Panchine girevoli: chi va e chi resta, cerchiamo di capirci chiaro

Di , scritto il 14 Marzo 2017

Quando un’amante del calcio si rende conto che il calendario è giunto al mese di marzo, e dunque a tre mesi dalla fine della stagione calcistica, sente già nostalgia di ogni aspetto riguardante lo sport più bello del mondo: Serie A, campionati esteri, Champions League, Europa League e, ovviamente, anche del Fantacalcio. L’unica cosa che non ci fa mai smettere di pensare al calcio (a meno che non ci siano importanti manifestazioni tra nazionali) è il mercato. E uno degli aspetti più belli è, senza dubbio, il solito valzer di panchine, che quest’anno sembra essere ancora più affascinante. Si perché al ballo parteciperanno alcuni dei migliori allenatori al mondo.

Partiamo dal nostro campionato. Nei migliori club d’Italia gli unici mister che dovrebbero avere una sicura conferma sono Simone Inzaghi (rivelazione del campionato) e Vincenzo Montella, e anche se quest’ultimo non gode di una totale fiducia da parte di Silvio Berlusconi, è in piena sintonia con i tifosi rossoneri e con la probabile futura società cinese del Milan. Nell’altra sponda di Milano anche Stefano Pioli aumenta di settimana in settimana i suoi estimatori (complice anche l’ultima vittoria ottenuta davanti al proprio pubblico per 7-1) e se i risultati dovessero continuare ad arrivare, magari raggiungendo un insperato (dopo i danni di Franck De Boer) terzo posto, il presidente Zhang Jindong non avrà dubbi sulla permanenza del tecnico ex Lazio. L’unico in grado poterlo schiodare dalla panchina nerazzura sembra essere Diego Simeone, che ha sempre espresso il desiderio di allenare un giorno l’Inter, ma che sembra essere intenzionato a continuare ancora il suo magnifico percorso all’Atletico Madrid. E ora passiamo alle panchine più roventi della Serie A; il meno intenzionato a continuare è Luciano Spalletti che continua a legare il suo futuro a quello di Francesco Totti e la cosa non convince affatto. In caso di “zeru tituli” l’addio sarà certo. Poco certo è, invece, il suo successore. In caso di arrivo nella società romana del DS Monchi, il favorito sarebbe Unai Emery, con la quale ha recentemente scritto la storia a Siviglia grazie alla vittoria delle tre Europa League consecutive, mai amato dai tifosi del PSG, e anche i suoi pochi sostenitori si saranno ricreduti dopo la batosta subita al Camp Nou. Un nome, che farebbe più piacere ai tifosi romanisti, visti i suoi trascorsi è quello di Eusebio Di Francesco, che potrebbe decidere di lasciare Sassuolo dopo cinque miracolose stagioni. Quasi impossibile è un ritorno di Luis Enrique, a fine corsa con il Barcellona come da lui comunicato e ribadito. Se, dunque, Luciano Spalletti dovesse ritrovarsi “disoccupato” sarebbe accolto a braccia aperte da Andrea Agnelli e Giuseppe Marotta, che aspettano ancora una risposta da Massimiliano Allegri, tentato da un’avventura all’estero. Più a sud, dalle parti del Vesuvio, le cose non sono più tranquille, con Maurizio Sarri che potrebbe essere stufo della veemenza del proprio presidente. Se le parti dovessero separarsi, Aurelio De Laurentiis potrebbe  optare per un allenatore che manderebbe avanti alla perfezione il lavoro dell’ex Empoli: Giampiero Gasperini, che con la sua Atalanta sta meravigliando gli appassionati di calcio. Ma si sa che ADL è anche un grande amante degli allenatori con una buona esperienza internazionale (vedi Rafael Benitez). In questo caso occhio al mago Jürgen Klopp, che sta deludendo le aspettative della dirigenza dei Reds, ma che percepisce uno stipendio molto al di sopra di quello che potrebbe offrirgli il Napoli. Il tedesco potrebbe entrare nei pensieri di Florentino Perez. A Madrid, però, Zinedine Zidane non ha assolutamente voglia di cambiare area, ma se le cose dovessero mutare, il francese vincitore dell’ultima Champions potrebbe ricevere una chiamata dalla dirigenza juventina (se dovesse succedere ricordate che siamo stati i primi ad avervelo detto). Per completare le panchine dei top club italiani, anche a Firenze si va verso un cambiamento. Paulo Sousa non rinnoverà, e raffreddata la pista che lo portava alla Juventus, non continuerà sicuramente ad allenare nel Bel Paese, più prevedibile un futuro in Spagna o in Germania. Il sogno dei tifosi viola e della famiglia Della Valle ha un nome e un cognome: Maurizio Sarri. Più semplice, però, sarebbe l’ingaggio di Marco Giampaolo (il favorito, anche se Massimo Ferrero vorrebbe blindarlo), Rolando Maran o Roberto Donadoni, che da anni fanno benissimo in squadre medio-piccole del nostro campionato e che sono pronti per il salto di qualità. Per quanto riguarda i campionati esteri abbiamo accennato qualcosa, ma dobbiamo ancora completare il quadro. Detto dell’addio di “Lucho”, in Catalogna si cerca un’ allenatore che conosca lo “stile Barça”: Ernesto Valverde e Ronald Koeman sembrano quindi essere in pole, molto più defilato troviamo l’ex Ajax e Inter Frank De Boer. Vi lancio una provocazione: voi un uomo in tuta, con l’accento toscano e una cicca di sigaretta in bocca al Camp Nou ce lo vedete? D’altronde il suo calcio si adatta alla meraviglia a quello dei Blaugrana. Da non dimenticare la strada che porta a Jorge Sampaoli, allenatore carismatico che però, a proposito di quanto scritto prima, non si adatterebbe al gioco del Barcellona. In Inghilterra, nel nord di Londra, c’è un tecnico che dopo ben ventuno stagioni è pronto a salutare, con il pieno consenso dei tifosi: parliamo ovviamente di Arsène Wenger, che da troppi anni non vince un’importante titolo con il suo Arsenal. Qui la possibilità di vedere un tecnico toscano è molto più alta, Massimiliano Allegri è infatti il favorito secondo i tabloid inglesi. Più staccati troviamo Thomas Tuchel del Borussia Dortmund e Leonardo Jardim del Monaco. Il francese tecnico dei Gunners potrebbe essere una mina vagante per ogni panchina europea, così come Manuel Pellegrini e i nostri Claudio Ranieri (che gode, oramai, di una fama mondiale) e Roberto Mancini. Infine, dovrebbero proseguire nei propri club, almeno per un’altra stagione: Carlo Ancelotti, Antonio Conte, Josè Mourinho e Pepe Guardiola, rispettivamente al Bayern Monaco, Chelsea, United e City.

Siamo solamente a marzo e il valzer delle panchine è già iniziato, noi non vogliamo perderci neanche una mossa. Che le danze abbiano inizio…

Articolo scritto da Mauro D’Amico.



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