Analisi e commenti della Tim Cup.

Di , scritto il 14 Gennaio 2019

Alessio Tacchinardi, ex calciatore juventino, è intervenuto al ‘Processo di Sportiva’ per parlare di Higuain e del momento della squadra bianconera: “Higuain? Non sta vivendo un momento di fiducia. E’ un uomo, ha le sue debolezze, ma c’è la sensazione che non sia più contento di stare al Milan. Lui vuole andare dal suo maestro al Chelsea. Juve? Non vogliono perdere nemmeno un amichevole, figuriamoci la Supercoppa. Hanno una condizione fisica e psicologica ottimale, vanno ad affrontare un Milan che è comunque in salute. E’ una partita secca e se la Juve gioca da Juve è sicuramente la favorita. Kean? E’ ancora molto grezzo ma è un piacevolissima sorpresa. Allenarsi con i grandi campioni aiuta, per i trucchetti, le movenze, gli appoggi. Spinazzola? La Juve farebbe male a lasciarlo andare. Ramsey? Stravedo per lui. Se ci fosse la possibilità di uno scambio con Benatia io lo farei subito. Douglas Costa? Gli è mancata la continuità e quell’episodio con il Sassuolo l’ha destabilizzato. Alla Juve c’è tanta competizione e uno come lui, che ha gamba e velocità, è devastante per una competizione come la Champions”.

Mario Ielpo, ex portiere Milan, ha parlato a Radio Sportiva: “Moralmente il Milan arriva abbastanza bene alla Supercoppa. Non riesce però a chiudere le partite e può vincere o perdere contro chiunque. Higuain? Situazione non bella per i tifosi, una maglia così prestigiosa dovrebbe essere il punto di arrivo. Questo tira e molla non è positivo, ma non creda possa incidere nello spogliatoio. Reina? Tecnicamente la scelta di avere lui e Donnarumma non si discute, lascia dubbi lo spendere quasi dieci milioni di euro di ingaggi per due portieri”.

Giuseppe Culicchia, scrittore e tifoso granata, è intervenuto al ‘Bar Sport’ per parlare del Torino: “Il 2019 inizia come da copione, negli ultimi anni ha fallito le prove di maturità, indipendentemente dai giocatori e dall’allenatore. Forse è un problema psicologico. Ci vorrebbe 11 psicologi, uno per ogni giocatore che scende in campo. Non abbiamo una mentalità vincente e le responsabilità sono anche della proprietà. Quando parliamo di un Torino con la mentalità vincente dobbiamo andare alla preistoria. Belotti? Molte volte gioca lontano dalla porta, diventa lui l’uomo che fa l’ultimo passaggio. Si spende tantissimo, aiuta la squadra, è quasi commovente per l’impegno, ma costretto a questo lavoro avrà meno occasioni per fare gol. Zaza? Per adesso è un acquisto sbagliato, fino ad ora non ha prodotto granché”.

Moreno Roggi, procuratore ed ex calciatore, è intervenuto al ‘Processo di Sportiva’ per parlare di mercato: “Le voci di mercato destabilizzano i calciatori, ansiosi che questo periodo di mercato finisca per concentrarsi sugli obiettivi. Mercato allungato per cercare di riparare, ma non stravolge la rosa di luglio. L’Udinese con Okaka si è messa a posto. La Fiorentina ha preso Muriel che è un giocatore importante. Il Bologna con Sansone e Soriano si è arricchito. Higuain? Forse con Sarri renderebbe al 100% ed è un’operazione che si può fare anche per le condizioni economiche. Morata sarebbe ideale per il Milan, anche se Piatek ha dimostrato di saper fare gol. Chiesa? Mi auguro che rimanga alla Fiorentina. Barella sicuramente andrà via, dato che verranno fatte offerte milionarie. Allan? Credo che possa rimanere al Napoli, almeno fino a giugno, poi le strategie e gli intrecci di mercato sono tanti e tali che tutto può succedere.

Icardi? Occorre il rinnovo del contratto, ci sono forze nuove nell’Inter che la porteranno sempre più in alto. Tutto dipende dalla volontà di Icardi di rimanere, anche perché all’Inter fa il re e da altre parti sarebbe uno dei re. Se decide di andar via non c’è clausola che tenga. La ritengo da sempre una scusa che permettere alla società di vendere il giocatore senza averne le responsabilità. Credo che il rinnovo si farà. Ramsey? Dipende dall’opportunità e dalla possibilità di rapporto spesa/tempo per 6 mesi più o in meno. La Juve ha una rosa ampissima e quotatissima, sarebbe solo un giocatore in più”.

Nonostante le voci su Higuain, secondo Gabriele Marcotti, intervenuto nel ‘Processo di Sportiva’, il Chelsea non si sta dannando l’anima per trovare l’attaccante: “Sarri vorrebbe un alternativa in attacco, ma Higuain al Milan guadagna 8 milioni all’anno, solo questo farebbe di lui il terzo giocatore più pagato della Premier. E’ un calciatore che il Chelsea dovrebbe pagare 45 milioni di euro e ha fatto meno gol di Cutrone. Morata? Non sta facendo un grande campionato ma ha segnato più di Higuain. Se un calciatore non vuol più stare in una squadra deve tagliarsi l’ingaggio, ma Higuain per passare dalla Juve al Milan ha chiesto il ritocco. Il Chelsea ha 6 punti di vantaggio sulla quinta e la priorità è arrivare tra le prime 4. Loro sono convinti che rispetto ad uno come Conte, che non era soddisfatto dal mercato, Sarri è stato molto coerente, velato, quasi troppo buono”.

Enzo Bucchioni è intervenuto in diretta a Sportiva per rispondere alle domande degli ascoltatori in “Microfono Aperto”.

SU HIGUAIN: E’ una situazione decisamente anomala, una grande società non può farsi condizionare da un giocatore, seppur importante come lui. Anch’io se fossi un tifoso del Milan sarei stanco di lui, perché deve rendersi conto che è in una grande società. Il problema è il prestito, che ha consentito a Higuain di infilarsi in questa situazione. Già in estate lui voleva andare al Chelsea e il Milan avrebbe dovuto comprarlo subito, perché quando c’è una situazione così border line il giocatore se ne approfitta. Poi ci sono state le dichiarazioni di Leonardo, che poteva risparmiarsi. Adesso è diventata una situazione molto complicata da gestire, anche perché non è certo che il Chelsea tiri fuori tutti quei soldi per Higuain. E convincere Higuain a rimanere altri sei mesi mi pare complicato. Cutrone è un ragazzo del ’98, non posso pensare che possa diventare ora l’unico attaccante del Milan, tant’è che rende meglio quando entra a partita in corso, quando si sente meno responsabilizzato e gli avversari sono più stanchi”.

SU RAMSEY: “Si sta lavorando per portarlo subito alla Juve: i tabloid inglesi ci raccontano di un possibile Benatia messo sul piatto dalla Juventus, ma mi sembra molto complicato. Mi pare che il giocatore abbia ampiamente deciso e un tentativo io lo farei, anche se Allegri ha detto di non aver bisogno di centrocampisti”.

SU PAQUETA’: “Sono per la via di mezzo: è arrivato catapultato da un altro pianeta calcistico, giocava per la prima volta con compagni che non conosce, ha fatto anche troppo. Ho visto un giocatore che ha capito come muoversi, spesso fuori posizione, ma questo col tempo lo acquisirà. Mi pare molto interessante, ha capacità di andare a recuperare la palla, rientrare fino al limite dell’area, quindi diamogli tempo. Ha cominciato nel modo giusto, non ha i colpi che avevano Pato o Kakà, quindi chi si aspettava il classico brasiliano che salta l’uomo è rimasto deluso, ma questo è un giocatore di altra sostanza. Mi sembra quasi più europeo come modo di giocare, anche se l’interno di centrocampo fatica un po’ a farlo”.

SU BARELLA: “Per me 50 milioni sono già tanti. Gioca nel Cagliari, in un ambiente che lo coccola, con pressione relativa, qualche rischio ci sarebbe”.

SUL MERCATO DEL MILAN: “I tifosi vorrebbero sapere qualcosa in più e faticano a capire quello che sta succedendo. Siamo in un’assoluta fase di transizione: in estate abbiamo capito la volontà di rilanciare il Milan, ma ora c’è la sensazione che, complice anche il fair play finanziario, che ci sia una situazione di impasse”.

SULL’ARBITRAGGIO DI NAPOLI-SASSUOLO: “Il tocco di braccio di Locatelli c’è stato, quindi la decisione dell’arbitro è stata giusta: il gol andava annullato. La partita di Chiffi non mi ha convinto completamente: ha un buon potenziale, ma è ancora acerbo. È un arbitro che ha buone qualità e va fatto maturare”.

SU LAUTARO MARTINEZ: “Può prendere il posto di Icardi solo se si è in emergenza, se c’è da fare turnover, altrimenti Icardi non lo cambio con Martinez. Ha dei buoni colpi, vede la porta, sa giocare a calcio, ma è un giovane che deve imparare a giocare meglio con la squadra ed essere un po’ più incisivo in alcune situazione. Ho qualche dubbio che l’Inter possa sopportare la convivenza di Icardi e Martinez, che rischia di far saltare l’equilibrio della squadra in campo”.

L’attaccante del Napoli Milik, autore di un gol e un assist, entusiasta dopo la vittoria al San Paolo contro il Sassuolo che consente agli azzurri la qualificazione ai quarti di Coppa Italia. “Abbiamo sbagliato tanto, non è facile fare bene dopo la sosta. Ma abbiamo vinto, siamo ai quarti e siamo molto felici”, ha detto Milik. “In questa squadra – ha aggiunto l’attaccante – non esistono titolari, abbiamo tanti giocatori forti in attacco, sono felice per gol e assist ma so anche che questa non e’ stata la mia migliore partita a Napoli”. “La Coppa Italia e’ una grande chance per noi, vogliamo arrivare fino alla fine. Adesso, però, concentriamoci sul campionato e sulla Lazio”, ha concluso.

“Oggi abbiamo interpretato bene la partita e non era facile dopo la sosta. Milan ai quarti di finale? Sara’ un periodo particolare ma se si vuole arrivare fino in fondo bisogna superare questi ostacoli. La Coppa Italia e’ un nostro obiettivo e vogliamo fare bene”. Cosi’ il tecnico del Napoli, Carlo Ancelotti, ai microfoni di Rai Sport dopo il 2-0 sul Sassuolo che vale la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia dove gli azzurri affronteranno il Milan. Oggi in campo dal primo minuti Koulibaly, come sempre tra i migliori e che nei prossimi giorni scoprira’ se dovra’ saltare la prossima gara di campionato. “Non so se la squalifica sara’ dimezzata, sul fronte razzismo il problema e’ stato sollevato e spero che gli organi se ne stiano occupando – ha proseguito Ancelotti -. Spero che ci sia piu’ chiarezza e responsabilita’ nel prendere decisioni. Ma l’interruzione temporanea di una partita per razzismo non e’ un dramma perche’ le partite si interrompono per molti motivi e farlo potrebbe spingere a riflettere”.

L’Atalanta vince 2-0 a Cagliari con un gol di Zapata all’87’ e il raddoppio di Pasalic al terzo minuto di recupero. I bergamaschi staccano cosi’ il biglietto per i quarti di finale dove affronteranno, il 30 gennaio. Partita largamente dominata dall’Atalanta che resta in bilico fino a pochi minuti dal termine quando, su un traversone da destra, Zapata, in posizione regolare, di testa in tuffo infila a fil di traversa il portiere cagliaritano Cragno. Tre minuti oltre i tempi regolamentare e’ ancora Zapata a innescare il raddoppio: il colomnbiano difende palla davanti a Ceppuitelli e Farago’, poi vede arrivare Pasalic, che solissimo in area insacca nell’angolino basso con un forte destro.



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