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Di , scritto il 14 Maggio 2018

Maurizio Sarri commenta la vittoria contro la Sampdoria: “La prestazione di stasera mi ha fatto piacere. La squadra non aveva niente da chiedere e ha giocato bene. Abbiamo valori morali forti. La Samp ha fatto una buona gara, ma noi abbiamo fatto meglio. Milik? Il doppio infortunio di Arek e di Ghoulam rappresentano un rimpianto. Credo sia anche normale. Milik ha grandi qualità, Ghoulam era in un momento straordinario. Il terzo rammarico è quello di aver perso lo scudetto in albergo, avremmo preferito perderlo in campo. Bisogna essere sicuramente più forti mentalmente, oppure il regolamento deve far vedere qualcosa di diverso. Vincere giocando peggio? Per me non è così, è lontano dal mio modo di pensare. Può darsi che serva una squadra più fisica, faccio fatica a rispondere. La Champions? Noi abbiamo fatto delle scelte precise, più di cuore che di razionalità. Siamo andati dietro al sentimento di una città. Sapevamo che ci mancava qualcosa a livello numerico per essere competitivi in tutte le competizioni e abbiamo fatto delle scelte. Il mio futuro? Non credo di smettere. Con i tifosi ho un rapporto straordinario, Napoli è una città bellissima e non capisco questi cori. Sono innamorato di questa città e di questo pubblico. Lo penserò sempre”.

 

Il Napoli sbanca il Ferraris come da pronostico mentre a Roma la Juventus festeggia il suo settimo scudetto di fila. A Marassi gli uomini di Sarri battono la Sampdoria 2-0 nel posticipo della penultima giornata di serie A grazie alle reti nella ripresa di Milik e Albiol e raggiungono quota 88 punti, record nella storia del club. Gara a senso unico quella di Genova che, però, ha visto protagonisti, in negativo, i tifosi blucerchiati.

Alla mezz’ora della ripresa, infatti, l’arbitro Gavillucci ha dovuto interrompere la partita per qualche minuto per gli insistenti cori contro Napoli e i napoletani da parte della Gradinata Sud. Episodi del genere erano già accaduti nel primo tempo e avevano mandato su tutte le furie Sarri che in un’occasione si è rivolto al quarto uomo chiedendo di prendere provvedimenti. Inutili i tentativi da parte dello speaker del Ferraris di calmare gli animi, perché dagli spalti arrivavano solo fischi. Poi al gol di Milik si è scatenato l’inferno, perché il polacco dopo aver segnato sotto la gradinata occupata di tifosi di casa ha anche esultato in maniera antisportiva (beccandosi il giallo), mandando su tutte le furie gli ultras che da quel momento in poi per almeno 5′ hanno invocato il Vesuvio e intonato altri cori di discriminazione territoriale. E’ dovuto intervenire il presidente Ferrero che, resosi conto della gravità della situazione, è corso in fretta e furia in campo dalla tribuna d’onore per placare gli animi. Ci ha messo un po’ il numero uno blucerchiato, ma alla fine dopo qualche insulto e gestaccio, è riuscito nell’intento di far riprendere il match.

In campo è la serata di Belec. Il portiere sloveno, scuola Inter, fa l’esordio assoluto con la maglia della Sampdoria a causa di un infortunio rimediato da Viviano nel riscaldamento e si mette subito in mostra negando più volte la gioia del gol al Napoli. Rete che arriva per gli azzurri dopo appena 6′ con Mertens, ma Gavillucci annulla per fuorigioco (confermato dal Var poco dopo). La formazione di Sarri lavora tantissimo col pallone nella metà campo avversaria e al quarto d’ora ci riprova con Insigne, ma il suo tiro a giro è deviato in angolo dal n.1 blucerchiato. Belec è efficace anche pochi minuti più tardi sul gran colpo di testa di Albiol, poi si ripete al 23′ su una bella e velenosa conclusione di Zielinski da fuori. Nel finale l’estremo sloveno salva su un goffo tentativo di autogol di Andersen, prima di superarsi nuovamente su un tiro di Zielinski da fuori deviato da un compagno di squadra. Prima dell’intervallo c’è spazio anche per la Sampdoria che trova la traversa con un colpo di testa di Ferrari sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

I padroni di casa iniziano bene la ripresa complice anche un atteggiamento più rinunciatario da parte dei partenopei: Ferrari chiama alla parata centrale Reina, Kownacki manda di poco a lato. Al 19′, però, grande parata di Belec che respinge un tiro ravvicinato di Insigne mandato a tu per tu col portiere da Mertens. Poi Sarri manda in campo Milik e il polacco, dopo pochissimi secondi, porta in vantaggio il Napoli con un gran sinistro dal limite sul quale Belec non ha colpe: palla imparabile sotto l’incrocio più lontano. L’esultanza, come detto, manda su tutte le furie i tifosi blucerchiati e quando il gioco ricomincia Albiol pone fine ad ogni ostilità raccogliendo di testa un corner di Mario Rui e infilando Belec per la seconda volta. Il resto è storia: il Napoli vince e porta a casa punti preziosi per il proprio record personale visto che lo scudetto era già sfumato un paio di settimane fa con la sconfitta del Franchi, la Sampdoria, invece, perde e dice matematicamente addio alle speranze, seppur flebili, di entrare in Europa League dalla porta di servizio.

 

Restano ancora aperte la corsa per la Champions e le sfide per la salvezza. Tutto si deciderà nell’ultima giornata. La Lazio pareggia a Crotone 2-2 ed è un risultato che non serve a nessuna delle due squadre per decidere il proprio destino che si giocherà all’ultima giornata. La squadra di Inzaghi dopo la sconfitta dell’Inter con il Sassuolo di ieri mantiene in vita per la corsa Champions la squadra di Spalletti. Le due formazioni si giocheranno il posto nella Coppa nello scontro diretto dell’Olimpico. Un pareggio che non serve neanche al Crotone di Zenga che resta a 35 punti al terz’ultimo posto in coabitazione con la Spal e dovrà fare punti a Napoli nell’ultima giornata sperando che non faccia lo stesso la Spal con la Sampdoria.

CROTONE-LAZIO – La Lazio nella sfida con i calabresi parte meglio e al 15’ l’arbitro Mazzoleni fischia un rigore per i biancocelesti per un contatto in area tra Ceccherini e Lulic. Il bosniaco non sbaglia dal dischetto e porta al 17’ la sua squadra sull’1-0. Il Crotone però non ci sta e al 28′ trova il pareggio con Simy. Corsa sulla sinistra di Martella, cross per la testa di Simy che anticipa Radu e batte comodamente Strakosha, è il settimo gol per il nigeriano. Nel finire di primo tempo clamoroso errore di Caicedo: passaggio verticale di Felipe Anderson per l’attaccante ecuadoriano che, a tu per tu con Cordaz, si lascia ipnotizzare e spreca un’occasione d’oro.

Ad inizio secondo tempo è sempre l’attaccante della Lazio protagonista: al 2′ su punizione di Felipe Anderson, stacca in area di testa e colpisce la traversa. Al 15′ della ripresa però la Lazio viene ancora beffata. Punizione sulla trequarti di Barberis, Strakosha incerto nell’uscita e Ceccherini di sinistro trova la deviazione vincente del 2-1. Solo al 41′ la Lazio pareggia: ancora Felipe Anderson protagonista, cross del brasiliano e assist di testa di De Vrij per Milinkovic che stoppa e e batte di destro Cordaz.

ATALANTA-MILAN – Milan e Atalanta pareggiano 1-1 nella penultima giornata del campionato di Serie A, punteggio che consente ai rossoneri di centrare matematicamente la qualificazione per l’Europa league del prossimo anno. Il Milan si porta in vantaggio al 15′ della ripresa con Kessie, mentre l’Atalanta pareggia i conti allo scadere con Masiello.

LE ALTRE PARTITE – Per la sfida salvezza sono ancora cinque le squadre coinvolte. Al terz’ultimo posto a 35 punti ci sono il Crotone e la Spal con i calabresi in svantaggio negli scontri diretti e con la trasferta di Napoli all’ultima sfida. Alla squadra di Zenga non è bastato il 2-2 interno con la Lazio, gol di Simy e Ceccherini per i calabresi e di Lulic e Milinkovic per i biancocelesti, nonostante la sconfitta della Spal 2-1 con il Torino. La formazione ferrarese era passata in vantaggio con Grassi al 22′ del primo tempo ma è stata raggiunta dai granata al 68′ con un gol di Belotti e superata dalla rete di de Silvestri all’87’.

Bella e sofferta la vittoria esterna del Cagliari a Firenze grazie al gol di Pavoletti al 37′. I sardi salgono così a 36 punti e sfideranno l’Atalanta nell’ultimo turno. Corsara anche l’Udinese a Verona che ha trovato una vittoria importante per 1-0 grazie al gol di Barak al 20′. Successo esterno anche per il Chievo Verona che grazie alla vittoria con il Bologna per 2-1 sale a 37 punti come l’Udinese in classifica. Il Bologna era passato in vantaggio con Verdi ma i clivensi sono stati bravi a riprendere in mano la gara con un eurogol al volo di Giaccherini al 48′ e di Inglese al 60′.

I RISULTATI DELLA 37ESIMA GIORNATA – Bologna-Chievo 1-2 Crotone-Lazio 2-2 Fiorentina-Cagliari 0-1 Torino-Spal 2-1 Verona-Udinese 0-1 Benevento-Genoa 1-0 (giocata ieri) Inter-Sassuolo 1-2 (giocata ieri) Atalanta-Milan (1-1).

 

Il difensore del Napoli, Raul Albiol, ha parlato a Premium Sport, dopo la gara vinta contro la Sampdoria: “Dopo Firenze e col Torino volevamo tornare alla vittoria e volevamo questa vittoria. La squadra ha fatto un grande campionato, facciamo solo i complimenti alla Juve che ha fatto più punti. Noi dobbiamo proseguire a migliorare, abbiamo sempre fatto meglio, dobbiamo andare a testa alta.

“Noi pensiamo a noi, abbiamo fatto di tutto per restare in testa ma ci sono episodi che condizionano le cose, come il rosso ricevuto a Firenze. Ora hanno vinto loro, ma noi dobbiamo guardare al futuro. È bello il futuro che aspetta il Napoli, sta facendo un grande lavoro Sarri. È normale che vogliamo lui con noi, ci ha fatto crescere individualmente e collettivamente

 

Marco Giampaolo non nasconde una certa amarezza per la sconfitta interna col Napoli e spiega come la sua Sampdoria credesse ancora nel settimo posto. “Le motivazioni le avevamo perché non si era ancora chiusa aritmeticamente la corsa al settimo posto. Abbiamo fatto una partita dignitosa, ma il Napoli è forte, ha una qualità straordinaria. Purtroppo siamo arrivati a questa gara con un reparto offensivo carente, Zapata non aveva più di 20 minuti col rischio di recidiva e Quagliarella non c’era proprio”.

Niente rimpianti: “Ci abbiamo provato e probabilmente siamo arrivati al nostro massimo in termini di risultati, in qualche situazione si poteva far meglio, in altre siamo andati oltre – le parole del tecnico -. La stagione è stata positiva, deve esserci ambizione di migliorare sempre, quello ci deve sempre animare”. Il nome di Giampaolo è stato accostato proprio al Napoli nel caso in cui Maurizio Sarri dovesse andar via: “Il Napoli ha espresso un calcio straordinario, bellissimo, peccato che non abbia vinto perché quella qualità lì va premiata per sublimarla – sottolinea -. Si divertono tantissimo, con grande qualità, e io sono un grande osservatore come voi. Nessuno mi ha chiamato, inutile che ve lo dica, essere accostato a quel club fa piacere ma niente di più, io sono uno spettatore affascinato. Sarri è un maestro, tra i migliori d’Europa, poi ognuno ha la propria filosofia, forse ci accomuna qualcosa. Io fumo il sigaro, lui le sigarette…”.

 

Con il pareggio a reti bianche dell´Olimpico contro la Roma, la Juventus certifica il settimo scudetto consecutivo, allunga la striscia più lunga della storia del calcio italiano. Allegri raggiunge Lippi e Capello a 5 titoli vinti dietro solo a Trapattoni: “Il segreto? Lavorare sulla testa dei ragazzi e non perdere mai l´equilibrio”. Sabato la festa allo Stadium e per le strade di Torino.

 

Il Napoli batte la Samp e stabilisce il record di punti in campionato. “Cosa dovevamo fare di più? Andare a letto prima quella sera a Firenze”, scherza Sarri, che poi torna polemico: “Avrei voluto perdere lo scudetto in campo e non in albergo. Facendoci giocare dopo la Juve, la Lega ci ha creato un danno notevole”. Sul suo futuro, Sarri glissa: “Comunque finisca Napoli sarà sempre nel mio cuore”.

 

Lazio e Inter si giocheranno la qualificazione alla Champions domenica all´Olimpico nei 90 finali della stagione. La squadra di Inzaghi non riesce a chiudere i conti a Crotone: 2-2 con le reti di Lulic su rigore, Simy, Ceccherini e Milinkovic-Savic: “Sprecato un match point, si vede che era destino”, commenta Inzaghi, che riapre il caso De Vrji: “Non so se giocherà”. “L´Inter ha giocato sporco”, l´accusa di Igly Tare.

 

L´1-1 tra Atalanta e Milan blinda il ritorno in Europa League di entrambe le squadre. I rossoneri però per evitare i preliminari dovranno difendere il sesto posto dala stessa Dea. A segno Kessiè poi Masiello nel recupero su un altro errore di Donnarumma: “Solo sfortuna, non dategli sempre la colpa”, lo difende Gattuso.

 

Vittorie che profumano di salvezza per Chievo e Udinese. D´Anna espugna Bologna, Tudor fa lo stesso a Verona: le due squadre salgono a 37 punti, uno in più del Cagliari, autore comunque dell´impresa di giornata: 0-1 alla Fiorentina grazie a Pavoletti. A rischiare sono il Crotone e la Spal, sconfitta dal Torino ma a pari punti e con una migliore differenza reti rispetto ai calabresi.

 

Domenica negativa per i colori azzurri. La Ferrari sbaglia strategia a Barcellona e Vettel chiude quarto in una gara dominata dalle Mercedes. Raikkonen ritirato, Hamilton allunga in testa al mondiale, con Bottas a ruota. Al Giro sul Gran Sasso Aru esce di classifica, vince la maglia rosa Yates che rifila un minuto anche a Froome. Civitanova sogna il trionfo nella Champions di volley ma sul più bello cede in finale a Kazan 3-2.

 

 

 



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