Ancelotti e Mancini: alti e bassi del made in Italy

Di , scritto il 13 Maggio 2013

Ancelotti-ManciniDa sempre il Belpaese fa discutere, divide le opinioni; e i prodotti da esportazione dello Stivale fanno spesso altrettanto. E’ certo il caso di due firme di rango del tricolore nostrano, vale a dire Carlo Ancelotti e Roberto Mancini.

I due professionisti del pallone (prima giocatori, ora allenatori) sono un pò come i Rolling Stones: o li ami o li detesti. Mezze misure neanche a parlarne; in perenne giro premio sulle montagne russe della critica calcistica, la coppia di tecnici si trova adesso agli antipodi del gradimento mediatico e popolare.

L’ex del Milan si è appena laureato campione di Francia con il suo Psg (terzo titolo in tre campionati differenti, scusate se è poco); al secondo tentativo ci è riuscito, non senza premesse difficili, inciampi pericolosi e code velenose. Carletto non è mai stato amato sotto la Tour Eiffel e lui, con il consueto sopracciglio alzato, ha risposto da par suo: amalgamando con pazienza orefice gioielli di diversa natura, fino a creare qualcosa che sa di bello, anche se bello non può restare a lungo.

Perde i pezzi, il gioiello. Primo fra tutti proprio Ancelotti, che da tempo è dato come promesso sposo di Perez e del suo Real Madrid. Sembra addirittura che il mister di Reggiolo stia già facendo campagna acquisti in salsa merengue,  se è vero che sta premendo per arrivare al suo pupillo Andrea Pirlo (in scadenza nel 2014 con la Juve). Secondo diamante a cadere dalla corona è forse Ibrahimovic, sempre più vicino alla rottura dopo l’accusa, rivolta dalla punta a Leonardo, di averlo lasciato solo per 20 minuti all’ultimo controllo anti doping. Strano modo di far festa, dalle parti di Parigi.

Al di là della Manica, il Mancio è invece stato messo in un angolo da un pezzo, e certo i deludenti risultati stagionali non lo hanno aiutato: sfumata da tempo la possibilità di bissare il titolo nella Premier e con una campagna europea disastrosa, gli sceicchi del Manchester City riponevano tutte le speranze nella 132° finale di F.A. Cup. La sfida contro il Wigan (terzultimo in campionato, sull’orlo della retrocessione) poteva rappresentare se non altro un’uscita di scena a testa alta per Mancini; invece la sconfitta per 1-0 firmata Watson, in pieno recupero, non ha fatto altro che allontanare sempre di più il tecnico di Jesi dall’Inghilterra. Nuova destinazione? Forse proprio la Francia, difficilmente il Psg.

Il giro sulle montagne russe non è ancora finito.

 



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