Euro Under 21: non è bastato aver “Paciência”

Di , scritto il 25 Giugno 2015

Paciencia-DiBiagioChe il destino degli azzurrini allenati da Di Biagio fosse in mani altrui, era noto. Ma che l’uscita di scena dall’Europeo Under 21 della Repubblica Ceca potesse avere un sapore tanto amaro e un profilo così beffardo, beh, in pochi lo immaginavano possibile. O forse no, forse erano in tanti: tutti quelli che credono fermamente nei “biscotti” made in Svezia (e la memoria corre sempre al 2004 e al torneo continentale della Nazionale maggiore).

Pasticceria a parte, nella quale per inciso noi non vogliamo e non abbiamo mai voluto credere, per l’Under 21 niente semifinali. Soprattutto: niente Rio de Janeiro 2016, perché il pass con destinazione Olimpiade transitava per forza da qui. E, oltre a Danimarca e Germania già in festa da martedì sera, il biglietto aereo per il Brasile è appannaggio di Portogallo e Svezia.

Restano fuori i padroni di casa Cechi (con buona pace del tifosissimo Pavel Nedved), ma ciò che a noi interessa è che a casa tornano pure capitan Bardi e soci. Oltretutto dopo un quasi perfetto 3-1 a favore maturato contro i leoncini di Sua Maestà, figlio della doppietta di Benassi, dello splendido sigillo di Belotti e delle parate importanti del Numero Uno scuola Inter. Tuttavia le notizie in arrivo dallo stadio Městský, dove si stava disputando in contemporanea l’altra gara tra Portogallo e Svezia, non davano segnali confortanti: risultato bloccato sullo 0-0, il pari che Di Biagio e i suoi temevano concretizzarsi di minuto in minuto.

Poi, al 82’, ecco che improvvisamente la storia pareva poter prendere un corso dipinto d’azzurro. Paciência, l’attaccante lusitano che contro la nostra Under 21 non aveva certo impressionato, trovava uno spunto da bomber navigato per trafiggere l’estremo difensore svedese e trascinare così a Rio anche il tricolore del Belpaese. Un copione perfetto, quello che sognavano tutti, da Bardi ai magazzinieri: noi che mettiamo presto in ghiaccio il match contro l’Inghilterra, noi che aspettiamo fiduciosi buone notizie (possibilmente in lingua portoghese), noi che esultiamo perché arrivano davvero.

Sembra fatta, manca una manciata di minuti alla fine delle due gare, anche se ormai ogni uomo con la tuta della nostra Nazionale non guarda più il campo ma soltanto i tabelloni in tribuna. Sembra fatta, già… ma così non sarà. Perché a sessanta secondi dalla fine lo svedese Tibbling fa 1-1, spegnendo sul nascere l’entusiasmo del clan azzurro. Fa male, specialmente considerando che sarebbero bastati più attenzione e cuore per non gettare al vento il risultato della prima gara, quella persa proprio contro la Svezia.

Acqua passata non macina più, si usa dire. Quel che conta è che cuore e attenzione siano arrivati almeno contro Portogallo e Inghilterra (insieme ad un cambio di modulo da parte del c.t. che ha spostato gli equilibri), giusto in tempo per sperare fino all’ultimo secondo e uscire quantomeno a testa alta. Magra, magrissima consolazione, certo: le Olimpiadi le vedremo da casa, aspettando il momento di poter dimostrare quanto si può imparare dagli errori commessi.

RISULTATI GRUPPO A:

Repubblica Ceca – Germania 1-1 (55′ Schulz [G], 66′ Krejčí [RC])

Danimarca – Serbia 2-0 (21′ Falk, 47′ Fischer)

CLASSIFICA: Danimarca 6, Germania 5, Rep. Ceca 4, Serbia 1

RISULTATI GRUPPO B:

Inghilterra – Italia 1-3 (25′ Belotti [I], 27′ e 72′ Benassi [I], 93′ Redmond [In])

Portogallo – Svezia 1-1 (82′ Paciência [P], 89′ Tibbling [S])

CLASSIFICA: Portogallo 5, Svezia 4, Italia 4, Inghilterra 3

SEMIFINALI:

Danimarca -Svezia (27 giugno, ore 18:00, Olomouc)

Portogallo – Germania (27 giugno, ore 21:00, Praga)



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