Champions League: Ronaldo segna e la Juve spera. Europa League: Stasera tocca al Napoli.

Di , scritto il 11 Aprile 2019

La febbre europea sale tra i tifosi ed in strada sembra quasi di percepire una insolita tensione. La partita che può valere “tutto” sarà giocata questa sera all’Emirates Stadium da un Napoli che – a questo punto della stagione – viene spinto da una città intera. Le ultime prestazioni degli azzurri non hanno soddisfatto i tifosi che sono convinti della scarsa concentrazione, proprio in virtù della gara di Londra. «Le ultime partite sono state scarse perché eravamo già con la testa a Londra» commentano in strada, «e stasera non possiamo sbagliare. Adesso abbiamo bisogno di risposte e di capire quanto siamo veramente maturi. L’obiettivo è davanti a noi e va centrato ad ogni costo. Non possiamo permetterci passi falsi o errori in questa fare. Sarà importante fare risultato stasera perché poi possiamo concludere al meglio il confronto giovedì prossimo al San Paolo. Adesso vogliamo questa coppa e siamo sicuri che i nostri ragazzi non ci deluderanno».(ilmattino.it)

«Il Napoli è il club perfetto per me, in città mi sento a casa. Non voglio andare via prima di aver vinto lo scudetto». Lo ha detto il centrocampista del Napoli Amin Younes in un’intervista al sito web tedesco spox.com. Il tedesco ha analizzato il campionato del Napoli: «Alcuni risultati – ha detto – come i pareggi contro Chievo o Sassuolo, ci hanno penalizzato. La Juventus è stata più forte di noi in questa stagione. Il loro calcio non è bello, però è efficace. Hanno giocatori come Cristiano Ronaldo, Mandzukic o Chiellini con esperienza e un’enorme forza mentale». Younes ha raccontato di essersi ambientato a Napoli, fugando le voci su un possibile addio che erano circolate già a gennaio. «La mia condizione fisica – racconta – è molto migliorata, se paragonata ai primi mesi passati qui. Ora sto bene ma all’inizio è stata dura: non è mai semplice trasferirsi in un altro paese, parlare una lingua diversa. E poi mi sono infortunato e non ho potuto esordire prima di dicembre. Ora sto bene e lo stile di gioco del Napoli non è molto diverso da quello dell’Ajax, con tanto possesso palla e un livello molto alto. Le voci di gennaio? Non ho mai voluto andare via. Il mio unico obiettivo era e rimane quello di affermarmi al Napoli. A gennaio ho trascorso qualche settimana in Belgio per sottopormi a una speciale riabilitazione e poter tornare in campo al 100%. Il Napoli è sempre stato il club perfetto per me». Younes ha ha parlato anche del suo rapporto di amicizia con Mertens: «Comunichiamo senza problemi, perché io parlo un po’ di olandese e lui parla il fiammingo. Dries va d’accordo con tutti, perché è un grande calciatore e una persona ancora migliore. Mi ha aiutato a trovare casa, mi ha mostrato le zone della città con i negozi». Ultimo passaggio sulla vicenda dei cori razzisti negli stadi italiani: «È triste dover parlare di queste cose nel 2019. A questi idioti io cerco di dare meno attenzione possibile, perché è esattamente quello che vogliono. Che la gente parli di loro». (ilmattino.it)

Concentrazione, applicazione della strategia, difesa tosta per attaccare bene. È questo che vuole Carlo Ancelotti dal suo Napoli contro l’Arsenal nella notte dell’Emirates, andata dei quarti di Europa League e spartiacque stagionale tra la delusione e l’esaltazione, test decisivo per capire se il club azzurro con il re delle coppe in panchina è diventato davvero grande in Europa. Dopo due prove opache contro Empoli e Genoa e un solo punto portato a casa, il Napoli cerca le sue sicurezze nello scenario di Londra dove lo aspetta uno stadio-fortino per i londinesi che hanno incassato qui solo un gol nelle ultime quattro gare europee: «La gara di domani non è decisiva – spiega subito Ancelotti – ma indirizza la qualificazione e quindi le difficoltà che dovremo affrontare al San Paolo». Il tecnico sembra esporre un bel cartello a caratteri cubitali: a Londra si va senza paura ma anche pensando al ritorno. «Siamo pronti – dice deciso – altrimenti non saremmo qui. I tifosi mi chiedono di essere più duro? I tifosi devono fare i tifosi, io faccio l’allenatore e la squadra la gestisco come meglio credo. Non sono preoccupato, ci si può incazzare perché alcune volte bisognerebbe fare meglio le cose, ma questa squadra ha avuto un momento difficile negli ultimi 44 giorni, 9 giorni fa vincevamo a Roma». È lo spirito, la velocità, la concentrazione dell’Olimpico che il tecnico vuole vedere in campo da una formazione «che sarà basata sulla strategia che vogliamo fare». I dubbi sono tutti in attacco dove cè un ballottaggio a tre per due posti tra Mertens, Milik e Insigne, con il belga in pole position e il tecnico che mischia le carte: «Possono giocare anche tutti e tre», dice per non dare indizi a Emery. La strategia è cominciata dalla vigilia, da parte di un tecnico che vuole la sua rivincita contro l’allenatore dell’Arsenal che nel 2017 rifilò col il Psg un 3-0 in Champions al Bayern ancelottiano, che costò l’esonero all’attuale tecnico azzurro: «Non l’ho dimenticato – dice il tecnico azzurro – ma ogni partita è diversa, sono club diversi, è una storia completamente diversa. Ma ho un buon ricordo di Arsenal-Bayern», riferendosi a un doppio 5-1 in Champions rifilato ai gunners. Anche Emery è pronto alla sfida, definisce Ancelotti «un grande ma ricorda a tutti che anche li è un mago di coppa, dall’alto delle sue tre Europa League in bacheca. »Con il Napoli – dice – ce la giochiamo alla pari. Abbiamo entrambi una grande storia, ma domani dobbiamo provare a vincere per giocarci tutto nel ritorno«. Il tecnico dei londinesi pensa alla sua coppia gol Aubameyang-Lacazette che si ricompone e porta in campo una dote di 37 gol in due quest’anno. Il muro Koulibaly-Maksimovc avrà da fare, sospinti dai 3.000 tifosi azzurri attesi a Londra (ilmattino.it)

Sarà Gianluca Rocchi, di Firenze, ad arbitrare Milan-Lazio, in programma sabato alle 20:30, partita che mette in palio un posto nella prossima Champions. Per Spal-Juventus, che può consegnare ai bianconeri l’ottavo scudetto di fila, è stato designato Daniele Doveri, di Roma 1. Fiorentina-Bologna, con il ritorno di Vincenzo Montella sulla panchina viola, vedrà in campo Piero Giacomelli, di Trieste.(ilmattino.it)

Stangata sull’Atletico Madrid che perde Diego Costa squalificato per otto giornate dopo l’espulsione sabato scorso durante la sfida con il Barcellona. Costa è stato squalificato quattro giornate per gli insulti al direttore di gara Gil Manzano e altre quattro per averlo strattonato. La federcalcio spagnola ha multato sia il giocatore sia l’Atletico Madrid. (ilmattino.it)

De Laurentiis resta a Roma. Sono i figli Edo e Luigi a guidare la delegazione del Napoli nella trasferta londinese. Il presidente, dimesso due giorni fa dall’ospedale Gemelli dove era stato ricoverato per una serie di accertamenti mercoledì scorso, resterà nella sua abitazione romana a seguire la partita in tv. Deve, infatti, restare a riposo ancora per qualche giorno, prima di poter riprendere a pieno ritmo le proprie attività lavorative. È la prima volta quest’anno che De Laurentiis salta una trasferta europea: con Sarri allenatore succedeva di frequente, ma da quando c’è Ancelotti sulla panchina azzurra il numero uno del club non ha mai saltato un viaggio. Né in Champions e neanche in Europa League. De Laurentiis era stato anche a Zurigo e Salibsurgo, proprio per poter condivedere con il tecnico le vigilie europee. Ancelotti e De Laurentiis sono, in ogni caso, in collegamento diretto: i due si scambiano telefonate di continuo.(ilmattino.it)

Ronaldo non perdona, il suo gol è una porta aperta sulle semifinali ma ad Amsterdam la Juve soffre molto e torna a casa con un preziosissimo 1-1. Succede tutto a cavallo dell’intervallo: Cancelo imbecca l’inserimento perfetto di CR7 in area di rigore per il vantaggio (di testa) al 45’, ma alla prima azione della ripresa l’Ajax pareggio sfruttando un erroraccio di Cancelo che regala il pallone a Neres, bravissimo a entrare in area e battezzare il secondo palo, a giro. In campo si è vista tanta qualità degli olandesi e poca Juve, la differenza ancora una volta l’ha fatta Ronaldo con la sua 24° rete in 21 quarti di finale giocati, 8° centro contro l’Ajax e 126 reti complessive in Champions. L’Ajax è un’orchestra ma il direttore ha la maglia numero 7 bianconera, i ragazzi di ten Hag fanno la partita, costruiscono e disfano con un unico difetto: l’imprecisione sottoporta. Situazione opposta per i bianconeri che non trovano sbocchi e faticano ad imporre il loro gioco, ma su tre occasioni fanno un gol, colpiscono un palo nel finale con Douglas Costa e sfiorano il gol con Bernardeschi su girata di sinistro. La buona notizia è che l’assenza di Chiellini si è sentita meno del previsto, promosso Rugani, mentre a centrocampo brilla soprattutto la stella di Bentancur. Entrano Douglas Costa e Dybala ma l’inerzia non cambia, l’1-1 va stretto ai lancieri e benissimo alla Juventus che ha troppa esperienza per capire che in una serata del genere probabilmente non avrebbe potuto tornare a casa con un risultato migliore di così. Il lampo di Douglas Costa con palo nel finale scuote l’Ajax che sfiora il 2-1 con Ekkelenkamp, e ora a Torino sognando Madrid.

(ilmattino.it)



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