Sergio Ramos assunse un farmaco proibito prima della finale di Champions contro la Juventus. Ibra gradisce il Milan. Analisi e commenti.

Di , scritto il 23 Novembre 2018

Sergio Ramos assunse un farmaco proibito prima della finale di Champions contro la Juventus. Ma tutto si risolse in una bolla di sapone dopo le scuse del Real Madrid che alla l’Uefa bastarono per archiviare il caso in poche settimane. Ora le nuove carte di Football Leaks, ottenute da Der Spiegel e analizzate da L’Espresso insieme ai giornali del consorzio Eic (European investigative collaborations), alzano il velo su una vicenda che prende le mosse il 3 giugno dell’anno scorso. Quel giorno la Juventus perse la finale di Champions League contro lo squadrone spagnolo all’epoca guidato da Cristiano Ronaldo. Ma quella sera, mentre i suoi compagni festeggiavano il trionfo, il capitano del Real, il grintoso difensore Sergio Ramos venne trovato positivo ai controlli antidoping. E’ quanto scrive L’Espresso in un articolo che sara’ pubblicato nel numero in edicola da domenica 25 novembre e gia’ online su Espresso+.

Il caso era fin qui rimasto un segreto ben custodito nelle stanze dell’Uefa, che ha ritenuto credibile la giustificazione fornita dal medico sociale della squadra iberica. Un semplice errore materiale, questa la versione difensiva. A causa di una banale svista, agli uffici dell’antidoping era stato segnalato un farmaco diverso da quello effettivamente somministrato, il Desametasone. Quest’ultimo infatti puo’ essere usato dagli atleti, in caso di documentate necessita’ terapeutiche, a patto di comunicarlo alla viglia della partita. Nelle carte consegnate prima della finale di Champions compariva invece il nome di un altro farmaco, il Celestone Chronodose, simile al Desametasone. L’Uefa ha preso atto delle spiegazioni del medico, che si e’ assunto tutta la responsabilita’ dell’errore, e ha chiuso il caso. Lo stesso trattamento era stato riservato al Real Madrid anche pochi mesi prima. Come scrive L’Espresso sula base dei documenti di Football Leaks, a febbraio del 2017 un controllo antidoping senza preavviso, si era concluso tra grandi tensioni e proteste dei calciatori, tra cui Ronaldo.

Alla fine, per completare i test, e’ intervenuto lo staff medico del Real. Una procedura irregolare, vietata dai regolamenti. I controlli, infatti, non possono certo essere svolti dai controllati. E ai calciatori, come ovvio, non e’ consentito scegliersi il personale medico a cui affidare gli esami clinici. Il Real si e’ difeso accusando il team dell’antidoping di scarsa professionalita’. Tanto e’ bastato all’Uefa per chiudere l’indagine senza conseguenze per la squadra spagnola.

 

Spagna, Polonia e Belgio sono le avversarie dell’Italia nel gruppo A della fase finale degli Europei Under 21 che Italia e San Marino ospiteranno il prossimo anno. E’ quanto ha deciso il sorteggio avvenuto presso il Lamborghi Factory di Sant’Agata Bolognese.

Gli azzurrini faranno il loro esordio il 16 giugno a Bologna contro la Spagna, sempre allo Stadio Dall’Ara il 19 la seconda gara dell’Italia, il 22 giugno la terza sfida della fase a gironi a Reggio Emilia.
L’Italia è stata inserita come testa di serie assieme alla Germania campione uscente e all’Inghilterra, 3 i gironi della fase finale degli Europei di categoria con 12 nazionali partecipanti. La finalissima si giocherà il 30 giugno a Udine.

 

“C’è interesse. Che il Milan mi piaccia non è un segreto. Ci ho passato due anni molto belli e non me ne sarei mai voluto andare. Ma, come racconto nel mio libro, mi hanno ‘forzato’ per trasferirmi a Parigi. Però, starei bene anche un altro anno qui, a Los Angeles”. Così Zlatan Ibrahimovic, in un’intervista a Vanity Fair.
“Abbiamo vinto, sono diventato capocannoniere: un ottimo club, dove c’era un’atmosfera fantastica. E c’era la vecchia guardia. Giocatori incredibili, con i quali ho avuto la fortuna di giocare e di vincere”, ha aggiunto l’attaccante svedese.

 

“Manchester City e Liverpool, secondo me, sono da primi due posti nella Premier League, poi ci siamo noi e almeno altre quattro squadre pronti a giocarci i posti che garantiscono la partecipazione alla Champions League della prossima stagione”. Così Maurizio Sarri, allenatore del Chelsea, nella conferenza stampa della vigilia di uno dei tanti derby londinesi, in programma contro il Tottenham (domani, a Wembley, alle 18,30). “Gli ‘Spurs’? Giocano un grande calcio: sono pericolosi nelle palle inattive e molto veloci in contropiede – aggiunge Sarri -. Il rinnovo di Kante? Sono felice per lui, per il Chelsea è una bellissima notizia”.

 

Questi gli interventi di Gianfranco Teotino nel “Microfono Aperto”:

Ancelotti? Ha dettagliato meglio quanto detto qualche giorno fa. Per gli insulti il regolamento non consente di interrompere le partite. Per cori sessisti o razzisti questa possibilità c’è già. Il razzismo deve essere stroncato sul nascere e lo stesso segnale deve essere dato da Federazione e Lega Calcio. Andare allo stadio non è come andare a teatro, un minimo di possibilità di sfogarsi ci dev’essere. Dove però gli insulti hanno una connotazione sessista o razzista questi devono essere combattuti, a tutela dei valori e dei principi morali dello sport.

Ibra al Milan? Perché no? Ha una certa età ma è utile, sempre che il Milan possa tesserare a gennaio. E’ un grande professionista, simile a Ronaldo nella voglia di migliorarsi sempre. Può aiutare ancora le grandi squadre. Higuain? Per altri 2-3 anni può dare ancora un grandissimo contributo. La possibilità di crescita dei rossoneri è più facile con lui. Deve però essere tranquillo e sereno, quello nervosissimo delle ultime partite non servirebbe.

Juve? I suoi tifosi sono bersagliati in ogni stadio per ragioni sportive, perché la Juve vince sempre e questo porta a una forte componente di tifo antijuventino. I giornalisti però non alimentano questa componente e non sarebbe nemmeno intelligente farlo, dato che si parla di 11-12 milioni di tifosi bianconeri.

Modric? Non sta giocando benissimo ma non credo che il Real lo lasci partire subito, a meno che non trovi un grandissimo campione che lo sostituisca.

Vendita Palermo? Non ho una risposta, dato che è la quarta volta che la vendita va in fumo. Sono scettico perché non capisco le trattative di cessione delle società senza conoscere nome e cognome dell’acquirente. Si può tenere segreto fino all’ultimo, ma poi bisogna dire chi è il compratore, altrimenti vengono sospetti maliziosi. I tifosi non vogliono essere più presi in giro.

Vettel? Mi ha sorpreso questa intervista autoassolutoria. E’ vero che Mercedes è una grandissima scuderia, ma lui di errori ne ha commessi un po’ troppi. Non penso sia un fuoriclasse ma è un grande campione.

 

Durante il botta e risposta con gli ascoltatori di Sportiva, Pierpaolo Marino ha affrontato alcuni temi relativi alla nostra Serie A:

Sulla stagione del Napoli: “I sogni si possono realizzare, la Juventus è favorita, ma la squadra di Ancelotti dà ottime sensazioni e sembra aver superato l’impatto con il nuovo tecnico. La sconfitta nello scontro diretto ci può stare, pesa il KO di Genova”.

Su Ibrahimovic: “Non andrà via Higuain a gennaio, semplicemente il Milan vuole 3 attaccanti competitivi davanti perché cerca la Champions. Gattuso si era ingabbiato nel 4-3-3 dopo l’anno scorso ma quest’anno ha dovuto svoltare schierando due attaccanti e questo induce a prenderne un terzo. Ibra è compatibile con qualsiasi attaccante, quindi non penso sia un problema di convivenza”.

Sui cori razzisti: “Lo sfottò nel calcio spesso supera il confine con leggerezza anche il confine razziale e territoriale, ma non ci si può scherzare. Bisogna avere tolleranza zero, queste cose vanno zittite perché il calcio deve essere portatore di messaggi positivi”.

Sul mercato della Roma: “La Roma ha venduto tanti giocatori ultimamente e forse i soldi sono stati spesi male, vedi Schick. Ma era forse meglio tenere Strootman piuttosto che andare a puntare su altri profili che non rendono al meglio”.

Su Tonali: “La lotta è fra grandi club perché vogliono accaparrarsi il cartellino per poi mandarlo a giocare in prestito. Credo sia evidente che non sia ancora pronto per giocare in Champions, ma pur con il marchio di una grande squadra può andare a fare esperienza altrove”.

Sulla Fiorentina: “Finora i viola hanno espresso un calcio di ottimo contenuto tecnico e superiore al Bologna. Secondo me è una squadra che si ritroverà a lottare per l’Europa League e non succederà niente in caso di sconfitta. I viola sono favoriti, non vedo così nero il pronostico con i felsinei”.

Su Nicola a Udine: “Spero che faccia un buon impatto sull’Udinese, credo sia una scelta affidabile e anche una ammissione di colpa per essersi affidata a Velazquez”.

 

Tomáš Skuhravý, grande ex bandiera del Genoa, si è focalizzato ai nostri microfoni sul derby della Lanterna in programma domenica sera. Ecco di cosa abbiamo parlato in sua compagnia:

Sul derby: “Partita speciale, due grandi tifoserie e a Genova ho passato bellissimi momenti. Si impegneranno tutte e due le squadre, il Genoa può vincere e recuperare dopo un cambio di allenatore che non ha convinto più di tanto”
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Sul cambio allenatore: “La situazione di Piatek è emblematica, con il nuovo allenatore ha smesso di segnare quindi bisogna tornare a metterlo in condizione di fare quello che sa fare. Prima si muoveva dove era abituato e con questo modulo si perde e il Genoa dipende da lui”.

Sui suoi ricordi da giocatore: “Non ho dimenticato la coreografia dei tifosi che già una settimana prima si sentiva. Quando giocavo io si respirava il calcio vero, ora è un po’ calato il livello della Serie A e c’erano davvero grandi giocatori”
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Sul Genoa in Europa nel futuro: “Bisogna lavorare sui giovani e avviare un progetto serio per poter puntare molto sulla crescita nel club di appartenenza. L’Italia non può mancare dagli appuntamenti continentali né permettersi il lusso di non partecipare a un Mondiale o a un Europeo”.

Su Schick: “Si deve lavorare tanto con lui e ha dimostrato che se gioca segna, non dimentichiamo come giocava nella Samp. Bisogna mettergli intorno giocatori che possano esaltarlo, è un grande attaccante e sa dimostrarlo”.

 

William Anselmo, direttore di Mediagol, è intervenuto nel “Bar Sport” per parlare della cessione del Palermo. Questi i punti salienti: “Questa trattativa, rispetto alle altre, sembra più seria. A livello formale c’è ancora qualcosa da registrare, ma l’accordo tra le parti c’è. L’unico atto ufficiale è un comunicato della Financial Innovations Team, guidato da Maurizio Belli. Ha parlato di trattativa che coinvolge grosse realtà, ma al momento sono indiscrezioni quando si tratta di operazioni così. Difficile capire chi ci sia dietro. Tra i vari rumors, quello di alcune società molto importanti legate a questo gruppo. La cessione è un tema caldo, a Palermo c’è chi è contento e chi no. Buona parte della tifoseria riconosce a Zamparini quello che ha fatto in questi anni. C’è già chi sogna le coppe Europee e chi dubita su questa operazione. Zamparini ha detto che non c’è stato un controllo su questa società tanto è solida. Il Palermo può puntare alla Serie A. Le vicende giudiziarie hanno intaccato le prestazioni sportive ma adesso c’è continuità nei risultati. Ci sono possibilità maggiori rispetto all’anno scorso, dove comunque la squadra era lanciatissima. Il traguardo è fondamentale anche per il nuovo gruppo che andrà a rilevare il Palermo”.



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