Napoli: De Laurentiis docet e non solo !

Di , scritto il 15 Maggio 2019

«Sono riuscito ad avere 25 milioni per le Universiadi e ho preteso di far parte del Comitato per capire come sarebbero stati gestiti questi soldi». Aurelio De Laurentiis a tutto tondo, al forum del Corriere dello Sport parla del problema stadi italiano. «Vedremo un San Paolo rivoltato grazie a questo evento e ho intenzione di investire ancora altri soldi».L’esempio Juventus, però, è sotto gli occhi di tutti. «Ma la Juve, non dimentichiamolo, ha avuto 75 milioni gratuitamente da SportFive per aver fatto scadere i naming rights della struttura. E su 125 milioni usati per lo stadio sono tanti», precisa De Laurentiis. «La famiglia Agnelli ha un potere particolare sulla Regione». Situazione diversa da quella napoletana. «Tra poco avremo un rinnovo della convenzione con il Comune molto lunga e che ci darà la possibilità di investire. Anche altre squadre hanno stadi di prorpeità: Udinese, Sassuolo, Frosinone, è servito ad avitare problemi di classifica? No. Ma il problema degli stadi è un minus, perché in questo momento stiamo producendo un calcio vecchio e noioso, lontano dagli standard europei. Nelle curve c’è tifo sano? No, la parte sana è minacciata dalla parte non buona che spaccia la droga nei nostri stadi. Abbiamo il Paese più corrotto del mondo». (ilmattino.it)

Vedo la squadra molto concentrata. Questa è stata la nostra forza, saperci isolare dal contesto esterno. La Lazio è un avversario forte e averli battuti pochi giorni fa ci ha dato la consapevolezza che possiamo vincere, ma domani è un’altra partita. Si riparte dallo 0-0 e non ci sono favoriti. È una finale imprevedibile, aperta a ogni risultato, una partita alla nostra portata. Abbiamo le nostre chance». Così il tecnico dell?Atalanta, Gian Piero Gasperini, alla vigilia della finale di Coppa Italia in programma all’Olimpico. (ilmattino.it)

Daniele De Rossi lascia la Roma. A dare l’annuncio ufficiale è la stessa società. Il capitano toglierà la maglia giallorossa a fine stagione. Romano, romanista e cresciuto nel settore giovanile della Società, ha finora collezionato 615 presenze e 63 reti nei suoi 18 anni in maglia giallorossa e occupa il secondo posto tra i calciatori con più partite nella Roma, alle spalle di Francesco Totti.È entrato a far parte del settore giovanile del Club nel 2000, arrivando a debuttare in prima squadra nel 2001, prima di affermarsi rapidamente come uno dei migliori interpreti del suo ruolo. Presenza dominante nel cuore del centrocampo per quasi due decenni, De Rossi ha ufficialmente ereditato la fascia di capitano da Francesco Totti a seguito del suo ritiro nel maggio del 2017.Con la Roma, Daniele ha vinto per due volte la Coppa Italia nel 2007 e nel 2008 e per una volta la Supercoppa nel 2007, segnando un gol decisivo a San Siro contro l’Inter.De Rossi non si ritirerà dal calcio giocato. All’età di 35 anni, ha intenzione di intraprendere una nuova avventura lontano dalla Roma.«Per 18 anni, Daniele è stato il cuore pulsante dell’AS Roma», ha dichiarato il presidente del Club Jim Pallotta. «Ha sempre incarnato il tifoso romanista sul campo con orgoglio, affermandosi come uno dei migliori centrocampisti d’Europa, a partire dal suo debutto nel 2001 fino a quando ha assunto la responsabilità della fascia da capitano. Ci commuoveremo tutti quando, contro il Parma, indosserà per l’ultima volta la maglia giallorossa e rispettiamo la decisione di proseguire la sua carriera da calciatore, anche se, a quasi 36 anni, sarà lontano da Roma. A nome di tutta la Società voglio ringraziare Daniele per lo straordinario impegno profuso per il Club. Le porte della Roma per lui rimarranno sempre aperte con un nuovo ruolo in qualsiasi momento deciderà di tornare».Oltre alla sua straordinaria carriera in giallorosso, De Rossi è diventato uno degli elementi più rappresentativi della storia della Nazionale. Con 117 presenze è al quarto posto tra i calciatori che hanno indossato più volte la maglia Azzurra, partecipando a tre campionati Mondiali, incluso quello vinto nel 2006 al fianco di Totti e Perrotta, tre campionati Europei e due Confederations Cup.Tenace e carismatico, De Rossi resterà per sempre sinonimo di Roma e della Roma, Club che ha rappresentato impeccabilmente, con lealtà e orgoglio durante la sua carriera.Oggi, alle 12:45, Daniele De Rossi terrà una conferenza stampa al centro sportivo di Trigoria. (ilmattino.it)

«Il Napoli non ha un solo euro di debito nei confronti delle banche, ma nel calcio italiano c’è qualcosa che non funziona: non si può permettere a qualcuno di spendere più di quanto fattura, bisognerebbe far luce e lo dico a Gravina che si è appena insediato». Lo ha detto il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, durante il Forum ‘il calcio che vogliamò presso la sede del Corriere dello Sport a Roma.«Come si può far ripartire i campionati con gente che ha dei debiti e continua a indebitarsi? Come si fa ad avere dei media che incitano a spendere di più per comprare i grandi giocatori? Il calcio non è più uno spettacolo per giovani, ma per vecchi. La più grossa ‘caz… del mondo è comprare giocatori e poter fare solo tre cambi. Ma chi l’ha detto? Chi l’ha scritta questa regola? Vogliamo ancora essere dipendenti da Fifa e Uefa», ha aggiunto De Laurentiis per poi scagliarsi anche contro l’ex ministro dello Sport Luca Lotti: «Ha fatto un casino con danni inimmaginabili, non capisco cosa c’entrasse con il mondo del calcio». (ilmattino.it)

Il Napoli riprenderà domani gli allenamenti al centro tecnico di Castel Volturno, in vista della sfida di domenica contro l’Inter. Da verificare le condizioni di Lorenzo Insigne che ha saltato il match con la Spal per un problema all’adduttore. (radiomarte)

Vincenzo Montefusco parla a Marte Sport Live: “Il Napoli crea, dai dati sembra che corra tanto, ma la realtà parla di 20 punti di svantaggio dalla Juve. Bacio alla maglia di Allan? Fino a due settimane fa per tutti Allan aveva in testa solo il Psg e le prestazioni non erano più all’altezza, senza gol non avrebbe fatto quel gesto: il bacio alla maglia non lo capisco, successe anche con Higuain. C’erano dubbi anche sulla posizione in campo di Allan, ieri ha dimostrato di poter giocare davanti alla difesa: Ancelotti lo considerava e lo considera importante anche per tutelare Fabian Ruiz. Mi auguro che Ancelotti intervenga nella campagna acquisti, deve prendere giocatori utili”. (radiomarte)

Il derby dell’Emilia va al Bologna che batte 4-1 il Parma. Una vittoria pesante in chiave salvezza, perché la squadra di Mihajlovic vola a 40 punti, a -2 dalla permanenza matematica in A. Le reti arrivano nella ripresa: al 52′ segna Orsolini, poi l’autorete di Sepe (59′) e il tris di Lyanco (72′). Il Parma resta in 10 per il rosso a Bruno Alves e accorcia con Inglese (81′). Chiude i conti l’autorete di Sierralta (86′). I gialloblu restano a 38 punti: l’Empoli è solo a -3. Il protagonista del primo quarto d’ora di match è solo uno, e indossa i guanti: Marco Sepe tiene a galla il Parma con tre interventi spettacolari ed evita un inizio ad handicap. La difesa di D’Aversa sbanda pericolosamente sotto i colpi del 4-2-3-1 orchestrato da Mihajlovic. Le maglie sono larghe e i trequartisti del Bologna vanno a nozze: Soriano e Pulgar inventano, Orsolini, Krejci e Destro assaporano il gol ma sbattono contro il muro alzato dall’ex portiere dell’Empoli. È il Bologna a fare la partita, mentre il Parma si affida come sempre al contropiede di Gervinho, supportato da Ceravolo e Sprocati. Un’arma che ha reso pericolosi i gialloblu in molte trasferte del campionato, ma che al “Dall’Ara” viene bloccata da una linea a quattro che con Mihajlovic ha imparato a difendere sia alta che bassa. Quantomeno gli ospiti riescono a sistemarsi in difesa e contengono le iniziative avversarie fino alla fine del primo tempo. Gli argini si rompono nella ripresa, perché il Bologna passa al primo affondo pericoloso. È il 52′ quando una combinazione sull’asse Pulgar-Dzemaili-Orsolini libera il sinistro di quest’ultimo. Il numero 7 del Bologna ha troppo spazio e tempo per calciare, il suo rasoterra non dà scampo a Sepe, che stavolta cade a terra lentamente e riesce solo a deviare inutilmente il pallone. Per Orsolini è il settimo gol in campionato, il quinto sotto la gestione Mihajlovic. Il Bologna raddoppia sette minuti più tardi, grazie a un po’ di fortuna: la punizione di Pulgar prende il palo, poi il pallone carambola sulla schiena di Sepe e si deposita in rete. È autogol del portiere, è soprattutto 2-0. Un risultato non destinato a durare, perché Bruno Alves pensa bene di farsi espellere al 62′, dopo essere entrato con il piede a martello su Orsolini e avergli messo le mani addosso. Dopo il rosso al capitano, per il Parma si spegne la luce: al 72′ arriva il tris di Lyanco su calcio d’angolo battuto ancora da Orsolini, a quattro minuti dalla fine Sierralta realizza l’autorete del poker. In mezzo, il 3-1 di Inglese al minuto 81, propiziato da un assist di Gervinho: la squadra di D’Aversa resta a 38 punti e viene risucchiata ancor più nella zona salvezza. Il Bologna, invece, vola a 40: la permanenza matematica in Serie A dista solo due punti, ma razionalmente devono verificarsi molti, forse troppi, risultati sfavorevoli ai felsinei affinché questi retrocedano. A fine gara il pubblico osanna Mihajlovic: sotto la sua gestione sono arrivati 26 punti in 15 giornate, frutto di otto vittorie e due pareggi. “Sinisa resta con noi”, cantano i tifosi. La (quasi) salvezza è soprattutto sua.

LE PAGELLE

Pulgar 7: dal centrocampista cileno passa ogni manovra del Bologna. Nel primo tempo manda in porta Krejci e si rende pericoloso addirittura da calcio d’angolo, nella ripresa avvia l’azione del vantaggio e provoca le due autoreti del Parma.

Orsolini 7: tanto movimento nel primo tempo, solo Sepe gli nega la gioia del gol. Si rifà nel secondo tempo, trovando il settimo sigillo del campionato e l’assist per il 3-0 di Lyanco. Con la cura Mihajlovic sembra un altro giocatore.

Sepe 6,5: il voto è la media tra l’8 del primo tempo e il 5 della ripresa. Nei primi 45′ è un muro che respinge i gol quasi fatti di Orsolini, Krejci e Destro. Va peggio nel secondo tempo: cade lentamente a terra sul vantaggio di Orsolini, mentre è sfortunato nel rimpallo che porta al raddoppio di Pulgar. Evita un parziale ancora peggiore con tre belle parate.

Bruno Alves 4: macchia una prestazione già poco lucida con un intervento con il piede a martello su Orsolini, poi fa di tutto per farsi espellere, prima mandando a quel paese l’arbitro, poi mettendo le mani addosso all’attaccante del Bologna. Probabilmente ha terminato il campionato: per D’Aversa una pessima notizia in vista della lotta salvezza.

IL TABELLINO BOLOGNA-PARMA 4-1

Bologna (4-2-3-1): Skorupski 6; Mbaye 6,5, Danilo 6,5 (41′ st Corbo sv), Lyanco 6,5, Krejci 6,5; Dzemaili 5,5, Pulgar 7; Orsolini 7, Soriano 6 (30′ st Svanberg sv), Palacio 6,5; Destro 6 (21′ st Santander 5,5). A disp.: Da Costa, Santurro, Paz, Nagy, Donsah, Helander, Edera, Calabresi, Falcinelli. All.: Mihajlovic 7.

Parma (3-4-3): Sepe 6,5; Iacoponi 5,5, Alves 4, Bastoni 5,5; Gazzola 5 (16′ st Siligardi 5,5), Rigoni 5, Scozzarella 5, Dimarco 6; Gervinho 6, Ceravolo 5 (16′ st Inglese 6,5), Sprocati 5 (20′ st Sierralta 4,5). A disp.: Frattali, Brazao, Stulac, Machin, Gobbi, Gagliolo, Dezi, Grassi. All.: D’Aversa.

Arbitro: Pairetto Reti: 7′ st Orsolini (B) 14′ st aut. Sepe (B), 27′ st Lyanco (B), 36′ st Inglese (P), 39′ st aut. Sierralta (B) Ammoniti: Dimarco (P), Rigoni (P), Soriano (B), Gervinho (P), Scozzarella (P) Espulsi: Bruno Alves (P) per doppia ammonizione

LE STATISTICHE

• Da inizio marzo, il Bologna è, con il Barcellona, una delle due squadre ad aver vinto più partite interne nei Top-5 campionati europei (sei successi su sei).

• Era da dicembre 2002 che il Bologna non vinceva sei partite casalinghe di fila in Serie A. • Il Bologna non realizzava quattro gol in campionato dall’aprile 2017 (4-0 vs Udinese). •

Tutti gli ultimi 17 gol realizzati dal Bologna in questa Serie A sono arrivati nel corso dei secondi tempi di gioco.

• Da marzo, il Bologna è la squadra che ha segnato più gol in questo campionato: 19, almeno cinque in più di qualsiasi altra squadra. • Nessuna squadra ha realizzato più reti del Bologna su sviluppi di calcio da fermo nel 2019: 14, compresi gli ultimi due.

• La sconfitta del Parma ha interrotto una serie di cinque pareggi consecutivi in Serie A. • Tutti i sette gol segnati da Riccardo Orsolini in questo campionato sono arrivati nei secondi tempi, gli ultimi tre al Dall’Ara.

• Per la prima volta nella sua carriera in Serie A, Riccardo Orsolini ha sia segnato che fornito un assist nello stesso match.

• Roberto Inglese è tornato al gol in Serie A dopo un’astinenza di 661 minuti. • Primo gol per Lyanco alla presenza numero 17 nel massimo campionato.( mediaset)

La sentenza del Tribunale federale che di fatto ha retrocesso il Palermo in serie C, in attesa di un eventuale appello, ha cambiato la classifica del campionato di serie B, conclusosi sabato scorso e in attesa della decisione dei giudici sulla società rosanero. Al momento, il Palermo scende dal terzo all’ultimo posto, consentendo al Perugia, che era nono, di salire all’ottavo posto col diritto quindi di partecipare ai playoff. Il Consiglio direttivo della Lega Serie B, apprende l’ANSA, dopo la sentenza del Tfn che ha disposto la retrocessione del Palermo,”ha deliberato all’ unanimità di renderla immediatamente esecutiva e di procedere con le partite dei playoff con le date programmate lo scorso 29 aprile”. “Le quattro squadre retrocesse in C sono dunque Foggia, Padova, Carpi (come determinato dal campo), e Palermo (come deciso dalla giustizia sportiva)”. Niente playout, quindi, e Salernitana e Venezia salve. (mediaset)

Nell’ultimo posticipo della 36a giornata di Serie A, l’Inter batte 2-0 il Chievo e si riporta al 3° posto scavalcando l’Atalanta: ora per la qualificazione matematica alla Champions League bastano tre punti tra Napoli ed Empoli. Nel primo tempo i clivensi si difensono con ordine e cadono solo al 39′ per un sinistro che bacia il palo di Politano. Nella ripresa Rigoni si fa cacciare per doppia ammonizione e Perisic raddoppia dopo un palo di Cedric. L’Inter non sbaglia, per quasi un tempo fa tremare i propri tifosi, ma alla fine pur senza incantare fa il suo dovere, risponde ad Atalanta, Milan e Roma e mette altri tre mattoncini per l’obiettivo Champions League. Il Chievo ormai retrocesso, però, non è venuto a San Siro in gita scolastica e vuole chiudere a testa alta un campionato da dimenticare. Di Carlo schiera un 4-4-2 che in fase difensiva diventa 4-5-1 e si arrocca davanti a Semper, la situazione peggiore per una squadra – l’Inter – che si esalta soprattutto negli spazi. La parola d’ordine a questo punto diventa pazienza, quella che il numeroso pubblico di San Siro (anche stasera oltre 57mila spettatori) sembra perdere dopo una ventina di minuti, ai primi appoggi sbagliati e retropassaggi. I nerazzurri fanno collezione di angoli (la bellezza di 10 al 38′), ma la difesa veneta guidata magistralmente da Bani non soffre più di tanto. Ci vuole un lampo, una fiammata, che arriva dal miglior acquisto stagionale: il sinistro di Politano bacia il palo, batte Semper e scaccia i fantasmi. Nella ripresa i ragazzi di Di Carlo si fanno più coraggiosi e inevitabilmente lasciano spazi. La banda Spalletti, con Icardi ancora in ombra, conferma i limiti di questa stagione, ovvero la mancanza di cinismo davanti. Dopo un destro a giro di Vignato che fa venire i brividi ad Handanovic, le occasioni cominciano a fioccare ma imprecisione, un po’ di sfortuna (palo di Perisic) e la bravura del numero 1 ospite consentono al Chievo di rimanere in partita. Gli ospiti, però, si fanno male da soli, quando Rigoni già ammonito si fa cacciare per un fallo su Gagliardini. L’ingresso del centrocampista e quello di Candreva al posto dell’infortunato Politano (problemi a una caviglia) danno linfa e vivacità e nel finale Perisic dopo un palo di Cedric trova il gol che chiude la contesa. I due neo-entrati hanno voglia di spaccare il mondo, ma Semper fa la sua bellissima figura alla prima a San Siro. L’Inter ritrova il successo nel suo stadio dopo quasi due mesi (dal derby del 13 marzo) e ora mancano solo tre punticini per centrare l’obiettivo stagionale e tornare nell’Europa che conta.

LE PAGELLE

Politano 7 – Anche stasera conferma di essere il miglior acquisto estivo dell’Inter. Segna il gol che scaccia i fantasmi, poi è sfortunato perché sfiora il raddoppio e si fa male.

Candreva 6,5 – Entra al posto di Politano tra i fischi, ma li rispedisce al mittente con una prova davvero positiva. Tanti cross e iniziative pericolose.

Icardi 5,5 – Spalletti gli chiede di giocare più per la squadra, qualche bel movimento ma non trova mai lo specchio della porta e prosegue nel digiuno da gol.

Bani 7 – Dalle sue parti non si passa mai e se il Chievo prende solo un gol è soprattutto per merito suo. Vince quasi ogni duello. Semper 7 – Incolpevole sui gol, è bravissimo sulla doppia conclusione di Politano e Perisic e nel finale su Candreva e Gagliardini.

Rigoni 5 – Si fa ammonire in modo ingenuo per eccessiva foga nel pressing su Skriniar, poi nella ripresa ne commette un altro su Gagliardini e Doveri non può far altro che mandarlo negli spogliatoi.

TABELLINO INTER-CHIEVO 2-0

Inter (4-2-3-1): Handanovic 6; Cedric 6, Miranda 6, Skriniar 6, Asamoah 7; Vecino 6 (20′ st Gagliardini 6,5), Borja Valero 5,5; Politano 7 (17′ st Candreva 6,5), Nainggolan 6, Perisic 6,5; Icardi 5,5 (34′ st Lautaro Martinez sv). A disp.: Padelli, Berni, Ranocchia, Dalbert, Joao Mario, Keita Balde. All.: Spalletti 6

Chievo (4-4-2): Semper 7; Depaoli 5,5, Cesar 6, Bani 7, Tomovic 6 (33′ st Jaroszynski sv); Leris 6, Rigoni 5, Hetemaj 6, Vignato6 (35′ st Pellissier sv); Meggiorini 5, Grubac 5 (6′ st Kiyine 6). A disp.: Caprile, Tanasjevic, Andreolli, Karamoko, Ndrecka, Burruchaga, Piazon, Pucciarelli, Stepinski. All.: Di Carlo 6

Arbitro: Valeri Marcatori: 39′ Politano (I), 41′ st Perisic (I) Ammoniti: Grubac (C), Borja Valero (I), Rigoni (C), Perisic (I) Espulsi: Al 31′ st Rigoni (C) per doppia ammonizione

LE STATISTICHE

L’Inter ha tenuto 17 volte la porta inviolata in questo campionato, più di qualsiasi altra squadra. 10 tiri nello specchio per l’Inter in questo match: solo contro il Frosinone a novembre (13) i nerazzurri ne avevano effettuati di più in una partita di questa Serie A.

Sette gol in sette incontri di Serie A per Ivan Perisic contro il Chievo, sua vittima preferita nella competizione. Per la seconda volta in questa Serie A l’Inter ha chiuso una partita senza subire alcun tiro nello specchio (l’altra contro l’Atalanta ad aprile). I primi otto giocatori per numero di palloni giocati nella partita sono dell’Inter.

38 reti subite in trasferta dal Chievo in questo campionato, record negativo al pari dell’Empoli. Matteo Politano ha realizzato il suo 25º gol in Serie A (almeno cinque reti in tutte le quattro stagioni disputate nel massimo campionato). Matteo Politano ha effettuato al 57º minuto il 300º tiro della sua carriera in Serie A.

L’Inter schiera oggi l’XI titolare più anziano in questa Serie A (29 anni, 273 giorni). Prima espulsione in Serie A per Nicola Rigoni, alla sua 82ª presenza nella competizione.

(mediaset)



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