Le vittorie azzurre: Coppa Internazionale

Di , scritto il 31 Maggio 2020

Negli anni ’30 il calcio è ormai uscito dalla sua fase pionieristica e si appresta a diventare lo sport più seguito al mondo. Proprio nel 1930 si gioca il primo Mondiale al quale l’Italia non partecipa. La storia che vogliamo raccontare è quella delle due vittorie italiane nella Coppa Internazionale, di cui la prima, ottenuta novanta anni fa, costituisce il primo trofeo in assoluto conquistato dall’Italia. La Coppa Internazionale è il primo torneo per squadre nazionali dell’Europa continentale; di fatto l’antenata dell’Europeo. Ma conosciamo meglio l’ideatore: Hugo Meisl.

Meisl nasce nell’attuale Repubblica Ceca ai tempi dell’Impero Austro-Ungarico. Si trasferisce fin da ragazzo a Vienna per studiare e là conosce il calcio, dove farà di tutto; giocatore, allenatore, arbitro, dirigente. Nel 1904 è fra i fondatori della federazione austriaca e vent’anni più tardi della lega professionistica. Come allenatore della nazionale austriaca, il mitico Wunderbar Team, sarà per tutti gli anni ’30 il rivale numero uno di Vittorio Pozzo del quale è comunque un grande amico, dal momento che parla anche italiano. Inventa nei primi anni ’20 la Mitropa Cup, antenata della Coppa dei Campioni, con l’intento di riallacciare i rapporti attraverso il calcio fra quelle nazioni che avevano fatto parte dell’Impero e infatti alla Mitropa sono ammesse le squadre di club di Austria, Ungheria, Cecoslovacchia, Jugoslavia e Italia. Pochi anni dopo, sulla stessa falsariga, Meisl inventerà anche la Coppa Internazionale, per squadre nazionali. In questo caso il posto della Jugoslavia viene preso dalla Svizzera.

L’Italia debutta il 23 Ottobre del ’27 a Praga, pareggiando 2-2 con la Cecoslovacchia. Alla guida della Nazionale c’è Augusto Rangone che guiderà l’Italia anche alle Olimpiadi di Amsterdam. I due gol italiani li mette a segno Julio Libonatti, l’oriundo di Rosario che sarà protagonista della coppa e vincerà la classifica marcatori con 6 gol, insieme al suo compagno del Torino Gino Rossetti. Il debutto casalingo è pochi giorni dopo a Bologna, esattamente il 6 Novembre, contro l’Austria di Hugo Meisl. Ed è il Wunderteam ad avere la meglio per 1-0. Il 1° Gennaio del ’28 siamo in campo a Genova contro la Svizzera ed è vittoria 3-2, contro quella che nel corso degli anni si rivelerà sempre la squadra materasso e che in questo torneo finirà a zero punti. Altra doppietta di Libonatti e gol della vittoria del livornese, Mario Magnozzi. Altro impegno casalingo il 25 Marzo del ’28 a Roma contro l’Ungheria e vittoria 4-3. Libonatti segna il gol della vittoria, mentre in precedenza c’è la doppietta dell’interista Leopoldo Conti, intervallata dal gol di Baloncieri.

Dopo la pausa olimpica, l’Italia riprende il suo cammino nel torneo con il ritorno contro la Svizzera. Si gioca a Zurigo il 14 Ottobre ed è ancora 3-2 per l’Italia. Questa volta non segna Libonatti, ma segnano gli altri due del trio meraviglia del Torino. Rossetti pareggia il gol iniziale della Svizzera e poco dopo porta l’Italia in vantaggio. Baloncieri ci porta sul 3-1, poi ci sarà il secondo gol dei rosso-crociati. Nel frattempo, Augusto Rangone ha lasciato la guida della Nazionale a Carlo Carcano, che debutta ufficialmente in questa occasione. Nella sesta partita del torneo l’Italia ospita per il ritorno la Cecoslovacchia il 3 Marzo del ’29 a Bologna. Da notare che qualche mese prima l’Italia aveva affrontato l’Austria, ma in amichevole (2-2 il risultato). Questo dimostra quanto fosse carente sul piano organizzativo questo torneo e lo sarà per tutta la sua vita, sebbene tecnicamente racchiudesse il meglio del calcio continentale. Tornando alla partita, l’Italia vince 4-2 e ancora si scatenano i torinisti: Rossetti ne fa tre e Libonatti segna l’altro. Il 7 Aprile si va a Vienna e anche Carcano cade contro Meisl, così come Rangone all’andata. Il finale è 3-0 per l’Austria e la coppa sembra svanire. All’Italia resta un’ultima partita da disputare, in trasferta contro l’Ungheria che sarà anche l’ultima del torneo, quella decisiva. Alla vigilia di questo ultimo impegno la classifica vede appaiate in testa con 10 punti Austria e Cecoslovacchia che hanno terminato le loro partite. Italia e Ungheria sono a loro volta appaiate a 9 punti, mentre la Svizzera è al palo. Ungheria-Italia assomiglia molto ad una finale; chi vince scavalca il duo di testa e si aggiudica la Coppa. Al termine della stagione 1928-29, Carlo Carcano lascia la guida della Nazionale per andarsi a prendere le sue grandi soddisfazioni con la Juventus. Sarà infatti sulla panchina bianconera nei primi 4 dei 5 scudetti consecutivi degli anni ’30. La Nazionale viene affidata a Vittorio Pozzo che peraltro l’aveva già guidata sia alle Olimpiadi di Stoccolma nel ’12, sia a quelle di Parigi nel ’24. Pozzo debutta di nuovo con un vittorioso 6-1 in amichevole contro il Portogallo e, dopo altre tre amichevoli, c’è da affrontare l’impegno con l’Ungheria a Budapest l’11 Maggio del ’30. Prima della partita Pozzo visita insieme ai suoi giocatori i teatri della Prima guerra mondiale, nella quale sia lui che il capitano Baloncieri avevano combattuto. Incita così i suoi giocatori a battere di nuovo in un colpo solo quelle due nazioni già sconfitte in guerra: l’Ungheria sul campo e l’Austria superandola in classifica. Non sappiamo se il discorso patriottico di Pozzo sia stata la molla decisiva, anche se a tanti piace pensarlo. Fatto sta che il risultato finale è un clamoroso 5-0 per l’Italia: in gol per ben tre volte l’interista Giuseppe Meazza, destinato ad entrare nella storia del calcio e una volta ciascuno Magnozzi e Raffaele Costantino, in forza al Bari, all’epoca in Serie B. Libonatti è assente, ma c’è un altro oriundo; Mumo Orsi che sarà determinante più avanti, soprattutto al Mondiale del ’34. L’Italia vince così il suo primo trofeo e con Vittorio Pozzo alla guida, vincerà anche tutti gli altri di quel decennio.

La prima edizione della Coppa Internazionale si era protratta per tre anni e, diluendo le partite in questo modo, si era corso il rischio di comprometterne l’interesse. In realtà invece il torneo si rivela talmente interessante da organizzarne subito una seconda edizione, stavolta però con tempi più ristretti fra il ’31 e il ’32. Questa seconda edizione è vinta dall’Austria e a tuttora rimane l’unico trofeo internazionale vinto da una nazionale austriaca, nonché l’unica vittoria di Meisl e del Wunderteam. La terza edizione si gioca a cavallo del Mondiale italiano, fra il ’33 e il ’35. Per sottolineare il valore assoluto della Coppa Internazionale, possiamo notare che tre su quattro delle semifinaliste del Mondiale ’34, Austria, Italia e Cecoslovacchia, partecipano alla Coppa e la finale se la giocano queste ultime due. Ungheria e Svizzera ai Mondiali arrivano comunque ai quarti, eliminate rispettivamente da Austria e Cecoslovacchia. In pratica quella Coppa è un mini-mondiale.

La prima partita del torneo si svolge a Ginevra ed è Svizzera-Italia. Il risultato è 3-0 per l’Italia, con doppietta di Schiavio e terzo gol di Meazza, due dei grandi protagonisti del futuro mondiale. Il debutto casalingo dell’Italia è a Firenze il 7 Maggio del ’33, contro i futuri avversari della finale mondiale. La nostra nazionale chiude la pratica già nel primo tempo con gol di Ferrari e Schiavio e il 2-0 finale non fa presagire le difficoltà che l’Italia dovrà superare quando si troverà ad affrontare la Cecoslovacchia in un altro contesto. Il 22 Ottobre dello stesso anno l’Italia va in trasferta in Ungheria ed è un’altra vittoria. A Budapest il risultato finale è di 1-0 con gol di Felice Borel che farà una breve apparizione al Mondiale. Per inciso sarà l’ultimo dei 22 campioni del mondo ad andarsene.

La quarta partita di Coppa dell’Italia si gioca di nuovo a Firenze ed è il ritorno contro la Svizzera. Stavolta l’Italia vince di ‘manita’; 5-2 il risultato finale con gol di Ferrari, Pizziolo, Orsi, Meazza e Monti. Per la verità la Svizzera verso la fine del primo tempo si era trovata in vantaggio 2-1, ma al riposo le squadre erano già in parità. L’Italia chiude quindi il 1933 a punteggio pieno anche se è l’unica ad aver giocato 4 partite, mentre l’Austria non ha ancora debuttato. E la prima partita dell’anno che porta ai Mondiali è proprio contro i grandi rivali del decennio. Si gioca a Torino nell’attuale Olimpico-Grande Torino, la casa della squadra granata. La partita si complica al ventesimo: Zischek colpisce due volte nel giro di tre minuti e prima della mezz’ora Binder porta l’Austria sul 3-0. All’inizio del secondo tempo Enrique Guaita, debuttante in quella partita, prova a rimettere le cose a posto; segna su rigore e, dopo due minuti, su azione. Ma al 55′ ancora Zischek completa la sua tripletta per il 4-2 finale. È la prima sconfitta in Coppa, ma soprattutto è un campanello d’allarme per Pozzo in vista degli imminenti mondiali. Prima che tutte le squadre si concentrino sull’obiettivo principale di quell’anno, si giocano altre due partite: Svizzera-Austria 2-3 e Cecoslovacchia-Ungheria 2-2. Alla pausa per il Mondiale si arriva quindi con questa classifica: Italia 8 (5 partite giocate), Austria 4 (2), Ungheria 3 (3), Cecoslovacchia 1 (2), Svizzera 0 (4).

Sappiamo che il Mondiale 1934 viene vinto dall’Italia, mentre la Coppa riprende il 23 Settembre del ’34, con Austria-Cecoslovacchia che pareggiano 2-2 a Vienna. Due settimane dopo l’Austria incappa nella sua prima sconfitta a Budapest per 3-1 e l’Ungheria raggiunge in classifica il Wunderteam a quota 5 con lo stesso numero di partite giocate. Il 1934 si chiude con altre due partite: Svizzera-Cecoslovacchia 2-2, primo punto storico per gli elvetici e Austria-Svizzera 3-0 con la squadra di Meisl che eguaglia il numero di partite giocate dall’Italia, ma con un punto in meno. Il 24 Marzo del ’35 è il giorno dello scontro diretto. Si gioca a Vienna allo stadio del Prater, oggi dedicato ad un altro grande allenatore austriaco: Ernst Happel. Le due nazionali sono in fase di rinnovamento, come succede dopo tutti i Mondiali. Della finale restano in formazione Monzeglio, Ferrari e Orsi, mentre Meazza rientrerà nella successiva partita. In campo 5 oriundi: Faccio, Guaita, Orsi, Demaria e Mascheroni, anche lui campione del mondo, ma con la maglia dell’Uruguay nel ’30. Debutta al centro dell’attacco italiano il laziale Silvio Piola che risulterà decisivo. Al 51′ lo stesso Piola sblocca il risultato, segnando il suo primo gol in Nazionale. Trenta minuti dopo lo stesso centravanti si ripete e l’Italia porta a casa una vittoria in trasferta con cui in pratica ipoteca la Coppa. A questo punto l’Italia sale a 10 punti, contro i 7 dell’Austria a parità di partite giocate (6). L’Austria esaurisce le sue partite con due pareggi; 0-0 in Cecoslovacchia e un clamoroso 4-4 in casa con l’Ungheria, ragion per cui la Coppa è matematicamente dell’Italia, prima ancora degli ultimi due impegni. Il 28 Ottobre del ’35 l’Italia perde 2-1 a Praga con Pitto che segna il momentaneo pareggio e infine la Coppa si conclude a Milano il 24 Novembre con il pareggio 2-2 con l’Ungheria che permette ai Magiari di raggiungere l’Austria a 9 punti. Gli ultimi gol italiani sono di Colausig e Ferrari che portano la nostra nazionale a quota 11. L’Italia vince la sua seconda Coppa Internazionale e sarà l’unica nella storia a farlo.

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