ha eliminato il Napoli di Ancelotti.

(ilmattino.it)


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