Alberto Brignoli: dal gol all’oblio

Di , scritto il 12 Gennaio 2018

Le favole forse esistono e probabilmente solo in casi rari, mentre il più delle volte è consigliato non compiere voli pindarici con la fantasia. E’ questo il caso di Alberto Brignoli che da uomo-gol in Benevento-Milan si è tramutato in una semplice riserva dei sanniti, ad oggi ultimi in classifica con sette punti all’attivo, seppur reduci da due vittorie consecutive, e con il dato poco incoraggiante di quarantatre reti al passivo che li incorona a peggior difesa del campionato.

Se pensiamo a Brignoli, bisogna riavvolgere il nastro della memoria al 3 dicembre scorso, quando in occasione della sfida di campionato contro il Milan, l’estremo difensore giallorosso, all’ultimo tentativo per i padroni di casa al fine di acciuffare il pareggio, si proietta con coraggio ed un pizzico di incoscienza all’interno dell’area avversaria, per poi svettare di testa dagli sviluppi di un calcio di punizione, non lasciando scampo al suo collega Gianluigi Donnarumma. Per le Streghe si trattò di un gol importantissimo nella propria storia, in quanto attraverso l’inzuccata di Brignoli, la compagine sannita conquistò il primo punto in A e per giunta grazie ad una rete siglata da un portiere, evento decisamente raro. Prima di lui, in massima serie, solamente Michelangelo Rampulla nel 1992 e Massimiliano Taibi nel 2001 riuscirono in questa impresa.

Tutte le luci e le telecamere furono proiettate addosso a questo giovane portiere, classe 1991, di proprietà della Juventus. Brignoli nelle ore successive a quel gol memorabile, mostrò il suo viso da bravo ragazzo, di certo non quello di un divo mediatico. Parlò di umiltà, lavoro costante, palesando tanta voglia di conquistare la salvezza con il Benevento, impresa da equiparare ad una scalata sull’Everest. Prima d’allora, Brignoli alternò prestazioni altisonanti, come quella sfoderata all’Allianz Stadium al cospetto dei campioni d’Italia in carica della Juventus, ad altre meno incoraggianti, come in occasione della topica compiuta contro il Sassuolo che propiziò, in maniera goffa, la rete di Matri. Dopo il gol messo a segno contro il Milan, l’estremo difensore bergamasco giocò titolare nella trasferta della Dacia Arena al cospetto dell’Udinese, con i friulani che si imposero per 2-0, per poi scomparire definitivamente. Nelle quattro partite successive a difendere i pali delle Streghe ci ha pensato Belec, con Brignoli tornato a sedersi mestamente in panchina. Ad inizio stagione, in effetti, il titolare designato era proprio il portiere sloveno, ex Carpi, ma a seguito dell’evento clamoroso della rete messa a segno, in molti pensarono che il portiere cresciuto nella Juventus potesse aver scalato gerarchie nelle preferenze.

Ed invece, nulla di tutto ciò, Brignoli si accomoda in panchina e molto probabilmente non solo per scelta tecnica. Il calciatore è approdato al Benevento con la formula del prestito con diritto di riscatto, fissato dalla Vecchia Signora a 1,5 milioni di euro, più bonus in caso di salvezza e di venti presenze in campionato. Inoltre pare sia presente una clausola in cui scatterebbe il pagamento di 100.000 euro alla decima apparizione in A con la maglia dei sanniti. Al momento Brignoli è fermo a nove presenze e tutto ciò lascia presagire che tale mossa di metterlo da parte sia dettata dai vertici dirigenziali del club campano, al fine di evitare tale esborso economico.

Il calciatore, però, attraverso le parole pronunciate dal suo agente, Polo Dattola, non sembra voler lasciare la compagine giallorossa in questa sessione di mercato, piuttosto vorrà continuare ad allenarsi con veemenza e massimo impegno per tornare ad essere la prima scelta di De Zerbi, con l’obiettivo di conquistare una clamorosa salvezza in massima serie. Poi in estate, si conoscerà meglio il suo destino: se Brignoli farà ritorno alla casa madre Juventus in pianta stabile oppure approderà nuovamente verso altre destinazioni. Nel frattempo ciò che emerge da questa vicenda è che le favole probabilmente non esistono e nonostante quell’indimenticabile volo d’angelo sfoderato nella sfida contro il Milan, il portiere natio di Trescore Balneario è prigioniero del suo contratto e vittima di scelte discutibili da parte della dirigenza sannita.



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