Oggi è previsto il vertice federale: Ventura verso le dimissioni

Di , scritto il 15 Novembre 2017

Duri da affrontare i giorni susseguenti l’eliminazione dell’Italia dal prossimo Mondiale in Russia. Sono partiti i processi e la caccia ai colpevoli per questo risultato assolutamente indecoroso, che vede gli azzurri fuori dalla cernita delle migliori nazionali. A pagare il prezzo più salato sarà il commissario tecnico Giampiero Ventura, il quale poche ore dopo il fischio finale della sfida contro la Svezia, ha dichiarato di non volersi dimettere, preferendo confrontarsi prima con i vertici dirigenziali della FIGC, con in primis il presidente Carlo Tavecchio. In questo momento, l’attuale c.t. azzurro, si trova nella sua residenza a Bari ed attende indicazioni proprio dal numero uno della Federazione, il quale, in giornata, quasi certamente, gli comunicherà l’intenzione di richiedere le sue dimissioni. Al centro della diatriba vi è una questione economica, in quanto Ventura desidererebbe ricevere il compenso a lui spettante dall’attuale mese di novembre sino al prossimo giugno. Ballano circa 700.000 euro, come “buonuscita” per interrompere qui il rapporto di lavoro tra l’allenatore ligure e la FIGC. Risolto questo ostacolo, Giampiero Ventura terminerà la sua esperienza sulla panchina dell’Italia, e di conseguenza si apriranno nuovi scenari per quanto concerne il ruolo di futuro commissario tecnico di una Nazionale che dovrà riallacciare il feeling con i milioni di tifosi italiani e soprattutto dovrà restituire un’anima ad una squadra che non dovrà fallire l’accesso al prossimo campionato europeo in programma nel 2020. Tra i papabili successori di Giampiero Ventura circolano nomi altisonanti, profili di prestigio perché gli Azzurri non possono permettersi altre brutte figure e fragorose battute d’arresto come quella andata in scena lunedì sera a San Siro. In pole position vi è Carlo Ancelotti, attualmente libero da ogni impegno in panchina, essendo stato esonerato nell’ottobre scorso dal Bayern Monaco. L’ex tecnico tra le altre di Milan, Paris Saint Germain e Real Madrid incarna le stimmate dell’allenatore vincente, dal curriculum prestigioso e rappresenterebbe una figura di spicco in grado di donare rinnovato ossigeno e nuova autostima alla comitiva italiana. Qualche mese fa in una recente intervista, Ancelotti dichiarò di preferire ancora allenare tutti i giorni, motivo per cui non avrebbe al centro dei suoi pensieri la possibilità di sedere sulla panchina di una Nazionale, tantomeno quella italiana, ma non è da escludere che un nuovo progetto sportivo possa catturare l’attenzione del glorioso Carletto. A seguire vi è l’opzione Roberto Mancini, al momento alla guida del club russo dello Zenit San Pietroburgo. Anche in questo caso saremmo al cospetto di un tecnico carismatico, ben accolto dalla critica e con una notevole esperienza in campo internazionale. Meno probabili, ma pur sempre suggestive, le piste che conducono a Spalletti e Allegri, ma sia i vertici dirigenziali dell’Inter che della Juventus difficilmente lasceranno andar via due allenatori di questo calibro, fino ad ora pienamente convincenti e molto apprezzati dai loro club e dalla critica in generale. Più plausibile, invece, che nelle prossime due amichevoli, previste a marzo, contro l’Argentina e a Wembley con l’Inghilterra, possa essere Luigi Di Biagio, c.t. dell’Under 21, a sedere sulla panchina della nazionale maggiore. Sarebbe una scelta provvisoria, smentita al momento dallo stesso tecnico romano, il quale non si è voluto sbilanciare sul suo futuro al termine dell’amichevole vinta dalla sua squadra contro la Russia per 3-2, ma in caso di scelte future dettate anche da possibili scossoni in cima alla FIGC, l’ipotesi Di Biagio, nelle vesti di traghettatore, è da prendere in considerazione. Spostando l’attenzione, come detto, anche sui vertici dirigenziali del massimo organo federale, nella giornata di ieri, incalzato dai giornalisti, il numero uno del CONI, Giovanni Malagò, ha affermato che se fosse nei panni di Tavecchio si dimetterebbe. Dichiarazione chiara e che non lascia adito ad altre interpretazioni. Invece, in realtà, il presidente della FIGC pare voglia mantenere il suo posto, anche in attesa delle prossime elezioni politiche, non prendendo minimamente in considerazione la volontà di concedere il passo a nuove figure per quanto concerne la gestione del calcio di casa nostra. Al termine del vertice federale, previsto quest’oggi a Roma, ne sapremo di più. Certamente non ci attendiamo novità eclatanti per quanto riguarda l’organo rappresentativo della FIGC, quanto piuttosto verrà decretata la parola “fine”, come ovvio che sia, alla parentesi Ventura in sella alla Nazionale italiana.



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